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Quanto tempo impiega una casa editrice a rispondere?

Quella del titolo è la classica “domanda da un milione di dollari”: quanto impiega una casa editrice a dare una risposta dopo l’invio di un manoscritto?

Sappiamo che l’invio di un’opera a una casa editrice è un momento emozionante, in cui si mescolano ansia e aspettative. Riceverò una risposta? Sarà positiva o negativa? Come la prenderò, quale sarà la mia reazione?

L’importante è restare razionali

Iniziamo col dire che siamo tutti esseri umani e che è perfettamente lecito e normale farsi delle aspettative. Chiunque di noi abbia mai partecipato a un concorso o inviato un manoscritto in valutazione lo ha fatto con la speranza che andasse bene: e sarebbe assurdo il contrario! Per questo, non c’è niente di strano a restarci male, o a temere di non prenderla affatto bene se le cose non andranno come speriamo.

Ciò che conta è avere gli strumenti per superare l’eventuale delusione e andare avanti per la propria strada. Come?

Ricordando alcuni fatti importantissimi:

  • che tutti, anche scrittrici e scrittori famosi, hanno ricevuto dei rifiuti. Ciò non significa che siamo automaticamente J.K. Rowling o Stephen King, ma anche anche loro, a un certo punto della loro vita, hanno dovuto fare i conti con le porte in faccia;
  • che un rifiuto non significa essere incapaci o aver scritto una porcheria: magari non ha toccato le corde di quella giuria, magari non era adatto al pubblico di quella casa editrice, magari ha delle potenzialità che vanno ancora sviluppate a dovere, quindi basterà lavorarci sopra e ritentare.

Tenere a mente questi due punti ci aiuterà a razionalizzare e affrontare le cose con lo spirito giusto, senza farsi abbattere. Stampiamocele bene in testa mentre attendiamo che un editore o una giuria ci diano il loro verdetto.

Ma quanto devo aspettare, dunque?

Di norma, le case editrici indicano direttamente sul loro sito, alla voce “invio manoscritti”, i tempi di attesa. Questi ultimi vanno in media dai sei ai dodici mesi, ma possono variare in base alle dimensioni della casa editrice (dunque del volume di manoscritti che riceve).

Molti editori specificano sul loro sito che, se trascorrono tot mesi senza ricevere risposta, significa che quest’ultima è no. In una piccola percentuale di casi le speranze possono non essere del tutto morte (non sempre le redazioni riescono a stare dietro alle tempistiche promesse e impiegano più di quanto dichiarato a smaltire le pile di manoscritti), ma l’ideale, a quel punto, è mettersi il cuore in pace e puntare ad altro.

Perciò, la prima cosa da fare è studiarsi bene le istruzioni per l’invio del manoscritto e, per ogni editore che contattiamo, appuntarsi i tempi di risposta. In questo modo possiamo tenere sotto controllo i nostri invii e metterci una croce sopra quando scade il tempo per la valutazione.

I tempi di risposta, come già accennato, non sono scolpiti nel marmo. Può capitare che siano molto più brevi o molto più lunghi del previsto, in base a contingenze e casualità su cui nessuno di noi ha potere.

Un manoscritto cade dietro a un mobile e viene ritrovato solo l’anno dopo.

Un manoscritto ultimo in coda cade dalla pila traballante sulla scrivania di un redattore, che lo legge subito.

Non possiamo mai sapere quali strane e contorte vie sceglierà la realtà, quindi facciamo la cosa più difficile: abbiamo fede!

Quello che invece non bisogna fare è subissare una casa editrice di mail e telefonate durante l’attesa, perché è il modo migliore per farsi odiare e ridurre le nostre chance.

C’è qualcosa di più costruttivo che possiamo fare nell’attesa: scrivere altro.

Cosa fare se la risposta è nulla o proprio negativa?

Di solito le case editrici non hanno tempo per motivare i “no”, ma può capitare che la redattrice o il redattore che risponde dia una spiegazione più o meno approfondita e magari qualche consiglio. Inutile dirlo, in base a questo feedback possiamo riprendere in mano l’opera e revisionarla, producendo una nuova bozza più in linea con le richieste.

Come curatrici della collana Futuro Presente (edizioni Delos Digital), per esempio, motiviamo sempre i rifiuti e, se è il caso, diamo dei consigli per sistemare l’opera e ritentare.

Se invece il “no” è un “no” e basta, rivediamo la nostra strategia. Abbiamo scelto la casa editrice giusta, o meglio: il nostro manoscritto era giusto per loro, per il loro target? Chi altro potrebbe essere più adatto? Mi sono presentata o presentato bene, ho inviato tutte le informazioni necessarie, ho rispettato le richieste sul loro sito?

Leggi anche: “Preparare il manoscritto per l’invio: qualche consiglio”

Se il nostro manoscritto è stato rifiutato, è probabile che il romanzo avesse difetti strutturali, o stilistici, o entrambi. Cosa fare? Semplice: investire su una scheda di valutazione. Si tratta di uno strumento fondamentale, che ci permette di identificare tutte le criticità e risolverle prima di ritentare.

Ciò che conta è non vivere i rifiuti come una sconfitta personale e andare avanti per la propria strada. In bocca al lupo!

Protagonisti e protagoniste: costruirli in modo efficace

I personaggi non sono solo pedine che portano avanti un intreccio: sono elementi fondanti di un romanzo e come tali possono mutarne le sorti.

Basta pensare alle serie di romanzi con lo stesso o la stessa protagonista, sganciati dall’opera singola per diventare l’oggetto narrativo che fidelizza il lettore.

Qualche esempio? Il celeberrimo Harry Potter di Rowling, Harry Hole di Jo Nesbø, Dexter Morgan di Jeff Lindsay, Amelia Peabody di Elizabeth Peters… e via dicendo!

Un romanzo è quindi efficace anche nella misura in cui lo è il suo personaggio principale.

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Italia Futura Presente – Esce l’antologia di Futuro Presente!

Buone notizie per la collana di racconti di fantascienza sociale Futuro Presente, che noi di Studio83 abbiamo il piacere e l’impegno di curare.

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Servizi letterari: quali sono le tempistiche?

Quanto occorre per avere una scheda di valutazione? Un editing? Una correzione di bozze? Perché le tempistiche sono queste? È possibile ridurle?

Queste sono alcune delle domande che ci vengono poste spesso a proposito dei servizi letterari di Studio83. E, generalmente, i tempi di attesa sono l’aspetto che più impensierisce autori e autrici; questo nonostante le nostre tempistiche siano perfettamente in linea con la media generale, quando non più brevi.

Oggi parliamo proprio di questo argomento, esplorando qualche retroscena del nostro lavoro per farci conoscere meglio. Buona lettura!

Alcune persone hanno la percezione del libero professionista come di un essere che vive in stato di ibernazione, finché la loro richiesta di preventivo non lo riattiva. In realtà, chiunque svolga libera professione segue più progetti e clienti contemporaneamente, con un calendario più o meno fitto che arriva anche a diversi mesi di distanza.

Quando una persona ci chiede un editing, per esempio, va a inserirsi in un flusso di impegni già calendarizzati all’interno del quale trovare spazio anche per lui/lei. Questo è il motivo per cui le tempistiche per lo stesso servizio possono variare leggermente a seconda del periodo: più rapide quando il carico di impegni è meno gravoso, o più lunghe se ci sono altri progetti aperti in contemporanea.

Le tempistiche sono sempre calcolate in modo da garantire la qualità del servizio. Non accettiamo mai di accorciarle, salvo casi estremi, se questo può pregiudicare in qualche modo la qualità. Si tratta di una precisazione molto importante su cui insistiamo sempre: non facciamo servizi express, neppure a un prezzo maggiorato. La nostra filosofia è un’altra.

Ma quali sono, insomma, queste tempistiche?

Editing

L’editing di un romanzo di medie dimensioni, diciamo tra le 300.000 e le 500.000 battute (spazi inclusi), richiede circa 60 giorni lavorativi.
Se il testo è eccezionalmente lungo (abbiamo lavorato su manoscritti di oltre un milione di battute) si può arrivare fino a 90 giorni lavorativi. Come dicevamo sopra, sono tempi nella media, nessuna attesa fuori scala.

Durante l’editing leggiamo un manoscritto, annotiamo riga per riga tutto ciò che non va, segnaliamo incongruenze di intreccio e/o personaggi, suggeriamo integrazioni… occorrono tempo e le dovute riletture. Meglio impiegare una settimana in più che lasciarsi sfuggire una frase traballante!

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Scheda di valutazione (basic e premium)

Il tempo di attesa per una valutazione di un manoscritto inedito può andare dai 40 ai 60 giorni lavorativi, in base alla lunghezza del testo e agli impegni correnti.
I tempi tecnici per la valutazione classica e quella analitica non sono troppo difformi: la parte più impegnativa è la lettura del testo con relative annotazioni, più che la redazione in sé della scheda.

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Scheda di valutazione poesie

Per la valutazione di testi poetici tutto dipende dal numero dei componimenti.
Di solito, per una raccolta di trenta componimenti occorrono all’incirca 30 o 40 giorni.

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Editing per concorsi letterari

Di norma questo servizio, che abbiamo inventato noi, riguarda racconti più o meno brevi, quindi i tempi possono andare dai 7 ai 14 giorni lavorativi, fino ai 30 giorni lavorativi se in quel momento siamo particolarmente oberate.

È anche un servizio in cui gli/le utenti hanno sempre una gran fretta, perché i concorsi hanno termini di consegna prestabiliti. Per questo, un cenno importante: non contattateci all’ultimo minuto!
Facciamo il possibile per venirvi incontro… nei limiti dell’umano.

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Correzione di bozze

Rispetto ai servizi di concetto e contenuto, la correzione di bozze è un intervento per lo più tecnico, quindi più veloce.
Per un testo tra le 300.000 e le 500.000 battute, per esempio, ci vogliono dai 30 ai 50 giorni lavorativi, con picchi di 60 giorni lavorativi se il manoscritto è più lungo o il calendario molto pieno.

I tempi per la correzione possono variare anche in base a quanto è “disastrato” un file: motivo per cui potremmo chiedere di visionare una o due cartelle (e magari fare una correzione di prova, così anche voi vedete di cosa si tratta e come lavoriamo). Con “disastrato” non parliamo assolutamente di stile o contenuti, ma della semplice veste grafica: gli a capo compulsivi, le spaziature doppie, le bizzarre formattazioni sparse per errore qua e là possono trovarsi in qualunque manoscritto, anche di chi scrive divinamente.

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Impaginazione

Il tempo per una buona impaginazione professionale è strettamente lagato ad alcune variabili come la lunghezza del testo, la presenza di immagini, e se è stata già svolta o meno una correzione di bozze che renda il testo lavorabile.
Di solito la consegna è entro un massimo di 30 giorni lavorativi.
Se è pronta prima, viene consegnata prima!

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E-book

Trasformare un file di testo in un e-book è un’operazione delicata che richiede mille attenzioni e controlli. Ricordiamo inoltre che noi non usiamo convertitori automatici né scorciatoie: scriviamo manualmente codici e stili del file servendoci di editor HTML, un lavoro quasi artigianale che finora ci ha garantito la realizzazione di file universalmente compatibili e privi di qualsivoglia problema di compatibilità.
Anche qui, c’è poi la variabile delle immagini e delle tavole (vi invitiamo a specificare se ce ne sono e quante, nell’apposito spazio del modulo!).
Generalmente, un file di solo testo e di media lunghezza richiederà un massimo di 30 giorni per la consegna del servizio.

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Booktrailer

Come i due servizi precedenti, la realizzazione di un booktrailer (di lunghezza e caratteristiche concordate con l’autore/autrice) richiederà circa di 30 giorni, considerando che occorre leggere il libro, appuntarsi i dettagli salienti e poi studiare un video che lo rappresenti.

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Percorso self-publishing

Noi preferiamo chiamarlo percorso di autopubblicazione professionale, o di pubbilcazione indipendente, o di indie publishing. Ma anche i motori di ricerca hanno le loro ragioni 🙂
Anche in questo caso le variabili già illustrate sono fondamentali, e le tempistiche dipendono dal numero di servizi scelti, dalla tipologia di testo, dalla rapidità con cui l’autore/autrice sceglie tra le varie opzioni (per esempio la copertina e il relativo layout).
Trattandosi di una combo di servizi, è complesso dare delle tempistiche di massima, ma possiamo dire che occorreranno un paio di mesi per l’editing e la correzione di bozze e un altro mese per i servizi tecnici.
Il tutto, lo ricordiamo, è da valutare in base al nostro calendario e in base al lavoro dell’autore o dell’autrice, che magari ha necessità di fare alcune revisioni sulla base dell’editing o della valutazione ottenute!

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Ora che abbiamo fatto luce sulle tempistiche generali dei servizi, speriamo che sarà più facile orientarsi per chi è interessato o interessata.

In bocca al lupo e buone scritture!

Editing o scheda di valutazione: quale scegliere e perché?

Abbiamo spesso parlato delle nostre schede di valutazione: analisi a diversi gradi di approfondimento di un romanzo per identificarne i punti deboli e quelli di forza. Una scheda di valutazione non si ferma qui, ma illustra all’autore/autrice la resa e tenuta generale dell’opera, inoltre fornisce suggerimenti pratici su come rendere il tutto più efficace.

Per chi vuole seguirci su Instagram, ci trovate qui @studio83_serviziletterari

L’editing, invece, è un intervento in sinergia tra editor e autore/autrice, volto a portare il testo a un ulteriore livello di qualità risolvendo le varie criticità presenti.

Se gli obiettivi dei due servizi sono simili, la loro utilità o opportunità varia a seconda dei casi specifici. Capita spessissimo che un autore o un’autrice ci scrivano per chiedere un editing e che, su nostro suggerimento, scelgano invece la scheda.

Questo può sembrare controproducente per noi, dato che l’editing è un servizio molto più costoso, dunque redditizio. Al di là della correttezza e della deontologia professionale (che per noi sono fondamentali a stabilire un legame di fiducia), crediamo che l’editing sia utile in determinate situazioni, mentre le schede (basic o analitiche) lo sono in altre. Ciò significa che anche noi lavoriamo meglio e in modo più proficuo se il servizio scelto è davvero quello giusto.

In base a ciò che ci raccontano autori/autrici nella richiesta preventivo, in base agli obiettivi che ci illustrano, noi sappiamo quale servizio può essere più adatto alle loro esigenze.

Spieghiamo quindi in quali casi è utile l’editing e in quali la scheda di valutazione.

Le schede di valutazione sono la scelta migliore nel 90% dei casi.

La scheda di valutazione, infatti, è compatibile con quasi tutte le situazioni ed esigenze.

Hai scritto un romanzo e devi revisionarlo prima di inviarlo agli editori? Una scheda di valutazione è lo strumento perfetto. Hai completato un romanzo ma qualcosa non ti convince? Una scheda di valutazione ti aiuterà a leggere il tutto con distacco, attraverso un occhio professionale esterno. Hai già revisionato il tuo romanzo e vuoi un riscontro sulla qualità del testo finale e sui possibili sbocchi editoriali? Di nuovo, la scheda di valutazione è il servizio perfetto.

Leggi anche: “Editing, quattro cose che nessuno ti dice!”

Queste sono le situazioni più comuni che spingono un autore/autrice a chiederci un preventivo. Molto spesso, la loro prima scelta è proprio l’editing: a quel punto spieghiamo loro che esiste l’alternativa della scheda di valutazione e proponiamo anche quella.

Quando è invece utile l’editing?

Il caso per eccellenza in cui l’editing è indispensabile è il percorso di self-publishing (o indie-publishing). Significa che l’autore/autrice deve presentare al pubblico un romanzo che sia già nella sua forma migliore (dove per “forma” parliamo anche di struttura, personaggi e via dicendo). Di norma se ne occupa l’editore; nel momento in cui l’autore/autrice diventa editore/editrice di se stess*, occorre che lo affidi a professionisti terzi.

Altro caso è quello in cui si pubblica con un editore che però non svolge editing. Siamo state contattate spesso da autori/autrici che, pur accettando la proposta della casa editrice, desideravano un editing sul testo che eliminasse le criticità residue prima di andare in stampa.

E ricordate: quando avete dei dubbi chiedete, informatevi, fate domande… è meglio un chiarimento in più prima che un’incomprensione poi!

Per saperne di più sui nostri servizi:

“Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino – Esordi eccellenti!

Come molti di voi sanno, Studio83 è nata per sostenere autori e autrici in erba, che vogliono scrivere bene e pubblicare in modo ragionato e felice.
Siamo accanto a voi dal 2007 con la nostra professionalità e la nostra sensibilità, per affiancarvi e aiutarvi nelle vostre strade, tutte diverse, tutte degne di esistere.

Per questa ragione, anche come lettrici non siamo indifferenti alle prime volte: le opere di esordio sono spesso interessanti perché contengono i semi di ciò che verrà e una forza a volte irripetibile.

Inauguriamo oggi una rubrica iniziata tempo fa su carta: sul bollettino letterario Venti Nodi, che vide tre numeri stampati e il reading Venti Nodi Zero, un evento dedicato ad artisti esordienti che registrò il sold out e un pubblico di decine di persone (più di un centinaio, considerato il viavai!).

Esordi eccellenti è dedicata alle opere prime di grandi autori e autrici che hanno lasciato il segno nella storia della letteratura, e che hanno fatto conoscere penne destinate a diventare grandi.

Perché se il buongiorno si vede dal mattino…

Oggi parliamo di un esordio intenso: quello di Italo Calvino, che con “Il sentiero dei nidi di ragno” ci ha raccontato una storia indimenticabile.

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Annientamento – Jeff VanderMeer

Oggi riproponiamo la recensione a un romanzo breve e di grande successo: “Annientamento” di Jeff VanderMeer (“Annihilation” in versione originale). Un’opera visionaria e particolare, divenuta poi una trilogia con due sequel che non le rendono affatto giustizia.

Una spedizione composta da quattro professioniste (una biologa, una psicologa, una topografa e un’antropologa) viene inviata nella cosiddetta “Area X”, in Florida, dall’agenzia governativa Southern Reach. A seguito di un “Evento” non meglio specificato, l’area si è trasformata in qualcosa di incomprensibile: le undici spedizioni precedenti hanno avuto pessima sorte, molti non sono tornati, altri sono riapparsi a casa senza preavviso e sono morti poco tempo dopo.

A narrare è la biologa, moglie di un membro dell’undicesima spedizione. Una voce delicata, struggente, che VanderMeer è bravissimo a caratterizzare. Il suo personaggio, l’“uccello fantasma” innamorato degli angoli indecifrabili del mondo, ci mostra un’Area X che è al contempo terrificante, disturbante e suggestiva; e pian piano ci racconta, attraverso il suo particolare sguardo, le sorti della dodicesima spedizione.

“Annientamento” (“Annihilation” in lingua originale) è un romanzo breve, ma molto intenso. L’autore riesce con grande agilità a costruire un mondo familiare e alieno al tempo stesso, a formulare ipotesi, a suggerire spiegazioni, ma il suo obiettivo sembra un altro: raccontarci i personaggi, o meglio il personaggio, la protagonista senza nome. L’esplorazione dell’Area X in questo senso è quasi un espediente che va a intrecciarsi con la sua ricerca intima e personale, toccando momenti di grande intensità emotiva. Il tutto realizzato con apparente semplicità strutturale, un resoconto spezzato dai flashback e arricchito da bellissime descrizioni.

VanderMeer ebbe l’ispirazione per l’opera durante un lungo trekking nel St. Marks National Refuge, una vasta area protetta vicino Tallahassee, Florida, dove l’autore vive da anni. Il romanzo ha vinto il Premio Nebula e il Premio Shirley Jackson e nel 2018 ha visto la luce in versione lungometraggio su Netflix: non del tutto riuscito, a nostro parere (ne abbiamo parlato qui).

Consigli di lettura: i Romanov, Anastasia e l’ultimo zar

In questi giorni densi di anniversari importanti (come quello dell’allunaggio) e purtroppo anche di perdite, è stata ricordata un’altra ricorrenza significativa, quella della cosiddetta Fine dei Romanov.

Nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 1918, lo zar deposto Nicola Romanov, sua moglie Alessandra, le loro quattro figlie e il loro figlioletto erede al trono, più alcuni domestici rimasti con loro durante la prigionia, furono brutalmente trucidati a Ekaterinburg.

Tutto accadde nello scantinato della Casa Ipatev, altrimenti detta “la casa dalle finestre bianche”.

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Leggere a voce alta: qualche spunto di riflessione!

Vi capita mai di leggere a voce alta? Sapete che, un tempo, la lettura a voce alta era la modalità più diffusa di lettura, e la lettura “silenziosa” arrivò dopo, con la cultura monastica medievale?

Oggi siamo circondati da testi e la lettura è parte integrante della nostra vita, base della nostra cultura. Il web ha diffuso e moltiplicato le scritture e dunque le letture, e forse mai come oggi siamo immersi nelle parole.

La lettura “endofasica”, ovvero la lettura silenziosa affidata alla nostra voce interiore, è stata sempre lo standard? E la lettura ad alta voce, oggi, che funzione ha, e ha ancora senso?

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Allunaggi e ucronie: a 50 anni dal “piccolo passo” di Neil Armstrong

Domani il pianeta festeggerà un anniversario unico. Era il 20 luglio 1969, ore 20:17:40 UTC, quando il comandante Neil Armstrong posò il piede sul suolo lunare, coronando gli sforzi e i rischi della celeberrima missione Apollo 11.

Per la prima volta, un essere umano camminava sul nostro satellite: “That’s one small step for a man, but a giant leap for mankind” annunciò emozionato.

Pochi eventi come l’allunaggio hanno saputo tenere il pianeta con il fiato così sospeso dall’emozione. E poche missioni spaziali hanno avuto una tale risonanza, amplificata anche dal particolare periodo storico.

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