Articoli

I diritti del lettore

La Società Pannunzio per la libertà di informazione sta facendo circolare una bozza di "Statuto per i diritti dei lettori" che verrà presentata in un convegno a Roma il 10 novembre. Si tratta di una "dichiarazione di intenti" articolata in cinque punti, che potete leggere QUI.

Il manifesto è breve ma esaustivo. Il discorso della Società Pannunzio riguarda una dimensione sociale e politica della lettura, per "lettore" si considera più che altro il cittadino fruitore di informazioni.
Alcuni punti dello statuto però possono essere applicati anche al lettore di romanzi… e soprattutto al lettore di recensioni di romanzi. 

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Editori a tempo determinato

"Lo sfruttamento del precariato: una piaga del mondo editoriale": questo il titolo di un breve articolo apparso sul portale Booksblog a proposito di una politica editoriale ormai tristemente diffusa:  sfruttare la "manodopera" sottopagata per i compiti più disparati.
Non parliamo solo di amministrazione, commissioni o di tutte quelle mansioni a "bassa responsabilità" solitamente affidate a uno stagista, ma anche di lavoro sul testo, correzione di bozze, addirittura di editing e traduzioni.

Purtroppo, a Booksblog hanno proprio ragione: il modo di lavorare di molte case editrici è una vera e propria piaga che pesa tutta sulla qualità dei testi pubblicati e quindi sulle spalle del povero lettore.

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Nuovi scrittori, nuovi lettori

Vi segnalo un pezzo apparso sul blog dell’Internazionale, dal titolo "Nuovi scrittori, nuovi lettori".

Nel video, lo scrittore Andrew Sullivan parla dello scrivere su un blog, dove la chiave è "scrivere senza pensare che si stia scrivendo", con un nuovo tipo di approccio a metà tra scivere e parlare che Sullivan definisce "un-selfconscious". La scrittura del blog è "very rough", non rifinita, e "seemes to be unfinished".
Il blog  nello scrittore porta anche altri tipi di cambiamento: non ci sono la lentezza, la profondità, la calma necessarie a formarsi un’opinione articolata, che sono alcuni attributi importanti della lettura su carta.

Di questa opinone anche alcune voci citate nel breve post che segue il video: secondo alcuni studiosi, la lettura su schermo è un’operazione più difficile e l’attenzione cala naturalmente.

Strano che l’articolo non abbia citato Marshall McLuchan, che più di vent’anni fa aveva già dato una sua risposta a questo tipo di problematiche parlando di media.
Ogni nuova macchina, dunque anche le macchine cognitive come i media tra le quali McLuhan annovera anche il manufatto libro, "estende" un’abilità dell’uomo, e in questo modo vi si sostituisce progressivamente. Il tanto citato discorso di Platone contro la scrittura è uno degli esempi di questa "sostItuzione" dell’appendice macchina all’abilità umana: la scrittura estende esponenzialmente la capacità umana di conservare la propria memoria culturale, ma allo stesso tempo non rende più necessario l’uso della memoria individuale come nelle culture orali. (McLuhan applica questo concetto anche alla neonata rete, attribuendole gli stessi attributi di una rete nervosa. I risultati della sua teoria sono affascinanti. )

Tornando al discorso principale: "come cambiano la scrittura e la lettura se vengono fatte su uno schermo o tramite blog", cito di nuovo McLuhan e la sua teoria della rimediazione: ogni nuovo medium porta a un "riposizionamento" degli altri in termini di uso che se ne fa. Emblematico è il caso della televisione, che non ha portato alla scomparsa della radio, ma ha sostituito la sua nicchia di uso e ne ha determinato una diversa fruizione per scopi differenti.
Il blogging non soppianterà mai la scrittura tradizionale (e il libro di carta non sparirà mai in favore di uno schermo), ma forse avverrà una ridefinizione di entrambi, a seconda degli usi che gli utenti sceglieranno di fare più diffusamente.

Ministoria del giallo

È online un breve articolo sul genere giallo e le ragioni storiche e sociali  della sua nascita e del grande successo che ha sempre riscosso. L’argomento è complesso e ho scelto di parlarne in modo quasi umoristico, con una minirassegna degli elementi più importanti. Spero di non aver dimenticato troppo, in caso contrario potete aprire il fuoco nei commenti.

Il giallo nasce quasi in contemporanea al romanzo “classico”. Il suo sviluppo procede parallelo e cammina nelle fogne delle città borghesi, nelle nubi di smog da combustione di carbone, tra gli slum sovrappopolati e gli ex-contadini espropriati col posto in fabbrica assicurato dai sei anni in poi. È il volto corrotto della storia…

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Il giallo ha sempre fatto discutere. È stato il genere “di consumo” per eccellenza, relegato nelle edicole in migliaia di edizioni supereconomiche; prima ancora è stato accusato di corruzione dei costumi e di sensazionalismo e a stento tollerato da dittature politiche e accademiche. Per gli amanti e gli scrittori del genere, la polemica sulla sua crudezza non è stata dolorosa quanto quella contro una supposta scarsa qualità.

Nonostante i critici, però, il giallo è sempre stato pubblicato, perché è sempre stato letto. Dalla nascita del romanzo moderno, questo genere non ha mai avuto un periodo di “magra” o di sfortuna, e anzi il romanzo novecentesco è stato da più parti accostato al giallo, nella ricerca di un io frammentato in una società sempre più complessa e disgregata.

Mettiamo da parte i dibattiti e le passate critiche,  prese forse troppo sul serio. Il giallo ha sempre goduto di ottima salute editoriale e letteraria, perché è un genere che ci rappresenta nel bene e nel male, nella ricerca di un senso alla scacchiera della città, nella morbosità vischiosa dei delitti più violenti, nell’esotismo della devianza e dell’atto criminale.

Intervista a Studio83

Nuova intervista per Studio83, solo che stavolta… le intervistate siamo noi!
Aldo Moscatelli, editore e scrittore per I Sognatori, ha intervistato me (Elena) e Giulia nella sua rubrica “Prospettive ribaltate”, ponendoci domande davvero interessanti. Se vi va di scoprire quali sono, e quali risposte abbiamo dato… leggete pure!


🙂

Il letto di Procuste…

Segnaliamo un articolo molto interessante su nazioneindiana: Il letto di Procuste e la Cura Ludovico #4
Il pezzo è l’intervista a Nicola Lagioia, scrittore e responsabile di una collana di Minimum Fax, che parla del suo mestiere e delle sue esperienze di editing.  La lettura è interessante e molto istruttiva per qualunque lettore, e ancora di più per chi scrive, per avere qualche informazione in più sul lavoro “dietro le quinte” delle case editrici.
Buona lettura!