menu

Black Sails – Dal libro alla tv

Dopo i consigli di lettura a tema “romanzi sui pirati” abbiamo dedicato la rubrica “Un classico al mese” al capolavoro di Robert Louis Stevenson, “L’isola del tesoro“. Come abbiamo detto, l’opera – che racconta le avventure del giovane Jim Hawkins nella ricerca di un tesoro nascosto su cui ha messo gli occhi anche il temibile pirata Long John Silver – è entrata nell’immaginario collettivo con tutti gli affascinanti elementi che le danno vita: pirati, tesori nascosti, pappagalli e l’immancabile bandiera con il Jolly Roger. Se il romanzo ha ispirato moltissime riduzioni cinematografiche, nel 2014 il canale via cavo statunitense Starz ha mandato in onda la prima serie televisiva basata sull’opera di Stevenson.

Uno dei poster promozionali della serie tv

Il titolo del telefilm è “Black Sails” e la storia si va a posizionare diversi anni prima dell’incontro tra Silver e Jim: si tratta quindi di un prequel, una storia che mostra gli antefatti e gli eventi che porteranno a quelli già conosciuti. Il capitano James Flint è un affascinante e tormentato pirata alla ricerca della Urca de Lima, galeone spagnolo che contiene incredibili ricchezze. Assaltata una nave inglese, Flint prende a bordo un giovane John Silver, che ha salva la vita solo perché nasconde preziose informazioni sull’ubicazione della Urca de Lima. La loro storia va a intrecciarsi con quella di Richard ed Eleanor Guthrie, che gestiscono il riciclaggio delle merci razziate dai pirati a Nassau, e con quella dei celebri pirati Jack Rackham (noto storicamente come Calico Jack) e Anne Bonny.

Toby Stephens nel ruolo di Flint, capitano della Walrus

“Black Sails” ha ricevuto ottime critiche e sono già state prodotte tre stagioni, l’ultima delle quali andata in onda all’inizio di quest’anno. Il periodo storico in cui si posiziona è la cosiddetta età d’oro della pirateria, nel 1715; lo scenario è quello di Nassau, ex colonia inglese sull’isola di New Providence. La serie è stata girata in Sudafrica, nei Capetown Film Studios e vede l’attore britannico Toby Stephens (già conosciuto per la miniserie “Jane Eyre” del 2006 e per “La morte può attendere” di Lee Tamahori) nel ruolo del capitano Flint. A dare un volto a John Silver pensa l’attore australiano Luke Arnold, classe 1984, che aveva lavorato come stuntman e assistente di produzione prima di passare alla recitazione.

Il giovane John Silver

La serie è stata lodata per la bellezza visiva, oltre che per un registro complessivo che ha restituito alle storie di pirati atmosfere drammatiche, cupe e violente (lontane quindi dal franchise Disney “Pirati dei Caraibi”, molto ben riuscito ma tendente al fantasy). Di contro, la ricostruzione storica lascia parecchio a desiderare; linguaggio e atteggiamenti dei personaggi sono molto anacronistici e non aiuta il pessimo lavoro di truccatori e parrucchieri, che spesso rende davvero difficile collocare mentalmente gli attori nel 1715.

Come ogni prequel, però, “Black Sails” ha dalla sua la curiosità dello spettatore di proseguire per vedere in che modo le vicende narrate porteranno i personaggi agli eventi e alle scelte che già conosciamo. Quando e come l’affascinante cialtrone John Silver si trasformerà nel perfido pirata senza una gamba ossessionato dall’isola del tesoro? Lo scopriremo lungo la strada… pardon, lungo la rotta!

Condividi il post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *