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Quando siete felici, fateci caso – Recensione

Pubblico oggi la recensione a “Quando siete felici, fateci caso”, una raccolta di commencement speech, ovvero i discorsi ai laureandi, pronunciati da Kurt Vonnegut in un arco di tempo piuttosto ampio.

Io sono una grande ammiratrice di Vonnegut, che è uno dei miei autori di culto e di cui ho letto tutto o quasi il pubblicato in italiano. I suoi romanzi mi hanno insegnato a scrivere e i suoi consigli mi hanno insegnato a vivere meglio. E sono proprio contrariata da questo libro, che considero un’operazione editoriale di dubbio gusto che non fa affatto un favore alla grande saggezza di Vonnegut, né alla sua proverbiale ironia, che in questa raccolta di testi tutti uguali viene annacquata e dilapidata.

Le recensioni a “Quando siete felici” sono tutte positive, tutte belle, in rete ho trovato solo giaculatorie. Sicuramente, se leggiamo questi discorsi senza conoscere Vonnegut saremo colpiti da una serie di aspetti che sono il suo marchio di fabbrica: il tono scanzonato, il profondo umanesimo, l’anticonformismo ragionato e costruttivo, il pessimismo fattuale che nasconde invece la grande fiducia nei sentimenti umani e nella bellezza della vita. Tuttavia, il mettere uno dopo l’altro una serie di discorsi che dicono tutti la stessa cosa è un’operazione secondo me davvero sconsiderata, serve più che altro a sfruttare un nome e a fare cassa, ma non rende onore a quel nome e non tratta bene i lettori.

Per cui se non conoscete Kurt Vonnegut non iniziate da qui. E se lo conoscete, tralasciate pure “Quando siete felici”, non aggiunge nulla e magari vi farà venire il nervoso, come è successo a me.

 “Quando siete felici fateci caso” è niente più di un’operazione commerciale. Copertina colorata e “faica”, titolo a effetto, grande nome e all’interno una mera risciacquatura di piatti.
Continua a leggere la recensione: Quando siete felici, fateci caso di Kurt Vonnegut

Dopo tanto tempo che non pubblichiamo stroncature… mi si spezza il cuore a stroncare un titolo con il nome di Vonnegut sopra! La stroncatura però è rivolta a chi, oltreoceano e qui in Italia, ha assemblato parole in modo un po’ scriteriato, un po’ cinico; non certo a quelle parole né a quel nome. Spero che mi capirai, Kurt! Così va la vita!

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