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Le avventure di Tom Sawyer – Un classico al mese

Il fiume Mississippi, il Sud degli Stati Uniti a pochi anni dalla guerra civile, un mondo di ragazzi che si ribellano alle incomprensibili regole degli adulti: parliamo naturalmente del romanzo “Le avventure di Tom Sawyer”, uno dei capolavori di Mark Twain assieme al sequel, “Le avventure di Huckleberry Finn”. Le due opere sono considerate uno dei maggiori contributi che lo scrittore ha dato alla letteratura americana e vengono ancora oggi letti in tutto il mondo, veri e propri classici senza tempo.

Tom Sawyer in un’illustrazione del 1876

La storia è ambientata nello Stato del Missouri e nell’immaginaria St. Petersburg, ispirata alla cittadina di Hannibal, dove Mark Twain trascorse la sua infanzia. A dominare la scena è il grande fiume Mississippi, coi suoi storici battelli a vapore, sui quali l’autore lavorò diversi anni e ai quali è legata una delle tante tragedie della sua vita: la morte del fratello minore Henry, rimasto ucciso dall’esplosione di una caldaia.

Il romanzo racconta le vicende di Tom Sawyer, giovanissimo orfano adottato dalla zia Polly, che cerca di inculcargli regole e responsabilità, fallendo quasi sempre nell’impresa. Tom ha due amici di scorribande, Huckleberry Finn e Joe, e nell’arco del romanzo scoprirà l’amore grazie a una cotta per una coetanea, Becky. Ha anche un fratellastro, Sid, di carattere opposto e spesso in conflitto con lui a causa dell’abitudine di “denunciarlo” alla zia Polly.

Gran parte delle vicende narrate e dei personaggi sono autobiografici. Huck è esistito davvero e Tom Sawyer è la somma di tre ragazzi amici d’infanzia di Mark Twain; molti episodi fanno parte dell’infanzia del’autore. Il mondo che descrive lo ha vissuto davvero, soprattutto il razzismo, la schiavitù, l’ignoranza e le superstizioni del Sud, contro le quali, crescendo, Mark Twain si schierò fortemente. L’aver riportato il linguaggio dell’epoca (come la ricorrente espressione “nigger”, “negro”) gli è diverse volte costato l’accusa di razzismo, e addirittura alcune biblioteche si rifiutarono di esporre “Le avventure di Huckleberry Finn” per questo motivo. In una lettera al suo editore, datata 1885, Mark Twain scrisse che una biblioteca aveva definito il romanzo “spazzatura buona per le periferie” e, sarcasticamente, sostenne che questo li avrebbe portati a vendere moltissime copie in più.

In realtà, nei due romanzi Twain ricostruì in modo fedele il linguaggio e l’ignoranza dei luoghi in cui era cresciuto, con un sentimento tutt’altro che razzista. Ed entrambi i romanzi sono opere straordinarie, amate da lettori di tutte le età: la sua descrizione di un universo di ragazzi, dove l’immaginazione è l’unica arma da opporre al mondo, è ancora oggi viva e ricca di magia.

Fra le trasposizioni cinematografiche dell’opera ricordiamo quella del 1930 di John Cromwell e il film del 1995 “Tom and Huck” di Peter Hewitt. Tom Sawyer è inoltre uno dei personaggi de “La lega degli uomini straordinari” di Alan Moore.

Tom Sawyer nel film tratto da “The league of extraordinary gentlemen”, 2003

TITOLO: Le avventure di Tom Sawyer

TITOLO ORIGINALE: The adventures of Tom Sawyer

AUTORE: Mark Twain

CITAZIONE: “Termina così questo racconto. Dato che vuole essere soltanto la storia di un ragazzo, deve fermarsi qui; la narrazione non potrebbe seguitare a lungo, senza diventare la storia di un uomo.”

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