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Oscar 2017: ecco i libri!

La notte degli Oscar è appena passata, e verrà ricordata a lungo. Non tanto e non solo per le statuette e per la particolarità di alcuni film in gara, ma soprattutto per la terribile gaffe, di Beatty e Dunaway, della proclamazione del vincitore sbagliato.

Guardiamo, sempre e comunque, il lato positivo: mi pare difficile che si possa fare una figura peggiore di questa… quindi da ora in poi qualsiasi altra sarà migliore! 🙂

Ma torniamo a noi: molte delle pellicole in gara e nomita erano frutto di adattamenti di rispettivi libri e testi teatrali.
Quali? Ve lo diciamo noi!

Partiamo dal vincitore: “Moonlight”, la storia di una difficile formazione alla ricerca della propria identità e alla scoperta della sessualità, in una società ferocemente razzista.


Il film è tratto dalla piéce “In Moonlight Black Boys Look Blue” (forse l’amaro, caustico l’equivalente del proverbio “di notte tutti i gatti sono bigi”?) di Tarell Alvin McCraney.
Oltre alla statuetta più ambita, “Moonlight” ha avuto anche l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale e per il miglior attore non protagonista (a Mahershala Ali). Bravi!

Viola Davis ha vinto l’Oscar per la miglior attrice non protagonista, ed è la prima attrice afroamericana a essere tre volte nominata agli Academy Awards.


Il film nel quale ha recitato è “Barriere” basato sull’omonimo dramma teatrale di August Wilson, “Fences“: opera di grande successo e vincitrice di un Premio Pulitzer.
Anche questa è la storia del difficile percorso di un uomo afroamericano per affermarsi in una società apertamente, pervasivamente razzista.

I migliori effetti speciali sono stati ritenuti quelli de “Il libro della Giungla”, ennesimo adattamento del celeberrimo romanzo di Rudyard Kipling.


Il film è in effetti davvero spettacolare, il libro un grande classico.
Io non amo particolarmente Kipling, e anche qui torniamo al tema razzismo: un autore bianco e colonialista, che quasi alle porte del Novecento poetava sul “fardello dell’uomo bianco” che deve civilizzare ed evangelizzare i selvaggi… non m’importa quanto sia bravo, ho davvero difficoltà a includerlo nella mia libreria. Ma è un problema mio.
Bravi i realizzatori di questo “Libro della Giungla” che resta una storia suggestiva e senza tempo.

Animali fantastici e dove trovarli” ha vinto la statuetta per i migliori costumi.


È tratto dall’ultimo best seller di J.K. Rowling, creatrice di Harry Potter, oggi scrittrice più ricca del mondo, un tempo autrice esordiente rifiutata insieme al suo maghetto da tutti gli editori ai quali bussò. La sua perseveranza e il suo successo planetario hanno molto da insegnarci, e i suoi consigli a chi scrive sono illuminanti.
Harry Potter c’entra qualcosa anche in questo film, che è uno spin-off dedicato a un personaggio della saga: un magizoologo (solo la parola mi fa andare in sollucchero) di passaggio a Londra che vive avventure bizzarre e fantasmagoriche.

Dulcis in fundo, non potrei non citare l’Oscar al miglior montaggio sonoro: per “Arrival”, storia fantascientifica sull’arrivo degli alieni e sui tentativi di comunicazione con loro, attraverso una lingua che spalanca alla protagonista un nuovo modo di vedere le cose, dove vedere è inteso in un modo più incredibile di quanto si possa immaginare.


“Arrival” è tratto dal racconto di Ted Chiang “Storia della tua vita”, un testo solido e commovente della migliore fantascienza che piace a noi.
E il film ne rispetta in parte il senso e le premesse, anche se sceglie la strada della semplicità, eliminando alcuni aspetti importanti del racconto, forse per andare incontro al grande pubblico.

E so già che mi attirerò le critiche di molti fantascientisti nostri lettori, ma penso che “Arrival”, nominato in più categorie, in effetti meriti l’Oscar al sonoro, anche solo per solidarietà con l’improbo compito di far suonare gli alieni “come un cane bagnato”, ma per il resto non sia un film da Oscar.
Ho amato alla follia il modo di rappresentare gli alieni, in mezzo al vapore un po’ vintage di un’astronave concettuale, e anche la loro comunicazione è stata resa in modo incredibile. Ma gran parte della sua forza sta nella storia di Chiang: è un buon adattamento, ma nulla, regia, sceneggiatura, attori, lo rende indimenticabile.

Se volete saperne di più su “Arrival”, ecco qui: su nostro blog di fantascienza “Lezioni Sul Domani”abbiamo recensito a tutto spiano!

Arrival, il film: recensione

Storia della tua vita, il racconto: recensione

Presto uscirà anche la recensione alla raccolta completa di Ted Chiang, “Storie della tua vita”: iscriviti alla pagina Facebook di Lezioni Sul Domani per ricevere l’aggiornamento!

Ed ecco anche la lista completa di tutti i vincitori degli Oscar 2017.

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