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Il richiamo della foresta – Un classico al mese

Era il 1897 quando Jack London, poco più che ventenne, partì per il Klondike con un amico in cerca di fortuna. Lì, sul gelido confine tra Alaska e Canada, nel pieno della Corsa all’Oro, visse innumerevoli avventure, molte delle quali sarebbero state fonte di ispirazione per i suoi racconti e romanzi. Negli anni precedenti aveva frequentato l’Università di Berkeley, appassionandosi agli studi sul darwinismo sociale e dedicandosi a una fitta attività di militanza politica: a sua volta, tutto ciò sarebbe emerso nella sua opera letteraria.



Entrambi questi aspetti riecheggiano in quello che è considerato uno dei suoi capolavori: “Il richiamo della foresta”, primo romanzo di London, pubblicato a puntate nell’estate del 1903 sul Saturday Evening Post e poi raccolto in una prima edizione integrale dalla casa editrice newyorkese Macmillan. L’opera narra le avventure e disavventure del cane Buck, che vive una vita agiata nella fattoria del magistrato Miller sotto il sole della Santa Clara Valley, in California. Buck è figlio di un sanbernardo e di un pastore scozzese e questo mix di razze ne ha fatto un robusto e fiero cane, che nell’aspetto e nel portamento ricorda molto un lupo.

Quando inizia la Corsa all’Oro, Miller decide di vendere Buck a un losco e violento individuo: il suo destino sarà diventare un cane da slitta nel gelido Klondike. Da qui in poi, la vita di Buck si trasforma in una dura lotta per la sopravvivenza, che vede uno spiraglio di luce solo nell’amore del cane per il cercatore d’oro Thornton, fino al movimentato e drammatico finale. Il romanzo racconta la presa di coscienza di Buck sui propri istinti selvatici, quel “richiamo della foresta” che porterà il cane a compiere una scelta tra i due mondi in cui ha sempre vissuto.

Nella sua opera London si cala a fondo nella psicologia di Buck, che negli anni, grazie al successo che “Il richiamo della foresta” ha avuto in tutto il mondo, è diventato uno dei personaggi letterari più amati di sempre. Le sue vicende e il significato che sottendono sono strettamente legati alla visione che London aveva del mondo e della società, a sua volta formatasi durante i suoi studi sul darwinismo sociale: la battaglia per la sopravvivenza, la vittoria del più forte, l’idea che nella comunità umana esistesse una brutale lotta per la vita e per la morte.

Scena dal film del 1923

“Il richiamo della foresta” è stato più volte trasposto su pellicola o in tv: il primo film, muto e in bianco e nero, risale al 1923 (regia di Fred Jackman); il secondo al 1935, per la regia di William A. Wellman, seguito dalla versione del 1972 di Ken Annakin; più libero è l’adattamento del 1991, diretto da Tonino Ricci e intitolato “Buck ai confini del cielo”. Nel 2009 uscì la prima versione in 3D, anch’essa liberamente adattata, diretta da Richard Gabai e interpretata da Christopher Lloyd.

TITOLO: Il richiamo della foresta

TITOLO ORIGINALE: The call of the wild

AUTORE: Jack London

CITAZIONE: “Una volta per tutte aveva capito che davanti a un uomo con un bastone non aveva possibilità. Aveva imparato la lezione e non la dimenticò per tutta la vita.”

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