Esordiamo!

Black Notes

Roberto Estavio, Black Notes, Magnetica Edizioni, 2007

 

“Black Notes” racconta, servendosi di un grossolano flusso di coscienza, la vita irrisolta di un individuo il cui problema principale è l’abulia e la mancanza di slancio, alla quale reagisce un tentativo alla volta, quasi nascondendolo anche a se stesso. Estavio rende bene il problema della mancanza di prospettive esistenziali, che non è esclusivo della provincia: piuttosto, è un’attitudine generale alla vita, che non contempla la possibilità di rischiare qualcosa per mettersi in gioco.

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Chi leggerà la recensione a “Black Notes” capirà che, a mio avviso, il problema principale del romanzo è l’editore.

Apro una parentesi più generale, che non vuole essere un rimprovero o un ostracismo contro un caso particolare (quindi non è rivolto contro Estavio!)

Una casa editrice è tale non certo perché stampa, ma perché cura, edita e “confeziona”, qualunque cosa significhi, il testo che l’autore ha scritto.
Tra la creazione e la stampa c’è un lavoro invisibile ma imprescindibile:  in primis il “trattamento” del testo secondo delle norme redazionali che lo rendano leggibile con più facilità. Se la casa editrice ha scopi più culturali, può esserci  un’armonizzazione e una valorizzazione del pezzo;  se è orientata esclusivamente all’incasso il testo viene “uniformato” ad altri, magari cambiato per rispondere alle aspettatitve del pubblico.  Se la casa editrice non è una casa editrice, il lavoro è del tutto assente, e la cosa sarà tragicamente chiara a partire dal grado zero del testo: i caratteri, gli spazi, la punteggiatura, l’impaginazione, la veste redazionale, insomma.

Dato che non mi piace generalizzare, non escludo mai il testo di un autore solo perché è stampato a pagamento, e non condanno in blocco le case editrici che chiedono un contributo:  ma ricordo agli autori che, se si affidano a chi è poco serio (o magari è un semplice tipografo), verranno colpevolizzati dal lettore, a causa della mancanza di un lavoro sul testo che, pur non spettando allo scrittore, lo coinvolge comunque.

Scrivere e pubblicare non sono sinonimi! E se l’autore ritiene di rendere pubblico il suo lavoro senza pretendere che l’editore (pagato o meno) faccia la sua, la responsabilità del risultato ricade su entrambi.

La sindrome di Reinegarth

Simone Maria Navarra, La sindrome di Reinegarth, Lulu 1995-2007

 

Simone Navarra è un nome da tenere a mente: una penna giovane e fresca, un’immaginazione brillante e un’ottima capacità narrativa fanno di questo autore una promessa nel grande parco degli esordienti italiani e nel panorama della narrativa di genere.

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Colgo l’occasione  per introdurre l’argomento Lulu, su cui torneremo presto. In più occasioni (ad esempio al Litcamp di Torino) i responsabili della comunicazione di Lulu hanno specificato di non considerarsi una casa editrice, ma una piattaforma che offre dei servizi tecnici.

Ho una buona opinione di Lulu… personalmente tengo molto alle definizioni, ma comunque la vogliamo chiamare, Lulu è una realtà che si sta diffondendo. L’uso che se ne fa ne ridefinisce di volta in volta la funzione, nel senso che è diverso usare Lulu per stamparsi l’opuscolo dell’azienda, piuttosto che per la raccolta poetica che non ha avuto successo con nessun editore.
Il mezzo è il messaggio: in questo caso, possiamo aggiungere che i diversi contenuti contribuiscono a dare differenti fisionomie e status alla forma.

“Esordiamo!” : update

Da quando l’abbiamo inaugurata, qualche mese fa, la nostra iniziativa “Esordiamo!” ha riscosso un buon successo tra gli esordienti, che ci hanno contattate numerosi, come dimostrano le tante recensioni  pubblicate.  Da parte nostra, siamo davvero contente che “Esordiamo!” stia andando così bene!

Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti gli scrittori che ci hanno contattate: per la fiducia che hanno riposto nel nostro giudizio, che spero sia stata ripagata con il nostro atteggiamento aperto, a volte un po’ “rude”,  ma sempre sincero e mosso dalle migliori intenzioni; non meno, per il riscontro che ci hanno dato in tanti, con email, PVT, telefonate e messaggi sul blog.

A fronte di una maggioranza di autori attenti e presenti, c’è stata una minoranza di scrittori “distratti”: dopo averci contattate e aver ottenuto una recensione, non ci hanno fornito alcun riscontro, fosse anche l’avviso di aver letto ciò che riguardava loro, e spesso, nonostante le sollecitazioni, hanno preferito non commentare la recensione né linkarla o segnalarla in alcun modo.

Non nascondo di aver provato un po’ di delusione. Il fatto che l’iniziativa sia gratuita non significa che non spendiamo tempo e impegno nelle recensioni, né che il nostro lavoro abbia meno dignità di una prestazione pagata.

Questi episodi, però, sono stati anche un’occasione di riflessione e un modo per cercare di migliorare il nostro servizio. Perciò, abbiamo stilato un breve regolamento, che ribadisce in modo più preciso i termini dell’iniziativa: in sostanza non c’è niente di nuovo, tranne una maggiore chiarezza che, spero, darà più certezza e serenità alle due parti e garantirà… amicizia lunghissima!

Ovviamente, il regolamento non è retroattivo: diventa valido per tutte le opere che da ora in avanti gli scrittori sceglieranno di inviarci.

Come leggerete, le condizioni dell’iniziativa privilegiano lo spazio del blog per i pareri e le opinioni degli scrittori. Voglio però ringraziare di nuovo tutti gli autori che ci hanno scritto email in forma privata, e ribadire che la nostra scelta di privilegiare dibattiti pubblici non toglie nulla, in alcun modo, alle loro manifestazioni di stima e ai saluti, che continuano a renderci supercontente!

La Spirale Discendente

Silvia Lugaresi, La Spirale Discendente, Libroitaliano World 2002

La poesia, come mezzo espressivo, non deve necessariamente rendere espliciti e immediati tutti i propri contenuti; allo stesso tempo, però, il canale di comunicazione con il destinatario dovrebbe sempre restare attivo, senza mai impedire al lettore di collaborare alla costruzione del senso.

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Al di là della neve

Rosario Esposito La Rossa, Al di là della neve – Storie di Scampia , Marotta e Caufiero editori, Napoli, 2007


I racconti di Esposito, più che parlare del quartiere, tentano di riprodurne sulla pagina vita e atmosfere, secondo un intento chiaramente mimetico. Con uno stile paratattico, espressioni dialettali e costrutti colloquiali, Esposito vuole dipingere, più che decifrare, ma riesce in un’impresa difficile: mantenere costante nella narrazione l’eleganza di fondo di uno stile coerente, che impedisce di confondere l’autore, cosciente dei propri strumenti espressivi, con un qualsiasi cronista dilettante.

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CONCEPTS. MODA

AAVV, Concepts. Moda, ARPANet, Milano, 2007


I pezzi (ci sono anche dei componimenti in versi) sono abbastanza omogenei, e dietro la scelta compiuta dalla casa editrice possiamo scorgere un discorso coerente sull’importanza dell’abito dal punto di vista esteriore, ma soprattutto interiore, e sul significato che attribuiamo al modo di vestire noi stessi, alla ricerca di un’identità sfuggente.

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“Non farmi male” di Mattia Grimaldi – Recensione

Matteo Grimaldi, Non farmi male, Kimerik 2006


I racconti  di “Non farmi male” sono tutti molto brevi : questa caratteristica permette una grande incisività, soprattutto a livello emotivo, e sembra adattarsi anche allo stile narrativo dell’autore, estremamente conciso nel narrare e – nel bene e nel male – piuttosto avido di dettagli. “Non farmi male” trova in questa grande brevità la cifra stilistica di Matteo Grimaldi ma, al contempo, un’arma a doppio taglio pericolosa in quanto difficile da padroneggiare.

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“La Banda del Grano” di Fabrizio Bianchini – Recensione

Fabrizio Bianchini, La banda del grano, Cicorivolta Edizioni, 2006


Il punto di forza del romanzo d’esordio di Bianchini è un intenso sottotesto emozionale, non sempre scontato quando si parla di narrativa; non si tratta solo di descrivere, ma di evocare, e per farlo è necessaria una padronanza del mezzo espressivo che, per sua fortuna, l’autore possiede.

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“Re Kappa” di Luciano Pagano – Recensione

Nuova recensione per “Esordiamo”… che vi credete, che in vacanza stacchiamo la spina? Elena si è occupata di “Re Kappa”,  l’originale opera di Luciano Pagano, che fa di un mix di bizzarria e complessità il suo punto di forza .  Buona lettura!

“Re Kappa”, opera prima di Luciano Pagano, si configura già dalle prime pagine come un romanzo atipico. Non tanto perché rientra nella categoria di “metaromanzo”, espediente non nuovo nella letteratura italiana e, oggigiorno, molto apprezzato fra i giovani scrittori; quanto, piuttosto, per la forte personalità di Pagano, che permea la narrazione e si integra con la voce narrante creando un’originale convergenza tra autore e narratore.

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G

“Per tutte le altre destinazioni” – Recensione

Dopo Elena (che è una bugiardona ed è ancora al mare :-P) sono tornata anch’io, e dopo la contentezza per essere di nuovo a casina mia (e a studino83 mio) mi è presa la disperazione perchè non riuscirò ad andare al festivaletteratura. Magari non è detta l’ultima parola, magari con un po’ di fortuna e un sacrificio umano sull’altare di theuth…

In attesa di votarmi al primo santo utile, anticipo Elena e pubblico il primo prodotto della mia estate meditabonda: per la rubrica “Esordiamo!” una recensione breve dell’altrettanto breve “Per tutte le altre destinazioni” di Fabrizia Pinna.

“Per tutte le altre destinazioni” è un’opera interessante, e il fatto che sia un esordio le conferisce valore aggiunto. Si legge con piacere, e appassiona nella misura in cui, con una gestione accorta dell’effetto di straniamento, finge di mantenersi distaccata.

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… niente paura, tra breve, dopo questo giudizio positivo, arriverà una bella stroncatura… stay tuned…
G