Lolita – Un classico al mese

“Lolita”, il masterpiece dell’autore russo naturalizzato statunitense Vladimir Nabokov, è considerato uno dei romanzi più controversi della storia della letteratura novecentesca: da un lato fu riconosciuto come capolavoro, dall’altro incontrò una moltitudine di resistenze per via del pesante argomento trattato, la pedofilia. L’opera racconta l’amore del quarantenne Humbert Humbert nei confronti della dodicenne Dolores Haze, figlia della sua padrona di casa (e in seguito moglie) Charlotte Haze.

Vladimir Nabokov sulla copertina del Time, 1969

Humbert, morbosamente legato al ricordo del suo primo amore d’infanzia, una ragazzina morta di tifo a tredici anni, sviluppa una distruttiva attrazione nei confronti di Dolores, detta anche Lolita. La bambina, capricciosa e inconsapevole delle implicazioni dietro le attenzioni di Humbert, gioca con lui e si lascia trascinare in un complesso rapporto che si conclude con un bacio prima di partire per la colonia estiva. A quel punto Humbert, pur di rimanere in casa Haze, accetta di sposare la Charlotte, la quale non tarda a scoprire la verità: ma un evento imprevedibile porterà Humbert e Lolita a intraprendere un lungo viaggio per le vie d’America, fino al tragico finale.

Sue Lyon nel ruolo di Lolita (1962)

Nonostante la lingua madre di Nabokov fosse il russo, lo scrittore parlava correntemente anche il francese e l’inglese: fu in quest’ultima lingua che scrisse il romanzo, ma tutte le case editrici a cui lo propose rifiutarono di pubblicarlo per via dello scabroso tema trattato. Nell’opera non c’erano riferimenti sessuali espliciti, ma la relazione fra un adulto e una bambina era considerata comunque un argomento troppo controverso e Nabokov si rifiutò di apportare i tagli e le modifiche che gli venivano chiesti. Fu nel 1955, a Parigi, che la casa editrice erotica Olympia Press accettò di pubblicare “Lolita”. Prima che il Ministro degli Interni imponesse all’opera un bando di due anni, nel 1956, ebbe il tempo di leggerla lo scrittore Graham Greene, che la definì “uno dei migliori romanzi dell’anno”.

La prima edizione di “Lolita”, Olympia Press, Parigi 1955

Negli Stati Uniti si dovette aspettare il 1958 perché la Putnam’s Sons lo pubblicasse in inglese e a quel punto “Lolita” divenne un bestseller, con centomila copie vendute nelle prime tre settimane. Nove anni dopo, nel 1967, la casa editrice Phaedra pubblicò la prima versione in lingua russa, tradotta dallo stesso Nabokov. Il romanzo è scritto con uno stile elegante e ricercato, nonostante la tematica molto forte e sicuramente difficile da commentare. Il suo successo a livello mondiale è stato tale che la parola “lolita” è diventata un vero e proprio neologismo che descrive una ragazza in età pre-adolescenziale dagli atteggiamenti adulti e maliziosi. I film tratti dall’opera sono due: il primo, monumentale, è la versione di Kubrik del 1962, basata su una sceneggiatura dello stesso Nabokov; il secondo e decisamente trascurabile è quello del 1997 di Adrian Lyne con Jeremy Irons nei panni del protagonista.

“Immaginazione: il muscolo dell’anima.”

TITOLO: Lolita

AUTORE: Vladimir Nabokov

CITAZIONE: “Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia.”

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