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Le avventure di Pinocchio – Un classico al mese

“Le bugie hanno le gambe corte!” “Se dici una bugia ti cresce il naso!” Queste due espressioni, entrate da decenni nel lessico “genitoriale”, sono celeberrime citazioni da “Le avventure di Pinocchio – Storia di un burattino”, fiaba per ragazzi che Carlo Collodi (pseudonimo dello scrittore fiorentino Carlo Lorenzini) scrisse e pubblicò a puntate settimanali su un supplemento per ragazzi del quotidiano “Il Fanfulla”. L’avventura editoriale di Pinocchio iniziò nel luglio del 1881 e con scarso entusiasmo da parte dell’autore, che suo malgrado proseguì la storia fino a quello che, nelle sue intenzioni, sarebbe stato il triste finale (Pinocchio impiccato dal Gatto e la Volpe che smette di dibattersi e muore). I giovani lettori naturalmente protestarono e questo prolungò il lavoro di Collodi di altri due anni, giungendo al finale che tutti conosciamo: il burattino disobbediente e bugiardo, redento dalle sue malefatte, diventerà un bambino in carne e ossa.

Pinocchio nella versione Disney del 1940

I personaggi che popolano la storia di Pinocchio sono a loro volta diventati veri e propri simboli e modi di dire: la Fata Turchina, il burbero Mangiafuoco, l’infido duo del Gatto e della Volpe, fino al metaforico “ciuccio” in cui si trasformano i bambini che non vogliono andare a scuola e che ancora adesso è l’appellativo riservato agli allievi più discoli. Non è chiaro se, nelle intenzioni di Collodi, “Pinocchio” dovesse realmente essere un testo destinato a un pubblico di bambini, o se la sua fosse una più ampia allegoria della società; il finale originale e macabro potrebbe farlo pensare, ma in realtà non erano affatto rari simili scelte narrative nelle opere per ragazzi (basta pensare ai libri dei Grimm o di Hans Christian Andersen).

Carlo Collodi

Quali che fossero gli obiettivi dell’autore, “Pinocchio” ebbe un ottimo successo e vide la luce in libreria, raccolto in un unico volume, nel 1883 per l’editrice Felice Paggi. L’edizione era illustrata da Enrico Mazzanti, che aveva già collaborato con Collodi in passato. A oggi, “Pinocchio” è il libro italiano che vanta traduzioni in più lingue (duecentoquaranta, secondo l’UNESCO) e che è stato venduto in più copie in tutto il mondo.

Della figura di Pinocchio la critica ha dato le più svariate interpretazioni: da quella teologica, ovvero una visione cattolica della creatura che ritorna al suo creatore dopo un viaggio di purificazione spirituale, a quella esoterica, che ha visto elementi di tradizione magica e alchemica nel racconto di Collodi e si aggancia al fatto che l’autore fu membro della Massoneria. Altre interpretazioni rielaborano il personaggio in chiave di satira sociale o di più semplice figura dallo scopo pedagogico.

Una delle illustrazioni di Enrico Mazzanti

Anche sul versante cinematografico, Pinocchio ha avuto grande fortuna: inutile dire che il film più celebre è il lungometraggio animato targato Disney e uscito nel 1940. Solo quattro anni prima si era arenato un progetto analogo tutto italiano, una versione animata della storia sotto la regia di Raoul Verdini e Umberto Spano, sfumata per mancanza di fondi. In Italia ha avuto invece grande successo lo sceneggiato televisivo “Le avventure di Pinocchio” diretto da Luigi Comencini nel 1972, oltre al “Pinocchio” di Roberto Benigni (2002), esportato anche negli Usa e doppiato in inglese, nel quale era lo stesso attore toscano a impersonare il protagonista. In Giappone la storia di Pinocchio si è trasformata in svariati anime, da “Kashi no Ki Mokku” (1972) prodotto dalla Tatsunoko e caratterizzato da toni molto cupi e drammatici, al più leggero e celebre “Bambino Pinocchio” del 1976.

Nino Manfredi interpreta Geppetto nello sceneggiato di Comencini

L’ultima trasposizione? Risale al 2012 ed è un lungometraggio animato in coproduzione tra Italia, Lussemburgo, Belgio e Francia, diretto da Enzo d’Alò. A realizzare la colonna sonora è stata una voce d’eccezione (in tutti i sensi): Lucio Dalla, tragicamente scomparso proprio nell’anno di uscita del film.

TITOLO: Le avventure di Pinocchio

AUTORE: Carlo Collodi

CITAZIONE: “In questo mondo, quando si può, bisogna mostrarsi cortesi con tutti, se vogliamo esser ricambiati con pari cortesia nei giorni del bisogno.”

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