Focus On

Dicono di noi: Luca Franceschini e Futuro Presente

Oggi vi parliamo di un “nostro” autore: Luca Franceschini ha pubblicato con noi nella collana Futuro Presente, che curiamo per Delos Digital editore.
Luca è autore e sceneggiatore: le sue esperienze sono molto varie, e il suo lavoro è stato apprezzato in diverse cornici, tra le quali il festival Lucca Comics & Games.

Luca Franceschini con Alessandro Squadrito
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Editoria A Pagamento (EAP): esiste ancora!

Qualche settimana fa, un autore che ho seguito per un progetto di comunicazione online mi ha raccontato della sua ricerca di un editore: Francesco, lo chiamerò così, ha scritto un libro fantastico per l’infanzia, rivolto anche ad adulti in cerca di allegorie e spunti di riflessione.

Francesco, che non si intende di editoria e pubblicazioni, ha cercato online il metodo per pubblicare e come trovare un editore. A una sua richiesta specifica, ha ricevuto una risposta che mi ha davvero meravigliata.

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“Conflitto di sistema” di Luca Franceschini – nuova uscita per Futuro Presente

Martedì 17 dicembre è uscito il racconto “Conflitto di sistema” di Luca Franceschini, per Futuro Presente: la collana di racconti in ebook che noi di Studio83 curiamo per Delos Digital.

Un mondo popolato di soli robot. Uno specchio straniante della nostra realtà.

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Il lavoro sul testo: stili di paragrafo, revisione, editing, correzione bozze – Un vademecum

Qui sul blog, abbiamo parlato spesso del lavoro sul testo, che ha diverse fasi. Ripercorriamo oggi le principali, quei passi imprescindibili che ci aiutano a scrivere meglio e a lavorare in modo sereno, sia dal punto di vista tecnico che da quello di contenuto.

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“Italia Futura Presente”, Prefazione

L’antologia di racconti “Italia Futura Presente” è un lavoro di cui andiamo fiere. L’abbiamo curata per Delos Digital Editore: contiene OTTO racconti di otto autrici e autori italian* per indagare il nostro presente, raccontando il futuro.

Il volume raccoglie alcuni racconti già pubblicati nella collana mensile Futuro Presente, Delos Digital, che curiamo, più un inedito.

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Regalare libri a Natale: sì o no?

Con l’Immacolata Concezione, siamo ufficialmente nel periodo pre-natalizio! L’Avvento è per le persone di fede cattolica un momento di preparazione simile a quello della Quaresima, che ispira preghiera, riflessione e penitenza. Per tutti gli altri, c’è solo la penitenza: quella della ricerca dei regali di Natale.

Negli anni abbiamo consigliato diversi titoli interessanti da regalare e da leggere sotto le feste. Quest’anno vogliamo andare più alla radice e chiederci: regalare libri per Natale è opportuno? Come scegliere un libro da regalare? Come evitare sbagli, o doni destinati a prendere polvere in fondo a uno scaffale o a pareggiare le gambe di un tavolo difettoso?

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Narrare la violenza sessuale – Il parere di un’autrice e lettrice

articoli sui libri e la scrittura - studio83

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato in due “puntate” un lungo post da noi tradotto, che trattava di violenza sessuale e della sua rappresentazione.

Leggi il post: Sei cliché sullo stupro e come rimpiazzarli

Spesso lo stupro è un cliché, un modo comodo e rapido per inserire “IL TRAUMA” senza dover lavorare più di tanto nella caratterizzazione.

Ma la violenza sessuale non è una “violenza qualsiasi”, e in molt* sentono necessario un modo diverso di trattarla, che consideri questa specificità, e soprattutto che non tratti i personaggi femminili come carne da stupro.

Il dibattito esiste anche in Italia, ma le tracce sono sparse e difficili da seguire, più che altro perché le discussioni avvengono sui social, con tutte le conseguenze del caso: i dibattiti spariscono inghiottiti dal flusso di aggiornamenti, non sono indicizzabili, e alle volte vengono cancellati da utenti cafon* che piuttosto che ammettere una brutta figura o tornare su ciò che hanno detto preferiscono azzerare tutto con un click, fregandosene se quel click spazza via anche tutti gli altri commenti.
(Per la stessa ragione ti chiediamo, se vuoi commentare, di farlo qui sul blog e non su Facebook! Grazie!)

Queste discussioni però esistono e oggi ve ne proponiamo una, con il permesso di chi l’ha aperta.

Delia Deliu è una scrittrice di romanzi romance, attiva online e presente in diversi gruppi di discussione. Non è solo autrice ma anche lettrice: scrive recensioni e pareri e contribuisce in vari modi alle conversazioni.
Qualche giorno fa, ne ha aperta una sul suo profilo Facebook.

Abbiamo deciso di riportarla qui (ripeto: con il suo permesso) perché l’abbiamo trovata di una chiarezza e di una efficacia alle quali c’è poco da aggiungere.
Ve la proponiamo in versione quasi integrale, ma per nostra scelta abbiamo deciso di eliminare i riferimenti al titolo controverso, usando nomi e titoli fasulli, per togliergli qualsiasi pubblicità. E perché ciò che racconta Delia non riguarda un solo libro, ma una vera e propria impostazione narrativa.

La parola a Delia Deliu:

In questi giorni ho letto “ROMANCE” di “Jane Doe” edito “Editore” nella Collana Literary Romance.
La cover mi era piaciuta, mi dava quella sensazione di una storia d’amore complicata e il titolo mi ha incuriosito. Confesso che l’autrice, che ho conosciuto di persona al Festival Romance Italiano, mi era simpatica, però sono troppo vecchia per nascondere la testa come lo struzzo e troppo disgustata per stare zitta.
Un proverbio romeno dice: “Chi tace, consente” e io non posso accettare il messaggio orrendo che palesemente invia questo libro.

Leggendo scopro che “Gianni” rimane stregato dalla bellezza di “Diana”, e la prima volta che i due si incontrano lei aveva solo sei anni. Al diciottesimo compleanno di Diana, Gianni la rapisce, la rinchiude in casa sua in una stanza, che aveva costruita appositamente per questa faccenda. E lì inizia a violentarla, più volte al giorno, per tre mesi. Però nonostante gli abusi subiti, Diana lo ama. Più lui la stupra, più lei gode arrivando addirittura a provare gelosia. Sì, è gelosa quando Gianni decide di passare la notte insieme a una sua collega di lavoro, invece di venire a stuprarla. E ogni volta la scrittrice sottolinea che Diana non è consenziente a questi rapporti sessuali, ma comunque ogni volta ha orgasmi da urlo.

Fermi un attimo! Una vittima di stupro che ha questo atteggiamento?
Non so con quante vittime di stupro ha parlato l’autrice, non so come si è documentata per trattare un argomento così sensibile, però vi assicuro che è impossibile. Anzi, una possibilità sarebbe: se Diana fosse affetta dalla sindrome di Stoccolma. Però nulla fa capire al lettore che è così, lo ama e basta.

Non saprei dire cosa mi ha fatto arrabbiare di più: il fatto che l’autrice descrive la violenza fisica come fosse la più bella esperienza sessuale che possa capitare a una donna oppure quando “il povero” stupratore soffre perché è un uomo con il cuore ferito? Un amore forte che non puoi fare a meno di desiderare.

Davvero? Una domanda all’autrice: diresti la stessa cosa se una persona, a te cara, diventasse vittima di uno stupro?
Però la mia rabbia si è trasformata in una risata improvvisa quando leggo le parole di Gianni che esprimono il disgusto per il tizio che aveva stuprato in passato “Nadia”, la mamma di Diana, oppure quando Gianni indossa la veste del futuro padre perfetto. Ah, mi sono dimenticata dirvi che Diana rimane incinta e il finale è al lieto fine. Quindi è un romance. Giusto? Forse per questo motivo il libro è stato collocato in una Collana Romance?

Qual è il messaggio che invia questo libro? Lascio a voi le riflessioni, però prima tengo a dirvi il mio parere professionale visto che, come infermiera, io ho avuto a che fare con donne, vittime di stupro. E per rispetto nei confronti di queste pazienti, non posso stare zitta. Non posso!

Spesso nei giorni seguenti lo stupro, la donna si trova in uno stato di abulia e apatia: non riesce a parlare, non riesce a piangere, non riesce a sorridere né a mangiare. Non sente niente, è vuota dentro.
Un comportamento comune, che la vittima riconosca o meno a se stessa di essere stata violentata, è il “rituale del lavaggio”: la vittima si lava ossessivamente, è nauseata dal sentirsi ancora sulla pelle l’odore dell’uomo. Si sentono sporche e violate, pur non ammettendolo coscientemente.

Anche a distanza di mesi gli effetti dello stupro si mostrano vividi: le vittime sono ancora tese e profondamente umiliate. Si sentono in colpa per non esser riuscite a reagire fisicamente alla violenza.
Depressione e perdita di autostima sono sempre molto comuni, molte cominciano a soffrire di incubi notturni.
Alcune vittime sviluppano fobie, a seconda di dove è avvenuta l’aggressione non sopportano più stare in posti aperti o chiusi; altre sono soggette al disturbo post-traumatico da stress, spesso sviluppano un atteggiamento negativo nei confronti del sesso e hanno difficoltà nelle relazioni con mariti o partner.
Possono avere reazioni somatiche, le più comuni comprendono tensione muscolo-scheletrica, irritabilità gastro-intestinale, disturbi genito-urinari.

La vittima diventa una sopravvissuta solo quando è in grado di riconoscere lo stupro, di esprimere la propria rabbia, il proprio dolore, e di ritornare a una vita normale.
Una sequenza di stupri protratta, come quelli della protagonista del romanzo, può portare a depressione, tentativi di suicidio, uso di droghe e alcol, disfunzioni sessuali, e problemi relazionali.

Come vedete, una vittima di stupro vive l’inferno.
Non si innamora!
Non ama lo stupratore!
E non posso accettare che una donna è stata capace di inventare una storia orrenda che promuove lo stupro.

Per il resto, peace and love a tutti i lettori che adorano questo romanzo e tanta fama alla scrittrice.

I commenti sono stati tanti.
Delia è stata accusata tra le altre cose di invidia, di attacco alla libertà di espressione, di essere una rompiscatole (“se non ti piace leggi altro e basta!”) di non rispettare i gusti altrui e di aver offeso personalmente la scrittrice in questione.
Noi la ringraziamo, invece, per il coraggio, e per aver sostenuto le discussioni successive con grande educazione e pacatezza.

Il problema qui sollevato non riguarda solo il romance, dove magari è più evidente, ma in generale tutti i generi (compreso il mainstream), perché apre la questione di “cosa narrare e in che modo”: l’estetica della rappresentazione, se vogliamo metterla giù dura. E insieme esprime una nuova sensibilità sui temi della violenza sessuale e di genere, sensibilità legata all’emersione di nuovi soggetti narranti, finora in larga parte esclusi dalla rappresentazione dominante (uno a caso: il soggetto femminile!).

Come già detto, abbiamo scelto di non fare pubblicità al romanzo in questione. La facciamo a Delia, invece, sperando che la sua presa di posizione non le porti conseguenze negative.

Nel suo ultimo romanzo “Ancora due”, Delia Deliu unisce la storia d’amore a temi più forti come la diversità e la malattia.
Essendo di madrelingua rumena, l’italiano è la sua seconda lingua e anche per questo le facciamo i complimenti.

(Abbiamo lavorato più volte con autori e autrici “italiano seconda lingua” e siamo ben consapevoli delle sfide di questo tipo di scrittura, e anche del fatto che può portare a risultati interessanti, che arricchiscono anche l’italiano dei madrelingua.)

Se vuoi commentare, scrivi qui sotto! Grazie!

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Studio83 @Stranimondi2019 con Futuro Presente – Ecco com’è andata!

Il 12 e il 13 ottobre del 2019 abbiamo partecipato alla convention del fantastico Stranimondi, giunta alla sua quinta edizione.

Questa convention è un’occasione preziosa per confrontarci con colleghe e colleghi (e per rivedere amici e amiche!) e per informarci sulle novità del settore. Eravamo lì anche in veste di editor e curatrici: per presentare la nuova antologia di racconti “Italia Futura Presente”.

Abbiamo partecipato a una conferenza dedicata al futuro dell’Italia, insieme a Elisabetta Di Minico, saggista, Roberto Paura, futurologo, e Tullio Avoledo, scrittore. Moderava la conversazione Silvio Sosio, editore Delos Digital. Ed è stato un confronto interessante, animato anche da discussioni con il pubblico che riempiva la sala.

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