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Selfie Publishing!

Al giorno d’oggi, siamo in un mondo dominato dalle immagini e in cui tutti possono apparire e autopromuoversi, autofotografarsi, autoprodursi e autoincensarsi.

La vita di noi scrittrici e scrittori, austeri e ritirati, chiusi a scrivere parole e a battere tasti alla luce soffusa del crepuscolo, si è fatta quindi molto più difficile.

Come rispondere all’imperante cultura dell’apparire? Come districarsi nella giungla della auto-cose? Come reagire a un mondo vanesio, che pensa che lo scrittore sia ancora più vanesio?

…Dimostrandogli che ha ragione!

Perché se è vero che “se non puoi batterli unisciti a loro”, noi gente di cultura, eruditi alfieri del domani, sappiamo bene che “il modo migliore per resistere a una tentazione è cedere”.

Quindi via le penne e fuori tablet e fotocamere: è l’ora del selfie-publishing. Fotografatevi con le vostre opere (auto o etero pubblicate, va bene tutto, l’importante è apparire!) e postatele sulla pagina Facebook (e dove, se no?) Selfie Publishing con tag #selfiepublishing . Il mondo vuole vedere, vedere, vedere…

Gli scatti più belli verranno premiati da Studio83 con regali libreschi.
…autopubblicati, ovvio!

 

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One Reply to “Selfie Publishing!”

  1. Massimo Cortese ha detto:

    Un noto dizionario della lingua italiana offre la seguente definizione di vanesio: “di chi insulsamente ostenta un frivolo compiacimento di se stesso, rivelando la sua vuotezza interiore o addirittura la sua stupidità.” In questa società dell’apparire, il presenzialismo è la regola: chi non ricorda il personaggio del film di Nanni Moretti, che domandava “ma si nota più se vengo o se non vengo?”. Conseguentemente, nessuno rinuncia alla sua comparsata in televisione, a cominciare da coloro che presentano i loro libri nelle trasmissioni di massimo ascolto. Ma sono veri scrittori o rappresentano qualcos’altro?

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