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Come iniziare a scrivere un libro – Appunti di editing

Quando ti occupi di editing e scrittura, capita spesso di sentirti rivolgere una domanda da amici e parenti: “Vorrei scrivere anch’io un libro… da dove inizio?”

Per chi scrive da tempo (e magari ha già pubblicato) può sembrare stupido, ma in effetti come iniziare a scrivere un libro è un interrogativo affatto banale e, spesso, uno scoglio per chi si approccia da zero alla materia. L’unica cosa effettivamente presente è il desiderio di farlo: ma manca la consapevolezza su come e dove indirizzare queste energie per metterle a frutto.

Ecco qui un capitolo dei nostri appunti di editing dedicato proprio a questo tema: come iniziare a scrivere un libro? Da dove partire? Qual è la prima cosa da fare?


1. L’idea di partenza

Iniziamo con il nucleo fondamentale di qualsivoglia opera dell’ingegno: l’idea. Molto spesso, il desiderio di scrivere un libro tende a essere fine a se stesso: scrivere per scrivere, non per sviluppare un’idea o una trama. Ci si immagina con un libro stampato in mano senza avere una visione chiara di cosa ci sia dentro. Per cui, la prima domanda da porsi per iniziare a scrivere un libro è: qual è la mia idea di partenza? Cosa voglio raccontare, e perché?

Di solito, nei primi approcci alla scrittura si vanno a scegliere i generi e gli argomenti di cui siamo anche forti lettori. Chi ama il giallo o il poliziesco tenderà a scrivere giallo o poliziesco, chi ama il rosa o la chick-lit scriverà rosa o chick-lit. Ed è un ottimo punto di partenza: perché è un universo narrativo e letterario che già conosciamo e nel quale ci sentiamo a nostro agio.

Esempio: voglio scrivere un romanzo giallo. La mia idea di partenza è l’indagine su un omicidio commesso in una piccola città di provincia.

Importante: prendete appunti! Fissate le prime idee su carta!

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2. I personaggi

Ora che abbiamo definito il nucleo centrale da cui partire, dobbiamo pensare ai personaggi. È anche attraverso di loro che, successivamente, potremo creare un intreccio: perché alcune caratteristiche dei protagonisti, il loro passato, i loro obiettivi, daranno forma alla catena degli eventi. I protagonisti dovranno essere adeguati al contesto, credibili e ben delineati. Torniamo all’esempio del romanzo giallo: c’è un omicidio, quindi ci sarà qualcuno o qualcuna che indaga per arrivare a una soluzione. Potrebbe appartenere al corpo di polizia locale, oppure svolgere la sua ricerca in autonomia, magari per un qualche legame con la persona uccisa.

Esempio: in una piccola città di provincia viene uccisa una ragazza. Sua madre, ex agente di polizia, inizia a indagare per conto proprio.

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4. L’ambientazione

Una volta definiti l’idea di base e i personaggi principali della vicenda, dobbiamo pensare all’ambientazione. In questa fase dobbiamo necessariamente iniziare il percorso di documentazione, fare delle ricerche sui luoghi che ci interessano, capire come definire meglio l’area in cui si svolge la storia, studiarne le caratteristiche e i retroscena. Il nostro omicidio è avvenuto in una piccola città di mare o in un paesino tra le montagne? Quale comunità ci vive, quali sono le sue caratteristiche culturali? C’è del torbido dietro? In che modo la mia storia lo porterà a galla?

Esempio: l’omicidio è avvenuto in un paesino della riviera romagnola, dove tutti si conoscono e si fidano degli altri. Ma dietro il delitto si nasconde un segreto che risale a trent’anni prima e che riguarda la generazione degli anziani della città. Ora che il paesino si riempirà di turisti per l’estate, riuscirà la protagonista a indagare senza intralci?

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4. La scaletta

Ora che abbiamo definito idea di base, personaggi e ambientazione, dobbiamo iniziare a costruire l’intreccio vero e proprio, ovvero l’esatta architettura degli eventi da narrare. Ogni scrittore o scrittrice ha un proprio metodo personale, ma, finché non ne matureremo uno che ci calza a pennello, dovremo ricorrere a una scaletta classica e quanto più dettagliata. In questo modo, ci accorgeremo subito se ci sono dettagli che non stanno in piedi o elementi strutturali che stridono, e potremo correggere la rotta prima che sia troppo tardi (ovvero: prima di sprecare settimane o mesi a scrivere e, arrivati alla crepa strutturale, dover cestinare tutto e ripartire da zero…).

Una scaletta dettagliata ci permetterà di affrontare due fasi fondamentali in due momenti distinti: la fase concettuale in cui decidiamo cosa accadrà e come, e la fase pratica in cui traduciamo tutto ciò in narrazione, dedicandoci solo allo stile. Il cosa e il come, insomma, distinti in due fasi creative, quindi più facilmente gestibili.

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 5. È il momento di iniziare a scrivere!

Ora che abbiamo pianificato tutto, abbiamo i personaggi, abbiamo l’intreccio e la scaletta, possiamo iniziare a scrivere il nostro romanzo. Se è la prima volta che lo facciamo, dobbiamo essere consapevoli di addentrarci in una terra ignota, di cui impareremo a conoscere i sentieri scoscesi, i pericoli, i confini più o meno ampi. È possibile che, alla prova della scrittura effettiva, qualcosa nella scaletta non regga: allora correggiamo il tiro, documentiamoci più a fondo, chiediamo aiuto a qualcuno.

E leggiamo tanto, senza mai fermarci: manuali di scrittura creativa, romanzi simili a quello che vogliamo scrivere, articoli e approfondimenti che possono accompagnarci e aiutarci a fare le cose nel modo migliore. Studiare la teoria e metterla in pratica ci farà prendere confidenza con la materia, mentre scopriamo pian piano il nostro stile personale e lo definiamo nel tempo. E, quando avremo finito, non chiudiamo il manoscritto nel cassetto: facciamoci leggere! Troviamo amici o colleghi che possano farci da beta-reader, darci un riscontro sul testo e consigli su come migliorarlo.

E per chi cerca un parere professionale, ci sono le schede di valutazione di Studio83!

Concludiamo con qualche consiglio finale per chi vuole iniziare a scrivere un libro!

  • Chiediti sempre per chi scrivi: ti aiuterà a definire il pubblico di riferimento.
  • Non avventurarti in generi letterari che non conosci, ci sarà tempo per sperimentare.
  • Fai un giro nella tua biblioteca e cerca altri manuali di scrittura. Molte biblioteche ne hanno parecchi in catalogo!
  • Usa i tuoi autori e autrici preferiti senza imitarli in modo pedissequo. Ti serviranno come punti di riferimento, ma dovrai trovare la tua cifra stilistica personale.
  • Credi in te stesso quando scrivi. Dubitane, come un nemico, quando ti rileggi.” Lo disse Ugo Ojetti!
  • E soprattutto: fissa nella mente l’entusiasmo con cui inizi il lavoro e mantienilo anche quando le cose non vanno come vorresti. Scrivere un libro non è un percorso in discesa, ci saranno ostacoli da affontare e risolvere… per questo, preparati a non arrenderti mai!
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