Interviste

Una notte a Radio Popolare

Nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 aprile, ho partecipato alla diretta di “Notturno” di Radio Popolare. È stata un’esperienza che all’inizio mi ha spaventata un po’, ma che si è rivelata bella e stimolante.

YO!

YO!

Com’è successo?

Tutto iniziò… il giorno prima:

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Studio83 su La Zona Morta!

Nei giorni scorsi, ho avuto l’occasione di parlare di Studio83 (e anche un po’ di me) sulle pagine del portale “La Zona Morta”, dedicato alla letteratura di genere italiana ed estera.

Grazie a Filippo Radogna, che mi ha posto delle domande… interessanti e complesse, che mi hanno fatta ragionare un bel po’!

A parte che essere nei panni dell’intervistata non è una cosa per me consueta. In questo piccolo blog ci sono tante interviste che abbiamo realizzato con editori e autori, ma sempre dalla parte più comoda 🙂

interviste a scrittori ed editori - studio83

Pure le poltroncine… meglio di così!

Sono stata davvero felice di questa occasione offertami da Filippo Radogna, perché oltre ad avermi spinta a pensare, mi ha dato anche l’opportunità di guardarmi indietro e riflettere sul mio, sul nostro percorso: sulla storia e sulla missione di Studio83.

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Editori in Fiera: Ediciclo Edizioni

Ediciclo Editore è una casa editrice nata da tre amici che hanno deciso di condividere una passione. A partire da guide sulla bicicletta e il ciclismo, si occupa ora di:

reportage di viaggio, biografie dei grandi campioni, narrativa “slow”, […] altre forme di mobilità sostenibile, come ad esempio il cammino.

Passeggiando tra i banchi della Fiera Più Libri Più Liberi, nel dicembre 2014, sono rimasta colpita dalle proposte di Ediciclo e sfogliando il catalogo mi sono innamorata dei messaggi e della filosofia proposta dall’editore.

Perciò, sono molto felice di ospitare sulle nostre pagine una intervista per conoscere meglio Ediciclo Editore. Scopriamo di più sulla sua storia e su ciò che può offrire a chi di noi cerca un “passo leggero”:

ai cicloamatori, ai passisti, agli scalatori, ai cicloturisti, ai cicloviaggiatori, ai “fissati”, agli appassionati dei triks, alle famiglie a pedali […] per gli escursionisti, per i camminatori, per i runners.

Godetevi la lettura del secondo post di Editori in Fiera III – Più Libri Più Liberi 2014: Intervista a Ediciclo Editore. Buona passeggiata!

Gli altri post sul tema:

Editori in Fiera III – Biancoenero Edizioni
Più Libri, Più Liberi 2014 – I Dolori
Più Libri Più Liberi 2014: Le Gioie
Più Libri Più Liberi 2014: Editoria per Bambini e Ragazzi

Editori in Fiera: Biancoenero Edizioni

A dicembre 2014 si è svolta la Fiera del Libro Più Libri, Più Liberi alla quale abbiamo dedicato tre post con segnalazioni e riflessioni.

Il primo post contiene alcune critiche sugli aspetti da migliorare della Fiera: Più Libri, Più Liberi 2014 – I Dolori
Il secondo è dedicato alle cose positive e ai bravi editori da valorizzare: Più Libri Più Liberi 2014: Le Gioie
Il terzo è uno speciale sull’editoria per ragazzi e sui titoli più interessanti: Più Libri Più Liberi 2014: Editoria per Bambini e Ragazzi

Abbiamo contattato le case editrici di cui abbiamo parlato e abbiamo chiesto se erano disponibili a rispondere a qualche domanda, per farsi meglio conoscere dai lettori e per parlare di libri, di lettura e di autori esordienti.

Abbiamo quindi il piacere di presentarvi la terza edizione di “Editori in Fiera“, uno speciale che contiene il meglio che incontriamo, sperando che sia di ispirazione e che vi piaccia!

Il primo Editori in Fiera è stato realizzato sempre a Più Libri, Più Liberi 2008: è composto da video interviste che trovate nella playlist Editori in Fiera sul canale YouTube di Studio83
Il secondo Editori in Fiera è stato realizzato per il Modena BUK Festival del 2013 e conta una sola partecipazione. Purtroppo gli editori che abbiamo contattato ci hanno semplicemente ignorato, forse perché non giudicavano utili o convenienti le nostre domande. Ma gli amici del RiLL hanno fatto onore all’intervista su libri e lettura.

Il terzo Editori in Fiera lo apriamo con Biancoenero Edizioni, una casa editrice con una missione nobile e una responsabile della comunicazione che ci ha risposto rapidamente e sempre con grande gentilezza e cortesia. Ringrazio Irene D’Intino per la disponibilità e le lascio la parola, alla scoperta di Biancoenero Edizioni.

Studio83:Per conoscerci meglio: come e quando è nata la vostra Casa Editrice e di cosa si occupa?

Irene D’Intino – Biancoenero Edizioni: Biancoenero è una casa editrice indipendente nata a Roma nel 2005. Lavora da sempre al progetto Alta Leggibilità, per avvicinare ai libri tutti i ragazzi, anche quelli che hanno difficoltà di lettura.

Continua a leggere: Intervista a Biancoenero Edizioni

 

“La Maledizione” – gli autori di RiLL 2014 si raccontano

La Maledizione e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni” è l’antologia prodotta dal Trofeo RiLL nella sua ultima edizione del 2014.

Tredici racconti fantastici, dei quali:

  • cinque selezionati per il vero e proprio Trofeo RiLL
  • quattro selezionati per il Premio SFIDA, competizione parallela riservata ai vincitori RiLL delle passate edizioni
  • quattro vincitori dei più importanti premi europei per racconti fantastici: voci dalla Finlandia, dal Regno Unito, dall’Irlanda e dalla Spagna

Questo ultimo punto è molto interessante: coniuga la qualità a uno sguardo nuovo, curioso, aperto ai nostri compagni europei e a suggestioni più ampie. Inoltre, i racconti sono stati tradotti apposta per il RiLL, e a quanto sto leggendo anche bene.

Riepilogando: abbiamo un concorso letterario di lunga data, una competizione tra autori colleghi di podio e una fratellanza europea. Che dire se non… fantastico!

Il Premio RiLL esiste da più di vent’anni e il fatto che sia ancora vivo e attivo dimostra che quando si cambia, si vince. Le antologie RiLLiche infatti si sono evolute nel tempo, apportando modifiche, cercando suggerimenti e sperimentando sempre.

SFIDA è una parte importante di questa sperimentazione. Coinvolge i molti autori già pubblicati dal Trofeo ma lo fa ponendo vincoli e paletti per i racconti. Negli anni passati questi vincoli sono stati delle parole che andassero incluse necessariamente, o degli elementi precisi da combinare, o dei temi. Quest’anno, chi voleva partecipare doveva includere un sonetto nel racconto. Poteva essere un sonetto famoso, o inventato lì per lì, basta che ci fosse.

Tra gli autori selezionati ci sono anch’io, con un sonetto che purtroppo è quasi del tutto sconosciuto, anche se intenso e pregno di significato. Sicuramente gioca a sfavore della sua fama il fatto che esso sia composto in lingua aliena.

Per saperne di più, non avete che da leggere “La Maledizione e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni“, e conoscere meglio gli autori italiani che si sono raccontati in un’intervista collettiva pubblicata qualche giorno fa dal RiLL.
Scoprirete così che un paesino immaginario nasconde vere sorprese; che trovare un Papa può non essere proprio un terno al lotto; che un mondo senza lavoro è anche brutto; che mettersi nei panni di una donna è difficile (ma va’??); che gli alieni poetici stracciano i robottoni quantici; che la misteriosa identità sarda ha tante suggestioni da offrirci.
E altro ancora… Buona lettura: “La Maledizione” e altri racconti…: la parola agli autori

E ricordate: la nuova edizione del Trofeo RiLL è aperta. I prossimi pubblicati e intervistati potreste essere voi. Quindi su le penne e in alto i cuori, e buona scrittura!

Intervista a Kurt Vonnegut

Sei anni fa, l’11 aprile 2007, moriva Kurt Vonnegut, scrittore americano la cui opera è nota “per una originale mescolanza di elementi fantastici, satira politica, sociale e di costume, humor nero ed espressione di valori umanisti.”*

Si sa, le definizioni sono rapide a darsi e piuttosto aleatorie, specialmente se confezionate a posteriori e in assenza dei diretti interessati. Per cui, come facemmo qualche tempo fa con Philip K.Dick, abbiamo deciso di far parlare direttamente lui, Kurt Vonnegut, in un’intervista esclusiva.

Sicura che sia così esclusiva?

Sono riuscita a incontrare Kurt Vonnegut grazie alla preziosa collaborazione dell dottor Welby, insigne luminare che mi ha assistita in un’esperienza di quasi morte. Ed ecco quello che è accaduto, e quello che mi ha detto Kurt Vonnegut, quando l’ho incontrato.
Dalla vostra inviata dall’aldilà:

Buongiorno, Mr, Vonnegut. Come se la passa? Lei è morto.

Così va la vita.

Giusto. Parlando di vita:  lei è stato uno scrittore e artista molto apprezzato. A posteriori, vuole dare lei una definizione di sé e della sua arte?

Sono un umanista, il che significa, in  parte, che ho cercato di comportarmi decorosamente senza pretendere, dopo che sarò morto, né ricompense né castighi.

Se non mi sbaglio, quando era in vita ha anche fatto parte dell’associazione omonima: la AHA, American Humanist Association.

Avevo preso il posto del defunto dottor Isaac Asimov, grande scrittore e scienziato di spettacolosa prolificità, in questa carica sostanzialmente inutile. Durante una commemorazione del mio predecessore, dichiarai: “Isaac adesso è in paradiso.” Era la cosa più ridicola che avrei potuto dire a un pubblico di umanisti, e infatti la mia frase li fece ridere a crepapelle. Che ilarità!

E riguardo alla fantascienza? Lei è stato più volte definito scrittore di fantascienza, si riconosce in questa definizione?

Sono diventato un cosiddetto scrittore di fantascienza quando qualcuno ha stabilito che ero uno scrittore di fantascienza. Non ci tenevo affatto ad essere etichettato in quel modo, e mi chiedevo cosa avevo fatto di male per non vedermi riconosciuto  come uno scrittore serio. Alla fine ho deciso che la mia colpa era quella di parlare di tecnologia nei miei libri, mentre la stragrande maggioranza dei migliori scrittori americani di tecnologia non sa un bel niente.

Pensa che, nonostante tutto, la fantascienza abbia qualcosa da insegnarci?

Smettete di pensare che i vostri nipoti saranno OK – per quanto distruttivi e spreconi possiate essere voi – perché potranno andare su un bel pianeta nuovo con una nave spaziale. Questo è veramente meschino e stupido.

Ok. E allora cosa dovremmo fare?

Gli uomini sono animali fatti per danzare. Quant’ bello alzarsi, uscire di casa e fare qualcosa. Siamo qui sulla Terra per andare in giro a cazzeggiare, Non credete a chi vi dice altrimenti.

Siamo? Ma lei è morto.

Spero che voi direte: “Adesso Kurt è lassù in cielo.” È la mia battuta preferita.

Divertente. Ma parliamo ancora di lei e delle sue opere. Ricorda il suo primo manoscritto?

Ecco la trama. Una creatura di nome Zog arriva sulla terra su un disco volante per spiegare come evitare le guerre e curare il cancro. Porta queste sue informazioni da Margo, un pianeta i cui  abitanti conversano tra loro emettendo scoregge e ballando il tip-tap.
Zog sbarca di notte nel Connecticut.Ha appena messo piede a terra che vede una casa in fiamme. Vi si precipita dentro, scoreggiando e ballando il tip-tap, per avvertire gli abitanti del terribile pericolo che corrono. Il padrone di casa gli spacca la testa con una mazza da golf.

E come andò? Che fortuna ebbe questo suo primo tentativo da esordiente?

Destini peggiori della morte.

Se lo dice lei deve essere vero. Ma come incoraggerebbe un artista alle prime armi?

Praticare un’arte, non importa a quale livello, è un modo per far crescere la propria anima, accidenti! Cantate sotto la doccia. Ballate ascoltando la radio. Raccontate storie. Scrivete una poesia a un amico, anche se non vi verrà una bella poesia. Voi scrivetela meglio che potete. Ne avrete una ricompensa enorme. Avrete creato qualcosa.

Concordo. È così bello parlare con lei e ho ancora tante cose da chiederle.

Varcare le porte del Paradiso, per allettante che sia l’intervistato dall’altra parte, significa, come io stesso ho scoperto a mie spese, che l’irascibile San Pietro, in un accesso di malumore, possa non lasciarti mai più  uscire. Pensa come sarebbero affranti i tuoi amici e i tuoi familiari se, varcando le porte del Paradiso per parlare, diciamo, con Napoleone, in pratica ti suicidassi.

Significa che dobbiamo salutarci? Ci dia un ultimo messaggio!

Auguro a ognuno una vita lunga e felice, checché gli possa capitare dopo. Usate le creme antisolari! Non fumate sigarette.

Ting-a-ling, mr. Vonnegut!

“La vita è un pessimo trattamento da infliggere a un animale”, di Kurt Vonnegut

Lezioni Sul Domani – arrivano i cloni.

Il nostro lavoro con gli autori consiste nel curare i loro testi e anche nell’aiutarli, consigliarli e incoraggiarli nella strada che porta alla pubblicazione. Dieci anni di esperienza intensiva nel settore editoriale, uniti a competenze specifiche di letteratura,  di comunicazione letteraria, stampa ed editoria, coaching e facilitazione… ci permettono di offrire affiancamenti efficaci volti al raggiungimento degli obiettivi, un approccio completamente nuovo nel panorama italiano, di cui vi abbiamo parlato qualche tempo fa.

Questo è più di un lavoro: è una missione. E dannazione, richiede un sacco di tempo! Eccoci qui, dunque: valenti editor e… scrittrici estreme nei ritagli di tempo!
Tutto questo deve finire!

Abbiamo quindi optato per la soluzione più ragionevole e semplice: la clonazione.

Due copie esatte, Elena&Giulia, gestiscono da pochi giorni una nuova pagina Facebook, dedicata alla nostra antologia di “Lezioni Sul Domani”, e si occuperanno della promozione del titolo.

Ma c’è un piccolo problema. I cloni non sono perfetti.
Qui mi rivolgo in particolare ai nostri scrittori e a chi si è abituato alle due professioniste serie e pacate. Queste due hanno le nostre facce (e i nostri account, giusto Cielo!), sono care persone (e come potrei dire altrimenti?) ma alle volte… danno di matto.

Quindi la raccomandazione è la seguente: iscrivetevi alla pagina di Lezioni Sul Domani e seguitene gli sviluppi che comprenderanno: un sito, nuovi video, news sci-fi, notizie surreali, contest e molto altro. Ma se vi accorgete che qualcosa non torna… tenete a mente quello che ho detto sui cloni. Non è stata colpa nostra se l’unico materiale biologico per gli innesti era la soia!

… aggiungo che io l’ho detto, a quelle due: va bene, i dodo. Ma è un racconto, uno, su dodici, e il libro è un libro serio, bello, commovente e profondo. Smettetela con le nonne-robot!

Loro hanno alzato le spalle e da brave esecutrici mi hanno ricordato una data singolare: l’anniversario della morte di Philip K. Dick, proprio il 2 di marzo di diversi anni fa, e l’intervista eccezionale che ci ha concesso proprio l’anno scorso.

Immagino che il maestro la pensasse esattamente come me riguardo la soia.

Interviste review

Dopo aver ri-segnalato alcune recensioni e i nostri contenuti multimediali, ho pensato fosse interessante riportare all’attenzione anche un’altra sezione del nostro sito: quella dedicata alle interviste.

In questi anni abbiamo intervistato diverse figure che, in un modo o nell’altro, e in diversi campi d’azione, operano nel mondo della narrativa, dell’editoria e dell’editoria on-line.

Autori (anche esordienti), editori, redattori di webzine e librai: tutte le nostre interviste si possono trovare nell’apposita pagina.

Si tratta di opinioni interessanti, che mettono in luce aspetti e problematiche dei rispettivi mestieri magari sconosciute a chi non opera in quel settore specifico.

Vi invitiamo dunque a recuperare questi contenuti a nostro avviso utili a farsi un’idea di come funziona l’intera macchina editoriale, dal lavoro dello scrittore a quello dell’editore a quello del libraio.

Nella stessa pagina troverete anche alcuni nostri articoli (il vademecum sulle case editrici a pagamento e il breve manuale su come si scrive un racconto) e alcune nostre recensioni apparse su siti e portali esterni a Studio83.

Buona lettura!

Intervista a Philip K. Dick

Oggi saranno in molti a parlarne: trent’anni fa moriva Philip K. Dick, oggi un vero mostro sacro della letteratura fantascientifica. I suoi romanzi hanno mostrato un modo “altro” di intendere e vivere la fantascienza, partendo da un’indagine filosofica e non scientifica dei “mondi futuri immaginati”. Non stiamo qui a ripercorrere vita e opere, di certo lo faranno in tanti e molto più accuratamente.

Noi abbiamo fatto di meglio.

In occasione del trentesimo anniversario dalla sua morte, avvenuta il 2 marzo 1982 a Santa Ana in California, siamo riusciti a incontrare Philip K. Dick e a sottoporgli il nostro format di sei domande, alle quali lo scrittore ha gentilmente risposto.

Studio83: Iniziamo con una domanda scontatissima. Philip, lei è morto da trent’anni: cosa si prova a trovarsi nella sua condizione?

Philip K. Dick: Io sono vivo. Voi siete tutti morti.

S83: Quando era in vita ha faticato molto per farsi conoscere e apprezzare, ma oggi è un autore di culto, amato profondamente da tantissimi lettori e scrittori di fantascienza. Si sente orgoglioso di quello che ha realizzato?

PKD:  Dei sette vizi capitali, l’orgoglio è il peggiore. È la rappresentazione della relazione soggettiva che una persona intrattiene con se stessa. È narcisismo portato all’estremo.

S83: Lo prendiamo per un sì.  Parliamo ora di fantascienza, della sua fantascienza. Ai suoi tempi questo genere letterario non era neppure considerato tale, e anche lei ha ammesso che, almeno all’inizio della carriera, avrebbe voluto sfondare come autore mainstream. Alcuni dei suoi romanzi rispecchiano le richieste del mercato dell’epoca o è sempre riuscito a metterci del proprio? Ci sono opere che rimpiange di aver scritto?

PKD: Dovunque tu vada, ti sarà richiesto di fare cose che ritieni sbagliate. È una condizione costante della vita quella di essere costretti a violare la propria identità. Una volta o l’altra, ogni creatura vivente si trova costretta ad agire così. È l’ultima ombra, la disfatta della creazione. Questa è una maledizione che alimenta tutta la vita. Dappertutto nell’universo.

S83: Un tema che ha affrontato spesso è quello della realtà: cosa è reale, cosa percepiamo come tale, e cosa percepiamo come tale perché così ci viene mostrato. Il mondo e la tecnologia si sono evoluti da allora: pensa che le nuove tecnologie irrotte nella società abbiano modificato il rapporto con la realtà, o abbiano cristallizzato la sua rappresentazione fasulla (per esempio da parte del potere)?

PKD: In questa vita ci mostrano soltanto i trailer. Quando si vive dentro, al sicuro, e si guarda fuori, e il muro è percorso da corrente elettrica e le guardie sono armate, perché mai si dovrebbe pensare alle sofferenze altrui? Quando un certo errore comincia a essere commesso da un bel po’ di persone, allora diviene un errore sociale, uno stile di vita. E in questo particolare stile di vita il motto è: “Sii felice oggi perché domani morirai”; ma s’incomincia a morire ben presto e la felicità è solo un ricordo.

S83: Tiriamo un po’ le somme di tanti anni di carriera e di tanti romanzi scritti. Crede che ci sia un discorso conclusivo, comprensivo di tutte le singole parti, che voleva comunicare al mondo con le sue opere? Cosa si nasconde davvero dietro quello che ha scritto?

PKD: Ognuno ha dei… segreti tecnici. Lei ha i suoi, io ho i miei. Lei deve leggere i miei libri e accettarli per il loro valore nominale, così come io accetto ciò che vedo. Senza chiederle se quello che c’è sotto è autentico, o se è fatto di cavi, stecche e imbottitura di gommapiuma. Non è forse questa la fiducia nella natura delle persone e in ciò che si vede in generale?

S83: Abbiamo iniziato con una domanda scontata, facciamo lo stesso in chiusura. Lei è morto. Cosa può o vuole dirci a proposito dell’esistenza di un qualunque Ubik… a proposito del divino?

PKD: Volevo solo dirti una cosa. Due, al massimo. Primo, che lui, sai di chi parlo, esiste davvero, c’è davvero. Anche se non come l’abbiamo pensato e ne abbiamo fatto esperienza finora… o come riusciremo mai a farlo. E secondo… non può aiutarci più di tanto. Forse un po’. Ma se ne sta a mani vuote; capisce, vuole aiutare. Ci prova, ma… non è così semplice, tutto lì. Non mi chiedere perché. Forse non lo sa nemmeno lui. Forse è perplesso anche lui. Persino dopo tutto il tempo che ha avuto per pensarci su.

 (Philip K. Dick e io a Santa Ana)

Ringraziamo Philip K. Dick per il tempo che ci ha concesso, augurandogli che, al più presto, giunga una Fase Hobart per riportarlo a camminare tra noi. Un saluto!

Intervista a Philip K. Dick

Una ventina di giorni fa è stata diffusa la notizia secondo cui il regista francese Michel Gondry (che ricordiamo, tra le altre cose, per il bellissimo film Eternal Sunshine of the Spotless Mind) avrebbe accettato l’incarico di trasporre su pellicola il romanzo Ubik di Philip K. Dick, del quale lo stesso Dick scrisse la sceneggiatura – pubblicata in Italia da Fanucci in appendice al romanzo – in vista di un progetto cinematografico che non si concretizzò mai.


Innocuo se usato secondo le istruzioni

Raramente (o meglio, mai) è stato tratto un film decente da un romanzo o un racconto di Dick (il tentativo più apprezzabile, seppure a mio avviso non del tutto riuscito, è forse A Scanner Darkly di Linklater). Il nome di Gondry fa però ben sperare e, sebbene il progetto sia per ora solo in cantiere, è lecito essere ottimisti.

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