Giorno della Memoria 2021

Come ogni anno, in questa Giornata della Memoria consigliamo delle letture. Non solo a tema Olocausto: parleremo di libri che trattano argomenti più ampi, anche legati al presente.

Questa scelta, ci teniamo a dirlo, non è certo con l’intenzione di sminuire la Shoah (se mai si possa sminuire una cosa del genere!).

Non vogliamo eccepire con sterili “ok, la Shoah, ma allora che dire di…”
Mantenendo ben saldo lo sguardo orripilato verso ciò che è stato e che non si deve dimenticare, ci chiediamo: come è possibile non vedere ciò che sta succedendo adesso? La Giornata della Memoria non può servire anche a questo, a renderci migliorə e più attentə ai massacri dei nostri giorni? Quelli che forse sono legati anche alla nostra indifferenza, che si ripete, nonostante il monito dell’Olocausto?

Ecco perché, di anno in anno, in queste Giornate della Memoria vogliamo ricordare il passato e insieme non dimenticare il presente, senza che ciò sminuisca il ricordo dell’Olocausto, ma anzi, rendendo pregnante e attuale la riflessione in tema.

Ecco qualche consiglio di lettura, iniziando dal “fulcro”: il lager.

“Volontario ad Auschwitz” di Jack Fairweather, Newton&Compton

“Volontario ad Auschwitz” è un saggio interessante e ben scritto che segue la vicenda incredibile di Witold Pilecki, membro della resistenza polacca, che si fa carico di una missione terrificante: avendo udito delle deportazioni, Pilecki si fa arrestare e deportare ad Auschwitz.

Una volta lì, organizza una resistenza interna al campo, un gruppo che coordina le fughe e soprattutto una rete di informatori che comunica al governo polacco in esilio e agli Alleati l’esistenza del campo, la sua posizione, la sua organizzazione.

Pilecki arriva nel lager nel settembre 1940. E ci resta fino alla liberazione dell’Armata Rossa: 27 gennaio 1945, data diventata simbolo della Memoria.

Sopravvive, vive e opera attivamente per cinque anni, nel ventre di quello che oggi è simbolo del Male. Documenta la creazione delle prime camere a gas, assiste allo sviluppo sul campo della “soluzione finale” e più volte avvisa l’esterno, fa circolare notizie e chiede insieme al comitato di prigionieri di bombardare il campo e le vie di comunicazione.

La risposta degli Alleati, come la fine di Pilecki, le lasciamo scoprire a voi.

“Tanto tu torni sempre”, Giovanna Caldara, Mauro Colombo, Zolfo

Esce in questi giorni questa nuova edizione di “Tanto tu torni sempre”, la testimonianza di Ines Figini, internata ad Auschwitz, raccolta e trasposta su carta da Giovanna Caldara e Mauro Colombo.

Un libro che ho letto con grande trasporto, perché l’ho trovato un racconto incredibilmente umano e costruttivo, anche. La personalità di Ines Figini emerge tra le righe di un racconto semplice e diretto e ci dice che restare umani è possibile, e che siamo tutti chiamati a fare bene, a custodire la memoria, a fare la nostra parte per un mondo migliore.

Lo abbiamo recensito con più spazio qui: “Tanto tu torni sempre”

“Pappagalli verdi” di Gino Strada, Feltrinelli

“Pappagalli verdi” ci porta dritti nell’inferno delle zone di guerra e degli ospedali da campo. Bambini mutilati da armi, bombe, mine, epidemie; vite distrutte, chirurghi di guerra che cercano disperatamente di fare la loro parte in contesti che definire disastrati è poco.

Bestseller dal 1998, un libro da leggere e rileggere, anche adesso, soprattutto adesso.

“Attraverso i nostri occhi” di Nicolò Govoni con gli studenti di Mazì, BUR.

Il campo profughi di Samos è un altro inferno, dove sono praticamente prigionieri anche tantissimi bambini, spesso minori non accompagnati, reduci da tragici viaggi della speranza.

La onlus Still I Rise, co-fondata dall’attivista per i diritti umani e scrittore Nicolò Govoni, è nata per dare a questi bambini istruzione e protezione (e ha aperto altre scuole internazionali in Turchia, Kenya, America Latina, Italia).

Nel libro fotografico “Attraverso i nostri occhi” possiamo non solo leggere una fiaba delicata ambientata nell’hotspot di Samos, ma anche e soprattutto vedere il mondo dal loro punto di vista: foto, scritti, testimonianze.

Avevamo parlato di Nicolò Govoni quando era in India e aveva scritto un piccolo libro autopubblicato per raccogliere fondi per l’orfanotrofio di cui aveva deciso di occuparsi. Quel libro si chiamava “Uno”, è stato poi ripubblicato da Rizzoli con il titolo “Bianco come Dio” ed è un bestseller sempre in cima alle classifiche. Lo abbiamo segnalato qui: “Uno di Nicolò Govoni”.

Come Nicolò, un’altra giovane attivista indipendente è impegnata in prima linea per alleviare le sofferenze dei lager contemporanei e vi invitiamo a seguirla: Nawal Soufì si trova ora sulla rotta balcanica.

Sta facendo la stessa strada dei migranti che cercano di raggiungere luoghi sicuri. Tra freddo e neve, fili spinati, bimbi che muoiono di freddo, cani addestrati, guardie, botte e respingimenti violenti, Nawal Soufi sta documentando questa moderna tragedia dell’indifferenza, finanziata dalla stessa UE che oggi ricorda l’Olocausto.

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