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L’isola del tesoro – Un classico al mese

I consigli di lettura di questo mese hanno avuto come argomento i pirati, e tra di essi spicca uno dei romanzi per ragazzi più famosi di sempre: “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson.

Pubblicato nel 1881 a puntate e poi nel 1883 come romanzo, “L’isola del tesoro” ha portato nell’immaginario collettivo i pirati, la caccia al tesoro, le mappe, le isole sperdute, le gambe di legno, le bandiere col teschio e le bottiglie di rum, affascinando tante generazioni di ragazzi e di adulti.

L’opera narra le avventure di Jim Hawkins, un adolescente che gestisce con i genitori la locanda “Ammiraglio Benbow”. La sua vita cambia quando alla locanda arriva un misterioso avventore, Billy Bones, che si rivela essere un pirata in possesso di una mappa.

Dopo la sua morte, sulla base delle indicazioni della mappa (che conduce a un tesoro) viene organizzata una spedizione a bordo della nave Hispaniola alla quale prende parte anche Jim insieme al dottor Livesey, amico di famiglia.

L’equipaggio scelto, però, si mostra presto per quello che è: una ciurma di pirati, ex compagni di Bones, disposti a tutto pur di trovare il tesoro. Il più temibile è il loro capo, Long John Silver, salito sull’Hispaniola come cuoco di bordo.

La storia di Jim Hawkins è interessante quasi quanto quella che c’è dietro la stesura de “L’isola del tesoro”. Stevenson avrebbe infatti iniziato a scrivere il romanzo mentre era in vacanza nelle Highland scozzesi assieme alla famiglia e al suo figliastro, Lloyd, il quale si era divertito a disegnare la mappa di un’isola.

Assieme al ragazzo trasformò pian piano la mappa in una storia, che ogni giorno scriveva e poi leggeva ai parenti la sera, ricevendo consigli su come proseguire.

Sospesa temporaneamente la stesura a causa di problemi di salute, Stevenson la riprese alla fine di quell’anno e finalmente il romanzo vide la luce pubblicato a puntate sulla rivista Young Folks, con il titolo “Sea cook, or Treasure Island”.

Solo un anno dopo, nel 1883, l’opera fu accorpata e pubblicata come un unico romanzo. A quel punto il suo successo esplose di colpo: fu amata e letta da tantissime persone, e lodata, tra gli altri, dal primo ministro britannico dell’epoca, da Henry James e da Gerard Manley Hopkins. Iniziava un’avventura letteraria che avrebbe consacrato Robert Louis Stevenson come scrittore, e che lo avrebbe portato a produrre, negli anni successivi, capolavori come “Lo strano caso del dr Jekyll e mr Hyde” e “La freccia nera”.

“L’isola del tesoro” è un romanzo di formazione, che ci mostra un protagonista giovane e inesperto e la sua crescita attraverso una serie di situazioni e conflitti. La sua controparte, il pirata con la gamba di legno Long John Silver, è un personaggio scolpito nell’immaginario collettivo.

Orson Welles nel ruolo di Silver, 1972

Tra i tanti adattamenti cinematografici del romanzo ne ricordiamo due in particolare:

  • un film del 1972 con Orson Welles nel ruolo di Long John Silver;
  • una geniale versione fantascientifica realizzata dalla Disney nel 2002, “Il pianeta del tesoro”.

Il lungometraggio animato trasforma l’isola in un pianeta e la goletta in un’inedita nave spaziale, con una perfetta integrazione fra disegno manuale e computer grafica e una grandissima forza immaginifica.

La storia ruota attorno al rapporto tra Jim Pleiades Hawkins, qui abbandonato dal padre, e Silver, che diviene per lui una figura paterna con tutti i conflitti che ne seguono.

Il bastimento spaziale de “Il pianeta del tesoro”, 2002

Negli ultimi anni della sua breve vita, Stevenson intraprese con la famiglia un lungo viaggio nei mari del Sud che lo portò a stabilirsi a Upolu nelle isole Samoa, dove morì quattro anni dopo, ucciso da un’emorragia cerebrale: aveva avuto il tempo di farsi conoscere anche lì, dove lo chiamavano “Tusitala”, narratore di storie; ed era riuscito a scrivere un epitaffio che fu scolpito sulla sua tomba, nel quale spicca il verso “Home is the sailor, home from the sea“.

TITOLO: “L’isola del tesoro”

TITOLO ORIGINALE: “Treasure Island”

AUTORE: Robert Louis Stevenson

CITAZIONE: “Quindici uomini su una cassa da morto / YOH OH OH e una bottiglia di rum!”

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