menu

Allunaggi e ucronie: a 50 anni dal “piccolo passo” di Neil Armstrong

Domani il pianeta festeggerà un anniversario unico. Era il 20 luglio 1969, ore 20:17:40 UTC, quando il comandante Neil Armstrong posò il piede sul suolo lunare, coronando gli sforzi e i rischi della celeberrima missione Apollo 11.

Per la prima volta, un essere umano camminava sul nostro satellite: “That’s one small step for a man, but a giant leap for mankind” annunciò emozionato.

Pochi eventi come l’allunaggio hanno saputo tenere il pianeta con il fiato così sospeso dall’emozione. E poche missioni spaziali hanno avuto una tale risonanza, amplificata anche dal particolare periodo storico.

Erano gli anni ’60, la corsa allo spazio e la fiducia nella tecnologia facevano sognare in grande (e soprattutto investire in grande).

Per festeggiare l’anniversario, la NASA ha digitalizzato e reso disponibile in streaming pubblico oltre 11.000 ore di riprese legate alla missione. È possibile anche visionarle in “real time”, riproducendo l’esperienza della lunghissima diretta del 1969.

Naturalmente l’allunaggio è stato ed è un ricco argomento per la narrativa e la saggistica, declinato nei modi più disparati.

Elena Di Fazio nel 2017 ha pubblicato il romanzo “Ucronia” (edizioni Delos Digital): la storia di un cataclisma temporale che mescola la Terra del 1969 con quella del 2051, e che ruota attorno al conto alla rovescia per l’allunaggio. Il quale, nella nuova linea temporale, potrebbe andare diversamente da come lo ricordiamo…

Il romanzo ha vinto il Premio Odissea come inedito e poi il Premio Italia 2018 come miglior romanzo di fantascienza pubblicato nell’anno precedente.

Nel frattempo, Armstrong e Aldrin avevano iniziato la manovra. Tutti stavano col fiato sospeso, anche chi, come lei, aveva già assistito allo sbarco su Marte e a meraviglie molto più grandi. C’era qualcosa di incredibile in quel momento, un fascino antico, la sensazione che ogni cosa, di lì in poi, sarebbe stata possibile.

E se Neil Armstrong non fosse stato il primo esploratore a muovere un passo sulla Luna? Se un terzo attore avesse vinto la corsa allo spazio prima ancora che russi e americani iniziassero la contesa?

Si basa su questo (fantasioso) presupposto il racconto “I tempi cambiano, nonna!”, scritto da Giulia Abbate e Elena Di Fazio proprio dieci anni fa e giunto finalista all’edizione di quell’anno del Trofeo RiLL. Un omaggio alla fantascienza d’antan tra uomini lunari, nonne robot e cosmonauti bolscevichi.

Il racconto è stato inserito nella raccolta “Lezioni sul domani” (Delos Digital 2017) insieme ad altre strane storie!

Per quanto riguarda la saggistica, è di recente uscito il saggio “Sulla Luna – A 50 anni dallo sbarco, un viaggio tra scienza e fantascienza” di Carmine Treanni, che ripercorre “le tappe fondamentali della corsa allo spazio: dal lancio del satellite Sputnik da parte dei sovietici nel 1957 allo sbarco sulla Luna degli americani”.

Senza dimenticare un romanzo che, pur parlando tecnicamente di Marte, ha rievocato quella fascinazione planetaria legata a una missione spaziale con equipaggio umano: parliamo de “L’uomo di Marte” di Andy Weir, ritmata avventura in cui si immagina che il primo equipaggio a sbarcare sul pianeta rosso abbandoni lì per un tragico errore un membro creduto morto dopo una tempesta. Sopravvivere da solo in un ambiente inadatto alla vita negli anni che occorrono a tornare a prenderlo: riuscirà il protagonista a cavarsela?

Qui la nostra recensione al romanzo.

Restando nella saggistica, segnaliamo “La Luna nell’immaginario” (edizioni Odoya), raccolta di saggi brevi curata dal Gruppo Maelstrom e da Michele Tetro: “un excursus sull’immaginario generato nell’ambito della narrativa e del cinema, ma anche nel fumetto, nell’arte e nell’illustrazione, nella pubblicità, nella musica e in televisione”.

Buon allunaggio a tutt*!

Condividi il post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *