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Sherlock – Dal libro alla tv

La fortuna e la fama del consulente investigativo creato da sir Arthur Conan Doyle continuano a risplendere ancora oggi: milioni di appassionati in tutto il mondo leggono e hanno letto i romanzi e i racconti che lo scrittore inglese ha dedicato al suo Sherlock Holmes, incluse le innumerevoli opere apocrife fiorite nei decenni. (A questo proposito, leggi: I migliori apocrifi holmesiani – Consigli di lettura)

Sono state moltissime le trasposizioni cinematografiche incentrate sull’investigatore dal buffo cappello e dal geniale metodo deduttivo (per saperne di più, leggi: Uno studio in rosso – Un classico al mese), ma la versione più originale è stata creata per la tv inglese da due nomi ormai divenuti leggenda. Mark Gatiss e Steven Moffat (quest’ultimo produttore e co-autore dell’epico reprise del Doctor Who e universalmente riconosciuto come uno dei più brillanti sceneggiatori viventi), già esperti nel riadattamento di opere vittoriane per il piccolo schermo, intorno al 2007 progettarono uno Sherlock Holmes che omaggiasse la tradizione letteraria di Doyle, ma che fosse ambientato ai nostri giorni. Nelle sue indagini, Holmes avrebbe quindi fatto affidamento sulle moderne tecnologie, incluso il mondo dei social.

“Il nome è Sherlock Holmes e l’indirizzo è 221B di Baker Street. Smack!”

Per interpretare il moderno Sherlock Holmes fu scelto Benedict Cumberbatch, attore eclettico che negli anni successivi si sarebbe distinto in ruoli cinematografici di successo (quello tormentato di Alan Turing in “The imitation game”, o il più fumettistico “Doctor Strange” nell’omonima pellicola della Marvel, in uscita quest’anno). Il personaggio fu reinventato e modernizzato, restando fedele all’originale quel tanto che bastava, e lo stesso è accaduto a John Watson, qui sempre reduce dalla guerra in Afghanistan, di nuovo coinquilino dell’investigatore e autore del blog in cui narra le loro avventure. A prestare il volto a Watson pensa il bravissimo Martin Freeman, divenuto celebre come protagonista della saga “Lo Hobbit” di Peter Jackson.

Sherlock con il fratello Mycroft, altro personaggio centrale

Della serie sono state finora prodotte tre stagioni (una quarta è in lavorazione, ma non vedrà la luce prima dell’aprile 2017), ognuna composta da tre episodi di circa 80 minuti l’uno. Ogni episodio pesca a piene mani dal canone sherlockiano, sorprendendo però lo spettatore con mille guizzi e slalom. Gatiss e Moffat giocano col canone, lo aggirano, lo svecchiano e lo trasformano in qualcosa di nuovo, pur disseminato di omaggi e citazioni che i fan di Doyle non faticheranno a scovare ovunque.

Quasi a dimostrare a tutti di sapersi misurare anche con lo Sherlock Holmes “vero”, lo scorso Natale hanno prodotto un film, “L’abominevole sposa”, ambientato nella Londra vittoriana con gli originali Holmes e Watson protagonisti. La pellicola è ricca di inattesi colpi di scena e consacra per l’ennesima volta le capacità dei due produttori/sceneggiatori.

Come nei romanzi di Arthur Conan Doyle, nella serie tv Sherlock Holmes deve affrontare la sua nemesi, Moriarty, altro personaggio rielaborato e trasformato in modo imprevedibile; ma anche un personaggio femminile molto controverso che lo toccherà nel profondo, l’imperscrutabile e scaltra Irene Adler.

Insomma, la versione televisiva moderna di Sherlock è un gran bel lavoro (fatta eccezione per un paio di episodi sottotono) e milioni di fan in tutto il mondo l’hanno amata alla follia: non resta che attendere la quarta stagione (che dovrà risolvere un grande interrogativo lasciato aperto alla fine della terza, e parzialmente svelato nel film) per sapere come proseguirà.

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