menu

Terza Regola del Successo per Scrittori: Trovati un Mentore!

Eccoci al quarto appuntamento con la nostra serie di post dedicati alle regole del successo per scrittori.
I primi post della serie:

Oggi parliamo della terza regola del successo per scrittori: trovati un mentore.

Mentore è un personaggio dell’Odissea: un cittadino di Itaca al quale Odisseo affida suo figlio Telemaco, ancora bambino, prima di partire per la guerra di Troia.


Nell’accezione moderna, il mentoraggio è la trasmissione informale di conoscenze tra una figura più esperta e una meno. L’accezione aziendalese del termine mentoring, resa con l’orribile inglesizzazione del concetto greco, è la punta dell’iceberg di una relazione profonda che ha tante sfaccettature e un valore immenso.

La figura del mentore ha un ruolo cruciale nei percorsi di crescita personale, perché, come dice l’adagio popolare:

nessuno nasce imparato.

Se pensiamo alla figura “tradizionale” del mentore, pochi di noi possono dire di averne uno. Scrivere è un’attività solitaria, lo abbiamo detto molte volte. E spesso noi scrittrici e scrittori tendiamo a “drammatizzare” questa condizione. Siamo soli, nessuno ci capisce, pochi ci leggono e ancora meno vogliono pubblicarci.
Ed è subito Sturm und Drang.

Se ci concentriamo sulle qualità e sulle azioni di mentoraggio, il discorso cambia radicalmente. La relazione è parte fondante dell’essere umano e anche nella solitaria scrittura possiamo trovare elementi di spinta verso l’esterno.

Nel suo post che ha ispirato la nostra serie, James Scott Bell parla del suo mentore:

Un mentore può essere una persona, o può trovarsi in un libro stampato. Io considero Lawrence Bloch come mio mentore, nonostante il fatto che non mi abbia mai assistito personalmente. Perché? Perché ho religiosamente letto la sua rubrica di fiction sul Writer’s Digest ogni mese, sentendomi come se stesse consigliando me personalmente, ogni volta. Aveva l’abilità di entrare nella mente dello scrittore, cosa che certamente ha fatto con me. Quello che scrivo di mio pugno, provo a scriverlo nello stesso modo in cui lo faceva lui.

Riflettendo su cosa fa un mentore e su cosa esso rappresenta, ci accorgeremo che abbiamo già molti mentori: siamo circondati da mentori, ognuno dei quali ha aggiunto un pezzo alla nostra strada!

Un mentore infatti è colui che:

  1. ci insegna i rudimenti, le tecniche vincenti, i segreti del mestiere;
  2. legge i nostri testi e conosce il nostro percorso, impersonando quindi un “testimone” della nostra strada;
  3. ci introduce in un ambiente, ad esempio in un certo “giro” di autori pubblicati o di curatori in cerca di testi;
  4. ci affianca nel nostro percorso accettando di essere la nostra figura di riferimento;
  5. ci ispira, come nel caso riportato da James Scott Bell;
  6. ci incoraggia, ci motiva, ci stimola, ci assiste in modo simbolico.

Insegnanti, amici scrittori, compagni di forum, parenti positivi, editor… il nostro mondo può essere pieno di mentori, nel momento in cui capiamo l’importanza di riconoscerli e di cogliere i loro aiuti in modo consapevole.
Ed ecco che la nostra umida e solitaria scrivania può trasformarsi in un crogiuolo caldo e proficuo, nel quale mescere il bene ricevuto per ricavare il nostro contributo al mondo.

Nel breve tutorial di WikiHow “Come trovare un mentore”, si evidenzia un aspetto importante: ovvero la necessità di mantenere il rapporto vivo, anche quando non è più strettamente necessario. Lettere di ringraziamento, ma anche favori e contributi personali sono un modo per arricchire chi ci ha arricchito, restando consapevoli che si tratta sempre di un rapporto professionale e tecnico, e senza necessariamente farlo sfociare in amicizia intima o relazione sentimentale. Manteniamo il sangue freddo! 🙂

Il blog Vivi Al Meglio ci indica tre tipi diversi di mentore: per serendipità, pratico ed eroico.

Il mentore per serendipità è l’aiuto giusto al momento giusto, nel quale ci imbattiamo casualmente.

Il mentore pratico è il mentore “tradizionale”, colei o colui che ci fornisce le risorse delle quali abbiamo bisogno. Ci insegna una certa tecnica, oppure ci introduce in un giro di persone, o accetta di seguirci anche per un lungo periodo di tempo.

…o ci insegna come usare la Forza.

Possiamo trovarlo per serendipità, come il precedente, oppure andarcelo a cercare: prima chiariamo a noi stessi quali sono le cose di cui abbiamo bisogno, poi ci muoviamo e usiamo la nostra rete di contatti al meglio.

Nel suo post, JSB afferma:

Un buon editor, come ce ne sono tanti, lì fuori, può prefigurarsi come una guida: di solito per un compenso, soldi ben spesi, quando l’editor sa quello che fa. Un collega in grado di leggere e fare una buona critica può ricoprire questo ruolo altrettanto bene.

La figura dell’editor è un ottimo esempio di mentore pratico: noi di Studio83, ad esempio, non ci limitiamo a leggere un libro e correggerlo a penna rossa. Parliamo con l’autore, lo seguiamo nel suo percorso, gli diamo strumenti professionali per crescere. Non finisce qui: ci troviamo a consigliarlo anche dopo la fine del servizio letterario in sé, accogliamo con piacere e cordialità i suoi aggiornamenti e gli facciamo i complimenti quando pubblica qualcosa di nuovo. Animiamo quindi una relazione di mentoraggio vera e propria.

Il mentore eroico è una figura carismatica che possiamo usare come ispirazione e motore. Può essere un personaggio storico del quale abbiamo letto le gesta (tra gli statunitensi è molto comune trovare il Presidente Lincoln come primo, grande ispiratore), o un capo particolarmente dotato, o un autore best seller che troviamo incoraggiante leggere.

Ecco uno dei miei mentori.
Ting-a-ling, Kurt!

James Scott Bell racconta qualcosa del genere: non è solo la rubrica in sé, e gli utili consigli di Roth, che ne fanno un mentore. Il grassetto è mio:

Perché ho religiosamente letto la sua rubrica di fiction sul Writer’s Digest ogni mese, sentendomi come se stesse consigliando me personalmente, ogni volta. Aveva l’abilità di entrare nella mente dello scrittore, cosa che certamente ha fatto con me. Quello che scrivo di mio pugno, provo a scriverlo nello stesso modo in cui lo faceva lui.

La continuità, il legame emozionale, la presenza evocata, l’intenzionalità… un mentore non è un semplice insegnante, ma qualcosa di più profondo che ci coinvolge emotivamente.

Ed ecco la bella notizia: il mondo è pieno di mentori! Dobbiamo guardarci intorno, consapevoli di ciò che ci serve e di chi può fornircelo in un modo o nell’altro: per seguirlo, conoscerlo, apprezzarlo, imitarlo. Per fare nostri i suoi successi.

Parlo di stile letterario: un autore “mentore” ci ispira e ci fa suoi emuli. Non banali e piatti imitatori, perché l’imitazione è un esercizio tecnico e “vuoto” di personalità. Chi scegliamo come guida risponde a caratteristiche che sentiamo già in noi, ci corrispondono, le impersoniamo naturalmente,  ci sono affini. Ci servono!

Parlo di pubblicazioni: un editore “mentore”  aggiunge libro a libro, come tanti capitoli correlati di un unico super-testo senza soluzione di continuità. Quanto vorremmo aggiungere al suo catalogo anche un nostro capitolo! Per farlo non serve copiare, né compiacere… se ci lasciamo ispirare e proseguiamo in un percorso personale e nostro, sicuramente tante strade si incontreranno!

Parlo di solitaria, romantica scrittura. Sfido chiunque a non lasciarsi trascinare da parole forti e sentite come quelle di Stephen King in “On Writing”:

Scrivere è magia, è acqua della vita come qualsiasi altra attività creativa. L’acqua è gratuita. Dunque bevete.
Bevete e dissetatevi.

E Dorothea Brande, autrice di “Diventare scrittori”:

Nell’entrare nella tua giornata coll’immaginazione prima di iniziarla, puoi iniziare ad agire con successo in ogni momento.

Oppure Terry Brooks, in “A volte la magia funziona“:

A volte mi chiedo cosa pensino i giovani scrittori quando vengono paragonati a me. Cosa provano nel sentirsi dire che i loro libri sono simili a quelli di Terry Brooks? Mi auguro che i sentano come mi sento io quando mi paragonano a Tolkien, ossia che non è un brutto modello cui ispirarsi. Spero si ricordino che siamo compagni di viaggio lungo il sentiero della scrittura, la cui destinazione è scrivere il meglio possibile perché, qualunque sia il modello cui siamo paragonati, alla fine della giornata ciò che conta è come giudichiamo noi stessi.

Quanti spunti, eh?
Leggere manuali di scrittura, saggi e articoli a tema è una strada efficace per trovare un mentore ideale. Segui il nostro blog, per leggere recensioni e consigli di lettura di libri per scrivere bene!

La relazione con una figura eroica di riferimento è una forza molto potente anche a un livello superiore. Per saperne di più puoi leggere il post su L’Arte di Scrivere Felici: Come trovare mentori una volta e per sempre, dove mi concentro proprio sui mentori eroici e su come attivare la loro forza dentro di noi, citando dei veri, grandi guru:

  • Anthony Robbins
  • Napoleon Hill
  • mio papà

Questo è il grande Napoleon Hill. Rispetto a lui, Anthony Robbins è più atletico, e mio papà è a colori.

Prossimo post a tema: la Quarta Regola del Successo per Scrittori: Sii positivo!

E tu, hai dei mentori? Chi sono, e cosa hanno fatto per te? Ti lasci ispirare, o agisci con selettività? Hai un mentore ideale? Scrivilo nei commenti!

Condividi il post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *