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Consigli di lettura: i Romanov, Anastasia e l’ultimo zar

In questi giorni densi di anniversari importanti (come quello dell’allunaggio) e purtroppo anche di perdite, è stata ricordata un’altra ricorrenza significativa, quella della cosiddetta Fine dei Romanov.

Nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 1918, lo zar deposto Nicola Romanov, sua moglie Alessandra, le loro quattro figlie e il loro figlioletto erede al trono, più alcuni domestici rimasti con loro durante la prigionia, furono brutalmente trucidati a Ekaterinburg.

Tutto accadde nello scantinato della Casa Ipatev, altrimenti detta “la casa dalle finestre bianche”.

Le finestre della casa requisita a un ricco notabile della città, luogo della prigionia dei Romanov, furono infatti dipinte di bianco per essere oscurate.
In quel modo, nessuno da fuori avrebbe avuto la tentazione di sbirciare la vita quotidiana della famiglia Romanov: ma la cosa fu anche un modo per rendere la prigionia degli ex reali ancora più pesante, e si sommò a una serie infinita di privazioni, dispetti e umiliazioni che i Romanov sopportarono con stoicismo, aggrappandosi a quella fede che tanto male aveva fatto al governo dello zar, e alla stessa percezione della realtà della coppia reale.

Come avrete forse capito da questo preambolo, magari non più dettagliato, ma di certo più schierato di altri, la questione della fine dei Romanov mi ha interessata particolarmente e le ho dedicato svariate ore di letture, ricerche e visioni di film e documentari.

Dopo aver letto online qualche lista di consigli di lettura in tema, mi pare utile aggiungere ai tanti libri oggi disponibili alcuni titoli meno diffusi e meno noti, ma secondo me davvero ben scritti, documentati e cruciali per approfondire questa pagina scurissima della storia.
Eccoli!

“L’ultimo zar – Vita e morte di Nicola II” di Edward Radzinsky, Baldini&Castoldi

Considero questo saggio come il migliore tra le decine di libri che ho letto sul tema. Se volete avere un’idea di cosa è davvero successo durante e intorno la prigionia dei Romanov, non potete prescindere da questo libro.
Radzinsky ha il dono della sintesi e insieme dell’analisi, e dopo un efficace quadro della vita, del carattere e della situazione di Nicola II presenta documenti originali, dispacci e testimonianze sui suoi ultimi giorni e sulla bagarre del massacro nello scantinato, che si protrae con un surreale bagno di sangue all’arma bianca e una corsa alla sepoltura in una situazione di anarchia violenta ed esplosiva.
Inoltre, il saggio dà davvero l’idea della “fine dei Romanov”, che non ha riguardato solo il nucleo familiare di Nicola II ma anche quello di suo fratello Michele e di altre figure che trovano spazio nel resoconto.
Il rigore storico si vena di pietas, cosa che davvero non guasta. Consigliatissimo.

“La fine degli zar”, Anthony Summers e Tom Mangold, Rizzoli

Molto diverso dal precedente, quetso saggio è un’inchiesta giornalistica “all’americana” che tiene poco conto del contesto e delle varie implicazioni e sbatte il mostro in prima pagina.
Il che non è necessariamente un difetto: Summers e Mangold indagano bene, riportano documenti e dettagli che non troverete in altri testi e rendono conto della pletora di casi di “falsi Romanov” nati dopo l’eccidio: alle due o tre false Anastasia si aggiungono un paio di falsi Aleksej e perfino un falso Nicolaj.
Consiglio anche questo saggio, da leggere a corredo di altri, per integrare le molte visioni storiche con dati aggiuntivi, presentati con avvincente piglio giornalistico (forse a volte un po’ sensazionalistico).

“Nicola II. L’ultimo zar e la tragica fine dei Romanov”, Henry Troyat, ed. Paoline

Troyat è uno storico che conosce a fondo la storia russa, non solo di quel periodo, e che quindi costruisce scenari credibili e davvero contestualizzati con poche sapienti pennellate. È anche uno studioso che si schiera molto (la sua biografia di Pietro il Grande in alcune pagine rasenta l’invettiva), ma questo lo porta a “sporcarsi le mani” e a darci delle narrazioni coinvolte e coinvolgenti.
In questo caso, il saggio è incentrato sulla singola figura di Nicola II, e il contributo specifico di Troyat è la conoscenza e l’uso dei diari privati dello zar, che ne danno un ritratto umano partecipe e che sembrano volerlo sollevare da molte responsabilità attribuitegli da storici più frettolosi.

“L’ultima zarina. Vita e morte di Alessandra Fedorovna” di Greg King, Mondadori

Forse è un libro più noioso dei precedenti, ma non possiamo trascurarlo. Non si può capire Nicola II se non si conosce Alessandra, “Alix”, come la chiamava il suo devoto marito, di cui è sempre stata teneramente innamorata.
L’ultima zarina ebbe molta parte nella costruzione di un malcontento popolare che, se di fatto non è stata l’unica cosa a innescare la rivoluzione, è stato devastante per la famiglia Romanov e per la sua fine inumana.
Con questa lunga biografia conosciamo una donna il cui destino è stato molto simile a quello di Maria Antonietta: arrivata da straniera, mai integratasi nella nuova corte, non è stata in grado di capire l’effetto dell’impressione che dava negli altri e per compensare la solitudine sociale si è rifugiata nelle proprie inclinazioni, diventate poi ossessioni e bocconi da giornalacci. Bersagliata da una satira volgare e infamante, accusata di molte cose false, la sua ostinazione nel difendere il carattere divino dell’autocrazia ha impedito qualsiasi apertura riformista che magari non avrebbe salvato la corona, ma avrebbe forse evitato le profonde fratture sociali (anche con la nobiltà) e i continui ignobili errori di un governo privo di contatto con la realtà.

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