Leggere

Venti buone ragioni per regalare un libro a un bambino

Nei giorni scorsi abbiamo postato qualche consiglio per regali intelligenti a grandi e bambini…  e quale dono può essere più intelligente di un libro?

Leggere insieme ai bambini è un modo bellissimo per passare del tempo insieme e per trasmettere l’amore per la lettura e la scoperta.

E la casa editrice Topipittori ci dà altre venti ragioni per regalare un libro a un bambino. 

Perché se hai azzeccato la scelta, ti ricorderà per tutta la vita, te e il libro.

… ci sono anche le cartoline!

 

Natale è in arrivo: consigli di lettura!

Natale sta arrivando e, come abbiamo già fatto in passato, vi proponiamo alcuni “consigli per gli acquisti”: che si tratti di regali o di letture personali durante i festivi (in questo caso, promuoviamo la biblioteca o l’e-book, se avete l’apposito e-reader), ecco qui alcuni titoli che abbiamo letto negli ultimi mesi e che vi proponiamo.

Racconti:

AA.VV., Scimmiette di Mare Project – Kill your writer (Nero Press 2013). Un contest/progetto davvero spassoso: gli autori sono stati invitati a uccidere, tramite la penna, uno scrittore celebre da loro scelto. Abbiamo quindi autori/mandanti e le Scimmiette di Mare del titolo, terribili assassine, come esecutrici materiali dei brutali omicidi. Un’antologia davvero gustosa che vi consiglio.

Superclassici:

Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby (1925). Riportato alla ribalta la scorsa estate grazie all’interessante rivisitazione cinematografica di Baz Luhrmann (con un DiCaprio perfetto nei panni del protagonista), il celeberrimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald è una lettura da proporre a chi ancora non ha avuto il piacere, e da riproporre a chi magari lo ha letto anni fa e vuole riprenderlo in mano.

Per ragazzi:

Sheila Gordon, Aspettando la pioggia (Einaudi Ragazzi 1987). Se avete figli o nipoti alle soglie dell’adolescenza, un regalo interessante può essere questo romanzo per ragazzi ambientato nel Sudafrica dell’apartheid: la storia di un tredicenne bianco e ricco, figlio di proprietari terrieri, e della sua controversa amicizia con un coetaneo di colore, figlio dei loro dipendenti.

Svago:

Daniel Chavarrìa, Justo Vasco, Ritorno di fiamma (Tropea Editore 1999). Un thriller a sfondo sentimentale, ambientato tra Cuba, gli Stati Uniti, il Sud-America e un’Europa affascinante. La storia è quella del pescatore di frodo Tony Santa Cruz, cubano e intenzionato a portare sua madre via dall’isola natale, che rinviene un tesoro di monete d’oro sott’acqua. Tra i vari incontri a cui il ritrovamento lo porterà c’è quello con la prostituta/avventuriera inglese Margaret. Un “Lupin” caraibico, a tratti drammatico e a tratti divertente, che vi donerà qualche ora di svago.

Buona lettura!

Ipse dixit: la lettura

“C’è chi passa la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di una fiume, sono lì solo per farci arrivare all’altra sponda, quella che conta è l’altra sponda.”

(José Saramago)

Impressioni di lettura. Live!

Da qualche mese, la casa editrice Newton&Compton ha laciato sul mercato una nuova collana: “Live!”, che ha caratteristiche ben precise.
Quella che salta all’occhio è il prezzo: 0,99 €, che per lettori pulciosi e bibliotecari come me è davvero una calamita.

Personalmente, devo alla N&C la scoperta di alcuni autori di sci-fi che leggo ancora con piacere (pubblicarono nei mitici millelire tantissimi titoli di Van Vogt, ad esempio, e qualcosa della semisconosciuta in Italia Tanith Lee). E quando ho scorso i titoli di “Live!” non ho potuto fare a meno di prenderne un bel po’.

Questo perché un’altra caratteristica della collana è una commistione intelligente di nomi noti e loro pubblicazioni meno note. Per cui accanto agli inevitabili Freud, Werther e ai soliti Amleto e Sun Tzu ci sono anche delle chicche che ho letto con piacere e curiosità.
Davvero belle poi le introduzioni e gli scritti critici, quando sono stati inclusi, e mi chiedo: cara N&C, perché non “pompi” un po’ da questo punto di vista? L’intro critica originale è davvero un bell’asso nella manica e quelle che ho letto sono scritte davvero bene, per cui perché non infilarle  dappertutto?

Per la maggior parte dei libri che ho comprato, ho come raccolto un invito: dati degli autori che non conoscevo o non amo particolarmente, ho colto l’occasione di un avvicinamento. A volte è stata una bella scoperta, altre una conferma che le cose vano bene così come sono ora.

Ecco i titoli che ho letto finora:

 

Jane Austen
Lady Susan
Un’opera minore di Jane Austen che non conoscevo nonostante la mia passione per la scrittrice inglese. Il breve romanzo epistolare mette in scena un’altra caccia al marito, condita da un bel po’ di falsità e cattiveria a delineare un personaggio, Lady Susan, che è un Lucifero in gonnella. Avvincente.

 

Francis Scott Fitzgerald
Il grande Gatsby
Qui il mio accademismo da editor crolla miseramente: non lo avevo mai letto e l’ho preso per poter vedere il film senza sensi di colpa. Ed è stata una scoperta inquietante, perché sono diventata dipendente dallo stile di Fitzgerald, che ti racconta un po’ di tutto, ma ti mimetizza bastardamente l’essenziale. Sono alla terza rilettura, mi passerà?

 

Lucio Anneo Seneca
L’arte di essere felici
Un personaggio che sulla carta è un filosofo rigoroso e stoico illustre e nella vita è un faccendiere, arrampicatore, latifondista e infame cravattaro non può mancare nella biblioteca di qualsiasi scrittore, per rapide lezioni di ars retorica e di faccia tosta. E se riusciva a essere felice lui, c’è tutto da imparare.

 

Irène Némirovsky
Il ballo
Acquistato per fare la conoscenza di un’autrice alla quale volevo avvicinarmi da un po’. Non è stato amore, non ci siamo nemmeno vicine, e sono felice di averci rimesso solo 0,99 € e un’oretta e mezzo del mio tempo.

 

Howard P. Lovecraft
La casa stregata
Un altro autore che non amo particolarmente, tutt’altro, ma che sono stata più che felice di approfondire con questi due racconti (incluso “L’orrore a Red Rock” che segue). Come sempre mi capita con Lovecraft, amo le suggestioni e le atmosfere, mentre la forma e strutture dei racconti mi annoiano a morte.

 

Franz Kafka
La metamorfosi
L’ho preso per gli altri racconti contenuti nell’edizione: Contemplazione, La condanna e Il fochista.

Ecco quelli che non ho ancora letto:

 

Michail A. Bulgakov
Cuore di cane
Altro esperimento. Le prime pagine promettono davvero bene.

 

Lao-Tzu
Il libro del Tao
Avevo detto “il solito Sun Tzu”, di Lao-Tzu non ho fatto parola. Non l’ho ancora sfogliato, attendo edizione N&C di manuale di interpretazione da mille pagine.

Kahlil Gibran
Il profeta
Mistica in formato lettura da ombrellone, non ho potuto fare a meno. Qui la sottolineatura a pennarello dei passi più evocativi è d’obbligo, il rischio è quello di perdersi tra i versi, quindi va preso a piccolissime dosi perché serva davvero.


Virginia Woolf
Una stanza tutta per sé
Uno scritto meno conosciuto, ma davvero brillante di Virginia Woolf. Cultura, letteratura, mente e mondo declinati al femminile, lo sto leggendo in questi giorni e mi piace.

 

Fëdor M. Dostoevskij, Le notti bianche
Un primo tentativo di riavvicinamento ai romanzieri russi dopo un’ubriacatura a base di Tolstoj e sovietici di una decina di anni fa. Sarà di nuovo amore? Non credo, ma perché non riprovarci?

Ed ecco il mio prossimo acquisto:

 

Robert Louis Stevenson
Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde
Ce l’ho in diverse edizioni e lo amo, lo ricompro volentieri perché la copertina è fighissima e mi incuriosisce l’introduzione.

E voi? Qualcuno ha dei titoli della collana che gli sono piaciuti, o che ha schifato particolarmente? Vi piace l’idea dei semiclassici a 0,99 €?

Dieci domande agli editori

In un suo pezzo per L’Internazionale, Annamaria Testa affronta l’argomento “scottante” della storica carenza di lettura in Italia ponendo dieci domande, chiare, dirette e a volte scopertamente polemiche, agli editori.

Ce ne sono un paio su cui vorrei porre l’accento, perché mi paiono molto importanti e perché, per caso o forse per destino, sto trovando diversi spunti correlati.

Una questione importante è l’educazione alla lettura. Fermo restando che la scuola a questo proposito raggiunge dei risultati tragici, che potremmo quasi definire anti-risultati… il ruolo della famiglia è e rimane quello più importante. Quanti di noi leggono insieme e ai propri figli? Quanti si mostrano davanti a loro appassionati lettori?

Possiamo dire in modo forte e chiaro ai genitori tre cose? Che leggano ai figli già da piccoli. Che leggere è un regalo e un modo per stare vicini. E che, se loro leggono, i figli leggono? Non è un bel tema per una campagna promozionale?

“Papà, tu sai leggere?”

Un bel post dal blog di Babble.com, di qualche giorno fa, affrontava proprio quest’argomento con una bella lista di Sette motivi per i quali BISOGNA leggere libri ai vostri figli di tutte le età. Eccoli (nel post in inglese anche delle belle spiegazioni a corredo):

  1.  è tempo passato insieme
  2. è un ottimo spunto per conversazioni e discussioni
  3. è un buon modo per parlare di emozioni
  4. è uno splendido omaggio all’individualità unica dei tuoi figli
  5. puoi aprire loro nuovi mondi
  6. puoi capire meglio dove e come i tuoi figli potrebbero avere bisogno di aiuto
  7. leggere insieme ad alta volce può far scattare nei tuoi figli… un amore per la lettura lungo una vita!

Un’altra questione che Testa pone e si pone riguarda le librerie:

Non è che c’è un problema con le librerie e con le biblioteche?

Risposta: sì, c’è. In un post di qualche tempo fa avevamo descritto la nostra esperienza confusa e dispersiva in un mega bookstore. Non amo quei luoghi, ma ecco cosa mi scrive un piccolo libraio indipendente, che ha deciso di chiudere i battenti:

Il mercato del libro in forte crisi e il costo dei libri è alto. Aggiungo subito: non ce l’ho affatto con le  Feltrinelli o simili,  è solo un bene che possano fare forti sconti visti i prezzi dei libri e il periodo. […] Facendo la scolastica poi ti ritrovi tante famiglie tiratissime che prendono un libro alla volta perchè non ce la fanno, e ti verrebbe da dirgli: “ma signora vada all’Esselunga, non lo sa che fanno il 15%!?”Ha senso invece secondo me il commercio del libro usato, ma per reggere bisogna farlo in larga scala tipo Libraccio. 

Ecco quindi il dilemma: le megalibrerie non sono il massimo, ma se alla fine della fiera sono le uniche a fare prezzi bassi… mentre molte altre realtà vorrebbero bloccare gli sconti e i ribassi in nome della “salvezza della cultura”… chi è che ci perde qui? Forse il lettore, come sempre? E la realtà delle biblioteche… quando verrà valorizzata come si deve?

L’articolo di Annamaria Testa prosegue con dati e altre domande stringenti. L’ultima, relativa al boom degli ebook e all’apparente prossima scomparsa della figura degli editori, recita:

Ma se invece l’ebook, proprio per le sue caratteristiche di versatilità e per le possibili funzionalità aggiuntive, permettesse di accrescerlo, il ruolo di intermediazione culturale dell’editore?

Anche secondo me questa è una strada reale e percorribile. Dico di più. Nell’articolo centrale di Venti Nodi #2, dal titolo “Porte aperte agli esordienti”, ecco la mia opinione:

C’è bisogno di chiavi di lettura, in questo mondo che pare immediato e a portata di click; c’è  bisogno di intermediari che aiutino a orientarsi; che forniscano basi condivise sulle quali innestare percorsi autonomi; che aiutino a capire che il mercato editoriale/culturale non è una macchina gigantesca ma una rete, un ecosistema organico dove ognuno può trovare la nicchia che è in grado di prefigurarsi.
C’è bisogno, ora come non mai, di figure che mantengano una calma serena di fronte al caos apparente e alle crisi vere o strumentali.

Vale per gli editori, vale per scrittori, vale per i lettori e vale anche e soprattutto per i non lettori, che abbiamo il dovere di cercare, capire, interpellare e contattare.
Noi ci siamo, ci proviamo, e voi? Cosa ne pensate? Leggete ai vostri figli? Frequentate le biblioteche? Cosa vi piacerebbe che accadesse, per aiutare la lettura in questo paese?

Videocitazioni: “Se una notte d’inverno un viaggiatore”

Un viaggio in luoghi… fantastici

Dove avete intenzione di trascorrere le vacanze di Natale? Se il budget è prossimo allo zero, potreste meditare di dirigervi verso sei mete che non vi costeranno nulla… a parte una corsa in biblioteca. Ce n’è per tutti i gusti!

1) Caraibi, piantagioni di banane e lunghe piogge: Macondo è la città immaginaria creata da Gabriel Garcìa Màrquez, colonna portante di “Cent’anni di solitudine” e ispirata alla sua Aracataca, in Colombia. Nei pressi di Aracataca esisteva in effetti una piantagione di banane chiamata Macondo, parola che in lingua bantu significa, appunto, “banana”.

2) Il tour ideale del Maine, negli stati Uniti, è senza dubbio quello tra Castle Rock, Derry e Jerusalem’s Lot: queste tre cittadine, partorite dalla fantasia di Stephen King e apparse in molti dei suoi racconti e romanzi, sapranno stupirvi con le loro atmosfere misteriose.

…e non date confidenza ai clown.

3) L’Inghilterra è fredda e piovosa, ma Godric’s Hollow ha un grande fascino al di là del clima: qui abitano sia babbani che famiglie dotate di poteri magici, almeno secondo J.K. Rowling e la sua saga di romanzi dedicati a Harry Potter.

4) Nella jungla africana si nasconde una città colma di ricchezze e mistero: parliamo di Opar, che appare in molti romanzi della serie “Tarzan” di Edward Rice Burroughs. Non fatevi ingannare dalle apparenze: sembra che Opar fosse, in origine, addirittura una colonia di Atlantide.

5) Paludi, vampiri e licantropi non vi spaventano? Siete pronti per una scampagnata a Bon Temps, cittadina immaginaria della Louisiana nella quale è ambientato il ciclo dei “Southern Vampire Mysteries” di Charlaine Harris. Potete facilmente raggiungerla sia da New Orleans che da Baton Rouge… ma portate con voi un appuntito paletto di legno.

6) Se la fantasia vi porta verso Est, infine, non dimenticate di fare tappa a Shangri-La. Fu James Hilton a darle vita nel suo romanzo “Orizzonte perduto”, pubblicato nel 1933, descrivendola come un paradiso terrestre libero da ogni sentimento negativo e proiettato verso la pura evoluzione spirituale.

Buon viaggio!

I bimbi piccoli e la lettura

Prendendo spunto da un post di Booksblog di qualche giorno fa, vorrei affrontare l’argomento del rapporto tra i bambini piccoli e la lettura, e condividere con voi qualche riflessione ed esperienza.

Secondo molti, l’amore per la lettura è contagioso e bisognerebbe “instillarlo” nei piccoli fin da subito, da prima possibile, regalando e comprando libri, andando in libreria, leggendo ad alta voce, e così via. 
Io ho una bambina di venti mesi con cui sfoglio spesso libri e libriccini, ma non sono del tutto d’accordo con questa affermazione.

Secondo me, il concetto di “educare alla lettura”, mediante pratiche volte a “convincere” i bambini, non ha molto senso.

Il bambino e la bambina hanno una curiosità innata, che porta già a voler scoprire quello che si nasconde nei libri, ed è molto facile interessarli fino all’età della scolarizzazione (con la scuola e le sue vessazioni il discorso cambia!). Interessarli, niente di più.

>Si può proporre una lettura da fare insieme prima della nanna. In casa nostra, è un momento “preparatorio” consacrato alla calma, al raccoglimento e alla condivisione, e la lettura in fondo c’entra poco… c’è lo stare insieme, e la rassicurazione, tant’è vero che il libro è sempre lo stesso e anche la mia lettura non cambia di una parola, sera dopo sera.

Trovo, invece, piuttosto futili quei tentativi di appassionare alla lettura un bimbo o bimba di un anno o poco più (ho visto mamme sbandierare libri con bambin* di pochi mesi).

Non perché sia sbagliato o stupido, anzi può essere anche quello uno stimolo e un modo per stare insieme. Ma prescinde l’atto della lettura: è un momento in cui si guarda una figura insieme, l’adult* la commenta seguendo l’interesse che trova, è un attimo di calma che può servire per esempio a ristorare un bambino agitato o supervivace, e che non deve mai essere imposto o studiato a tavolino.

I libri per bimb* di quest’età (da uno ai tre anni) sono libri gioco che si possono toccare, con pagine grosse che non si strappano, con immagini di animali e forti contrasti cromatici.
Si va avanti per qualche pagina, poi è facile che il piccolo o la piccola si alzi e corra a dedicarsi a qualche altra attività.
Il libretto è un gioco, tra tanti altri, e per quanto mi riguarda non cerco in nessun modo di farlo preferire al resto o di distogliere mia figlia da qualcosa che la prende, per propinarle la lettura “istituzionale” che è “buona e giusta”.

L’amore per la lettura è qualcosa di molto personale e che secondo me non è legato a precisi comportamenti dei genitori o all’educazione.
Ci sono esempi di grandi intellettuali che provengono da famiglie umili e non scolarizzate, o di talenti bruciati all’ombra di genitori colti.

“Educare”  significa “portare fuori”: l’educazione ottimale è quella che aiuta il piccolo o la piccola a esprimere al meglio il suo potenziale e i suoi interessi.

Se mia figlia, crescendo, manifestasse poca attitudine alla lettura e molta, che so, allo sport o alla meccanica, non penso che me ne farei un dramma, né che cercherei di correggerla con trucchi o pratiche volte a “convincerla” o a cambiare le sue preferenze.
Ne parleremmo, magari, cercherei di condividere comunque qualcosa con lei – siano i decostruzionisti o i pistoni –  ma penso che il libro non sia un valore assoluto, e che non è sinonimo di cultura (anche se sì, ci si avvicina molto). Tanto meno di intelligenza o felicità!

Però è buonissimo!

Certo, una bimba che vede sua madre innamorata della lettura può esserne a sua volta ispirata. Ma sono cose che vengono da sé, quindi da parte mia non faccio dell'”amore per la lettura” uno dei punti fondamentali del mio programma di educatrice.

C’è però una cosa che mi piace fare e che ha a che vedere con la lettura, la condivisione, la conoscenza, il gioco, e in ultima istanza anche i libri.

Ogni tanto, mi porto la bimba nella mia biblioteca di zona (le biblioteche pubbliche milanesi sono stupende!), dove c’è una saletta attrezzata apposta per i bambini.

Lì, tra sedioline a forma di animale, piscine gonfiabili piene di libri-gioco e panchette, passiamo insieme qualche ora spensierata. A volte ci sono altri bimbi e mamme e si gioca insieme (io faccio conoscenza e faccio domande, come sempre). Oppure si esce nel giardinetto recintato della biblioteca e ci godiamo il sole sull’erba. Scopriamo tante cose nuove, un giorno è diverso dall’altro. E se Stella adocchia qualche libretto in particolare, lo portiamo a casa e ce lo sfogliamo per un mese. Non prima di aver restituito alla bibliotecaria il libro precedente, ovvio.
Così, la lettura diventa parte di un’esperienza più grande, di un pomeriggio gioioso, e quello che prima era tutto nostro torna a disposizione di altr* bambin*. E così via.

Bimbe&bimbi, il libro è al contrario! Ma in fondo… che importa?

Che ve ne pare, del mio programma educativo? Voi che dite? Come invogliate o invogliereste i vostri bimbi piccoli alla lettura? E trovate necessario un metodo particolare?

Letteratura per ragazzi

Oggi vorrei segnalare un portale interessante dedicato alla letteratura per ragazzi, realizzato grazie a un progetto dell’associazione culturale “Attraverso lo specchio”, il cui scopo è promuovere appunto la letteratura dedicata a questo target, sia nella sua forma tradizionale, sia nei nuovi supporti nati grazie alle tecnologie multimediali.

Il portale www.letteratura-per-ragazzi.it si pone come utile interfaccia e contenitore del progetto, attraverso la segnalazione di eventi e novità, la presenza di rubriche che propongono recensioni, articoli e argomenti di dibattito, lo strumento del forum come mezzo di comunicazione tra gli utenti; il tutto utilizzando un supporto che possa raggiungere il pubblico in maniera capillare, e risultare più friendly per i giovani navigatori di oggi.

Fra le interviste, vorrei segnalarne alcune che ho trovato interessanti, come quella alla casa editrice Sinnos e all’autrice di romanzi per ragazzi Giusi Quarenghi.

Il portale sarà certamente utile a chi vuole cimentarsi nella letteratura per ragazzi. Buona navigazione!

Far odiare i libri in dieci mosse (più una)

Sono in corso gli Stati Generali dell’Editoria, l’assemblea promossa dall’Associazione Italiana Editori. Il tema della manifestazione è riassunto in questo titolo paradossale: “Scommettere sui giovani”, perché sono già agli ultimi posti in Europa.

A casa mia, si usa scommettere sul cavallo vincente, e chi è agli ultimi posti va spronato, aiutato, incoraggiato, facilitato, valorizzato, dopato… mi è sfuggito qualcosa?

 


E per rimanere in tema paradossi, il giornalista Beppe Severgini è intervenuto all’assemblea proponendo un decalogo “mai più senza”: «Dieci modi infallibili per far odiare i libri a vostro figlio»

1) Regalategli un libro per il compleanno (mentre lui si aspetta una marmitta per il motorino).
2) Consigliate un libro che vi ha annoiato (C’è chi pensa che sia qualcosa legato indissolubilmente alla cultura).
3) Consigliate un libro che vi ha divertito (Quel che divertiva noi non fa più ridere loro).
4) Niente grossi volumi (lo dimostra il successo di Harry Potter).
5) Bruciate i fumetti.
6) Casa pulita! Niente libri, pochi giornali (così che non possa capitargliene uno in mano nemmeno per caso, mentre la cosa migliore è lasciare distrattamente un volume in bagno che vorreste lui aprisse).
7) Fidatevi dei classici.
8) Non lasciate pause.
9) Ignorate i suoi interessi.
10) Fatevi scrupoli.

Come undicesimo “step”, propongo: organizzate assemblee blasonate in cui parlate dei ragazzi – senza di loro, ovvio – e ponete quesiti amletici come questo: Quando mancano i soldi la cultura vale ancora oro?