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“L’ultimo viaggio della DNEPRO”: un’esperienza con Studio83 – Servizi Letterari

Lo scorso anno, tra i finalisti dell’ambito premio Urania Mondadori (che mette in palio la pubblicazione di un romanzo italiano nella celebre collana di fantascienza), abbiamo visto con immenso piacere un titolo che già conoscevamo: “L’ultimo viaggio della DNEPRO” di Alessandra Cristallini e Andrea Pomes.

Al centro, Andrea Pomes e Alessandra Cristallini allo stand Watson della fiera di Torino (a sinistra Laura Scaramozzino e a destra Matt Briar)

Il romanzo era naturalmente inedito al tempo, ma avevamo avuto occasione di leggerlo per redigere una scheda di valutazione basic del testo, nella quale avevamo consigliato di iscrivere l’opera proprio al premio Urania (senza sapere che loro stess* stavano considerando il medesimo concorso).

Con rinnovato piacere, oggi segnaliamo l’uscita del romanzo per una casa editrice che, in questi anni, sta lavorando di gran lena nell’ambiente del fantastico italiano: Watson Edizioni.

Il malridotto mercantile spaziale Dnepro si deve fermare per urgenti riparazioni sul pianeta Horizontres.
Sono già in ritardo sulla tabella di marcia quando la morte del capitano, durante la prima sera di sosta, si somma agli infiniti problemi organizzativi. Quando la nave riparte la morte sembra essere salita a bordo assieme al nuovo capitano alieno provvisorio: sarà proprio lui a morire per primo in circostanze misteriose una volta lasciata l’orbita del pianeta…
Quando la Dnepro entra nel raggio della stazione spaziale di destinazione senza dare segni di vita, un rimorchiatore viene mandato a controllare la situazione della nave. Ci trova un unico sopravvissuto in pessime condizioni. Portato in salvo, il sopravvissuto racconta la storia dell’ultimo viaggio della Dnepro.

Il romanzo di Alessandra Cristallini e Andrea Pomes è ritmato, fresco, un esempio di fantascienza avventurosa adatta a un pubblico ampio sia per gusti che per età. Nella scheda, a suo tempo, abbiamo messo in luce sia i punti di forza che le criticità, poi risolte da autore e autrice durante la revisione: un percorso che li ha portati a una felice pubblicazione!

Abbiamo chiesto loro un parere sul nostro servizio di valutazione inediti:

Utilissimo per avere una prospettiva nuova. Anche se lavorare in due già obbliga a un confronto, avere l’opinione di espert* estern* alla fase di progettazione del romanzo è utilissimo, perché quando ci si immerge troppo si rischia di perdere di vista la superficie.
Ci piace pensare che lavorare in due, cosa che presume una continua negoziazione tra idee e spunti, ci abbia preparato ad accettare meglio le critiche: sicuramente è così, ma la verità è che il lavoro di Studio83 – Servizi Letterari era svolto con una logica ineccepibile, quella tramite cui opera chi sa fare il proprio lavoro.
La loro esperienza ci ha permesso di limare e migliorare alcuni aspetti del romanzo, necessario in quanto si trattava pur sempre del nostro primo romanzo assieme… ma anche se foste al decimo romanzo, beh, la verità è che non si smette mai di imparare e apprezzare nuove prospettive.
Ci è piaciuta la possibilità di porre delle domande specifiche su alcuni elementi del romanzo sui quali avevamo dubbi, ad esempio se i personaggi suscitassero abbastanza empatia e interesse. Last but not least, la scheda di Studio83 – Servizi Letterari è stata una iniezione di fiducia relativo al lavoro che avevamo fatto, ci ha aiutato a capire il target del romanzo e ci ha fornito la spinta a tentare la via del premio Urania, che ci ha grande soddisfazione.

Abbiamo poi chiesto ad Alessandra e Andrea di dirci qualcosa di più sul loro romanzo, su come è nato il progetto:

L’idea di base del romanzo nasce al primo “Stranimondi”. Stavamo passando per gli stand quando, guardando alcune copertine ci siamo chiesti “Ti immagini se… [SPOILER]” e con quell’idea, con qualche aggiustamento qua e là e tanto lavoro, siamo approdati fino alla lista di finalisti del Premio Urania.
Dato che si trattava di un evento particolare, abbiamo deciso di spaccare la linea temporale in tre filoni per tenere sempre alto l’interesse di chi legge, e con un presupposto del genere non era pensabile di cominciare a scrivere senza una pianificazione dei capitoli.
Abbiamo anche fatto delle “interviste” ai nostri personaggi su quello che pensavano degli altri membri dell’equipaggio della Dnepro, per avere una coerenza nel loro modo di comportarsi, il che è stato molto divertente. Dato che ogni capitolo è scritto dal punto di vista di un personaggio, e che tutto l’intreccio si basa sui loro rapporti, è stato fondamentale conoscerli il meglio possibile prima di mettersi davvero a scrivere (anzi, in fase di scrittura ci siamo resi conto che avremmo voluto approfondire di più il lavoro). Ci è piaciuto ricevere i primi feedback e scoprire quali fossero i personaggi “preferiti”, alcune risposte ci hanno davvero sorpreso, ma è bello così.

Per concludere, un brano dal romanzo:

«Guarda che se ci siamo fermati a Horizontres, è perché sei stata tu a chiederlo.»
«Chiederlo?! Non rigirarmi la frittata, Zaynab! Lo sai perfettamente che ho dovuto sabotarla, la nave, perché Ruud acconsentisse! E adesso? Siamo punto e daccapo. Se davvero conto qualcosa, dovresti ficcare nella testa di quell’alieno che ci dobbiamo fermare!»
«Ehi, ehi! È inutile che ti scaldi tanto. Siamo dalla stessa parte. Ma ci siamo giocati l’unica chance che avevamo su Horizontres. Ora siamo troppo lontani per tornare indietro, e non abbiamo cantieri attrezzati più vicini. Qualunque sosta pianificassimo ora significherebbe far marcire il carico e farci ammonire dalla KauSheb. Farmer non accett—»
«Ma sai quant’è grosso il cazzo che me ne frega della KauSheb?»
«Per te! Ma qui c’è gente che ci tiene al suo posto di lavoro.»
«O forse vuoi dire a una promozione?»
«Oh, sai che ti dico, Lakshmi? Vaffanculo.» il tono usato equivaleva a “discorso chiuso”.
«Eh no, cara! Vaffanculo tu! Vaffanculo Farmer e vaffanculo la KauSheb! Se il capitano non vuole sentire ragioni, gliele faccio sentire con le cattive! Chiaro?!»

Buona lettura a tutt*! 🙂

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