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Chiara Palazzolo – Scrittori italiani di oggi

Il 5 agosto 2012 moriva Chiara Palazzolo, scrittrice italiana che è stata nello stesso tempo best seller e promessa della narrativa italiana. Di genere e non solo. Dopo i primi romanzi mainstream che furono già molto apprezzati, si dedicò al fantasy con la cosiddetta trilogia di Mirta-Luna, e poi all’horror con l’ultimo romanzo da lei scritto, “Nel bosco di Aus”,  pubblicato qualche mese prima della sua improvvisa morte per una recidiva del tumore che aveva battuto una prima volta. I suoi libri sono stati ben recensiti e a giudicare dalle critiche tutto lasciava supporre che il meglio dovesse ancora venire.

Il giorno dopo la sua scomparsa, Loredana Lipperini le scrisse un addio lacerante:

“Carla, corri”. Comincia così Nel bosco di Aus, con la protagonista in fuga, sotto una luna gigantesca, in fuga per salvarsi. La corsa di Chiara è finita stanotte.
In questo momento non ho le parole. Negli ultimi giorni, quando è diventato evidente che sarebbe accaduto, e che sarebbe accaduto presto, ho anche pensato a come trovarle. E’ una menzogna. Non ci sono le parole giuste quando ti viene strappata via la più cara delle tue amiche.

Conoscevo Chiara Palazzolo solo di nome, e per aver letto numerose recensioni ai suoi primi lavori. Prima di imbattermi proprio nel suo ultimo titolo. Parlo proprio del titolo, quel criptico e invitante “Nel bosco di Aus”, dove ogni parola è un colpo di genio. Per diversi anni l’ho avuto nella “lista dei desideri” e qualche settimana fa mi sono decisa a prenderlo in biblioteca.

“Nel bosco di Aus” è un libro sorprendente. Lo valuto più male che bene, e però sto qui a parlarne.

Nel romanzo c’è una grande storia, che è stata capace di rapirmi completamente (per la gioia delle mie figlie che si sono date alla pazza gioia mentre io volavo di pagina in pagina). E allo stesso tempo c’è una promessa non mantenuta, perché quasi nulla di questa grande storia viene portato fino alla fine, e dopo due terzi magnifici arriva l’ultima parte che sgonfia tutto arrivederci e ciao.
Tremendo, proprio perché la gran parte del libro è superba e densa (forse troppo densa) di suggestioni, simboli, slittamenti stilistici e semantici, chiavi di lettura, e accatasta elementi narrativamente fortissimi.

Una donna di mezza età di fronte a una svolta. I suoi figli, sensibili, ignorati, schiaffeggiati, ricattati, usati, inseguiti, cercati da lontano. Il marito carrierista coglione. Il bosco di Aus. Il paese piccolo che mormora. E poi delle morti inspiegabili, un’affascinante signora circondata di misteriose amiche, una badante che conosce il bosco di notte, un tavolo dove si gioca a carte per ore, pozioni e negromanzia, sogni, una casa forse infestata, l’ombra di una congrega tra case segrete dall’architettura impossibile. E questo è solo l’inizio.

Ho parlato di “Nel bosco di Aus” anche sulla rivista Inchiostro di luglio: una breve recensione nella quale sottolineo la bravura di Palazzolo, la maestosità del suo stile sfuggente e onirico e la terribile sensazione di essere presi per mano, portati in un bosco magico… e poi mollati lì senza tante cerimonie e senza un perché.

Ciò nonostante, “Nel bosco di Aus” è una lettura che consiglio, per farsi ispirare dai suoi tanti rimandi e per imparare come si scrive. Come si scrive bene, anzi, benissimo. La fine del romanzo è, dopotutto, un errore che un bravo editor avrebbe potuto evitare. Ma il viaggio che ci fa fare, la passeggiata a velocità di crociera nel bosco stregato, vale la lettura.
E riempie di amarezza sapere che non leggeremo altro, che questo finale è l’ultimo, e che la grandezza di Palazzolo, già presente e promettente in questo e negli altri suoi libri, non la vedremo dispiegarsi mai.

“Tanto ormai…” una storia di negligenza e disumanità dei medici e del sistema sanitario che ha reso più infelici e difficili gli ultimi giorni di Chiara Palazzolo. Una storia raccontata da suo marito, in un ebook che potete scaricare gratuitamente dal sito tantormai.it

 

 

 

 

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