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Pseudobiblia – Consigli di lettura!

Gli pseudobiblia sono romanzi e testi immaginari che appaiono all’interno di altre opere, un espediente largamente utilizzato nella storia della letteratura (ricordate il finto manoscritto a cui si ispira Manzoni ne “I promessi sposi”?). Quali altri romanzi sono basati su pseudobiblia o comunque ne contengono uno che abbia un significato particolare ai fini della trama? Ecco cinque consigli di lettura a tema!



Il club Dumas, di Arturo Pérez-Reverte (El club Dumas). Lucas Corso, cacciatore e investigatore di libri antichi, si ritrova – attraverso varie vicissitudini – a indagare su un testo molto inquietante: “Le Nove Porte del Regno delle Ombre” di Aristide Torchia, autore bruciato sul rogo dalla Santa Inquisizione perché accusato di aver scritto la sua opera con l’aiuto di Lucifero. Da questo romanzo fu tratto il film “La nona porta” (1999) di Roman Polanski, con Johnny Depp protagonista.

Le montagne della follia, di H. P. Lovecraft (At the mountains of madness). Tra i romanzi più celebri di H. P. Lovecraft e pubblicato nel 1936 dopo un travagliato percorso editoriale, che portò l’opera a essere più volte modificata, “Le montagne della follia” contiene – come la maggior parte degli scritti di Lovecraft – riferimenti a un testo inesistente: il “Necronomicon” (tradotto come “Libro dei nomi dei morti” e scritto da Abdul Alhazred, “l’arabo pazzo”). L’opera vede sedici esploratori avventurarsi al Polo Sud e rinvenire i mostruosi Antichi congelati nei ghiacci.

Il re giallo, di Robert W. Chambers (The king in yellow). Pubblicata in prima edizione nel lontano 1895, l’antologia di Chambers è tornata di recente alla ribalta grazie alla meravigliosa serie tv “True Detective” di Nic Pizzolatto, in cui l’opera viene citata. I racconti sono ambientati per la maggior parte negli Usa degli anni Venti (quindi nel futuro rispetto al tempo in cui furono scritti) e contengono tutti forti elementi macabri. Trait d’union è “Il re giallo”, un testo teatrale che fa riferimento a un’entità soprannaturale e maligna, e che provoca effetti nefasti in chi lo legge.

L’uomo nell’alto castello, di Philip K. Dick (The man in the High Castle). Conosciuto in Italia soprattutto con il titolo delle prime traduzioni (“La svastica sul sole”), “L’uomo nell’alto castello” è un romanzo di fantascienza ucronica, o storia alternativa, che mostra gli anni Sessanta di un pianeta Terra in cui tedeschi, giapponesi e italiani hanno vinto la Seconda guerra mondiale. Gli Usa, divisi tra il giogo nazista sulla costa atlantica e la dominazione giapponese sul versante del Pacifico, sono attraversati da un movimento sotterraneo di ribellione agli invasori: oggetto di culto è il manoscritto proibito “La cavalletta non si alzerà più”, che narra di un presente alternativo in cui il secondo conflitto mondiale è stato vinto dagli Alleati.

L’ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafón (La sombra del viento). Il giovanissimo Daniel, orfano di madre nella Barcellona del 1945, mette le mani su un libro misterioso: “L’ombra del vento” di Julián Carax. La sua indagine sull’opera lo porterà a scoprire che è probabilmente l’unica copia esistente e che l’autore stesso, figura misteriosa e luciferina, ha distrutto tutte le altre. Nei dieci anni che seguiranno, le ricerche di Daniel su “L’ombra del vento” e sul mistero di Julián Carax si intrecceranno con il dramma della Spagna dilaniata dal regime franchista.

Buona lettura!

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