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Ipse Dixit: Murakami

“Scrivere un libro è un po’ come correre una maratona, la motivazione in sostanza è della stessa natura: uno stimolo interiore silenzioso e preciso, che non cerca conferma in un giudizio esterno.”

(Haruki Murakami)

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One Reply to “Ipse Dixit: Murakami”

  1. Massimo Cortese ha detto:

    ily MailNon conoscevo questa opinione, ma posso dire di averla condivisa. Ho sempre detto che il mio terzo libro concludeva la Maratona Letteraria, iniziata con il primo dei miei tre libri. L’espressione sportiva mi è piaciuta tanto da convincermi, senza alcun dubbio, ad immortalare nella copertina la fotografia dell’arrivo alla Maratona delle Olimpiadi di Londa del 1908 dell’atleta Dorando Pietri. L’atleta emiliano venne squalificato in quanto, avendo sbagliato strada, era arrivato stremato allo stadio, era caduto più volte ed i giudici di gara lo avevano aiutato a rialzarsi. In tribuna dello White City Stadium di Londra era però presente lo scrittore Arthur Conan Doyle, per l’occasione reporter del giornale Daily Mail, che lo immortalò in una cronaca appassionata. La vicenda mi ha sempre colpito.
    Un libro è sempre il risultato di una maratona, se si pensa agli ostacoli che si frappongono per la pubblicazione finale.
    Grazie
    Massimo Cortese

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