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Libri per ricordare e non solo

Questa giornata è dedicata al ricordo dello sterminio degli Ebrei a opera del regime nazista e vorrei celebrarla qui sul blog consigliando un paio di letture magari meno conosciute ma molto belle: “Sotto i lampi e la luna” di Fred Uhlman e “Uno psicologo nei lager” di Viktor Frankl.

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“Sotto i lampi e la luna” potrebbe piacere anche agli appassionati di “Lost”: i pochi sopravvissuti a un incidente
aereo si trovano a dover sopravvivere su un’isola deserta, senza sapere se e quando saranno salvati, e dovendo contare solo sulle loro forze.
In molti hanno letto, in questo romanzo breve dell’autore de “L’amico ritrovato”, una calzante metafora della vita nel lager, dove ogni certezza viene scossa e ciò che noi chiamiamo “civiltà” è messo alla prova. La sopravvivenza va a dipendere non da cibo e acqua, ma da emergenze psicologiche che potremmo non controllare. Notevoli anche le descrizioni della natura circostante, indifferente e spietata.

 

 

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“Uno psicologo nei lager” potrebbe essere letto come contrappunto alle vicende raccontate da Uhlman. Viktor Frankl è stato prigioniero ad Auschwitz e nei campi di concentramento ha perso la famiglia e l’amatissima giovane moglie. Da questa esperienza terribile ha tratto però alcune conclusioni che espone in questo saggio breve e scorrevole, che potrebbe essere letto anche come un racconto di vita e un inno all’esistenza.
In una situazione disumana come quella del lager, ci dice Frankl, quello che ci rimane è solo il senso di umanità. Quando la propria vita è appesa a un filo (Frankl ci racconta molti episodi in cui si è salvato per puro caso) e siamo privati di ogni cosa, l’unica libertà che ci rimane è il modo in cui decidiamo di affrontare una situazione simile. Leggiamo del lager, ma leggiamo anche del coraggio e del rispetto per la vita di un uomo straordinario; e le pagine dedicate alla moglie e all’importanza del pensiero della persona amata nel lager muovono alle lacrime.

Ho voluto parlare di questi due libri perché non si riferiscono solo all’Olocausto, ma inquadrano la vicenda in un contesto più ampio ed emblematico. Non dimentichiamo che anche oggi esistono molti stemini, molti campi di concentramento (la stessa striscia di Gaza non è un grande lager a cielo aperto?) e molte situazioni in cui l’uomo è umiliato e fatto schiavo in nome di una nazione, razza o religione che sia. Ricordare significa anche questo.

Lacrime e sottomarini

E’ morto, all’età di 72 anni, lo sceneggiatore e scrittore Erich Segal, ricordato da molti come l’autore di “Love Story”, tragico film sentimentale di cui Segal realizzò script e romanzo.

Laureatosi in latino e poesia classica all’Università di Harvard, Segal insegnò letteratura greca e latina in prestigiosi istituti tra cui Yale e Princeton. Fu lui a scrivere la sceneggiatura del celeberrimo “Yellow Submarine”, film a cartoni animati che vedeva protagonisti i Beatles, ma la consacrazione presso il pubblico venne nel 1970, quando “Love Story” commosse e mandò in visibilio migliaia di spettatori, facendo schizzare l’omonimo romanzo in vetta alle classifiche dei bestseller statunitensi.

Senza nulla togliere all’incredibile effetto che “Love Story” ebbe sul pubblico, né alla discutibile line “Amare significa non dover mai dire mi dispiace“, tuttora citata ovunque, preferiamo ricordarlo soprattutto per il suo contributo a quel capolavoro psichedelico che fu appunto “Yellow Submarine”, ancora oggi incrollabile cult.

L’italiano sconosciuto

Tempi duri per la lingua italiana. In un articolo di Repubblica di qualche giorno fa (8 dicembre, per la precisione) si citano perle di ignoranza tra le quali: “se io sarebbe più abile tu mi affiderai una squadra”. Un bimbo alle prese con le prime ipotetiche? No: uno studente universitario nel suo test di ingresso al corso di laurea. 

Alcuni numeri, sempre dal pezzo di Maurizio Crosetti.

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“Imagine…”

Ventinove anni fa, l’8 dicembre del 1980, John Lennon, appena quarantenne, veniva assassinato da uno squilibrato a New York. Ex membro dei Beatles, in seguito cantautore in proprio, Lennon è stato, tra gli artisti britannici, uno dei maggiori attivisti politici e, soprattutto, sostenitore incrollabile del pacifismo.

Lo ricordiamo qui oggi, a quasi trent’anni dalla sua scomparsa, per sottolineare il grande valore dell’arte come atto e impegno politico: qualcosa che non si può uccidere e che continuerà a vivere per sempre.

Isola della Poesia e Writers Dream: alcune novità

In passato avevamo già parlato sia del sito "L’isola della Poesia" (e del concorso che bandisce periodicamente, "L’isola del Cuore"), sia del forum Writers Dream, soprattutto in relazione al triste problema delle denunce per diffamazione da parte delle case editrici a pagamento, di cui WD, tra le altre cose, si occupa da tempo.

Oggi segnaliamo la terza edizione del premio letterario "L’isola del Cuore", che ha preso il via lo scorso 15 novembre e terminerà il 15 dicembre. Potete leggere qui il bando e ogni informazione aggiuntiva: poeti, non vi resta che affilare la penna e partecipare!

Riguardo gli amici di Writers Dream, invece, segnaliamo un progetto davvero interessante. Si tratta di "Emergi, emergente!" e verrà posizionato all’interno di una nuova rubrica: WDReviewer. L’obiettivo è acquistare libri della piccola e media editoria e recensirli. Poiché – come purtroppo sappiamo anche noi – si tratta di un’operazione costosa, Writers Dream si è adoperato per far ottenere alla rubrica alcune agevolazioni… Ma la cosa migliore è rimandarvi direttamente alla presentazione di "Emergi, emergente!", sul forum di WD. Buona lettura a tutti… in tutti i sensi!

Scrivere thriller

Il portale Thrillercafe.it, dedicato alla letteratura gialla, noir e thriller, offre ai lettori una sezione dedicata alla scrittura di genere, con interventi e consigli di grandi scrittori e le loro “dritte” agli autori in erba.

Ian Fleming ci spiega che:

Si devono conoscere cose emozionanti, prima di poter scrivere su di esse. L’immaginazione da sola non è sufficiente, ma le storie sentite da amici o lette sui giornali possono essere di base per una fertile immaginazione, e una certa quantità di ricerca e documentazione di fatti che sembreranno realistici nella fiction.

Ecco invece l’opinione di Gillian Roberts, che articola tredici lezioni piene di dettagli e considerazioni utilissime:

Il vostro mystery non si sviluppa nel vuoto. In realtà, l’impostazione è una parte importante e integrante della storia stessa, perché il significato di un reato non può che essere visto sullo sfondo di ciò che è “normale” per un certo momento storico e un certo luogo. I crimini che riempiono i nostri libri sono violenze contro la società in cui si verificano – crepe intollerabili nel tessuto sociale. Ecco perché deve essere fatto qualcosa a riguardo. Il fatto che il mondo e che il reato che è commesso contro la società coesistono fornisce il conflitto di base del vostro libro.

In queste parole c’è la base del canone di genere, il fondamento di senso del giallo classico: il conflitto tra l’ordine sociale e il disordine criminale. Pensiamo bene a questo aspetto e a ciò che comporta, prima di ambientare le nostre storie in qualche vaga e fumosa metropoli d’oltreoceano!

La sezione comprende anche alcuni consigli di Daniel Kalla, le “Dieci regole di suspence fiction” di Brian Garfield, una discussione sullo scrivere crime fiction  e qualche segnalazione di manuali e testi sull’argomento. Insomma, l’indagine si prospetta lunga, ma piena di spunti!

 


Intanto, è uscito come ogni anno il rapporto di Freedom House sulla libertà di stampa in Italia, dove apprendiamo che il nostro paese è l’unico in Europa a essere stato retrocesso nella classifica ed è l’unico paese cosiddetto “occidentale” ad aver ottenuto l’infimo punteggio di 32 punti su 100.
Certo, ogni tanto ci sono anche belle notizie come l’assegnazione del premio “Giornalismo libero” a Marco Travaglio a Berlino, una bella notizia ovviamente ignorata dai media italiani, insieme a molte altre…
Sarà un caso, ma in questi giorni in cui si riparla di centrali nucleari e glorie dell’atomo, nessuno ha ricordato l’anniversario del disastro di Chernobyl, avvenuto il 26 aprile del 1986. Sarà un caso?

 


Cari giallisti, siate  scrittori affermati o esordienti, voi che ne dite? Chi è il colpevole di questo lento, inesorabile delitto? Chi sta soffocando la libertà di espressione?
A voi l’ardua sentenza…

Booksweb con Greenpeace

Già due anni fa avevamo segnalato l’iniziativa di Greenpeace “Scrittori per le foreste“, che pone il problema sul ruolo cruciale dell’industria editoriale nell’indiscriminato abbattimento delle foreste, e sull’impegno che tutti (singoli e aziende) dovrebbero accogliere per quanto riguarda l’uso di carta riciclata.

E non solo: aggiungerei, a titolo personale, che dovremmo auspicarci tutti una diffusione di massa dello strumento e-book, a mio avviso il compromesso più saggio tra diffusione della cultura letteraria e salvaguardia delle foreste. Purtroppo vedo che l’e-book è ancora considerato con una certa freddezza dai lettori, che continuano a preferire “l’odore della carta stampata”. Purtroppo quell’odore nasconde quasi sempre deforestazioni, ecosistemi sconvolti, morte.

E’ quindi con estremo piacere che segnalo il gioco-concorso lanciato da Booksweb, presentato come sempre dal simpaticissimo Zop: girate uno spot di massimo un minuto sulla campagna “Scrittori per le foreste” e inviatelo a Booksweb, perché i migliori saranno pubblicati e riceveranno in premio dei libri… Riciclati, spero! 😛

 


Siamo stati messi al mondo assieme ai nostri fratelli e sorelle, quelli che hanno quattro zampe, quelli che volano e quelli che nuotano. Tutte queste forme di vita, anche il più sottile filo d’erba e il più possente degli alberi formano con noi una grande famiglia. Tutti siamo fratelli e allo stesso modo importanti su questa terra. Haudenosaunee  (Capo Indiano Irochese)

Chi dissente, muore

Il 2009 non comincia con i migliori auspici…

Lasantha Wickrematunga


Anastasia Baburova


Stanislav Markelov

Cronache di una rivoluzione

Tramite uno dei blog del Corriere sono arrivata al sito di Sergio Lepri, giornalista e (per trent’anni) direttore dell’ANSA. Lepri sta lavorando a un libro di "cronaca e testimonianze": "1943, cronache di un anno", e lo sta pubblicando direttamente online sul suo sito. Il giornalista aveva mille possibilità di essere pubblicato e distribuito in libreria e di guadagnarci in più sensi. Ma ha scelto di rendere il libro disponibile online e di pubbicarlo work in progress.

A differenza dei libri a stampa, un libro in Internet non finisce al macero, prima o dopo, per decisione dell’editore oppure, per decisione del lettore, in uno scaffale alto della libreria o sul banchetto di un rivenditore di libri usati; un libro che poi, alla fine, diventa un blocco di carta invecchiata o un mucchio di polvere. Non è fatto di atomi di carta, ma di impulsi elettrici, di bit. Quinta novità: un libro che, se l’autore non lo cancella, è, si fa per dire – eterno o quasi.

Questo è solo uno dei tanti motivi con i quali Lepri spiega la sua decisione. Vi invito a leggerli tutti QUI, in una prefazione che brilla per pragmatismo: Lepri, ottantanove anni, ha molto da insegnare a tutti noi, qualsiasi sia la nostra età. Dalla home page:

La mia è dunque una generazione che ha il dovere di non disperdere il patrimonio messo insieme in un processo di trasformazione così ampio e così profondo come mai nella storia millenaria dell’umanità; che ha il dovere – senza presunzione e, anzi, con l’umiltà con cui ci si deve sempre rivolgere a chi sa meno e non per sua colpa – di lasciare agli altri almeno un po’ della ricchezza accumulata non per merito proprio ma dei tempi in cui è nata e cresciuta.

In chiusura Lepri ringrazia chi lo leggerà: vi segnalo quindi "1943 – cronache di un anno",  oltre alle ricche sezioni di articoli e testimonianze del giornalista disponibili dai menu. Sono pezzi impegnativi ma appassionanti… da leggere anche in vacanza!

Cronache di una rivoluzione

Tramite uno dei blog del Corriere sono arrivata al sito di Sergio Lepri, giornalista e (per trent’anni) direttore dell’ANSA. Lepri sta lavorando a un libro di “cronaca e testimonianze”: “1943, cronache di un anno”, e lo sta pubblicando direttamente online sul suo sito. Il giornalista aveva mille possibilità di essere edito e distribuito in libreria e di guadagnarci in più sensi. Ma ha scelto di rendere il libro disponibile online e di pubbicarlo work in progress.

A differenza dei libri a stampa, un libro in Internet non finisce al macero, prima o dopo, per decisione dell’editore oppure, per decisione del lettore, in uno scaffale alto della libreria o sul banchetto di un rivenditore di libri usati; un libro che poi, alla fine, diventa un blocco di carta invecchiata o un mucchio di polvere. Non è fatto di atomi di carta, ma di impulsi elettrici, di bit. Quinta novità: un libro che, se l’autore non lo cancella, è, si fa per dire – eterno o quasi.

Questo è solo uno dei tanti motivi con i quali Lepri spiega la sua decisione. Vi invito a leggerli tutti QUI, in una prefazione che brilla per pragmatismo: Lepri, ottantanove anni, ha molto da insegnare a tutti noi, qualsiasi sia la nostra età. Dalla home page:

La mia è dunque una generazione che ha il dovere di non disperdere il patrimonio messo insieme in un processo di trasformazione così ampio e così profondo come mai nella storia millenaria dell’umanità; che ha il dovere – senza presunzione e, anzi, con l’umiltà con cui ci si deve sempre rivolgere a chi sa meno e non per sua colpa – di lasciare agli altri almeno un po’ della ricchezza accumulata non per merito proprio ma dei tempi in cui è nata e cresciuta.

In chiusura Lepri ringrazia chi lo leggerà: vi segnalo quindi “1943 – cronache di un anno“,  oltre alle ricche sezioni di articoli e testimonianze del giornalista diaponibili dai menu. Sono pezzi impegnativi ma appasionanti… da leggere anche in vacanza!