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Il buio oltre la siepe – Un classico al mese

Lo scorso febbraio è scomparsa Harper Lee, autrice nota soprattutto per il romanzo “To kill a mockingbird”, tradotto in Italia come “Il buio oltre la siepe”. L’opera, pubblicata per la prima volta nel 1960 e ambientata nell’immaginaria cittadina di Maycomb, Alabama, racconta il processo contro un uomo di colore accusato di aver violentato una ragazza bianca. A narrare la vicenda è una bambina, Jean Louise Finch (chiamata da tutti Scout), figlia di Atticus, l’avvocato che difende l’uomo: attraverso i suoi occhi viene fuori un duro ritratto degli Usa del Sud negli anni Trenta, profondamente razzisti, e in generale una riflessione sul senso di diffidenza e paura che provoca il diverso, qualunque esso sia.

Il titolo originale (letteralmente, “Uccidere un passero/tordo/usignolo”: in italiano non esiste un esatto corrispettivo del “mockingbird”) viene più volte citato all’interno dell’opera in riferimento all’uccidere qualcuno che non ha fatto nulla di male e che sarebbe in ogni caso inoffensivo. In Italia il romanzo fu tradotto da Amalia D’Agostino Schanzer e pubblicato da Feltrinelli sempre nel 1960; il titolo fu reso come “Il buio oltre la siepe”, un riferimento alla siepe che divide la casa di Scout da quella dei misteriosi vicini, la cui abitazione e la cui storia terrorizzano a morte i giovani protagonisti.

Harper Lee non fu un’autrice prolifica e in Italia è stata tradotta col contagocce (oltre al suo masterpiece, da noi è arrivato solo “Va’, metti una sentinella” nel 2015, sempre per Feltrinelli), ma la sua storia come scrittrice è senza dubbio particolare. Amica d’infanzia di Truman Capote (che in “Il buio oltre la siepe”, parzialmente autobiografico, appare nei panni di Dill), lasciò la Facoltà di Legge per trasferirsi a New York e diventare scrittrice, nonostante il padre (avvocato come Atticus Finch, ma di vedute decisamente opposte) desiderasse per lei un’altra carriera. Lavorò insieme a Capote, che la introdusse nell’ambiente editoriale, e lo aiutò nella raccolta di materiale per quello che sarebbe diventato “A sangue freddo” (1966).

Truman Capote con Harper Lee

“To kill a mockingbird” ebbe un grandissimo successo e le valse il Premio Pulitzer nello stesso anno in cui uscì, oltre ad apparire in versione ridotta sul Reader’s Digest e a entrare nella Literary Guild e nel Book of the Month Club. Due anni dopo, nel 1962, venne trasposto su pellicola sotto la regia di Robert Mulligan, con Gregory Peck nel ruolo di Atticus Finch. Peck vinse l’Oscar come miglior attore protagonista e lo stesso premio fu assegnato allo sceneggiatore (Horton Foote) e agli scenografi.

Gregory Peck e Brock Peters (Tom Robinson) nella scena del processo

Nel 2007 Harper Lee fu insignita dall’allora presidente George W. Bush della Presidential Medal of Freedom, altissima onorificenza civile, proprio per “Il buio oltre la siepe”, che Bush definì “modello di buona scrittura e sensibilità umana” e quindi “un dono” della scrittrice al mondo. Il romanzo è infatti letto in tutto il mondo e a tutte le età, in particolare all’interno dei programmi scolastici, per la storia di formazione che racconta e per il suo profondo significato di denuncia del razzismo e dell’ingiustizia che si porta dietro.

 TITOLO: Il buio oltre la siepe

TITOLO ORIGINALE: To kill a mockingbird

AUTRICE: Harper Lee

CITAZIONE: “Non è una buona ragione non cercare di vincere sol perché si è battuti in partenza.”

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