Aforismi

Pioggia d’aprile… pioggia e scrittura

pioggia

 

 

 

Eccoci qui, ben oltre le soglie della primavera e ancora con giacche e sciarpe calde!

L’antica saggezza popolare ha ragione più che mai quando afferma che pioggia d’aprile, ogni goccia un barile. Eh sì, di pioggia ne abbiamo presa davvero a barili!

Molti artisti si sono confrontati con il tema della pioggia: ricordate la bellissima “Pioggia d’aprile” di Carmen Consoli, dove la pioggia scrosciante fuori stagione va a rappresentare un’intensa metafora? “La tanto attesa calda stagione / sembra quasi che / voglia farsi aspettare…”

Ovviamente, scrittori e poeti hanno da sempre “attinto” al tema, che è molto ispiratore, per testi, massime e ocmponimenti poetici bellissimi. Ne ho preso qualcuno e ve lo presento in un breve video, con una colonna sonora da brivido. Dovevo pur fare qualcosa, in questi pomeriggi uggiosi, e spero che questa miscellanea vi sia d’ispirazione!

Ipse Dixit

“Ci gira le spalle come se ci dicesse addio, che poi è quello che ho fatto in tutti questi giorni con lei, e che ora sto facendo per l’ultima volta… Guardi la pendola, che ore sono? Le sembrerà stupido, ma voglio saperlo, è l’ultima cosa che voglio sapere… Comunque domani è un altro giorno, come si dice.”

(Tristano muore, 2004)

Antonio Tabucchi, 24/09/1943 – 25/03/2012

Ipse Dixit

“Il primo libro sarebbe meglio non averlo mai scritto. Finché il primo libro non è scritto, si possiede quella libertà di cominciare che si può usare una sola volta nella vita, il primo libro già ti definisce mentre tu in realtà sei ancora lontano dall’esser definito; e questa definizione poi dovrai portartela dietro per la vita, cercando di darne conferma o approfondimento o correzione o smentita, ma mai più riuscendo a prescinderne.”

(Italo Calvino)

Ipse Dixit

“Non ho scritto un libro che regge il confronto con Shakespeare, ma ho scritto un libro mio.”


Walter Raleigh

Ipse Dixit

"Chi ha da dire qualcosa di nuovo e di importante ci tiene a farsi capire. Farà perciò tutto il possibile per scrivere in modo semplice e comprensibile. Niente è più facile dello scrivere difficile."

(Karl Popper)

Ipse Dixit

“Solo quando mi verrà naturale d’usare il verbo scrivere all’impersonale potrò sperare che attraverso di me s’esprima qualcosa di meno limitato che l’individualità d’un singolo.”

(Italo Calvino)

On reading (ipse dixit)

“Che accade quando leggiamo? L’occhio segue segni neri alfabetici sul bianco della carta da sinistra a destra, ancora e ancora. E creature, paesaggi naturali o pensieri che un altro ha pensato, un attimo oppure mille anni fa, prendono forma nella nostra immaginazione. È un prodigio più grande della capacità che può avere un chicco di grano rinvenuto nelle tombe dei faraoni di germogliare. E succede ogni momento.”

(Olof Lagercrantz)

Ipse Dixit

“Se credete che dopo aver pubblicato un libro sarete una persona più felice, vi sbagliate. Se siete convinti che il libro finito abbia più valore di quanto avete imparato scrivendolo, vi sbagliate di nuovo. Se ritenete che denaro e fama siano la ragione più importante per scrivere e pubblicare, avete bisogno di un consulto psichiatrico.”

 

(Terry Brooks)

Ipse Dixit

Lasciatemelo ripetere: non dovete affrontare alla leggera la pagina bianca. Non vi chiedo di affrontarla con timore riverenziale o senza dubbi; non vi chiedo di essere politicamente corretti o accantonare il vostro senso dell’umorismo (pregate Iddio di averne uno). Questa non è una gara di popolarità, non sono i giochi olimpici della morale, non siamo in chiesa. Ma si tratta di scrivere, dannazione, non lavare la macchina o mettersi l’eyeliner. Se sapete prenderlo sul serio, abbiamo da fare insieme.

(Stephen King, On Writing)

Tradizione e originalità

Un altro elemento sconcertante dell’arte moderna è quel comune sintomo di immaturità che è il terrore di fare ciò che è già stato fatto; poiché anche se uno degli istinti della gioventù è l’imitazione, un altro, altrettanto imperioso, è quello di guardarsi ferocemente da essa. Sotto questo aspetto il romanziere dei nostri giorni corre il rischio di restare prigioniero di un circolo vizioso, perché l’insaziabile richiesta di produzione veloce tende a mantenerlo in una condizione di perpetua immaturità, e il pronto accoglimento della sua merce lo incoraggia a pensare che non sia necessario perdere tempo a studiare la storia passata della sua arte, o a riflettere sui suoi principi.


Edith Wharton, “Scrivere narrativa”, Pratiche Editrice