Notizie

Riflessione sulla qualità

Vorrei segnalare una interessante discussione aperta sul forum del WD da una delle amministratrici, NayaN, che ha portato a un articolo sul blog del WD (nel quale è stato citato anche un mio intervento sull’argomento) e che ha a sua volta portato a una discussione sulla pagina Facebook del WD.

La domanda iniziale era: perché tanti libri di esordienti pubblicati da editori free sono di scarsa qualità o a malapena sufficienti? Partendo dal presupposto che un editore free guadagna sulle vendite, a rigore di logica dovrebbe pubblicare libri di qualità che siano appunto vendibili. Questo, però, non sempre accade.


Fori di proiettile lasciati da un lettore scontento

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Speciale Continuum

Segnalo l’uscita della webzine fantascientifica Continuum n.33, a cui faccio anche tanti auguri di buon compleanno: questo numero è infatti celebrativo del decennale della rivista, fondata nel 2000 da Roberto Furlani e Fabio Calabrese e tutt’ora una delle più interessanti nel panorama della sci-fi italiana.

Nell’editoriale, Roberto Furlani coglie l’occasione per raccontare la genesi della rivista e la sua storia, tirando le somme di dieci anni di attività.

Come sempre, poi, ci sono interessanti recensioni, ben nove racconti inediti e svariati articoli e interviste.

Insomma, materiale ce n’è a bizzeffe, perciò… Buona lettura a tutti!

Intervista e Lectio Magistralis di Patrick Boylan

Vi segnalo oggi una bellissima intervista fatta a Patrick Boylan, docente di lingua inglese all’Università di Roma Tre, ospite della trasmissione "Via Groenlandia 41". Boylan è anche una penna del nostro bollettino "Venti Nodi", per il quale ha realizzato il pezzo "Il traduttore camaleonte". Eccone un estratto:

Il primo passo è quello di liberarsi dalla visione tradizionalista dell’atto comunicativo, il quale non è – come invece pretendono Scuola e Facoltà universitarie – un’operazione essenzialmente linguistico-pragmatica.  Bisogna imparare a vedere invece ogni atto comunicativo essenzialmente come un fatto di volizione: ogni dire è un voler dire.

Nell’intervista linkata, Boylan ci parla dell’insegnamento universitario della lingua, della sua bellezza ma anche della difficoltà dovuta al tradizionalismo accademico e alla predominanza della teoria sulla pratica linguistica, che è poi il motivo di tanti abbandoni degli studenti.

L’intervista è in sei parti, è un po’ lunga ma vale sicuramente la pena di vederla!

La nostra richieste è che ci sia un contatto tra il mondo al di fuori dell’università e l’università stessa nel decidere i programmi; che i professori non vengano lasciati soli nel deciderli. Devono risponderne al pubblico, alla società civile. La mia esperienza, ascoltando studenti e famiglie che si interessano di queste cose, è che molti pensano che il prfessore ne sappia di più, e di non avere voce in capitolo riguardo queste cose. Ma quando paghiamo un architetto per occuparsi della nostra casa, anche se non siamo architetti vogliamo dire la nostra, decidere per la nostra casa. Daremmo delle indicazioni, non nei dettagli, perché quelli sì sono specifici, ma avremmo il diritto di dire in che casa vorremmo vivere.

Per chi si trovasse nei dintorni dell’Univresità di Roma Tre il giorno mercoledì 25 novembre, inoltre, segnalo un evento importante: una Lectio SPE Magistralis del professor Boylan dal titolo "Insegnare".
Dove SPE sta per… "Senza Pretesa di Essere"!

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Concorsi sci-fi, buone notizie

Avevamo parlato tempo fa di fantascienza e della sorte ignota toccata a quasi tutti i concorsi dedicati a questo genere.

Oggi, al contrario, vorrei segnalare un concorso, il "Premio Nazionale di letteratura fantascientifica Giulio Verne", bandito dall’Associazione Culturale Giulio Verne e dedicato appunto a racconti di sci-fi in lingua italiana. La scadenza non è lontana (il prossimo 31 dicembre), pertanto linko il bando e invito tutti gli autori interessati a partecipare.

Non è prevista quota di iscrizione e la premiazione avverrà nel contesto della convention Levantecon.

Insomma, sul fronte fantascienza, finalmente una bella notizia.

Segnalazioni e-book

Abbiamo parlato spesso di e-book: segnaliamo il sito E-book Gratis, con un ricco catalogo di titoli da scaricare gratuitamente.

Oltre alla possibilità di scaricare romanzi e opere di narrativa in senso stretto, E-book Gratis mette a disposizione anche manuali di vario genere e una sezione interamente dedicata ai fumetti.

Segnaliamo anche Readme.it, con la sua offerta di titoli non solo in lingua italiana, ma di più ampio respiro a livello internazionale, sia tradotti nella nostra lingua, sia in versione originale.

Infine, segnaliamo EvolutionBook, altro sito che mette a disposizione un ricco catalogo suddiviso per genere.

Scaricate, gente, scaricate!

XV Trofeo RiLL: i risultati

Ciao a tutti! Oggi vorrei annunciare i risultati del Trofeo RiLL, di cui abbiamo più volte parlato in questo blog. I risultati sono stati annunciati qualche giorno prima della premiazione che si è tenuta la settimana scorsa al Lucca Comics&Games e potete leggerli QUI.

Siamo curiose di leggere l’antologia del premio: ormai ci siamo affezionate, dato che abbiamo parlato di quelle delle due passate edizioni: Fuga da Mondi IncantatiSchegge di Mondi Incantati.

L’antologia di questa edizione si intitola "Cronache da Mondi Incantati", ma non potremo recensirla. Il perché è semplice: ci siamo anche noi! 🙂
Il racconto "I tempi cambiano, nonna!", scritto a quattro mani da Elena e da me, è il quinto classificato ed è stato incluso nella pubblicazione. Ecco il parere della giuria:

Quinto classificato
I tempi cambiano, nonna!
di Elena Di Fazio (Roma) e Giulia Abbate (Milano)

Un omaggio divertito alla fantascienza d’antan, ma anche una storia godibile, ironica, un po’ delirante e che, soprattutto, riesce ad essere strana e non banale.

Non possiamo pubblicare il racconto online per almeno dodici mesi, poiché vincolato alla pubblicazione dell’antologia. Se volete leggerlo, quindi, l’unico modo è acquistare "Cronache da Mondi Incantati" oppure… aspettare!

E a tutti quelli che si troveranno a leggerlo, l’invito è quello di darci una sua opinione: dato che abbiamo smesso i panni di puntigliose editor per calarci in quelli di scrittrici, quale occasione migliore per fare lo stesso, e da lettori/scrittori trasformarvi in giudici? Presentat-arm! Mirare…

I diritti del lettore

La Società Pannunzio per la libertà di informazione sta facendo circolare una bozza di "Statuto per i diritti dei lettori" che verrà presentata in un convegno a Roma il 10 novembre. Si tratta di una "dichiarazione di intenti" articolata in cinque punti, che potete leggere QUI.

Il manifesto è breve ma esaustivo. Il discorso della Società Pannunzio riguarda una dimensione sociale e politica della lettura, per "lettore" si considera più che altro il cittadino fruitore di informazioni.
Alcuni punti dello statuto però possono essere applicati anche al lettore di romanzi… e soprattutto al lettore di recensioni di romanzi. 

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Editori a tempo determinato

"Lo sfruttamento del precariato: una piaga del mondo editoriale": questo il titolo di un breve articolo apparso sul portale Booksblog a proposito di una politica editoriale ormai tristemente diffusa:  sfruttare la "manodopera" sottopagata per i compiti più disparati.
Non parliamo solo di amministrazione, commissioni o di tutte quelle mansioni a "bassa responsabilità" solitamente affidate a uno stagista, ma anche di lavoro sul testo, correzione di bozze, addirittura di editing e traduzioni.

Purtroppo, a Booksblog hanno proprio ragione: il modo di lavorare di molte case editrici è una vera e propria piaga che pesa tutta sulla qualità dei testi pubblicati e quindi sulle spalle del povero lettore.

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Nuovi scrittori, nuovi lettori

Vi segnalo un pezzo apparso sul blog dell’Internazionale, dal titolo "Nuovi scrittori, nuovi lettori".

Nel video, lo scrittore Andrew Sullivan parla dello scrivere su un blog, dove la chiave è "scrivere senza pensare che si stia scrivendo", con un nuovo tipo di approccio a metà tra scivere e parlare che Sullivan definisce "un-selfconscious". La scrittura del blog è "very rough", non rifinita, e "seemes to be unfinished".
Il blog  nello scrittore porta anche altri tipi di cambiamento: non ci sono la lentezza, la profondità, la calma necessarie a formarsi un’opinione articolata, che sono alcuni attributi importanti della lettura su carta.

Di questa opinone anche alcune voci citate nel breve post che segue il video: secondo alcuni studiosi, la lettura su schermo è un’operazione più difficile e l’attenzione cala naturalmente.

Strano che l’articolo non abbia citato Marshall McLuchan, che più di vent’anni fa aveva già dato una sua risposta a questo tipo di problematiche parlando di media.
Ogni nuova macchina, dunque anche le macchine cognitive come i media tra le quali McLuhan annovera anche il manufatto libro, "estende" un’abilità dell’uomo, e in questo modo vi si sostituisce progressivamente. Il tanto citato discorso di Platone contro la scrittura è uno degli esempi di questa "sostItuzione" dell’appendice macchina all’abilità umana: la scrittura estende esponenzialmente la capacità umana di conservare la propria memoria culturale, ma allo stesso tempo non rende più necessario l’uso della memoria individuale come nelle culture orali. (McLuhan applica questo concetto anche alla neonata rete, attribuendole gli stessi attributi di una rete nervosa. I risultati della sua teoria sono affascinanti. )

Tornando al discorso principale: "come cambiano la scrittura e la lettura se vengono fatte su uno schermo o tramite blog", cito di nuovo McLuhan e la sua teoria della rimediazione: ogni nuovo medium porta a un "riposizionamento" degli altri in termini di uso che se ne fa. Emblematico è il caso della televisione, che non ha portato alla scomparsa della radio, ma ha sostituito la sua nicchia di uso e ne ha determinato una diversa fruizione per scopi differenti.
Il blogging non soppianterà mai la scrittura tradizionale (e il libro di carta non sparirà mai in favore di uno schermo), ma forse avverrà una ridefinizione di entrambi, a seconda degli usi che gli utenti sceglieranno di fare più diffusamente.

Per non dimenticare Antonio Russo

Oggi ricorre l’anniversario della morte di Antonio Russo. Il suo corpo fu ritrovato il 16 ottobre 2000 in Cecenia, con evidenti segni di tortura, riconducibili ai metodi dei servizi segreti russi.

Russo era un giornalista free lance, per scelta non era iscritto all’Ordine e ha lavorato per Radio Radicale coprendo alcuni dei peggiori conflitti degli anni ’90, dal Ruanda, all’Algeria, alla Bosnia.
Sono molto affezionata al ricordo di quest’uomo e del suo lavoro, quando lo ascoltavo andavo ancora a liceo e  ricordo bene quando, durante la pulizia etnica compiuta dei serbi in Kosovo, fu l’unico giornalista a rimanere a Pristina per documentare le stragi. Ci rimase ben nascosto, sapendo di essere braccato dai serbi che erano stati avvisati di lui. Poi sparì per due giorni e tutti, la redazione di Radio Radicale e noi ascoltatori, col fiato sospeso. Ricomparve in Macedonia, dopo aver diviso il destino dei profughi ed essere scampato come loro al peggio. Ma il peggio lo ha raggiunto di nuovo, in Cecenia, e questa volta non è andata bene. Purtroppo per lui, ma anche per noi.

 

 

«Le testimonianze dei miei reportage radiofonici sono stati conservate nell’archivio della radio e sono state anche trasferite via Web. Questo è a mio avviso importante per due motivi. Il primo consiste nel fatto che bisogna comunque possedere una memoria storica. Questo è un dato che un po’ la tecnologia trascura. L’informazione valida è quella che abbia la possibilità di essere reperita storicamente. “Laudatur tempores acti” diceva Dante, “si lodino i tempi passati”, in quanto ‘exempla’ di un’esperienza. Gli esempi storici si traducono nella capacità di analizzare il presente e prevedere il futuro. con un fondamento abbastanza solido.

[…] La possibilità di reperire i miei reportage e risentirli via Web aiuta la gente ad avere un’immagine più precisa degli eventi in corso.

Fondamentalmente noi dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere».

La pagina di Radio Radicale su Antonio Russo con alcuni suoi interventi e le corrispondenze
Antonio Russo su Wikipedia