Non farmi male

Matteo Grimaldi, Non farmi male, Kimerik 2006


I racconti  di “Non farmi male” sono tutti molto brevi : questa caratteristica permette una grande incisività, soprattutto a livello emotivo, e sembra adattarsi anche allo stile narrativo dell’autore, estremamente conciso nel narrare e – nel bene e nel male – piuttosto avido di dettagli. “Non farmi male” trova in questa grande brevità la cifra stilistica di Matteo Grimaldi ma, al contempo, un’arma a doppio taglio pericolosa in quanto difficile da padroneggiare.

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Orme Gialle

Se siete amanti del poliziesco e avete racconti di questo genere nel cassetto, il Premio Orme Gialle è quello che fa per voi – a patto che vi affrettiate: il termine ultimo per la consegna degli elaborati è il 31 ottobre prossimo.

Il genere giallo è qui inteso nella sua accezione più ampia: giallo classico, poliziesco, noir, mystery, thriller ecc. Gli elaborati devono essere inediti; ogni autore può partecipare con più racconti, pagando per ognuno di essi una tassa di iscrizione di 20 euro.

Gli elaborati dovranno avere una lunghezza minima di 5000 battute e una massima di 30000, spazi esclusi.

Trovate bando in pdf e regolamento sul sito di Orme Gialle… In bocca al lupo, mie care signore Fletcher!

Elena^^

In rosso per la nonviolenza

In questi giorni, in Birmania sta accadendo qualcosa di straordinario: dopo molti anni di dittatura militare, i monaci buddisti hanno scelto di prendere posizione contro il regime, sono scesi in piazza, e hanno dato il via a un crescendo di manifestazioni in difesa della libertà troppo a lungo violata. Dopo anni di persecuzioni, la gente ha manifestato e sta pagando con il sangue la rivendicazione della propria dignità.

Qui, intanto, nel mondo “avanzato” e “civile” che da più parti ha sostenuto guerre in nome della democrazia, tutto tace, o quasi. Alla blanda e disinteressata telecronaca di quello che sta succedendo fa eco il silenzio pressochè totale del mondo politico internazionale e i veti di alcuni membri permanenti dell’ONU a un intervento concreto.

In questo panorama sconfortante, penso che noi bloggers possiamo dare un piccolo segno della nostra solidarietà nei confronti dei manifestanti, ed esprimere con un piccolo gesto il dissenso (e il disgusto)verso il disinteresse imperante: esporre il colore rosso nei nostri blog e siti, il colore delle tuniche dei monaci che in questi giorni stanno risvegliando la coscienza di un paese intero.

Ho inserito nel template del nostro blog un banner che chiunque, se lo vuole, può copiare liberamente. Il banner linka il dossier Birmania a cura di PEACEREPORTER, interessante e istruttivo.

L’informazione è libertà. Coloriamo di rosso i nostri blog ed esprimeremo una voglia vera di democrazia. Laggiù in Birmania, certo, ma anche qui, dove non ci informano di niente e credono di tenerci buoni con le cronache da garlasco, erba e vattelapesca.

Spesso ci sentiamo scoraggiati, non sappiamo come cambiare, come migliorare: lontano da qui, della gente ha scelto di rischiare la vita per farlo, e questo può insegnarci che c’è sempre una via per far sentire la propria voce.

VESTIAMOCI DI ROSSO, E AUGURI AI BIRMANI!

Continuum n. 26

E’ on-line il numero 26 di Continuum, webzine dedicata alla fantascienza e alle sue molteplici manifestazioni. Questa volta Continuum si occupa del movimento connettivista, argomento decisamente ricco di grandi spunti.

Accanto ad articoli e interviste che ne sviscerano gli aspetti chiave, Continuum n. 26 offre una serie di recensioni di vario genere (cinema, narrativa, saggistica, animazione made in Japan), ben otto racconti e una galleria di immagini di ispirazione connettivista.

Buona lettura!

Arriva l’autunno

Ho pensato di cambiare un po’ i colori del layout, tanto per abituarci al fatto che l’estate è finita. Come tracce della passata stagione, ho lasciato alcuni titoli del blog in rosa, così saranno caratterizzati anche cronologicamente.

Su, non piangete per la dipartita di agosto… Per quanto mi riguarda, sono STRAfelice (lo so, sono un gufo) mentre Elena è in lutto. Ma tant’è: a settembre è tempo di migrare e verso ognissanti manicotto e guanti, e in questi tre mesi, in cui il nostro emisfero si prepara ad affrontare i grandi freddi, un po’ del saturo rosso autunnale ce lo godiamo anche qui.

…e dato che vivo a Milano, mi sa che è l’unico colore che vedrò per un bel po’…

G.

La Banda del Grano

Fabrizio Bianchini, La banda del grano, Cicorivolta Edizioni, 2006


Il punto di forza del romanzo d’esordio di Bianchini è un intenso sottotesto emozionale, non sempre scontato quando si parla di narrativa; non si tratta solo di descrivere, ma di evocare, e per farlo è necessaria una padronanza del mezzo espressivo che, per sua fortuna, l’autore possiede.

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Premio Oltrecosmo 2007

Fantascientisti italiani, siete chiamati a raccolta!

Il prossimo 30 ottobre scade l’edizione 2007 del Premio Oltrecosmo, dedicato appunto a racconti di fantascienza (e SOLO fantascienza: il resto del fantastico è escluso, quindi niente horror, fantasy ecc).
I racconti devono avere una lunghezza massima di 20.000 caratteri (spazi inclusi) e – importante – saranno accettati solo se inviati nei seguenti formati: .odt (OpenOffice), .rtf (RichTextFormat) e .pdf (Adobe).

Se siete interessati, leggete attentamente il bando sul sito del concorso. In bocca al lupo, e (per restare in tema fantascientifico) pace e prosperità! 😛

Elena

Piccoli Proust crescono :-P

È incredibile quanti scrittori esordienti perdano le staffe quando gli vengono chieste simili inezie, o di eliminare dal libro un personaggio. A volte piantano stizziti il loro agente, o tolgono il manoscritto all’editore. Spesso poi devono tornare insietro con la coda tra le gambe. La vita di uno scrittore è assolutamente zeppa di momenti in cui è lecito mostrare dell’orgoglio, momenti molto più significativi e importanti di questi.”

Patricia Highsmith, Come si scrive un giallo, Minimum Fax

Io sono assolutamente d’accordo con questa citazione. L’ambiente letterario, soprattutto quello degli esordienti (molti non hanno ben chiaro che l’industria editoriale è un’INDUSTRIA) pullula di giovani Proust che non sopportano la minima critica a quello che scrivono, figuriamoci un editing!

Come abbiamo avuto modo constatare sulla nostra pelle, c’è anche gente già pubblicata che non tollera di essere messa in discussione. Io direi che avere un po’ di superbia è fisiologico, ma controproducente. Per scrivere bisogna ASSOLUTAMENTE leggere, ricorreggere, FAR ricorreggere, nello stesso modo in cui la letteratura è tale solo quando viene letta.

Anche per questo consiglio a tutti la lettura del piccolo saggio della Highsmith dal quale ho tratto questa citazione: a parte che si legge che è un piacere, è davvero istruttivo e fa venire voglia di sbagliare, per avere occasione di imparare sempre di più. Ciao!

G.

Re Kappa

Nuova recensione per “Esordiamo”… che vi credete, che in vacanza stacchiamo la spina? Elena si è occupata di “Re Kappa”,  l’originale opera di Luciano Pagano, che fa di un mix di bizzarria e complessità il suo punto di forza .  Buona lettura!

“Re Kappa”, opera prima di Luciano Pagano, si configura già dalle prime pagine come un romanzo atipico. Non tanto perché rientra nella categoria di “metaromanzo”, espediente non nuovo nella letteratura italiana e, oggigiorno, molto apprezzato fra i giovani scrittori; quanto, piuttosto, per la forte personalità di Pagano, che permea la narrazione e si integra con la voce narrante creando un’originale convergenza tra autore e narratore.

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G

Per tutte le altre destinazioni

Dopo Elena (che è una bugiardona ed è ancora al mare :-P) sono tornata anch’io, e dopo la contentezza per essere di nuovo a casina mia (e a studino83 mio) mi è presa la disperazione perchè non riuscirò ad andare al festivaletteratura. Magari non è detta l’ultima parola, magari con un po’ di fortuna e un sacrificio umano sull’altare di theuth…

In attesa di votarmi al primo santo utile, anticipo Elena e pubblico il primo prodotto della mia estate meditabonda: per la rubrica “Esordiamo!” una recensione breve dell’altrettanto breve “Per tutte le altre destinazioni” di Fabrizia Pinna.

“Per tutte le altre destinazioni” è un’opera interessante, e il fatto che sia un esordio le conferisce valore aggiunto. Si legge con piacere, e appassiona nella misura in cui, con una gestione accorta dell’effetto di straniamento, finge di mantenersi distaccata.

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… niente paura, tra breve, dopo questo giudizio positivo, arriverà una bella stroncatura… stay tuned…
G