Approfondimento: “Il nemico” di Emanuele Manco / Dicono di noi

“Il nemico” è il racconto numero 42 della collana Futuro Presente, che esce con Delos Digital editore ed è curata da noi di Studio83: Giulia Abbate e Elena Di Fazio. L’autore è Emanuele Manco, un nome molto conosciuto nell’ambiente del fantastico e della fantascienza.

Emanuele Manco alterna l’attività di consulente informatico con quella di giornalista pubblicista, saggista, conferenziere e scrittore. Curatore del magazine on line FantasyMagazine.it, suoi articoli in rete sono presenti sulle riviste Fantascienza.comDelos Science FictionThrillerMagazineNeXT Station, Carmilla e Tom’s Hardware. Ha pubblicato racconti in riviste e antologie e i saggi 10 Consigli per scrivere fantascienza (Edizioni del Gattaccio) e Matematica Nerd (Edizioni CentoAutori). Per Delos Digital cura le collane Odissea Fantasy e Urban Fantasy Heroes.

Un collega, quindi, molto esperto, che ci ha affidato il suo racconto per la pubblicazione in collana. Siamo fiere di averlo a bordo! 🙂 E vi parliamo oggi del racconto “Il nemico”, che nella sua diretta semplicità è in grado di suscitare emozioni e soprattutto importanti domande.

Il nemico è un pezzente, un immigrato indesiderato e un po’ patetico. Il nemico è un essere sconosciuto, incomprensibile e inutile. Il nemico va isolato, cacciato… a dirla tutta, va eliminato. Peccato che non sia così semplice. Dallo scrittore e saggista Emanuele Manco, una fantascienza militare attuale, problematica e, purtroppo, più vicina a noi di quanto vorremmo ammettere.

Leggi “Il nemico” di Emanuele Manco

Dall’articolo su Fantascienza.com:

È arrivato ai primi posti della classifica dei bestseller di fantascienza di Amazon, e primo in varie sottocategorie, e c’è riuscito senza neppure essere ancora uscito. È come minimo un’indicazione della popolarità e della fiducia che riscuote l’autore, Emanuele Manco, curatore da anni di FantasyMagazine ma anche tra gli organizzatori di Stranimondi, autore di saggistica (ricordiamo il successo di Matematica Nerd) e giornalista. E scrittore di fantascienza: qui con un racconto di sf militare ambientata nel futuro ma con evidenti riferimenti al presente, come da definizione della collana che lo ospita, Futuro presente curata da Giulia Abbate e Elena di Fazio, vincitrice l’anno scorso del Premio Italia come miglior collana e che dimostra a ogni numero di averlo pienamente meritato.

Il nemico secondo Emanuele Manco, Fantascienza.com

Abbiamo fatto qualche domanda a Emanuele Manco, per approfondire la genesi e i temi del suo racconto.

Da dove nasce l’idea di “Il nemico”?

L’idea nasce durante la presentazione della collana “Futuro Presente” a Fiuggi, credo due o tre anni fa ormai. Stavo cercando degli argomenti, e il tema dell’immigrazione mi sembrava interessante per una metafora fantascientifica. Ho proposto a grandi linee a Giulia l’idea di base: “un racconto basato sulla cattiva accoglienza agli alieni immigrati”.
Nulla di originale, detto così, ma quell’argomento in quel momento mancava alla collana e quindi a Giulia è sembrato interessante da esplorare. Inoltre sono sempre stato convinto che la differenza sia nel come si fanno le cose, per cui da li ho cominciato a studiare come passare dall’idea al racconto.

Come è proseguito lo sviluppo?

Letture diverse mi hanno portato a mettere in piedi diversi pezzi che in un primo momento sembravano difficili da vedere insieme. L’idea di usare la fantascienza militare è venuta pensando a una delle più grandi tragedie della storia: la migrazione di Goti nel 376 in fuga dagli Unni.
Una tragedia dell’immigrazione non dissimile da quelle odierne, che scatenò una serie di eventi che portarono, nel 378 alla Battaglia di Adrianopoli, un punto dal quale, forse un po’ grossolanamente, si fa iniziare il crollo dell’impero romano.
Il mio quadro complessivo però è meno ampio. Ero più interessato al racconto di un episodio, che a narrare l’intero scenario dall’inizio alla fine.
Questo perché il punto di vista del singolo, di fronte ai grossi eventi nei quali si trova coinvolto, è pur sempre parziale, limitato a quanto può osservare, specialmente quello di un sottufficiale quasi alla base della catena di comando.

Perché proprio la fantascienza militare?

A parte l’ispirazione agli eventi storici, l’ambientazione militare mi è sembrata interessante per l’opportunità di mettere in scena sequenze di forte impatto, e per gestire rapporti tra personaggi ben definiti da una gerarchia.
Uno dei conflitti narrativi che mi è venuto naturale esplorare è stato aver messo il protagonista di fronte alla scelta tra ubbidire ciecamente agli ordini ricevuti e opporsi perché li ritiene illegittimi.

Parliamo ora di documentazione: cosa hai letto? A cosa ti sei ispirato?

Non c’è stato un brano del libro che non sia stato preceduto dalla lettura di un libro adatto a documentarmi sul suo sviluppo. Tecniche di guerra, di sopravvivenza in ambienti ostili, documentazione sui mezzi per gli aspetti prettamente militari…
Cito un bel saggio di Alessandro Barbero, “9 agosto 378. Il giorno dei barbari“, per distillare da quegli eventi quanto necessario a metterne in scena una versione fantascientifica. E alcuni libri sui campi di concentramento nazisti e sugli esperimenti sugli esseri umani condotti lì da Mengele e altri scienziati, per focalizzare le scene forse più crude del racconto: in particolare, “Sono stato l’assistente del Dottor Mengele” di Miklós Nyiszli, e “Uno Psicologo Nei Lager” di Viktor E. Frankl. Senza dimenticare “Mio caro nemico“, racconto di Barry B. Longyear, del quale mi ha sempre colpito la dinamica che si instaura nel dialogo tra i due protagonisti, che ho riletto in originale.
Poi ci sono anche testi e articoli di biologia, per cercare supporto ai dettagli caratterizzanti dei miei alieni. A volte, un libro mi è servito solo per sentirmi certo di aver scritto una frase corretta.
Non voglio dare altri titoli, perché li ritengo rivelatori della trama, ma il concetto è che la scrittura è un tritacarne. Un milione e passa di caratteri letti sono entrati nel frullatore dello scheletro della trama e delle caratteristiche dei personaggi che nel frattempo avevo approntato, affinché tutto l’insieme fosse organico, e risultasse un prodotto narrativo e non un insieme di saggi, scrittura alla quale sono sicuramente più allenato, con il risultato di una prima stesura di circa cinquantamila caratteri.

Negli ultimi anni ti abbiamo infatti letto in scritture saggistiche, come il bello e utile “Dieci consigli per scrivere fantascienza”, che consigliamo a chi ci legge! Hai avuto difficoltà nel tornare a scrivere narrativa?

Non nascondo una certa difficoltà nel tornare a narrare dopo lungo tempo. È come riscoprire dei muscoli che non avevi più allenato perché ne usavi altri. È stato complicato trovare la scioltezza che ritengo ormai di avere quando scrivo un articolo o un saggio, ma non sono uno che demorde. Mi sono solo preso il tempo necessario, scrivendo e riscrivendo. Buttando senza pietà quello che non mi convinceva, fino a quando non ho raggiunto un risultato che ho ritenuto più che presentabile, adatto a essere sottoposto al vostro giudizio.

Cosa ci racconti della fase dell’editing? Come giudichi il lavoro fatto insieme?

Un regista disse che non esistono film terminati, ma solo film abbandonati. Confesso che rileggendo il racconto già dopo qualche giorno dall’invio avrei voluto cambiare molte cose, ma ho atteso il verdetto dell’editing perché a quel punto non ero più l’unico attore del processo.

Non vi sembri piaggieria, o gesto di circostanza, ma posso dire di essere stato subito convinto dei cambiamenti suggeriti, che hanno portato anche a qualche altro piccolo ritocco da parte mia. Giulia è riuscita anche a tranquillizzarmi sulla coesione del risultato finale e ha bloccato i miei tentativi di ampliare parti che, chissà per quale motivo, dico adesso, mi ero convinto dovessero essere più dettagliate.

Posso quindi dire che abbiamo fatto tutto quanto ritenessimo necessario per presentare ai lettori la migliore versione del racconto. Ora il giudizio è nelle loro mani!

Grazie, Emanuele, per la tua disponibilità al confronto e per “Il nemico”, lettura avvincente, a tratti perturbante, certamente ispiratrice.

Non perdetelo!

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Futuro Presente è un laboratorio, una collana aperta a nuove voci: leggi qui se stai pensando di scrivere fantascienza o se vuoi inviarci un racconto!

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