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Uno di Nicolò Govoni – Scrittori italiani di oggi

Non molti conoscono Nicolò Govoni. Non lo conoscevo nemmeno io, fino a poco meno di un mese fa, quando mi ha contattata via facebook chiedendomi l’amicizia.

Ne è inziato uno scambio di messaggi che mi ha portato a conoscenza dei seguenti fatti:

  • Nicolò ha scritto un libro e vuole venderne più copie possibile
  • Mi ha trovato e chiesto l’amicizia a casaccio, cerca gente e chiede l’amicizia così, alla ricerca di qualcuno che voglia aiutare
  • Aiutare chi?

Venti bambini che abitano in un piccolo orfanotrofio nel sud dell’India.

L’intero ricavato del suo libro, un libro che parla proprio del suo viaggio in India, della decisione di rimanervi e delle storie delle persone che ha incontrato lì, viene usato per finanziare l’orfanotrofio, il vitto e l’alloggio dei bambini, la loro istruzione e formazione.

Perché gli orfani? Nessun motivo. Un salto nel buio. Non avevo mai avuto spiccato interesse per il sociale, per il volontariato e tantomeno per i bambini. Cercavo semplicemente un’esperienza radicalmente differente dalla vita che avevo fino ad allora condotto, nella speranza di portare alla luce un lato migliore di me stesso che sentivo seppellito nella mia coscienza, e che ero completamente incapace di abbracciare. Ho scelto l’India seguendo l’istinto: quando avevo 16 anni mi era stato regalato un libro, “Shantaram”, e la terra lì raccontata mi aveva affascinato intimamente.
Dall’intervista “Volontario autonomo in India” sul blog Viaggio Animamente di Sara Boccolini

Sono rimasta molto colpita da questa storia, e dall’atteggiamento di Nicolò: sfacciato ma positivo, diretto, guidato da un obiettivo preciso che permea la sua vita. Ho visitato la sua pagina Facebook e ho visto le fotografie di molti ragazzi. Insieme a racconti e riflessioni, nelle quali Nicolò non parla da turista né da “volontario” ma da compagno di vita, coinvolto, attento, partecipe e desideroso di fare la differenza.

Ed è proprio per questa ragione, perché non potremo mai salvare tutti coloro che amiamo, che dobbiamo aiutare almeno quelli vivono ancora qui con noi. E lo faremo.

Ecco perché ho deciso di dedicare l’appuntamento di questo mese della rubrica “Scrittori italiani di oggi” a lui e al suo libro “Uno”.

Ho letto l’anteprima del libro da Amazon e alcuni altri estratti sul suo sito (di più in tre settimane non sono riuscita) e sono rimasta davvero toccata dalla sua storia e dalle sue storie.

Perché sono scritte bene, in modo vivo e consapevole. Mi pare di vedere una bella dose di editing nel libro, ma paragonando la scrittura nel libro e i testi sul sito e sulla pagina Facebook riconosco comunque un’impronta molto personale e uno stile già delineato. Inoltre, c’è una potenza espressiva che ho letto in altri giovani esordienti e che arriva dalla giovinezza, ma soprattutto dall’entusiasmo verso una missione incredibile. Insomma, la sua è una scrittura intensa che dà al lettore un’esperienza forte, io stessa sono rimasta commossa, turbata, avvinta dalle poche pagine che ho letto.

Perché a vent’anni è partito con uno zaino per un’esperienza di volontariato. Nello zaino doveva portarsi il minimo indispensabile, e ci ha messo dei fogli.

Perché le recensioni di Amazon sono tutte positive, e lo sono perché i lettori sono stati coinvolti emotivamente, ma anche moralmente e spiritualmente. Non tutte le storie sono a lieto fine e non tutti i bambini si possono salvare. Ma le parole di Nicolò non sono cupe o tristi, anzi, fanno venire voglia di fare del bene: secondo me è una cosa eccezionale.

Perché:

i progressi fatti insieme presso l’orfanotrofio Dayavu Home negli ultimi tre anni: costruita una sala studio, mensa e dormitorio, sostenuto l’istituto in quanto a cibo, elettricità e trasporti, costruito muro perimetrale di protezione, e infine grazie a “Uno” pagata scuola ai bambini e università ai ragazzi!

Nicolò ha pubblicato un vero e proprio rendiconto.

Oggi Dayavu Home riceve la prima donazione di “Uno”, la donazione di tutti i suoi lettori: voi.
Oggi questi ragazzi ricevono 850€, 400 dall’autore e 450 dalla casa editrice, la Genesis Publishing, che ha deciso, una volta coperti i costi di stampa, di devolvere a questi bambini la propria parte, per intero. Sì, concordo con voi, non potrei chiedere editore migliore.
Cosa faremo di questi soldi? Ne ho discusso con Mr Joshua stamattina:
– 340€ saranno usati per finanziare completamente il secondo anno di studi universitari di hotel management a Baskar, precedentemente sponsorizzato attraverso le donazioni di Humans of Cremona ONLUS.
– 160€ saranno usati per pagare la retta universitaria a Yugin, che studia ingegneria informatica, secondo anno.
– 270€ finanzieranno l’intero orfanotrofio per un mese intero, pagando per il cibo, l’elettricità e le spese di trasporto.
– I restanti 80€ saranno devoluti a pagare la scuola ai bambini più piccoli.

E a volte, quando mi guardo alle spalle e vedo i lumi di ciò che abbiamo realizzato insieme negli ultimi tre anni, resto a bocca aperta, senza parole.

Il racconto prosegue con una serie di iniziative svolte nelle scuole italiane e di raccolte fondi, che hanno sponsorizzato l’orfanotrofio e aiutato i ragazzi a vivere meglio, insieme, con elettricità, un furgone, una sala studi nel’orfanotrofio, un muro perimetrale che garantisca loro sicurezza.

Oggi Nicolò vive in India: si divide tra Pune, dove studia alla facoltà di giornalismo; e Tamil Nadu, dove torna appena può e continua ad adoperarsi per i ragazzi di Dayavu Home, attraverso iniziative benefiche che coinvolgono anche scuole italiane e varie realtà parmensi.

Quindi direi che questo è il caso di unire l’utile al dilettevole: se vuoi leggere roba buona, se vuoi scoprire un nuovo autore promettente, se vuoi viaggiare con le parole… puoi farlo, e allo stesso tempo aiuterai concretamente un gruppo di bambini che ha enorme bisogno di supporto economico e morale.

Qui c’è il link al libro su amazon: “Uno”, sia in cartaceo che in ebook.
Questo è il sito di Nicolò Govoni e questo il suo profilo Facebook: Nicolò Govoni.

Pochi click e pochi euro, per un buon libro da leggere e uno scrittore italiano di oggi… in trasferta, ma di cui andare orgogliosi. Leggi “Uno”, compralo, regalalo… il regalo lo fai anche ai ragazzi di Dayavu Home.

Spesso si sente dire “Fregatene degli altri, sii te stesso“. Certo, d’accordissimo. Ma quale, quale te stesso? C’è sempre un volto tra i mille nostri che aspetta di essere scoperto. Quindi sii la migliore versione di te che riesci a scovare, direi invece. Sì, è così.
[Dall’intervista “Volontario autonomo in India” sul blog Viaggio Animamente di Sara Boccolini]

 

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2 Replies to “Uno di Nicolò Govoni – Scrittori italiani di oggi”

  1. POLO ROSANNA ha detto:

    È stato un mio bambino alla scuola materna …. è un piacere ritrovarlo grande con un obbiettivo grande !!!! I tuoi ideali mi commuovono e mi fanno credere e sperare nei giovani di oggi ….In bocca al lupo e abbi cura di te, proteggi la bella persona che sei !!!attendo di leggere il secondo libro e tutti gli altri che seguiranno !!!! Un abbraccio . M/a Rosanna

    1. Giulia A. ha detto:

      Buonasera Rosanna, che bello leggere di questo ritrovamento 🙂 Glielo faremo sicuramente sapere. Grazie e buon lavoro, il suo è uno dei più importanti che ci siano!

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