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The man in the high castle – Dal libro alla tv

Nel 1962 Philip K. Dick pubblicò quello che sarebbe stato uno dei suoi più celebri (e migliori) romanzi di fantascienza, vincitore del premio Hugo: “The man in the high castle”, ucronia ambientata in un presente alternativo in cui la seconda guerra mondiale è stata vinta da giapponesi e tedeschi. Il risultato sono Stati Uniti divisi tra gli Stati del Pacifico, controllati dal Giappone, e la zona atlantica controllata dalla Germania; al centro, una zona neutrale tra gli Stati delle Montagne Rocciose. Anche l’Italia, alleata della Germania, ha il suo piccolo impero che si estende tra l’Est Europa e il Nord Africa. In questo mondo parallelo i giapponesi sono ossessionati dai manufatti della cultura di massa americana, ormai quasi scomparsi, mentre circola un romanzo proibito che il potere cerca costantemente di distruggere: un’opera che racconta di un presente alternativo in cui la guerra è stata vinta dagli Alleati e il mondo ha tutto un altro assetto politico…


Il romanzo è stato pubblicato in Italia con il titolo “La svastica sul sole”, fatta eccezione per l’edizione 2001 di Fanucci che ha recuperato il titolo originale, “L’uomo nell’alto castello”. L’opera è una delle più celebri ucronie, un sottogenere della fantascienza che narra appunto di presenti alternativi in cui un particolare evento ha portato a radicali differenze rispetto alla Storia così come la conosciamo. In questo caso Dick ritrae degli Stati Uniti sottomessi e umiliati, in cui – non a caso – la ribellione passa per un romanzo di fantascienza, genere dalla forte valenza politica e quindi osteggiato dal potere. Ma il finale della storia getta a sua volta una luce nuova e sinistra sul mondo parallelo che fa da sfondo alla vicenda, lasciando intendere che di presenti alternativi potrebbero essercene a bizzeffe…

Nel gennaio 2015 Amazon ha rilasciato l’episodio pilota di una serie televisiva tratta dal romanzo di Dick e prodotta, tra gli altri, anche da Ridley Scott e da Isa Dick, una delle due figlie dello scrittore scomparso nel 1982. Il romanzo è stato riadattato e le storyline sono state ampliate, dando spazio e risalto a eventi e personaggi che nell’opera cartacea, per forza di cose, erano stati meno approfonditi. Alcuni personaggi sono stati modificati in tanti aspetti, come Juliana Crain/Frink, una dei protagonisti, qui interpretata da Alexa Davalos e dotata di molte più particolarità e sfumature. Lo stesso vale per la sua “controparte”, la spia Joe Blake, che nel romanzo era italiano e si chiamava Joe Cinnadella.

Alexa Davalos, volto di Juliana Crain, sullo sfondo di una San Francisco occupata dai giapponesi

La serie è al momento inedita in Italia ed è stata prodotta solo la prima stagione. L’adattamento televisivo per ora sembra davvero eccellente e le modifiche apportate alla storia sono intelligenti e azzeccate. Il romanzo proibito (“The grasshopper lies heavy”, “La cavalletta non si alzerà più”) è diventato una pellicola e il movimento clandestino che si oppone agli imperi giapponese e tedesco è analizzato in modo più approfondito. La ricostruzione degli USA di questo presente alternativo è visivamente forte e affascinante; fra gli interpreti spicca Rufus Sewell nel ruolo dello spietato Oberguppenfuhrer John Smith.

Non sappiamo ancora come si evolverà la storia nella serie tv, né quanto si discosterà dal romanzo, ma le premesse lasciano ben sperare.

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