Recensioni di libri

Narrare la violenza sessuale – Il parere di un’autrice e lettrice

articoli sui libri e la scrittura - studio83

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato in due “puntate” un lungo post da noi tradotto, che trattava di violenza sessuale e della sua rappresentazione.

Leggi il post: Sei cliché sullo stupro e come rimpiazzarli

Spesso lo stupro è un cliché, un modo comodo e rapido per inserire “IL TRAUMA” senza dover lavorare più di tanto nella caratterizzazione.

Ma la violenza sessuale non è una “violenza qualsiasi”, e in molt* sentono necessario un modo diverso di trattarla, che consideri questa specificità, e soprattutto che non tratti i personaggi femminili come carne da stupro.

Il dibattito esiste anche in Italia, ma le tracce sono sparse e difficili da seguire, più che altro perché le discussioni avvengono sui social, con tutte le conseguenze del caso: i dibattiti spariscono inghiottiti dal flusso di aggiornamenti, non sono indicizzabili, e alle volte vengono cancellati da utenti cafon* che piuttosto che ammettere una brutta figura o tornare su ciò che hanno detto preferiscono azzerare tutto con un click, fregandosene se quel click spazza via anche tutti gli altri commenti.
(Per la stessa ragione ti chiediamo, se vuoi commentare, di farlo qui sul blog e non su Facebook! Grazie!)

Queste discussioni però esistono e oggi ve ne proponiamo una, con il permesso di chi l’ha aperta.

Delia Deliu è una scrittrice di romanzi romance, attiva online e presente in diversi gruppi di discussione. Non è solo autrice ma anche lettrice: scrive recensioni e pareri e contribuisce in vari modi alle conversazioni.
Qualche giorno fa, ne ha aperta una sul suo profilo Facebook.

Abbiamo deciso di riportarla qui (ripeto: con il suo permesso) perché l’abbiamo trovata di una chiarezza e di una efficacia alle quali c’è poco da aggiungere.
Ve la proponiamo in versione quasi integrale, ma per nostra scelta abbiamo deciso di eliminare i riferimenti al titolo controverso, usando nomi e titoli fasulli, per togliergli qualsiasi pubblicità. E perché ciò che racconta Delia non riguarda un solo libro, ma una vera e propria impostazione narrativa.

La parola a Delia Deliu:

In questi giorni ho letto “ROMANCE” di “Jane Doe” edito “Editore” nella Collana Literary Romance.
La cover mi era piaciuta, mi dava quella sensazione di una storia d’amore complicata e il titolo mi ha incuriosito. Confesso che l’autrice, che ho conosciuto di persona al Festival Romance Italiano, mi era simpatica, però sono troppo vecchia per nascondere la testa come lo struzzo e troppo disgustata per stare zitta.
Un proverbio romeno dice: “Chi tace, consente” e io non posso accettare il messaggio orrendo che palesemente invia questo libro.

Leggendo scopro che “Gianni” rimane stregato dalla bellezza di “Diana”, e la prima volta che i due si incontrano lei aveva solo sei anni. Al diciottesimo compleanno di Diana, Gianni la rapisce, la rinchiude in casa sua in una stanza, che aveva costruita appositamente per questa faccenda. E lì inizia a violentarla, più volte al giorno, per tre mesi. Però nonostante gli abusi subiti, Diana lo ama. Più lui la stupra, più lei gode arrivando addirittura a provare gelosia. Sì, è gelosa quando Gianni decide di passare la notte insieme a una sua collega di lavoro, invece di venire a stuprarla. E ogni volta la scrittrice sottolinea che Diana non è consenziente a questi rapporti sessuali, ma comunque ogni volta ha orgasmi da urlo.

Fermi un attimo! Una vittima di stupro che ha questo atteggiamento?
Non so con quante vittime di stupro ha parlato l’autrice, non so come si è documentata per trattare un argomento così sensibile, però vi assicuro che è impossibile. Anzi, una possibilità sarebbe: se Diana fosse affetta dalla sindrome di Stoccolma. Però nulla fa capire al lettore che è così, lo ama e basta.

Non saprei dire cosa mi ha fatto arrabbiare di più: il fatto che l’autrice descrive la violenza fisica come fosse la più bella esperienza sessuale che possa capitare a una donna oppure quando “il povero” stupratore soffre perché è un uomo con il cuore ferito? Un amore forte che non puoi fare a meno di desiderare.

Davvero? Una domanda all’autrice: diresti la stessa cosa se una persona, a te cara, diventasse vittima di uno stupro?
Però la mia rabbia si è trasformata in una risata improvvisa quando leggo le parole di Gianni che esprimono il disgusto per il tizio che aveva stuprato in passato “Nadia”, la mamma di Diana, oppure quando Gianni indossa la veste del futuro padre perfetto. Ah, mi sono dimenticata dirvi che Diana rimane incinta e il finale è al lieto fine. Quindi è un romance. Giusto? Forse per questo motivo il libro è stato collocato in una Collana Romance?

Qual è il messaggio che invia questo libro? Lascio a voi le riflessioni, però prima tengo a dirvi il mio parere professionale visto che, come infermiera, io ho avuto a che fare con donne, vittime di stupro. E per rispetto nei confronti di queste pazienti, non posso stare zitta. Non posso!

Spesso nei giorni seguenti lo stupro, la donna si trova in uno stato di abulia e apatia: non riesce a parlare, non riesce a piangere, non riesce a sorridere né a mangiare. Non sente niente, è vuota dentro.
Un comportamento comune, che la vittima riconosca o meno a se stessa di essere stata violentata, è il “rituale del lavaggio”: la vittima si lava ossessivamente, è nauseata dal sentirsi ancora sulla pelle l’odore dell’uomo. Si sentono sporche e violate, pur non ammettendolo coscientemente.

Anche a distanza di mesi gli effetti dello stupro si mostrano vividi: le vittime sono ancora tese e profondamente umiliate. Si sentono in colpa per non esser riuscite a reagire fisicamente alla violenza.
Depressione e perdita di autostima sono sempre molto comuni, molte cominciano a soffrire di incubi notturni.
Alcune vittime sviluppano fobie, a seconda di dove è avvenuta l’aggressione non sopportano più stare in posti aperti o chiusi; altre sono soggette al disturbo post-traumatico da stress, spesso sviluppano un atteggiamento negativo nei confronti del sesso e hanno difficoltà nelle relazioni con mariti o partner.
Possono avere reazioni somatiche, le più comuni comprendono tensione muscolo-scheletrica, irritabilità gastro-intestinale, disturbi genito-urinari.

La vittima diventa una sopravvissuta solo quando è in grado di riconoscere lo stupro, di esprimere la propria rabbia, il proprio dolore, e di ritornare a una vita normale.
Una sequenza di stupri protratta, come quelli della protagonista del romanzo, può portare a depressione, tentativi di suicidio, uso di droghe e alcol, disfunzioni sessuali, e problemi relazionali.

Come vedete, una vittima di stupro vive l’inferno.
Non si innamora!
Non ama lo stupratore!
E non posso accettare che una donna è stata capace di inventare una storia orrenda che promuove lo stupro.

Per il resto, peace and love a tutti i lettori che adorano questo romanzo e tanta fama alla scrittrice.

I commenti sono stati tanti.
Delia è stata accusata tra le altre cose di invidia, di attacco alla libertà di espressione, di essere una rompiscatole (“se non ti piace leggi altro e basta!”) di non rispettare i gusti altrui e di aver offeso personalmente la scrittrice in questione.
Noi la ringraziamo, invece, per il coraggio, e per aver sostenuto le discussioni successive con grande educazione e pacatezza.

Il problema qui sollevato non riguarda solo il romance, dove magari è più evidente, ma in generale tutti i generi (compreso il mainstream), perché apre la questione di “cosa narrare e in che modo”: l’estetica della rappresentazione, se vogliamo metterla giù dura. E insieme esprime una nuova sensibilità sui temi della violenza sessuale e di genere, sensibilità legata all’emersione di nuovi soggetti narranti, finora in larga parte esclusi dalla rappresentazione dominante (uno a caso: il soggetto femminile!).

Come già detto, abbiamo scelto di non fare pubblicità al romanzo in questione. La facciamo a Delia, invece, sperando che la sua presa di posizione non le porti conseguenze negative.

Nel suo ultimo romanzo “Ancora due”, Delia Deliu unisce la storia d’amore a temi più forti come la diversità e la malattia.
Essendo di madrelingua rumena, l’italiano è la sua seconda lingua e anche per questo le facciamo i complimenti.

(Abbiamo lavorato più volte con autori e autrici “italiano seconda lingua” e siamo ben consapevoli delle sfide di questo tipo di scrittura, e anche del fatto che può portare a risultati interessanti, che arricchiscono anche l’italiano dei madrelingua.)

Se vuoi commentare, scrivi qui sotto! Grazie!

Storia universale della distruzione dei libri – Recensione

Sono giorni tristi per il nostro paese.

La libreria “La pecora elettrica” è stata bruciata per la seconda volta in pochi mesi, la sera prima della sua riapertura, nell’indifferenza delle istituzioni, in un quartiere difficile che si è subito mobilitato.

Centocelle, 6 novembre 2019 – Manifestazione in sostegno de La Pecora Elettrica

La senatrice a vita Liliana Segre, donna onorevole di nome e di fatto e sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz, è stata messa sotto scorta su decisione della prefettura di Milano, a causa dell’enorme mole di minacce e insulti antisemiti che riceve in continuazione.

Che altro dire?

Noi di Studio83 esprimiamo la nostra solidarietà all’onorevole Segre e alla Libreria La Pecora Elettrica.
Siamo convinte che in questo difficile momento sia necessario continuare a interrogarsi, a leggere, e anche che dobbiamo agire, scendere per strada e prenderci la responsabilità tanto di una reazione al neofascismo, quanto di un’azione di rifiuto dell’odio e difesa delle parole, del loro senso, del loro uso.

Intanto, proponiamo oggi la recensione a un saggio significativo.

Ai libri che bruciano rispondiamo con il fuoco della conoscenza. Alle minacce fasciste e antisemite verso una donna ci opponiamo con sdegno!

“Storia universale della distruzione dei libri”, di Fernando Baèz, Viella 2007

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“Come si legge un libro (e perché)” di Harlod Bloom – Recensione

Pochi giorni fa abbiamo pianto la scomparsa di Harlod Bloom, critico letterario statunitense, morto all’età di ottantanove anni.

Divenne una figura nota al grande pubblico negli anni Novanta, quando pubblicò la sua opera The Western Canon nel 1994, ponendosi al centro di un dibattito sull’eredità dei classici, chiamato guerra dei canoni.

Da WIKIPEDIA

Autore di opere molto discusse e studiate, che hanno innegabimente influenzato la critica letteraria, fino a essere praticamente identificato con essa, Bloom si definiva “l’ultimo barricato sul fronte del Sublime”. Durante la sua lunga carriera non ha risparmiato le posizioni polemiche ed estreme.

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3° Global Climate Strike – Un consiglio di lettura #fridaysforfuture

Oggi, venerdì 27 settembre, è un giorno particolare: è indetto per oggi, infatti, il terzo Sciopero Globale per il Clima.

Notizia ANSA:

Il movimento dei giovani per il clima Fridays For Future, ispirato da Greta Thunberg, torna in piazza venerdì in 160 città italiane, per il terzo Sciopero globale del clima, dopo quelli del 15 marzo e del 24 maggio. Sono previsti cortei in mattinata, in genere dalle 10 alle 13, nel centro delle città, con un comizio collettivo finale, nel quale parleranno gli attivisti di 173 gruppi locali.

ANSA – Sciopero del clima nelle città italiane


Oltre all’Italia, ragazzi e ragazze da oltre 160 paesi si stanno mobilitando con un movimento globale, ispirato dalla giovane attivista, per manifestare nelle città di tutto il mondo non solo e genericamente “per il clima” ma contro questo modello di sviluppo e per fare pressione sui governi affinché adottino politiche ambientaliste e si rendano consapevoli dello stato di emergenza globale.

Abbiamo pensato, in questo giorno importante per attivisti e attiviste di tutto il mondo, di proporre un consiglio di lettura a tema: relativo a un saggio uscito qualche anno fa, e attuale oggi come non mai.

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“Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino – Esordi eccellenti!

Come molti di voi sanno, Studio83 è nata per sostenere autori e autrici in erba, che vogliono scrivere bene e pubblicare in modo ragionato e felice.
Siamo accanto a voi dal 2007 con la nostra professionalità e la nostra sensibilità, per affiancarvi e aiutarvi nelle vostre strade, tutte diverse, tutte degne di esistere.

Per questa ragione, anche come lettrici non siamo indifferenti alle prime volte: le opere di esordio sono spesso interessanti perché contengono i semi di ciò che verrà e una forza a volte irripetibile.

Inauguriamo oggi una rubrica iniziata tempo fa su carta: sul bollettino letterario Venti Nodi, che vide tre numeri stampati e il reading Venti Nodi Zero, un evento dedicato ad artisti esordienti che registrò il sold out e un pubblico di decine di persone (più di un centinaio, considerato il viavai!).

Esordi eccellenti è dedicata alle opere prime di grandi autori e autrici che hanno lasciato il segno nella storia della letteratura, e che hanno fatto conoscere penne destinate a diventare grandi.

Perché se il buongiorno si vede dal mattino…

Oggi parliamo di un esordio intenso: quello di Italo Calvino, che con “Il sentiero dei nidi di ragno” ci ha raccontato una storia indimenticabile.

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Annientamento – Jeff VanderMeer

Oggi riproponiamo la recensione a un romanzo breve e di grande successo: “Annientamento” di Jeff VanderMeer (“Annihilation” in versione originale). Un’opera visionaria e particolare, divenuta poi una trilogia con due sequel che non le rendono affatto giustizia.

Una spedizione composta da quattro professioniste (una biologa, una psicologa, una topografa e un’antropologa) viene inviata nella cosiddetta “Area X”, in Florida, dall’agenzia governativa Southern Reach. A seguito di un “Evento” non meglio specificato, l’area si è trasformata in qualcosa di incomprensibile: le undici spedizioni precedenti hanno avuto pessima sorte, molti non sono tornati, altri sono riapparsi a casa senza preavviso e sono morti poco tempo dopo.

A narrare è la biologa, moglie di un membro dell’undicesima spedizione. Una voce delicata, struggente, che VanderMeer è bravissimo a caratterizzare. Il suo personaggio, l’“uccello fantasma” innamorato degli angoli indecifrabili del mondo, ci mostra un’Area X che è al contempo terrificante, disturbante e suggestiva; e pian piano ci racconta, attraverso il suo particolare sguardo, le sorti della dodicesima spedizione.

“Annientamento” (“Annihilation” in lingua originale) è un romanzo breve, ma molto intenso. L’autore riesce con grande agilità a costruire un mondo familiare e alieno al tempo stesso, a formulare ipotesi, a suggerire spiegazioni, ma il suo obiettivo sembra un altro: raccontarci i personaggi, o meglio il personaggio, la protagonista senza nome. L’esplorazione dell’Area X in questo senso è quasi un espediente che va a intrecciarsi con la sua ricerca intima e personale, toccando momenti di grande intensità emotiva. Il tutto realizzato con apparente semplicità strutturale, un resoconto spezzato dai flashback e arricchito da bellissime descrizioni.

VanderMeer ebbe l’ispirazione per l’opera durante un lungo trekking nel St. Marks National Refuge, una vasta area protetta vicino Tallahassee, Florida, dove l’autore vive da anni. Il romanzo ha vinto il Premio Nebula e il Premio Shirley Jackson e nel 2018 ha visto la luce in versione lungometraggio su Netflix: non del tutto riuscito, a nostro parere (ne abbiamo parlato qui).

Consigli di lettura: i Romanov, Anastasia e l’ultimo zar

In questi giorni densi di anniversari importanti (come quello dell’allunaggio) e purtroppo anche di perdite, è stata ricordata un’altra ricorrenza significativa, quella della cosiddetta Fine dei Romanov.

Nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 1918, lo zar deposto Nicola Romanov, sua moglie Alessandra, le loro quattro figlie e il loro figlioletto erede al trono, più alcuni domestici rimasti con loro durante la prigionia, furono brutalmente trucidati a Ekaterinburg.

Tutto accadde nello scantinato della Casa Ipatev, altrimenti detta “la casa dalle finestre bianche”.

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Quando siete felici, fateci caso – Kurt Vonnegut

Da poche settimane è nelle librerie il volume contenente “Tutti i racconti” di Kurt Vonnegut, edito da Bompiani, che con questa uscita risponde benissimo al grande interesse degli ultimi anni verso lo scrittore di “Mattatoio5”, da molti considerato erede di Mark Twain.

Prima di Bompiani, Kurt Vonnegut è stato pubblicato in Italia dalle edizioni Eleuthera, e poi da Feltrinelli e Minimum fax.

Abbiamo letto per voi “Quando siete felici, fateci caso”: una breve collezione di interventi di Vonnegut, che però, contrariamente ad altre (penso di aver letto tutto il Vonnegut in italiano tranne i Racconti di Bompiano, ma rimedierò presto) non consideriamo una pubblicazione ben riuscita.
Ecco perché!

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L’immaginazione divertente – Vittorio Spinazzola

Oggi parliamo di un saggio di qualche anno fa, che ha ancora molto da insegnarci! Una semplice ed efficace teorizzazione di cos’è il genere letterario, e di cosa significa oggi, superando i giudizi di merito o le paure legate alla “qualità”: ombrello, questo, davvero ampio che può contenere tutto e il contrario di tutto, e che bisogna definire bene prima di usare.

Tutto questo ce lo racconta un professore universitario, uno dei primi accademici che in Italia ha studiato i generi letterari e le case editrici, e che ha lavorato sul concetto di cultura editoriale. Oggi ce n’è bisogno più che mai. Il mercato cambia in continuazione e vede sempre nuovi interlocutori e operatori, ma ci sono chiavi di lettura valide sempre, come queste.

Buona lettura!

“L’immaginazione divertente”, Vittorio Spinazzola, Rizzoli, 1995

Secondo me, ogni opera letteraria, dalla più nobile alla più ignobile, nasce in base a una illuminazione progettuale che ne decide l’identità: un ritrovato della fantasia […]da cui promana l’appello all’immaginazione del lettore […]. Non posso far a meno di pensare che sia questa intuizione creativa, scaturita da un cortocircuito di tutte le facoltà interiori dell’autore, consce e inconsce, la cosa più importante cui guardare, leggendo”.

 Con queste parole, che sanciscono la libertà dello scrittore e insieme lo statuto critico del lettore, Spinazzola, professore di letteratura dell’Università Statale di Milano, introduce una raccolta di brevi articoli, dedicati all’analisi di alcuni esempi della cosiddetta “paraletteratura”.

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Libertà, democrazia, antifascismo: consigli di lettura

Quest’anno il Salone del Libro di Torino si è aperto con polemiche poltiche infuocate, a causa della presenza di una casa editrice dichiaratemente fascista tra gli espositori.

Abbiamo espresso il nostro punto di vista, prima di partecipare al Salone, in questo modo:

Le risposte sono tante e riteniamo che sia giusto averne di diverse, senza per questo dividersi sulla sostanza.
La democrazia non implica il far parlare tutti di tutto. Non è la libertà indifferenziata: sono permessi tutti i discorsi tranne quelli antidemocratici, al momento la libertà di opinione è formulata in questo modo.
Come ogni anno, dunque, faremo il nostro, sia dal punto di vista professionale che da quello umano, abitando, presidiando, esplorando le contraddizioni.
Michela Murgia propone di portarsi e di proporre dei libri dai valori antifascisti, e così faremo anche noi, proponendovi in questi giorni qualche consiglio di lettura dalle nostre librerie, per riflettere insieme.

Leggi il post completo: Studio83 al Salone di Torino #SalTo19 #iovadoatorino

Eccoli, dunque, i nostri consigli per letture antifasciste, democratiche, civiche e civili!

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