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L’alienista – Dal libro alla tv

Nel 1994 fu pubblicato dalla casa editrice Random House un romanzo destinato a un ampio successo: “The alienist”, crime-story a sfondo storico scritta da Caleb Carr. L’opera è ambientata nella New York del 1896, una “Grande Mela” che ricorda una Londra d’oltreoceano, tra grattacieli in costruzione, carrozze e vicoli bui. Un serial killer inizia a uccidere e mutilare i corpi di giovani ragazzi che si prostituiscono. Per venire a capo del mistero, la polizia di New York ingaggia il dottor Laszlo Kreizler, celebre alienista.

Come spiegato in apertura al romanzo:

Prima del Ventesimo secolo, le persone che soffrivano di malattie mentali erano considerate “alienate”, non solo dal resto della società, ma dalla loro stessa natura. Gli esperti che studiavano le patologie mentali erano conosciuti come “alienisti”.


Kreizler mette su una sorta di “task force” che lo aiuti nelle indagini, formata dall’illustratore freelance del Times John Moore, voce narrante della vicenda; dai detective Lucius e Marcus Isaacson, che applicano le nuove scienze forensi al caso in esame; e da Sara Howard, prima donna a lavorare per l’NYPD (ispirata alla storia vera di Isabella Goodwin). A capo della polizia newyorkese c’è, come da realtà storica, il futuro presidente Theodore Roosevelt.

Theodore Roosevelt

Man mano che l’indagine prosegue, e con essa la tracciatura di un profilo sempre più dettagliato del killer, emerge quello che forse è il tema principale dell’opera: l’influenza che le disfunzioni nel rapporto tra genitori e figli hanno su questi ultimi, innescando comportamenti criminali. Come raccontò lo stesso Caleb Carr al Philadelphia Inquirer, il romanzo “parla di come i comportamenti violenti si perpetuano da una generazione all’altra”. L’autore spiegò anche di aver usato l’opera per esorcizzare i demoni personali della sua famiglia e, nella fattispecie, del rapporto con suo padre. Quest’ultimo, che era anch’egli uno scrittore e aveva frequentato Kerouac, Ginsberg e Burroughs, da ragazzo aveva ucciso a coltellate un capo scout che lo aveva molestato. Aveva poi nascosto il corpo nei pressi del fiume Hudson e fatto sparire l’arma del delitto con l’aiuto dall’amico Jack Kerouac.

Il romanzo di Carr ebbe grande successo di pubblico e critica. Nel 2015 fu annunciata l’intenzione di produrre una serie tv tratta dall’opera, che avrebbe visto tra i suoi sceneggiatori anche Cary Fukunaga, regista e autore della fortunatissima prima stagione di “True Detective” – sebbene il suo contributo si sia poi ridimensionato rispetto ai progetti iniziali. Tra il 2016 e il 2017 furono ingaggiati gli attori protagonisti, come il bravissimo Daniel Brühl (che molti ricorderanno in “Goodbye Lenin”), Luke Evans e Dakota Fanning.

La serie, disponibile dallo scorso gennaio sulla piattaforma Netflix, segue piuttosto fedelmente la trama del romanzo, concentrandosi in particolar modo sui personaggi e sulla loro evoluzione, e donando ad alcuni di loro maggiore tridimensionalità (come accade al personaggio di Sara, che nella serie tv è meno stereotipato e più ricco di sfumature).  Grazie all’ottimo riscontro di pubblico e critica, a metà del 2018 è stata messa in produzione una seconda stagione, “Angel of darkness”, tratta dal secondo romanzo di Carr.

 

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