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Gli autori classici sono morti? Non più: arrivano “The descendents”

Cos’hanno in comune Wilhelmina Hemingway, Mahoney Fitzgerald o Kelly Steinbeck? Un primo indizio è che si tratta di scrittori. Il secondo indizio è che, fino a poco tempo fa, facevano tutt’altro (impiegati, ispettori, inservienti).

Gli autori dei romanzi classici che leggiamo, studiamo o facciamo leggere alle nuove generazioni hanno tutti una caratteristica in comune: sono morti. Non possiamo più intervistarli, vederli su Youtube, ma soprattutto non potremo mai più leggere nuove pubblicazioni che portano la loro firma.

O forse sì?

L’idea arriva dritta dagli Stati Uniti, fucina di progetti editoriali: se il talento letterario è innato, e gli autori classici hanno dei discendenti… perché non creare un grande team-up di pronipoti e armarli di penna, sfruttando la genetica? L’idea è meno balzana di quanto sembra ed è sostenuta appieno da un recente studio dell’University of Springfield: secondo i ricercatori, infatti, i talenti artistici non solo sono innati, ma geneticamente trasmissibili al pari di allergie o colore dei capelli. Un grande gruppo editoriale formatosi per l’occasione ha quindi sguinzagliato i suoi agenti alla ricerca di figli e nipoti ancora in vita e in grado di produrre materiale, mettendoli sotto contratto.

Da questo gruppo di reclute letterarie, a cui è stato dato il nome semi-ufficiale di “The Descendents“, verranno per prima cosa tirati fuori dei sequel, romanzi che proseguono la trama di opere celebri e autoconclusive degli illustri bisnonni.

I titoli e gli autori sono stati rivelati solo parzialmente e verranno rilasciati sul mercato in seguito a una campagna di marketing virale. Per il momento, la seguente lista dovrà essere sufficiente a solleticare la vostra curiosità:

“For whom the bell tolls II” (Per chi suona la campana II). Willie Hemingway, pronipote del celeberrimo premio Nobel e bidella in un asilo nido dell’Illinois, è stata la prima a rilasciare un’intervista negli Usa, nella quale ha parlato del suo sequel e dei temi in esso trattati.

Sull’onda del successo del film di Baz Luhrmann è stato riportato in vita anche un altro personaggio: proprio Jay Gatsby, redivivo ne “Il grande Gatsby II“, nel quale il ricco festaiolo riemerge dalla morte apparente – inscenata, come viene spiegato, alla fine del primo libro – e si lancia in un vortice di violenza e vendetta contro l’egoista Daisy; solo l’amore omosessuale per Nick Carraway placherà la sua sete di sangue. L’autore è il quarantunenne bisnipote di Francis Scott Fitgerald, Mahoney, che lavora come ispettore in una fabbrica di scatole a Austin, Texas.

L’ultimo nome (e titolo) rivelati coinvolgono Kelly Steinbeck, discendente del grande John e impiegata in un ufficio postale californiano. Il suo “Of mice and men II“, più che un sequel in senso stretto, è una trasposizione fantascientifica dell’opera originale: George e Lenny sono due alieni immigrati in una Terra povera e sconquassata dalle guerre, a caccia del loro angolo di paradiso.

La curiosità è tanta e sarà divertente vedere cosa ne verrà fuori: d’altro canto, è polemica da parte di molti aspiranti scrittori, che non trovano giusta la possibilità di pubblicare e vendere migliaia di copie solo sulla base di un cognome.

E in Italia? La notizia rimbalza fra i social network, ma ancora non è stata confermata: sembra che il maggior gruppo editoriale italiano abbia già messo le mani su un discendente d’oro, un idraulico milanese dal curioso nome di… Manzoni. Staremo a vedere: a questo link, comunque, potrete trovare la notizia nel dettaglio e un elenco di fonti ufficiali.

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3 Replies to “Gli autori classici sono morti? Non più: arrivano “The descendents””

  1. Massimo Cortese ha detto:

    Visto il giorno, credo che sia un pesce d’aprile. Tuttavia, l’idea è pittoresca, non la trovo affatto disastrosa. <inoltre il discorso potrebbe avere delle varianti: per esempio, la domestica di Hamynguay potrebbe avere dei discendenti, magari potrebbe averci lasciato un diario, gli scontrini… Insomma, l'idea non va abbandonata, la trovo geniale.

  2. ElenaS83 ha detto:

    Eh eh, sì, era il nostro solito pesce d’aprile 🙂
    In effetti penso anch’io che un team del genere potrebbe produrre qualcosa di interessante, fosse anche solo per le memorie che conservano degli illustri predecessori! Chissà quanti aneddoti…

  3. ElenaS83 ha detto:

    (in ogni caso, ammetto che “Il grande Gatsby II” e “Uomini e topi II” in versione sci-fi li avrei comprati! 😛 )

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