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Uomini e topi – Un classico al mese

Si narra che la stesura di “Of mice and men“, uno dei masterpiece di John Steinbeck, fu piuttosto sofferta: dapprima nato come romanzo per ragazzi, fu poi rimaneggiato e riscritto dall’autore, che però soffriva di forti mal di schiena e aveva difficoltà a lavorare. Sembra addirittura che una prima versione dell’opera sia stata divorata dal cane dello scrittore, che tuttavia non si perse d’animo e continuò a lavorare a quello che è uno dei suoi romanzi più concisi e ricchi di pathos.


Abbiamo parlato di Steinbeck in passato (Leggi: John Steinbeck – Dai pascoli della California a quelli di Hollywood), ricordando la sua importanza come grande romanziere americano.

Nei suoi romanzi, Steinbeck raccontò una California nella quale aveva vissuto, una nuova terra di frontiera ricca e aspra al tempo stesso, uno spaccato di umanità contadina col suo microcosmo, le sue comunità, il lavoro duro e sottopagato, le passioni a volte distruttive e un destino ineluttabile che rema contro la disperata ricerca della felicità. I temi sociali, sempre presenti nelle sue opere, uniti alla combinazione tra realismo e potere immaginifico, gli sono valsi il Nobel per la letteratura nel 1962.

Stesso identico discorso vale per “Uomini e topi”, che racconta la storia dei paisanos Lenny e George, giunti per lavorare come braccianti in un ranch californiano negli anni successivi al crollo del ’29. Lenny è un gigante buono, affetto da un ritardo mentale che a volte lo porta ad atti di violenza involontaria; George è invece minuto e scaltro, ma profondamente affezionato all’amico. Pur conscio che per loro non c’è alcun futuro, non può che supportare Lenny nei suoi sogni di un ranch tutto loro, tra l’alfalfa e allevamenti di conigli. Tuttavia, la tragedia irrompe presto nella vicenda: Lenny uccide involontariamente la moglie del padrone e George, per aiutarlo, deve prendere una radicale decisione.

“Uomini e topi” è un romanzo breve e appassionante, che esprime appieno la poetica di Steinbeck e che non si dimentica facilmente. Racchiude la storia di una generazione senza futuro, quella Generazione Perduta di cui l’autore, assieme ad altri scrittori come Fitzgerald, fece suo malgrado parte.

Insieme al romanzo, Steinbeck scrisse un adattamento teatrale più volte portato sul palco (una delle ultime è stata la versione di Broadway del 2014 con l’attore James Franco protagonista), mentre di film ne sono stati tratti due: il primo risale al 1939, diretto da Lewis Milestone; il secondo è del 1992, diretto e interpretato da Gary Sinise.

Chris O’Dowd e James Franco (rispettivamente Lenny e George)

TITOLO: Uomini e topi

TITOLO ORIGINALE: Of mice and men

AUTORE: John Steinback

CITAZIONE: «Un uomo ammattisce se non ha qualcuno. Non importa chi è con lui, purché ci sia. Vi so dire» esclamò «vi so dire che si sta così soli che ci si ammala.»

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