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Sette libri più uno da leggere in estate: storie di donne. Consigli di lettura

Agosto è tradizionalmente il mese delle ferie. Oggi le dinamiche sociali cambiano, il lavoro si trasforma, i tempi e le consuetudini pure. La voglia di leggere invece resta sempre la stessa!

Per questo agosto 2018 abbiamo quindi individuato dei temi interessanti da proporvi e sui quali impostare dei consigli di lettura ragionati, anche sulla base delle nostre letture e conoscenze.

Il primo tema è quello che riguarda le donne. Lo abbiamo scelto ispirate dal gruppo di lettura femminista Pasionaria Book Club, che sulla sua pagina facebook ha lanciato il thread  “Libri femministi per l’estate”.
Il femminismo sta vivendo una nuova fase di lotta in tutto il mondo, e i temi femministi non si limitano (oggi come ieri) a “cose che interessano solo le donne” o peggio a “guerra contro i maschi”. No, il femminismo è oggi la lotta per una parità, equità e uguaglianza pensata per fare del bene a tutti e liberarci dai condizionamenti che ci fanno soffrire, e che generano violenza sociale e di genere.

I libri che consigliamo qui di seguito quindi sono adatti a persone di tutt* i generi: maschile, femminile, trans, asessuale e qualsiasi altro, insomma, persone di un solo genere: il genere umano!

Ecco sette titoli più uno: di donne e sulle donne, per crescere, riflettere, lottare e a volte anche sorridere.

1. L’amante di Lady Chatterley

David Herbert Lawrence

Lady Constance Chatterley, moglie di un cinico signorotto della campagna inglese, vive una vita dedita al marito paralizzato, preso dal mito delle macchine e dell’automazione con il quale cambia il volto della sua provincia di tristi minatori. Ma la relazione con il guardacaccia Mellors cambia improvvisamente la vita di Constance: le apre gli occhi sul vuoto della propria esistenza e le dà la forza di cambiare per sempre, facendosi carico della propria vita con una calma e una determinazione rivoluzionarie.
Un libro di un uomo e di inizio Novecento in una lista a tema “femminismo”? Sì! Lo proponiamo con cognizione di causa, perché capire Constance Chatterley e il suo percorso significa interrogarsi anche sull’attuale confusione nella quale la civiltà consumistica ci ha precipitat*. Il sesso di D.H. Lawrence fece scandalo allora e può farlo ancora oggi, perché tramite la forza vitale e la spontaneità dei corpi ci richiama alle responsabilità verso noi stess* e ci libera dai condizionamenti. Già allora Lawrence ne aveva identificato uno molto forte: quello del “sesso da aperitivo”, un esercizio falso, vuoto e fine a sé stesso, ripetuto solo per potersene vantare, ma che ci spegne poco a poco separandoci da quanto di vivo c’è in noi.

2. Memorie di una sopravvissuta

Doris Lessing

Una civiltà allo sfascio, una città che si svuota e si fa sempre più pericolosa, una donna che sceglie di restare. Osserva il mondo dalla sua finestra al pianterreno, e poi scruta un altro mondo, un mondo che solo lei può vedere, nella parete del suo soggiorno. Un inner space dove ricordi, visioni e predizioni si mescolano per darci significati a volte misteriosi, ma sempre molto intensi ed emozionanti. In casa della protagonista arriva Emily, una ragazzina abbandonata, insieme al suo strano animale domestico Hugo, forse un cane, forse un gatto, forse tutti e due: la donna se ne fa carico e tramite lei è costretta a tornare di nuovo nel mondo, e a prendersi la responsabilità del futuro di tutti loro.
Con questo romanzo misterioso e avvincente, Doris Lessing costruisce una distopia indimenticabile, che ci parla di tante cose: mescolando temi sociali a suggestioni legate all’infanzia e ai ricordi, ci dà una storia che possiamo interpretare in tanti modi e che per questo ci resta nella testa e nel cuore, per molto tempo dopo la lettura.
Ne abbiamo parlato anche qui: Memorie di una sopravvissuta di Doris Lessing – Lezioni Sul Domani

3. Il racconto dell’ancella

Margaret Atwood

Oggi dire “distopia” significa dire “Il Racconto dell’Ancella”. Eppure, Atwood afferma che quando ha scritto questo libro non ha inventato niente: “era tutto già successo, da qualche parte, in un certo momento”.
Nella Repubblica di Galaad, uno stato totalitario teocratico sorto sulle ceneri degli Stati Uniti, un’epidemia di sterilità ha portato a una nuova concezione di controllo delle nascite: seguendo letteralmente un passo biblico che parla di mogli infeconde e di ancelle fecodate al posto loro, si costruisce una raggelante macchina repressiva sulla pelle delle donne, di tutte le donne. Seguiamo il racconto dalla voce narrante di Difred, “ancella” privata anche del nome (è “di Fred”, per l’appunto” che ci racconta la sua quotidianità, spezzata di tanto in tanto dalla violenza dei ricordi: immagini rapide e dolorose della sua esistenza precedente.
Atwood dimostra un’intelligenza stilistica ed emotiva letteralmente spaventosa. Il racconto della sua ancella è un’esperienza durissima, angosciante, in virtù di quella patina di apatia e distacco dalla realtà che avvolge Difred e il suo relazionarsi agli eventi presenti e passati.
Lo abbiamo recensito qui: “Il racconto dell’ancella” – Lezioni Sul Domani

4. L’ultimo amore di Baba Dunja

Alina Bronsky

Baba Dunja è tornata a casa, e vuole restarci. Che il suo paese sia  pochi passi dalla centrale di Chernobyl e sia immerso nella contaminazione, per la vecchia contadina conta poco. La donna coltiva la sua terra e passa il tempo con i pochissimi vicini di casa, vivendo alla giornata con ostinazione e consapevolezza. Ma (anche nel suo caso!) la comparsa di una bambina cambia le cose e la spinge a rinunciare temporaneamente al suo sogno di “dolce fine” per impegnarsi nel mondo.
La vera forza di questo romanzo è la voce: la burbera Baba Dunja racconta le sue peripezie con un’acutezza e un’ironia che non possiamo non amare, e la sua storia tra il triste e il surreale racconta una rinascita, ma anche l’inevitabile “contaminazione” alla quale la vita spesso ci consegna. Tanto vale accettarla con una sana dose di pragmatismo e avere cura tanto del proprio giardino, quanto della giustizia su questa terra.

5. La festa nera

Violetta Bellocchio

Tre giovani reporter si muovono in un’Italia del prossimo futuro, verso una comunità guidata da un misterioso guaritore, e girano reportage dei loro incontri e spostamenti. Questo è il pretesto per una sfilata di storie tutte diverse e separate, una specie di rassegna delle “nerdità” possibili, eppure tutte intimamente collegate tra loro dal filo rosso della violenza: violenza sociale, di genere, sessuale. Violenza sempre anche mediatica, si perpetra quando si inizia a riconoscere l’Altro o l’Altra solo per poterl* distruggere, solo per potersi nascondere ancora di più. Poco importa se in diretta facebook, anzi, meglio ancora: l’immagine è l’emblema stesso della violenza, è lo strappo, è l’assenza riportata brutalmente alla ripetizione, in una narrativizzazione della filosofia estetica di Nancy e delle sue “rappresentazioni interdette”.
Bellocchio è una narratrice di incredibile lucidità, che padroneggia la distopia sociale al suo meglio: prende le cose e le sposta solo un po’ più in là, giusto dopodomani. E ce le dice subito, adesso, qui e ora. Il suo viaggio on the road nell’Italia futura sorprende: a volte quel “futura” ce lo scordiamo.
Perché donne? Perché femminista? Perchè lo sguardo lo è, e non è affatto tutto “rosa”.

6. Storie della buonanotte per bambine ribelli

Francesca Cavallo, Elena Favilli

Leggetelo! Alle vostre figlie, ai vostri figli, leggetelo voi! Ogni pagina una storia e un ritratto, ogni pagina un riscatto. Riscatto dalle circostanze e soprattutto dalle pesanti catene sociali imposte alle donne e alle bambine. Perché diciamolo: in certi posti la vita è dura per tutti, ma essere femmina è una sciagura che scaraventa ancora più in basso rispetto ai compagni di sventura maschi.
Bambine che non vengono istruite, bambine che non vengono curate come i bambini, bambine che vengono lasciate ai margini e alle quali viene detto di stare zitte e buone, che tanto non riusciranno mai a fare quella certa cosa che a loro piace fare, e che nemmeno devono farla.
Le loro storie sono raccontate con semplicità e anche con ottimismo. Sono storie di speranza umana, per tutte e tutti, ovunque: portano il messaggio che il mondo non è giusto, le società e le persone non si comportano bene con le bambine… ma che si può e si deve reagire, per sé stesse e per quelle che verranno dopo. Si può e si deve cambiare. A maggior ragione se siamo in condizioni migliori delle ragazze ribelli che hanno tanto faticato per farcela.
Leggetelo!

7. Le visionarie

AA.VV., a cura di Ann e Jeff VanderMeer

“Sisters of the revolution”, possiamo dirlo, è uno dei casi letterari degli ultimi anni. Chi legge fantascienza conosce già VanderMeer, autore della trilogia dell’Area X il cui primo capitolo “Annientamento” è diventato un dimenticabile film di Alex Garland. In questa antologia, Jeff e la moglie Ann hanno raccolto ben ventinove racconti di autrici di fantascienza con visioni femministe, tante e diverse tra loro: ne risulta un mosaico complesso, articolato e sfaccettato un viaggio nei futuri immaginati e anche nella storia di un genere che troppo spesso non riconosce alle donne il loro ruolo centrale. Leggiamo Octavia Butler, Tanith Lee, Vandana Sigh, NNedi Okorafor e tante altre, curate e tradotte in italiano grazie a Not da altrettante professioniste italiane (con la cura di Veronica Raimo e Claudia Durastanti). Voci, tempi, nazionalità diverse. Problemi affini. Visioni originali e ricche.
Un testo consigliato anche e soprattutto a chi di solito non legge fantascienza: per iniziare con la fantascienza migliore di sempre.
Abbiamo parlato del libro in occasione della presentazione milanese, resoconto qui: Le visionarie @ Bookpride2018 – Lezioni Sul Domani

8. Materia Oscura

AA.VV., a cura di Emanuela Valentini

“Le visionarie” made in Italy. Tredici racconti di autrici italiane “visionarie” per rivelare un po’ di “materia oscura”: storie, protagoniste e istanze femminili declinate in storie di diverse lunghezze. Oltre a penne storiche della fantascienza come Nicoletta Vallorani e Clelia Farris, ci sono anche autrici esordienti… e ci siamo anche noi: Elena di Fazio con il racconto “Campi di fragole” e Giulia Abbate con “Liquefatio H.G.”. Per questo non diciamo altro 🙂 Date una possibilità a questa raccolta e non ve ne pentirete.

Prossimi consigli di lettura tra qualche giorno! Continuate a seguirci e non smettete mai di leggere e di cercare!

 

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