Appunti di editing

La nostra rubrica estiva: #scritturedagosto

Come annunciato sulla nostra pagina Facebook e qui sul blog, per qualche settimana il nostro ritmo di lavoro cambierà.

Risponderemo alle mail con qualche giorno di stacco e compileremo le nuove distinte da Ferragosto in poi, seguendo l’ordine di arrivo delle richieste che ci arrivano via modulo informazioni.
Stiamo già calendarizzando le consegne dell’autunno, e dopo le fatiche di questi mesi abbiamo, come tutti, la necessità di ristorarci in vista di nuovi impegni.

Questo non significa che non ci siamo!

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Consigli di scrittura: rispetto contro stereotipo

In questi ultimi giorni furoreggia una polemica legata alle rivolte di piazza del #blacklivesmatter, partite da Minneapolis e dal barbaro omicidio a sangue freddo che un poliziotto Derek Chauvin ha commesso ai danni di George Floyd, cittadino afroamericano.

Molt* manifestanti, in città di tutto il mondo, hanno buttato giù statue che celebravano schiavisti e colonizzatori (compresa la statua di Cristoforo Colombo). Qui in Italia, si dibatte sulla statua celebrativa di Indro Montanelli, giornalista che si vantò più volte, fino agli anni ’80, di aver comprato durante la guerra d’Etiopia una “moglie” di 12 anni.

La discussione riguarda anche opere dell’ingegno, come libri e film.
Poco tempo fa, con la morte di Harold Bloom, tornò in auge lo scontro sul canone, che il critico aveva ristretto a poche opere di autori maschi occidentali.
E in questi ultimi giorni la piattaforma HBO ha ritirato momentaneamente il film “Via col vento”, riservandosi di riproporlo con un disclaimer che ne indichi i contenuti razzisti.
(A difesa del film, molti citano il fatto che Hattie McDaniel, l’attrice che interpretava la schiava nutrice Mami, fu la prima afroamericana a vincere un Oscar. Non ci sembra sorprendente che l’intepretazione di uno stereotipo razzista sia premiata dalla società che lo propugna, aggiungiamo solo che proprio a causa della discriminazione razziale ad Hattie McDaniel fu impedito di recarsi a ritirare il premio).

Tutto questo scatena polemiche e scontri furiosi, sia sui social, che sui blog e nei confronti più vari, tra chi considera giusto e necessario questo movimento di revisione da parte di minoranze che rifiutano di essere stereotipate, chi grida alla censura, al revisionismo storico, al “e allora Caravaggio?”, o chi, civilmente e con argomenti solidi, si chiede se non sia il caso piuttosto di guardare avanti, ricontestualizzando in altri modi un passato doloroso e imbarazzante.

Noi di Studio83 abbiamo un’opinione precisa, che non riportiamo qui integralmente: ci limitiamo a parlare come sempre di ciò che conosciamo bene, ovvero della scrittura e della narrativa.

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Presentarsi, proporsi, promuoversi: facciamolo bene!

Un dato di fatto: in queste lunghe settimane di lockdown, in molti hanno usato il tempo a disposizione per riprendere la penna in mano, scrivere, inviare proposte e manoscritti.

Lo sappiamo perché lavoriamo con tanti editori, che ci hanno confermato un aumento delle proposte. E perché noi stesse abbiamo avuto un picco di richieste da parte di autori e autrici per valutazioni, editing e proposte editoriali professionali.

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Cos’è lo stile letterario? Come si sviluppa e come migliorarlo?

Quella dello stile letterario è una questione “spinosa” che ci troviamo ad affrontare quando scriviamo.

Cos’è lo stile letterario, precisamente? E nella pratica, come si migliora lo stile letterario e come si affina la scrittura in senso personale e consapevole?

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Concorsi letterari: Trofeo RiLL e Tuscia Libris

Oggi segnaliamo due concorsi letterari che riteniamo interessanti per una crescita vera e per metterti alla prova come autore/autrice di racconti.

Negli ultimi anni, nel nostro paese c’è stata una vera e propria esplosione di concorsi letterari!

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Editoria A Pagamento (EAP): esiste ancora!

Qualche settimana fa, un autore che ho seguito per un progetto di comunicazione online mi ha raccontato della sua ricerca di un editore: Francesco, lo chiamerò così, ha scritto un libro fantastico per l’infanzia, rivolto anche ad adulti in cerca di allegorie e spunti di riflessione.

Francesco, che non si intende di editoria e pubblicazioni, ha cercato online il metodo per pubblicare e come trovare un editore. A una sua richiesta specifica, ha ricevuto una risposta che mi ha davvero meravigliata.

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Il lavoro sul testo: stili di paragrafo, revisione, editing, correzione bozze – Un vademecum

Qui sul blog, abbiamo parlato spesso del lavoro sul testo, che ha diverse fasi. Ripercorriamo oggi le principali, quei passi imprescindibili che ci aiutano a scrivere meglio e a lavorare in modo sereno, sia dal punto di vista tecnico che da quello di contenuto.

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Virgolette, caporali, lineette: i segni tipografici nei dialoghi

Oggi affrontiamo un tema strettamente redazionale, che ogni autore/autrice si sarà posto, a un certo punto, davanti alla pagina bianca: per i dialoghi del mio romanzo meglio usare le virgolette alte doppie, le caporali o la lineetta?

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“Come si legge un libro (e perché)” di Harlod Bloom – Recensione

Pochi giorni fa abbiamo pianto la scomparsa di Harlod Bloom, critico letterario statunitense, morto all’età di ottantanove anni.

Divenne una figura nota al grande pubblico negli anni Novanta, quando pubblicò la sua opera The Western Canon nel 1994, ponendosi al centro di un dibattito sull’eredità dei classici, chiamato guerra dei canoni.

Da WIKIPEDIA

Autore di opere molto discusse e studiate, che hanno innegabimente influenzato la critica letteraria, fino a essere praticamente identificato con essa, Bloom si definiva “l’ultimo barricato sul fronte del Sublime”. Durante la sua lunga carriera non ha risparmiato le posizioni polemiche ed estreme.

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Sei cliché sullo stupro e come rimpiazzarli

Qualche settimana fa abbiamo parlato di come costruire protagonisti vividi, sconsigliando la pratica (purtroppo comune tra gli esordienti) di inserire lo stupro nel passato di una donna come mero elemento biografico e accessorio.

In quello stesso periodo, mi è capitato di discutere su Facebook a proposito della scena di un film in cui lo stupro veniva rappresentato come tocco di colore totalmente gratuito.
Un utente sosteneva che non devono esistere limiti alla creatività e che se un regista, uno scrittore e via dicendo vuole rappresentare lo stupro di una donna o anche di un bambino come elemento pop-trash, definirlo di cattivo gusto significa essere fascisti che imbavagliano la libera espressione.

Sempre in quei giorni, per una strana congiuntura astrale, ci è stato segnalato dalle blogger e scrittrici di Moedisia un articolo apparso sul blog Mythcreants – Fantasy & Science-Fiction for storytellers, scritto da Chris Winkle e intitolato: “Six rape tropes and how to replace them“.
Ovvero: “Sei cliché sullo stupro e come rimpiazzarli”. Abbiamo quindi pensato di tradurlo, perché è molto interessante e perché dà dei consigli pratici fruibili da tutti.

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