Diario: news, uscite, pubblicazioni di Studio83

Il Filo – II

Posto un interessante contributo alla vicenda “Il Filo VS Bianciardi”: è un commento al relativo post, scritto da avvocatospadaccino, in cui spiega alcuni particolari legali a uso di noi poveri mortali:

Chi vuole proporre un’azione giudiziaria civile contro qualcuno utilizza lo strumento dell’atto di citazione, a seguito del quale si instaura un giudizio cd. di merito, che dura più o meno due-tre anni (il primo grado, poi può essere appellato, ed in genere un appello civile può durare anche cinque anni.)

Questi lunghi tempi vengono chiamati: “more del giudizio”

Quando l’attore (ovvero chi propone l’azione) ritiene di non poter aspettare tutto questo tempo, perchè ne deriverebbe un “pregiudizio grave e irreparabile” (che viene definito: periculum in mora. é quel pregiudizio che non può o non può completamente essere risarcito con denaro), allora propone un ricorso ex art. 700 codice procedura civile, che permette di avere un’udienza a stretto giro (un mese-un mese e mezzo).

Questo giudizio si chiama cautelare d’urgenza ed è anticipatorio del giudizio di merito.

Il ricorso ex art. 700 c.p.c. per essere accolto deve fondarsi su due elementi: il fumus boni iuris (la parvenza del buon diritto) ed il periculum in mora (il pregiudizio grave e irreparabile nelle more di giudizio.)
Così ha fatto il Filo (sarebbe interessante leggere il suo ricorso).

Il giudice si è pronunciato solo sul fumus boni iuris ritenendo superfluo pronunciarsi anche sul periculum in mora (infatti un giudizio cautelare viene accolto solo se ci sono entrambi i requisiti) ed ha emesso ordinanza (che non è una sentenza) di rigetto.

A questo punto, il Filo ha due possibilità.

O nei 15 giorni dalla notifica dell’ordinanza propone reclamo (potremmo definirlo come l’appello del giudizio cautelare – tempi del reclamo: come il cautelare, un mese-un mese e mezzo) oppure instaurare direttamente un giudizio di merito (tempi di durata del processo: due-tre anni), oppure ancora desistere da ogni ulteriore azione.

Perciò è lecito essere soddisfatti di questa vittoria, ma la battaglia potrebbe essere ancora molto lunga.

p.s. i tempi che ho indicato sono quelli del mio foro, forse a Bologna sono più veloci.

Le spese sono sempre molto rilevanti.

E dopo questa spiegazione, l’avvocato spadaccino butta lì uno spunto:

Sarebbe interessante studiare se e come sia possibile promuovere una class action contro un editore a pagamento.

Ovvero un gruppo di autori turlupinati che si mettono insieme, magari costituendo un comitato, e agiscono giudiziariamente contro l’editore a pagamento. Solleverebbe un bel polverone e gli editori a pagamento comincerebbero a tremare per davvero.

Inoltre potrebbe essere possibile chiamare in causa anche i grandi giornali nazionali che, pur sapendo che tipo di offerte presentano certi soggetti, accettano certe inserzioni ingannevoli pur di incassare laute cifre.

Che dire… sembra una sfida fattibile, e anche secondo me deve partire dagli scrittori –  non più solo dai loro difensori, che in prima linea sono pronti a farsi massacrare. Sono gli scrittori che dovrebbero organizzarsi, e trovare la voglia e la dignità di lottare, come già fanno molti, oltre a lamentarsi.

Con questo appello a una ritrovata “coscienza di classe” concludo il post e anche l'”anno scolastico” 🙂 e auguro a tutti di trascorrere vacanze lunghe, serene e piene di belle letture. Il blog si prende una pausa insieme a noi… che però ci porteremo manoscritti e lapis anche in spiaggia!  Vi aspettiamo a settembre belli carichi, per ripartire insieme all’insengna di tante belle novità.

Ciao a tutti!

“Prima di dire…”

Oggi volevo pubblicare il terzo Punto Interrogativo, ma è sopraggiunta una questione più urgente, che mi preme dirimere prima di continuare con il nostro lavoro.


Partiamo dall’inizio: in un post di Riaprireilfuoco, il blog di Ettore Bianciardi e Marcello Baraghini, si parlava della casa editrice Kimerik. Sanny affermava di aver ricevuto una proposta di pubblicazione e chiedeva notizie sulla casa editrice.


Il mio contributo fu questo:

Tempo fa, ho avuto a che fare con uno scrittore che ha pubblicato con Kimerik e che, all’osservazione di un blogger, ha risposto di non aver pagato, a differenza di altri, perché la politica di Kimerik è chiedere i soldi alla maggioranza per investire su alcuni autori considerati più in gamba. Mi è sembrato un discorso piuttosto delirante, e i dubbi mi sono rimasti, in ogni caso lo riferisco per amore di cronaca.

Questo commento è rimasto lì per alcuni mesi, finché non è capitato sotto gli occhi della Kimerik. Il suo direttore editoriale, il dott. Natale, ha cercato di contattarci e mi ha scritto che pensava di querelarmi per diffamazione perché, cito dalla sua mail: “considerato che anche voi vi occupate di editoria pensiamo sia concorrenza sleale”. Ho letto la mail stamattina, dopo qualche minuto sono stata contattata per telefono, e abbiamo avuto modo di parlare con più calma.

Secondo Natale, le informazioni da me riportate non corrispondono alla realtà, anzi, danneggiano l’immagine della casa editrice e hanno gli estremi per una querela, perché calunniose.
Io però ricordavo perfettamente di non aver fatto un’affermazione, ma di aver riferito parole di cui dubitavo persino, l’ho anche detto. Quindi sono andata a ritrovare, insieme al mio interlocutore, le parole “incriminate” dell’autore in questione: Matteo Grimaldi. Si rivolge a una blogger con cui era in polemica (il grassetto è mio):

 

Daisy, ti chiedo, hai letto il mio contratto editoriale? Evidentemente NO.
E allora dovresti sapere, ma se non lo sai te lo dico io, che la formula che una casa editrice adotta è diversa per ogni autore che decide di pubblicare. Dovresti sapere, ma se non lo sai te lo dico io, che se una casa editrice chiede soldi al novanta per cento dei suoi autori non è detto che li chieda a tutti. Dovresti sapere, ma se non lo sai te lo dico io, che quei soldi, oltre a garantire da eventuali flop, spesso una casa editrice decide di investirli su pochi altri autori scelti per svariati motivi: perché gli sono simpatici, perché scrivono bene, perché sono carini e sorridenti, perché ritiene che quel libro più di altri abbia insite ottime potenzialità commerciali, quello che ti pare, ma questi tipi qua non pagano. Questo per dire che una casa editrice andrebbe giudicata non tanto per la sua politica generale, quanto per la proposta che fa al singolo autore. È lui che deve decidere, ed è ingiusto accostare la proposta che è stata fatta a me a quella toccata alle vagonate di disperati che hai letto tu. E allora, come dice una nota canzone, “Pensa, prima di sparare pensa. Prima di dire, di giudicare, prova a pensare…” .

 

Queste sono le parole che mi hanno portata a scrivere cose che il direttore editoriale di Kimerik afferma essere categoricamente false. Può essere che lo siano, ma l’averle considerate attendibili mi sembra umano, poichè riportate da Grimaldi che, lui sì, il contratto di edizione lo ha letto.

 

Se però cliccate sul suo blog per leggere tutto direttamente lì, troverete il post opportunamente corretto, “ripulito” dal paragrafo che ho citato. Provate. La spiegazione può essere semplice: le mie parole erano imprecise, lo erano anche quelle di Grimaldi, e la Kimerik si è adoperata per eliminare affermazioni che ritiene non vere e foriere di danni.

 

In questo modo, però, mi si toglie la possibilità di rettifica: si elimina anche la ragione delle MIE affermazioni, magari basate su fonti non esatte, ma non calunniose, e con un perché. Per dimostrarlo, ringrazio la superesperta di google Elena e mi affido alla copia cache della pagina che riporta la versione integrale del post, quella che ho letto anche stamattina insieme al dott. Natale, per motivargli il mio presunto abbaglio.

 

Scrivo questo post, dunque, per due motivi: per prima cosa, vado incontro alla richiesta di rettifica di Kimerik. C’era un motivo se ho scritto quel commento (nonostante l’intoppo della “cancellatura”, l’ho dimostrato in tutta tranquillità) e non era un motivo tendenzioso o diffamatorio, dato che non ho interesse a danneggiare una casa editrice che non conosco. Mi sembra che alla luce dei fatti la cosa sia chiara e ampiamente dimostrabile. Il dott. Natale mi ha poi spiegato il modo di lavorare della Kimerik: è diverso da quello descritto da Grimaldi, e quindi da me, ma non sta a me riportarlo, dato che potrei commettere altre imprecisioni. Se ci terrà, Natale potrà spiegarlo in prima persona, senza rischio di altri travisamenti, nei nostri commenti o in quelli del post di Riaprireilfuoco o dove riterrà opportuno.

 

Il secondo motivo che mi porta a scrivere questa tiritera è che voglio specificare di nuovo i nostri obiettivi e il nostro modo di fare. Non siamo editori, non stampiamo nulla, non facciamo concorrenza alle case editrici in nessun modo, anzi ci lavoriamo insieme.

Ripeto anche quello che ho detto al telefono al dott. Natale: Studio83 non fa le crociate contro le case editrici a pagamento. Piuttosto, critichiamo chi stampa letteratura di bassa qualità, sia essa una casa editrice-capestro o una distribuita e recensita sui quotidiani nazionali.  Critichiamo anche chi approfitta della buona fede o della vanità degli scrittori in erba (che Grimaldi ha definito carinamente “vagonate di disperati”, forse considerando il successo e il tipo di contratto l’unica variabile della qualità) ma non siamo in nessun modo in concorrenza, leale o no, o in conflitto di interessi con nessuno. 

Se leggo un buon lavoro, lo dico, il resto passa in secondo piano (a meno che il pagamento sia l’unico motivo che porta l’autore alla pubblicazione, in tal caso ci sentiamo in dovere di segnalarlo).
Questo l’abbiamo dimostrato nella stessa recensione del romanzo di Grimaldi edito dalla Kimerik, QUI (è la recensione originale pubblicata mesi fa, non l’abbiamo ripulita da nulla, noi, e l’abbiamo scritta nell’ambito “Esordiamo!”, un’iniziativa a partecipazione libera,volontaria e totalmente gratuita). La nostra prima preoccupazione, l’impegno che ci siamo presi, è esprimere pareri letterari liberi e quanto più imparziali possibili. Se provochiamo un danno a qualcuno, scrivendo che un libro non è all’altezza di essere pubblicato, il problema è di chi lo ha pubblicato; se invece danneggiamo qualcuno con affermazioni che si rivelano sbagliate, siamo i primi interessati a riparare, e a rettificare quanto detto, in nome della chiarezza alla quale mi appello anche adesso.

Concludendo, spero di aver risolto la questione e che i diretti interessati, ovvero i “kimerikiani”, siano più tranquilli: rettifico ciò che ho scritto nel commento al blog Riaprire il fuoco, perché basato su informazioni errate. Per quanto riguarda Grimaldi, sbagliare è umano e capita a tutti noi: però, ho da ridire sul fatto che abbia cancellato la parte “incriminata” del post, piuttosto che pubblicare una rettifica successiva, ci avremmo guadagnato tutti in chiarezza e serenità. Ma più che di regole, qui si parla di stile, che non si impone né si insegna.

ML-libri the day after

Ieri sera sono andata come promesso al ML-libri per una ricognizione.
Sono arrivata con mezz’ora di ritardo rispetto a quello che avevo preventivato, perché come da tradizione mi sono persa nei meandri della Bovisa… nonostante ci abbia vissuto per due anni. Ma tutto è bene quel che finisce bene: sono arrivata, ho recuperato Cooman e siamo entrate.

La manifestazione è stata danneggiata dalla pioggia: i tavoli degli editori avrebbero dovuto trovarsi nel cortile, ma dato il tempo sono stati trasportati dentro, e hanno occupato le due sale e il corridoio accanto al bar. Si stava strettini, anche per questo c’era un po’ di calca;  e dopo un giro veloce ho abbandonato il povero Zop ai suoi video… fortunatamente era in compagnia di altri palotini di Booksweb, e la mia forfait non ha dato problemi.

ML-libri era alla prima edizione, e a parte gli inconvenienti metereologici mi è parso un bell’evento. Promette bene per i visitatori, che hanno l’occasione di conoscere parte del panorama culturale della propria città, e anche per gli addetti ai lavori. Ieri ce n’erano moltissimi: oltre agli editori, molti agenti, editor e autori, tutti intenti a tessere rapporti sociali e di lavoro, che poi a volte è la stessa cosa.  L’atmosfera era indaffarata, movimentata… definire “rilassata” una kermesse milanese mi sembra troppo, ma ho visto molte facce sorridenti. Di milanese c’era anche un certo mood un po’ radical-chic, con le passeggiate col calice vino in mano e il biliardino (o calciobalilla, non ho ancora capito la definizione esatta) piazzato tra i tavoli, ma anche questo è folclore.  Poi in fondo, in barba a biliardino e chic-radicalismo, anche lo stomaco vuole la sua parte, e il buffet degli aperitivi è stato preso d’assalto e spolverato come dopo un’invasione di locuste.  Tutto il mondo è paese!

Stanche ma felici

Il nostro lavoro alla Fiera del Libro si è felicemente concluso sabato pomeriggio. Abbiamo collaborato nuovamente con BooksWeb, questa volta per realizzare una serie di interviste a vari editori che vedrete on-line nei prossimi giorni. Abbiamo svolto anche varie attività collaterali più generalmente catalogabili come “pubbliche relazioni”, e fatto come sempre molte nuove conoscenze. Il bilancio attuale è che siamo stanche morte ma felici, sono stati giorni faticosi ma davvero stimolanti e speriamo che il risultato sia all’altezza dell’impegno profuso.

Della guerriglia urbana paventata dai media a proposito della manifestazione anti-israeliana nessuna traccia, solo tante persone interessate ai libri, alla letteratura e al quesito ancestrale della Fiera: la bellezza ci salverà?
Possibile (ma anche no).

Panico

Ho letto ieri sera la notizia e sono ancora molto, molto perplessa. Immagino che molti di voi l’avranno già saputo, ma per amore di cronaca riporto il fatto, nel caso a qualcuno fosse sfuggito.

Sta per essere approvato un nuovo decreto legge per una riforma totale dell’editoria. L’aspetto che mi lascia più perplessa riguarda la posizione degli scrittori in questa nuova organizzazione: se il decreto passa, infatti, per poter pubblicare bisognerà essere regolarmente iscritti all’Ordine degli Scrittori, al quale si potrà accedere solo dopo un Esame di Stato.

Non ho parole per commentare questa scelta e spero vivamente che la cosa non vada in porto. Per chi volesse saperne di più ed esprimere un’opinione, qui trovate la notizia per intero.

Il Filo Spinato

Qualche tempo fa, un uccellino mi ha rivelato una cosa riguardo le edizioni Il Filo… sembra (e dico sembra, perché non ho nessuna prova, tranne un accenno dalla gola profonda), che qualcuno del Filo consigli agli autori pubblicati di rivolgersi a noi, per “recensioni e promozione gratuita”.

 


Sinceramente non so se se la cosa sia vera, se esista davvero il genio che ci getta in pasto i propri pupilli, facendo loro credere di trovare in noi critici compiacenti… magari mettendo sul contratto di edizione “promozione gratuita e critica letteraria del titolo in associazioni culturali e agorà online” o vaccate del genere. Mi auguro di no!

In ogni caso, voglio ribadire le nostre linee guida a utilità di tutti,  scrittori, editori, lettori di recensioni. Non abbiamo interesse ad accanirci contro nessuno, ma ci facciamo un vanto della nostra sincerità, del nostro rigore e dell’indipendenza dei nostri pareri. Non facciamo promozione. E se qualcuno pubblica a vanvera, a pagamento o meno, è la prima cosa che facciamo notare nell’eventuale recensione, gratuita o retribuita.

Detto questo, se qualche editore vuole fare cosa gradita ai propri scrittori e alla propria azienda, ci assuma come editor, e lo copriremo d’oro. ^@^

Primavera

È arrivata la primavera, anche se un po’ incerta e frescolina, e non posso che augurare a tutti di godersi questa bellissima stagione, la più bella, la mia preferita.


Come sempre ho rinfrescato la grafica per dare alla vostra lettura i colori più piacevoli e… azzeccati. Buona primavera a tutti!

…AND A HAPPY NEW YEAR

L’anno nuovo è alle porte, tra poche ore prenderanno il via i festeggiamenti e la Capitale è già stata presa d’assedio da legioni di turisti armati di macchina fotografica; non ci resta che fare gli auguri a tutti voi, che sia un anno pieno di sorrisi, tanti soldi, fidanzate/i per i/le single e, per tutti gli scrittori, di grandi occasioni.

BUON ANNO DA STUDIO83!

The day after

… in realtà, sono passati due giorni e non uno, ma il succo è quello.

Siamo state alla Fiera della Piccola e Media Editoria a Roma, abbiamo assistito a convegni interessanti, visitato stand, rivisto scrittori e amici e molestato editori con telecamera e block notes.

Sono felice di dire che è andata benissimo: ci siamo divertite, appassionate, stancate un po’ ma ne è valsa la pena! Abbiamo realizzato delle bellissime interviste ad alcuni editori che hanno accettato di chiacchierare con noi: le stiamo montando e sistemando per proporne alcuni estratti a Booksweb.tv, ma dato che meritano davvero abbiamo deciso di renderle comunque visibili online in versione integrale, magari su youtube.

In attesa di farle uscire, ringraziamo coloro che hanno partecipato, la loro pazienza e disponibilità. Un grazie agli intervistati: 

Guido Farneti,  eccentrico editore di Azimut ;
Stefano Donno, vero intellettuale gentleman, addetto stampa di Besa ;
Gianfranco Viviani, fondatore della storica Editrice Nord e ora di DelosBooks ;
Luisa Capobianco  di Edizioni Magi ;
Diego Tavazzi di Edizioni Ambiente ;
Emanuela De Caro,  dell’ufficio stampa di Guida, disponibile e solare ;
Diana Battaggia, gentile e appassionata, di Lietocolle ;
Marco Limiti, editore e amministratore di Progetto Cultura ;
Last but not least, il grandissimo Marcello Baraghini di Stampalternativa.

Inoltre mi scuso con TerrediMezzo, della quale recensirò presto un piccolo libro sugli scrittori esordienti, per non aver realizzato l’intervista promessa: avevo lasciato il mio numero perché mi avvisassero quando si poteva fare, ma non mi hanno più chiamata e tra un impegno e l’altro la cosa mi è passata di mente.

Ci dispiace anche per non aver potuto intervistare E/O,  casa editrice che stimiamo, ma quando ci siamo recate allo stand ci hanno detto che l’unico modo per parlare con l’addetta all’ufficio stampa (che era lì ) era scriverle una mail (nonostante l’intervista fosse una cosa di cinque minuti, alla quale tutti gli altri si sono sottoposti subito e volentieri):  abbiamo concluso che, per questa volta, E/O si sarebbe attaccata al tram E/O al cavolo 😛

Infine, un pensiero per i nostri amici Francesco Altieri, editore di Magenes, e Monica Maggi, giornalista e scrittrice, per il loro aiuto e sostegno costante, e un saluto anche a Flora di Guida, a Massimliano di Edizioni Magi, e a Raffaele Abbate (che non è mio parente ^^), simpatico blogger e scrittore determinato come un caterpillar, al quale auguriamo buona fortuna e buona scrittura.

Presto saranno disponibili le interviste, che pubblicheremo una alla volta (mi sento tanto staffgrillo!). Stay tuned!

“Esordiamo!” : update

Da quando l’abbiamo inaugurata, qualche mese fa, la nostra iniziativa “Esordiamo!” ha riscosso un buon successo tra gli esordienti, che ci hanno contattate numerosi, come dimostrano le tante recensioni  pubblicate.  Da parte nostra, siamo davvero contente che “Esordiamo!” stia andando così bene!

Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti gli scrittori che ci hanno contattate: per la fiducia che hanno riposto nel nostro giudizio, che spero sia stata ripagata con il nostro atteggiamento aperto, a volte un po’ “rude”,  ma sempre sincero e mosso dalle migliori intenzioni; non meno, per il riscontro che ci hanno dato in tanti, con email, PVT, telefonate e messaggi sul blog.

A fronte di una maggioranza di autori attenti e presenti, c’è stata una minoranza di scrittori “distratti”: dopo averci contattate e aver ottenuto una recensione, non ci hanno fornito alcun riscontro, fosse anche l’avviso di aver letto ciò che riguardava loro, e spesso, nonostante le sollecitazioni, hanno preferito non commentare la recensione né linkarla o segnalarla in alcun modo.

Non nascondo di aver provato un po’ di delusione. Il fatto che l’iniziativa sia gratuita non significa che non spendiamo tempo e impegno nelle recensioni, né che il nostro lavoro abbia meno dignità di una prestazione pagata.

Questi episodi, però, sono stati anche un’occasione di riflessione e un modo per cercare di migliorare il nostro servizio. Perciò, abbiamo stilato un breve regolamento, che ribadisce in modo più preciso i termini dell’iniziativa: in sostanza non c’è niente di nuovo, tranne una maggiore chiarezza che, spero, darà più certezza e serenità alle due parti e garantirà… amicizia lunghissima!

Ovviamente, il regolamento non è retroattivo: diventa valido per tutte le opere che da ora in avanti gli scrittori sceglieranno di inviarci.

Come leggerete, le condizioni dell’iniziativa privilegiano lo spazio del blog per i pareri e le opinioni degli scrittori. Voglio però ringraziare di nuovo tutti gli autori che ci hanno scritto email in forma privata, e ribadire che la nostra scelta di privilegiare dibattiti pubblici non toglie nulla, in alcun modo, alle loro manifestazioni di stima e ai saluti, che continuano a renderci supercontente!