Novembre2015

I migliori apocrifi holmesiani – Consigli di lettura

Qualche giorno fa, è uscito nelle sale italiane il film “Mr. Holmes – Il mistero del caso irrisolto”, la toccante e curatissima storia dell’ultima indagine di Holmes: ormai novantenne e in buen retiro in mezzo alle api, il Nostro, interpretato da Ian McKellen, si trova costretto a riaprire il suo ultimo caso e cercare di risolverlo con mezzi (e soprattutto esiti) non convenzionali.

Sono molto felice che sia uscito questo film. Intanto perché adoro da sempre il personaggio di Holmes in tutte le possibili salse. Poi perché stavo giusto programmando, dopo il classico del mese dedicato a “Uno studio in Rosso”, una bella serie di consigli di lettura dedicati agli apocrifi holmesiani!

Per apocrifi holmesiani si indicano tutti quei racconti, romanzi, film e in generale storie di fiction che hanno a che fare con la figura di Sherlock Holmes e non provengono dalla penna del suo creatore Arthur Conan Doyle. Holmes è ed è stato un personaggio amatissimo, la sua fama ha soverchiato Conan Doyle: come raccontato anche nell’ottimo articolo “Quello che vogliono i lettori” di S. Rossini, su “Il Colophon”. Più di una volta Conan Doyle ha cercato di far uscire di scena Holmes, per poi cedere al furor di pubblico e agli assegni stellari degli editori. E meno male!

Un uomo solo, per quanto eccelso come Conan Doyle, non è bastato: e sono fioriti gli apocrifi, a metà tra la citazione colta e la fanfiction, per dare e darci nuove storie e nuove versioni di un personaggio immortale.

Mr. Holmes – Il mistero del caso irrisolto è il romanzo di Mitch Cullin dal quale è stato tratto il film in questi giorni al cinema. Holmes anziano ripercorre parte della sua vita, delle sue indagini e del suo assurgere a mito e lo fa senza Watson, in una faticosa retrospettiva che ci porta fino in Giappone.

Il libro ha avuto pareri discordanti, non l’ho letto, ma mi pare rievochi un altro splendido romanzo a tema: Soluzione Finale, di Michael Chabon, Rizzoli. Qui, Holmes è sempre anziano, sempre apicultore, e c’è sempre di mezzo un bambino. La scrittura magistrale di Chabon rende giustizia e complessità al personaggio di Holmes, che affronta la sua età avanzata e si lega a una piccola vittima, per aiutarla a risolvere un caso (finale?). Da leggere.

Parlando di Giappone, Cullin non è stato il primo ad avere l’idea di una trasferta con gli occhi a mandorla: l’autore nippo-statunitense Dale Furutani ne ha parlato in “Strane avventure di Sherlock Holmes in Giappone”, Marcos Y Marcos Edizioni. Più di una volta, negli scritti originali, Holmes afferma di padroneggiare le arti marziali e l’uso della katana grazie a sue ricerche, quindi l’idea è più che ammissibile. Il gaijin Holmes, in incognito, è senza Watson, ma viene affiancato da un altro dottore: il buon Watanabe, che si interroga sulla sua identità, gli fa da interprete e Cicerone e si lega a lui grazie a un lontano segreto.  Il punto di vista, quindi, è quello giapponese, che considera esotico il visitatore: Furutani, anche autore di una fortunata serie di gialli cappa e spada ambientati nel Giappone feudale, ha una conoscenza incredibile del contesto, una penna raffinata ed è sicuramente una garanzia.

Il Giappone non è l’unico scenario esotico nel quale possiamo trovare Holmes. In “Un samba per Sherlock Holmes” (Einaudi), Jo Soares forza la mano e ci presenta un investigatore strafatto di erba e sedotto dalle bellezze brasiliane, in un clima un po’ troppo surriscaldato: per questo, quella carioca sarebbe “l’unica avventura che Conan Doyle non ha voluto raccontare”. Ho detto di amare Holmes in tutte le salse, quella piccante fa eccezione. Il libro è comunque godibile, ironico, ottime ambientazioni, vale la pena di essere letto se non si è legati al canone e non ci si scandalizza a leggere di un Holmes che corre a fare pupù in un angolo di strada.

Londra è sempre Londra. Lo sa bene Lauren D. Estleman, che si confronta con il canone contrapponendo al grande investigatore due dei più neri vilain vittoriani: il conte Dracula e il dottor Jekyll/mister Hyde. “Sherlock Holmes contro Dracula” e “Lo strano caso del dottor Jekyll e mr. Holmes” (Gargoyle Books) sono sicuramente tra gli apocrifi più amati e di maggior successo, e a ragione.  Estleman ci sa dannatamente fare: è ironico, chiaro e scorrevole, in una versione “modernizzata” dell’originale, e la narrazione scorre via come l’acqua.

 

 

 

 

 

 

E la coppia “nera” Jekyll-Hyde torna a confrontarsi con quella “luminosa” Holmes-Watson in “Il dottor Jekyll e mister Holmes”  di Luciano Vandelli, docente di diritto amministrativo, che si concentra proprio sul tema del “doppio”, nel tirare in causa una coppia di mostri sacri: Conan Doyle versus Stevenson. Il risultato è ottimo grazie alla grande conoscenza e alla scrupolosa ricostruzione di Vandelli, che dà vita a un apocrifo holmesiano che reputo tra i migliori.

L’ultimo consiglio di lettura riguarda un libro che non ho ancora letto, e un mostro sacro che è esistito davvero: Sigmund Freud, che grazie all’intervento di Watson si trova a over trattare un Holmes completamente schiavo della cocaina.  Accade nel romanzo “La soluzione sette per cento” di Nicholas Meyer (Fabbri): Holmes si fa ipnotizzare, Freud si trova a indagare, e c’è posto anche per il professor Moriarty, in una veste assolutamente diversa. Insomma, non vedo l’ora di leggerlo!

Anche da questo apocrifo è stato tratto un film, che ha ottenuto un grande successo di pubblico: “Sherlock Holmes – Soluzione Settepercento”. Nel film appaiono Robert Duvall, Laurence Olivier e Vanessa Redgrave, e penso proprio che cercherò anche questo.

Non prima di essermi fiondata al cinema, ovviamente. Buona visione e buone letture anche a voi!