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Addii – Ipse Dixit

Nei giorni passati, il mondo delle lettere e della cultura ha dovuto salutare per sempre delle persone che sono state protagonisti e contributori importanti per tutti.

Harper Lee si è spenta il 19 febbraio 2016 a 89 anni. È autrice di un romanzo che ha fatto la storia culturale statunitense, “Il buio oltre la siepe”, pubblicato nel 1960 e che le ha valso il Premio Pulitzer, diversi altri riconoscimenti e la fama mondiale.  Collaboratrice di Truman Capote, la stesura di “A sangue freddo” si deve anche al suo lavoro e ai suoi appunti . Negli ultimi anni è uscito “Va’, metti una sentinella” , romanzo che racconta vicende correlate a quelle del suo primo.

 “Avere coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare ugualmente, e arrivare fino in fondo, qualsiasi cosa succeda.”
[Harper Lee]

Umberto Eco è morto il 19 febbraio, a 84 anni. Riassumere in poche righe il suo percorso e il suo contributo è impossibile. Linkare il suo profilo su Wikipedia sarbbe improprio, dato che la disprezzava. Internazionale ha pubblicato una bella “intervista taglia-e-cuci” a cura di Giuseppe Rizzo: “Umberto Eco in quarant’anni di interviste”. Rizzo ha tratto da ventitrè interviste a Eco un nuovo confronto (lo abbiamo fatto anche noi! Con Philip K. Dick e Kurt Vonnegut).

“I libri non son fatti per crederci, ma per essere sottoposti a indagine. Di fronte a un libro non dobbiamo chiederci cosa dica, ma cosa vuole dire.”
[Umberto Eco]

Ida Magli si è spenta il 21 febbraio a 91 anni. Antropologa e filosofa, ha influenzato tantissimo il dibattito nel suo settore con la pubblicazione di titoli fortemente controversi, dedicati al cristianesimo, al rapporto della religione con il potere, alla sessualità e al corpo femminile. Fortissima critica dell’Unione Europea, che ha sempre osteggiato, ha fatto discutere per le sue recenti posizioni nei confronti dell’Islam.

“Le migliori intelligenze sono per natura sempre e ovunque ribelli al potere.”
[Ida Magli]

Come sostenne anche Eco, leggere ci fa avere un assaggio di immortalità. Scrivere, e lasciare contributi tanto importanti come quelli di questi tre intellettuali, anche.

Tuttavia, una perdita resta tale. E la letteratura – la lettura, la scrittura, la conversazione – si confronta anche con questo, continuamente.

Più ci giriamo intorno, più serialmente ci riscopriamo a tornare a quest’idea che in fondo la letteratura non sia altro che un modo per provare a occupare lo spazio della perdita, rendere abitabile un tempo altrimenti inammissibile; quasi che alle volte dovendo far la scelta – di che libro leggere, di cosa interessarsi, di cosa valga la pena davvero parlare – la nostra attenzione venisse magnetizzata dall’unica cosa realmente importante: come farcela a sopravvivere alla morte delle persone care, di chi abbiamo amato, di chi ci ha amato.

Così inizia il pezzo di Christian Raimo “I libri ci aiuntano a non perdere chi amiamo” su Internazionale. Consigliamo davvero di leggerlo, per gli interessanti “consigli di lettura”; per le estrapolazioni e le citazioni; per le connessioni; per il sincero, onesto post scriptum, capolavoro di buona policy editoriale.

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