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Letture e recensioni Part III

Eccoci con l’ultima parte della review dedicata alle vecchie recensioni, che vi riproponiamo assieme ai corrispondenti libri. Abbiamo spaziato tra manuali, saggi, romanzi, antologie, autori celebri, esordienti… ecco gli ultimi consigli di lettura della settimana!

 

AAVV, Viva Las Vegas, (Las Vegas Edizioni 2008)

Si apre “Viva Las Vegas” con curiosità, e il piacere di una lettura che non è solo “cool” si accompagna alla sorpresa. I racconti sono di buon livello, diversi tra loro in struttura e modi narrativi, oltre che nei temi. (Leggi la recensione)

Harold Bloom, Come si legge un libro (e perché), (Rizzoli 2001)

 È un saggio che raccomando perché ha uno stile scorrevole e un respiro ampio, che insegna molto sugli autori presi in esame, sulle conversazioni che si possono fare con loro e anche sui modi in cui si può attaccare un testo letterario, classico o moderno che sia. Leggere è infatti una pratica che migliora con il tempo e con l’applicazione, e maestri come Bloom, pur affermando di non volerlo fare,  ci aiutano a trovare la nostra personale strada di lettori. (Leggi la recensione)

Terry Brooks, A volte la magia funziona, (Mondadori 2003)

Terry Brooks, autore del celebre “La spada di Shannara” e di una lunga lista di fantasy di successo, mette a disposizione la sua esperienza scrivendo un breve manuale autobiografico nel  quale mescola consigli tecnici ad aneddoti personali. Si tratta di un’operazione simile a “On writing” di Stephen King – o, ancora meglio, un’alternativa a “On writing”: le differenze tra i due libri si articolano sulle differenze caratteriali tra Brooks e King, che raccontano la stessa cosa in modo diverso. (Leggi la recensione)

Clelia Farris, Nessun uomo è mio fratello (Delos 2009)

Il romanzo affronta temi controversi, come la bioetica e la manipolazione genetica, ma soprattutto quello dell’autodeterminazione individuale e del libero arbitrio. E lo fa con un’eleganza che si mantiene intatta dal primo all’ultimo capitolo. (Leggi la recensione)

Jonathan Lethem, Crazy Friend (Minimum Fax 2011)

Quale scrittore non porta nel cuore un maestro ideale? Chi di noi non ha un libro, una frase, più spesso un autore, dal quale è stato ossessionato? Chi non ha mai scritto un racconto al solo scopo di imitare un grande, per copiarne il tema, lo stile, per sognare nell’arco di una riga di essere come lui? (Leggi la recensione)

Buona lettura e alla prossima settimana!

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