Notizie

Panico

Ho letto ieri sera la notizia e sono ancora molto, molto perplessa. Immagino che molti di voi l’avranno già saputo, ma per amore di cronaca riporto il fatto, nel caso a qualcuno fosse sfuggito.

Sta per essere approvato un nuovo decreto legge per una riforma totale dell’editoria. L’aspetto che mi lascia più perplessa riguarda la posizione degli scrittori in questa nuova organizzazione: se il decreto passa, infatti, per poter pubblicare bisognerà essere regolarmente iscritti all’Ordine degli Scrittori, al quale si potrà accedere solo dopo un Esame di Stato.

Non ho parole per commentare questa scelta e spero vivamente che la cosa non vada in porto. Per chi volesse saperne di più ed esprimere un’opinione, qui trovate la notizia per intero.

Astrocultura

Vagabondando in Rete si trovano sempre siti molto interessanti… Ieri sono incappata in un piccolo portale creato dall’Unione Astrofili Italiani, il UAI, e chiamato ASTROCULTURA, ovvero una Sezione di Ricerca per la Cultura Astronomica.

Oltre a fornire articoli divulgativi più “classici” come la storia dell’astronomia e della bioastronomia, Astrocultura contiene delle interessantissime sezioni che parlano dell’influenza che questa scienza e gli oggetti che studia hanno avuto sull’arte e – ciò che a noi più interessa – sulla letteratura.

Per esempio, c’è la sezione “Fantascienza” che contiene alcuni rimandi e omaggi a grandi autori sci-fi presenti e passati, a partire da Jules Verne per proseguire con Asimov, Brown, Clarke e tanti altri.

Subito dopo, invece, troviamo la sezione più generica “Letteratura“, che riporta poesie, citazioni e tanti altri scritti di autori che si sono ispirati al cosmo e alle stelle per scrivere.

L’idea mi sembra molto bella; il cielo, lo spazio e i suoi misteri sono stati una delle prime fonti di ispirazione dell’uomo… Si tratta di una fascinazione inesauribile che ha ancora tanto da offrirci.


Il bellissimo – e purtroppo a noi invisibile – cielo australe, a cui Neruda si ispirò per una sua ode:


[…]

En un  istante
se apagaron todos
los ojos
de la noche
y solo vi clavadas
al cielo solitario
cuatro rosas azules,
cuatro piedras heladas.

[…]

(Pablo Neruda, “Ode alla Croce del Sud”)

Domani tutti al cinema: costa solo un euro!

Una segnalazione al volo: giovedì 27 marzo andare al cinema costerà solo un euro.

L’iniziativa è partita in occasione della settimana della cultura. Io lo ignoravo beatamente, finché non ho fatto un giro sul sito dell’ANSA. Ho anche il sospetto che la cosa non sia stata molto pubblicizzata, ma dato che non guardo molto i TG e non leggo molto i giornali (sia santificato il web) magari sbaglio: sarò ben lieta di ricevere smentite!

Non tutti i cinema aderiscono, però: QUI trovate la lista delle sale che domani faranno pagare il biglietto soltanto un euro. Io ho qualche film da vedere in agenda, se tutto va bene mi farò una chiusa mostruosa. A venerdì!!!!

 

I limiti del possibile

Nel mio post precedente ho parlato di congiunzioni letteral-stellari: un asteroide dedicato al creatore del Piccolo Principe e una navetta di esplorazione chiamata come uno dei primi scrittori di fantascienza, uno dei più amati, Jules Verne.

Oggi, nel giorno in cui si è spento “l’ultimo grande scrittore dell’età d’oro della fantascienza” Arthur Clarke, ricordo che anche la sua scrittura ha “sconfinato” nella realtà, e che portano il suo nome l’asteroide 4923 Clarke e… un dinosauro.

 


L’unico modo di scoprire i limiti del possibile è avventurarsi un poco oltre, nell’impossibile.

Asteroidi e satelliti… letterari

Notizia di qualche giorno fa: un ex aviatore tedesco ha affermato di essere stato l’autore dell’abbattimento dell’aereo sul quale volava Antoine de Saint-Exupéry, autore de “Il Piccolo Principe”. La confessione di Horst Rippert, pilota della Lutwaffe, è raccolta nella biografia di prossima uscita in Francia “Saint-Exupéry – L’ultimo segreto”, autori il sommozzatore Luc Varnell e il giornalista Jacques Pradel.
Sembra che l’uomo abbia ammesso che, nel diventare pilota, si ispirò proprio alla figura di  Saint-Exupéry, già famoso ai suoi tempi, e che per molto tempo ha sperato di non aver abbattuto proprio l’aereo dell’ammirato scrittore. Ne sapremo di più all’uscita del libro, che di certo farà molta eco: la morte dell’autore di uno dei più venduti romanzi per ragazzi (secondo solo a Harry Potter… fottuto maghetto…) è rimasta a lungo avvolta nel mistero, e molti l’hanno paragonata a quella del suo piccolo personaggio.
 

 
Anche i ritrovamenti di alcuni aerei nella zona della presunta caduta di Saint-Exupéry sono stati oggetto di discussione, perché gli apparecchi erano dotati di armi che lo scrittore sembra non volesse a bordo. La fonte è Wikipedia e non voglio sbilanciarmi sulla veridicità della notizia, ma se fosse reale, il personaggio di un pilota scrittore che in tempo di guerra vola con un’apparecchiatura fotografica sarebbe ancora più suggestivo.
 
Suggestivo è anche il fatto che esista un asteroide dal nome ispirato a quello dove ha casa il Piccolo Principe: il 2578 Saint-Exupéry. E suggestivo è anche il nome di una navetta spaziale europea che in questi giorni ha superato gli ultimi test: Jules Verne. La fantasia e l’immaginazione a volte sconfinano nella realtà, si mischiano a essa, ed è bello ritrovare la creatività dei nostri amati scrittori, e i sogni che ci regalano, realizzati anche così.

Alice nel paese dei Feed

Da qualche tempo, una domanda mi ronzava nel cervello: cosa saranno mai quelle macchie arancioni che ogni tanto appaiono alla mia vista periferica, quando navigo online?
Più precisamente:



…questa?

Non era esattamente un dilemma amletico, diciamo un mezzo pensiero svolazzante che sarebbe diventato una vera e propria domanda solo quando non avrei potuto fare a meno di ignorarlo ancora.

E il momento è giunto! Grazie alla solerzia killercritica di Gamberetta, anche il blog di Studio83 può sfoggiare la macchiolina misteriosa. La verità è che mi sto facendo una cultura sui FEED solo in questi ultimi giorni, e prima che sveli del tutto il mistero potrebbe volermici qualche altro giorno, qualche altro click via google e… magari qualche altro consiglio non ci starebbe male…

Dodi li

Oggi si celebra la giornata della memoria dell’Olocausto. Le manifestazioni e le iniziative sono molte, come è giusto che sia, e chiunque ritenga giusto farlo cerca a modo suo di omaggiare la memoria di chi è stato ucciso non solo dall’insensibilità, non solo dall’ignoranza, non solo dall’odio istituzionalizzato, ma dal terribile matrimonio tra lo sterminio e il fordismo, tra le liste di condannati a morte e le schede perforate dell’IBM.

Le parole sono un modo che abbiamo per dare senso alle cose. Lo sono anche le immagini, in maniera diversa. Ho unito le cose, e per Booksweb.tv ho fatto una breve lettura da un saggio di Jean-Luc Nancy, che ha dato un grande contributo alla filosofia estetica. Lo trovate cliccando su BOOKSPEOPLE > IO LEGGO PER VOI (quando scopriranno i direct link stappo lo spumante) e si intitola: “Jean-Luc Nancy – La rappresentazione interdetta”, è un saggio tratto dal libretto edito da Cronopio “Tre saggi sull’immagine”, breve ma densissimo.

Oggi si ricorda una pagina nera della storia dell’umanità, che probabilmente si ripete e si ripeterà ancora; si celebra al contrario, si rende omaggio a un buco nero. Secondo me possiamo andare oltre: rovesciamo la questione (senza nulla togliere alla memoria delle vittime) e celebriamo ciò che ci rende umani in senso positivo: la fratellanza, la solidarietà, il valore della vita e la creazione artistica. Ragazzi, oggi cade anche l’anniversario della nascita di Wolfgang Amedeus Mozart!

Quindi ho postato una canzone tradizionale yiddish, “Dodi Li”. A me piace moltissimo, ce ne sono in giro molte interpretazioni e ho scelto in base al mio gusto personale. Nonostante le tragedie che l’hanno colpito, il popolo ebraico è riuscito a non farsi cancellare, a non farsi relegare nel ruolo statico di vittima della storia. A me sembra giusto, oltre a dare risalto a un grande delitto, valorizzare quello che di buono c’è nell’essere umano, perché è grazie alla positività e all’affetto verso gli altri che possiamo evitare di trasformarci in assassini.

Buon ascolto!

Booksweb: la tv dei libri

Poiché si parla spesso della forte carenza di programmi televisivi che parlano di libri, quella che segue sarà una bella notizia per gli appassionati dell’argomento: è nata BooksWeb, la webtv interamente dedicata ai libri. Fondata dalla scrittrice e giornalista Alessandra Casella, BooksWeb raccoglie video che, attraverso diversi sguardi e linguaggi visivi, trattano di libri e scrittori: videorecensioni, interviste, booktrailer… Ce ne è per tutti i gusti e, soprattutto, c’è la possibilità di collaborare con la webtv per proporre le proprie videorecensioni e vederle on-line nella sezione BooksPeople.

E’ il caso della nostra Giulia, che ha presentato una splendida videorecensione dell’inestimabile “A clockwork orange” di Anthony Burgess.

In rosso per la nonviolenza

In questi giorni, in Birmania sta accadendo qualcosa di straordinario: dopo molti anni di dittatura militare, i monaci buddisti hanno scelto di prendere posizione contro il regime, sono scesi in piazza, e hanno dato il via a un crescendo di manifestazioni in difesa della libertà troppo a lungo violata. Dopo anni di persecuzioni, la gente ha manifestato e sta pagando con il sangue la rivendicazione della propria dignità.

Qui, intanto, nel mondo “avanzato” e “civile” che da più parti ha sostenuto guerre in nome della democrazia, tutto tace, o quasi. Alla blanda e disinteressata telecronaca di quello che sta succedendo fa eco il silenzio pressochè totale del mondo politico internazionale e i veti di alcuni membri permanenti dell’ONU a un intervento concreto.

In questo panorama sconfortante, penso che noi bloggers possiamo dare un piccolo segno della nostra solidarietà nei confronti dei manifestanti, ed esprimere con un piccolo gesto il dissenso (e il disgusto)verso il disinteresse imperante: esporre il colore rosso nei nostri blog e siti, il colore delle tuniche dei monaci che in questi giorni stanno risvegliando la coscienza di un paese intero.

Ho inserito nel template del nostro blog un banner che chiunque, se lo vuole, può copiare liberamente. Il banner linka il dossier Birmania a cura di PEACEREPORTER, interessante e istruttivo.

L’informazione è libertà. Coloriamo di rosso i nostri blog ed esprimeremo una voglia vera di democrazia. Laggiù in Birmania, certo, ma anche qui, dove non ci informano di niente e credono di tenerci buoni con le cronache da garlasco, erba e vattelapesca.

Spesso ci sentiamo scoraggiati, non sappiamo come cambiare, come migliorare: lontano da qui, della gente ha scelto di rischiare la vita per farlo, e questo può insegnarci che c’è sempre una via per far sentire la propria voce.

VESTIAMOCI DI ROSSO, E AUGURI AI BIRMANI!

La città del terrore

In un panorama horrorifico monopolizzato da correnti nippoamericane, il portale Horrorlandia rilancia l’horror all’italiana (perché, checché si dica, in questo campo il nostro paese ha una lunga tradizione spesso dimenticata! ^__^)

Horrorlandia bandisce infatti il concorso “La città del terrore“, dedicato a racconti che non superino le 2000 parole e che, come si legge nel bando, “…dovranno rispettare il tema del concorso e cioè essere ambientati in una città italiana, meglio se la vostra città. Nel racconto dovranno esserci riferimenti precisi ad essa, magari con una breve descrizione collocata dove vorrete.”

Horroristi italiani, fatevi sotto! Per maggiori informazioni, in fondo a questa pagina troverete il bando completo.