Recensioni di libri

Lasciami entrare di John A. Lindqvist – Recensione

Propongo oggi una mia recensione apparsa qualche tempo fa su Milano Nera. Parlo dell’horror “Lasciami entrare”, che fu un caso editoriale nel 2008: nel bel mezzo di un profluvio di noir e gialli arrivati dal freddo nord, lo svedese Lindqvist usa invece i vampiri per parlare di mali sociali tremendi e per mettere alla berlina la solitudine e l’isolamento che gravano sui deboli, in una società borghese squallida e materialista, nella quale i mostri più orribili non sono certo i vampiri.

 

La trama ruota intorno all’’amicizia tra una vampiretta infelice e un ragazzino solo, sovrappeso e ancora più infelice, ma ciò che fa da contorno alla linea principale – comprimari, dinamiche di relazione, scenari, sottotrame – è tristemente, orrendamente umano.

Il luogo è un elemento chiave, anche se è descritto quasi solo nell’incipit citato, con un’affilatezza che impariamo presto essere il tratto peculiare dello stile di Lindqvist.

A distanza di qualche anno dalla lettura ricordo ancora alcune pagine, alcune immagini davvero di impatto, che alla lettura mi hanno stretto il cuore e che ancora oggi mi danno i brividi. E che hanno a che fare non con i vampiri, ma con quegli esseri umani che si fanno homini lupi e contro i quali dobbiamo sempre opporre la forza delle nostre parole, dei nostri gesti, delle nostre denunce, del nostro mai voltarci dall’altra parte.

Il mostro peggiore è infatti chi sceglie consapevolmente di degradarsi e degradare gli altri nel proprio male. Ed è permesso anche dall’indifferenza e dalla miseria del dirsi che tanto è uguale e che non riguarda noi.

Questo è il sostrato delle vicende di “Lasciami entrare”, della tensione sociale che Lindqvist svela in modo più efficace di molti suoi colleghi autori di gialli e noir.

Dal libro è stato tratto un film diretto da Thomas Alfredson che ha ottenuto pareri contrastanti, specialmente a causa di un finale un po’ modificato, ma che è stato a sua volta lodato per l’originalità e il rigore della regia.

La pellicola finlandese ha poi avuto un remake statunitense che è poco più di una risciacquatura di piatti, a sua volta mostruosa per l’epurazione a tappeto di qualsiasi elemento problematico e l’ipocrisia preconfezionata.

Continua a leggere la recensione: “Lasciami entrare” di John A. Lindqvist sul sito di Studio83

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Il cormorano di Stephen Gregory – Recensione

Bentrovati a tutti! Iniziamo il 2017 nel migliore dei modi: con una bella recensione! 🙂 Oggi tocca al romanzo breve “Il cormorano” di Stephen Gregory, pubblicato in Italia dalla casa editrice Elliot.

“Il cormorano” è un romanzo dal genere difficilmente classificabile: racconto gotico, thriller, romanzo psicologico ricco di simboli e significati nascosti sotto la superficie. Il risultato è una storia piena di inquietudine, a tratti sospesa tra sogno e realtà, a tratti cruda e violenta.

Continua a leggere: recensione di  “Il cormorano” di Stephen Gregory

Quando siete felici, fateci caso – Recensione

Pubblico oggi la recensione a “Quando siete felici, fateci caso”, una raccolta di commencement speech, ovvero i discorsi ai laureandi, pronunciati da Kurt Vonnegut in un arco di tempo piuttosto ampio.

Io sono una grande ammiratrice di Vonnegut, che è uno dei miei autori di culto e di cui ho letto tutto o quasi il pubblicato in italiano. I suoi romanzi mi hanno insegnato a scrivere e i suoi consigli mi hanno insegnato a vivere meglio. E sono proprio contrariata da questo libro, che considero un’operazione editoriale di dubbio gusto che non fa affatto un favore alla grande saggezza di Vonnegut, né alla sua proverbiale ironia, che in questa raccolta di testi tutti uguali viene annacquata e dilapidata.

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Tanto tu torni sempre – Recensione – Giornata della Memoria 2016

“Tanto tu torni sempre” è la testimonianza di Ines Figini, internata ad Auschwitz, raccolta e trasposta su carta da Giovanna Caldara e Mauro Colombo.

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La notte apparente di Alberto Cola – Scrittori italiani di oggi

Buon lunedì!  Spero che la settimana si apra bene… in ogni caso, un consiglio di lettura non può che migliorarla!

Con il post di oggi, inauguriamo una nuova rubrica mensile del blog di Studio83: Scrittori italiani di oggi, ovvero alcune proposte per scoprire la letteratura contemporanea del nostro paese, le penne migliori, i testi di valore… che ci sono e sono tanti!

Abbiamo letto e recensito “La notte apparente” di Alberto Cola, autore di cui abbiamo già parlato:

Sì, lo dico per evitare fraintendimenti: ho scritto la recensione al libro di un mio amico. Il mio parere è esattamente quello che avrei dato nel caso in cui Alberto e io non ci conoscessimo affatto (giuro), tant’è che ho evidenziato anche un pecca del libro. Pecca che però non ne intacca il valore complessivo.

Non sono obiettiva? Forse. Ma come ho scritto anche nel vademecum gratuito “Come si scrive una recensione”:

Se ti trovi nella situazione in cui non puoi essere obiettivo, sii almeno trasparente.

Ecco quindi la mia recensione a “La notte apparente”, svolta con il consueto spirito: critico e costruttivo insieme. Buona lettura!

Il “delitto” nella stanza chiusa, i personaggi bloccati in unità di spazio e tempo, i flashback strategici e consequenziali, sono modi narrativi che il lettore ben conosce. Cola usa schemi semplici, veri e propri topoi del genere: e li piega ai suoi fini, a tratti rinnovandoli, a tratti ripetendoli nella forma e nella sostanza a uso della storia e dello sviluppo del protagonista, prigioniero di molti segreti: i propri, e quelli degli altri.

Continua a leggere: Recensione di “La notte apparente”

Gli eletti di Scantigliano: recensione

Nuova recensione per questo mese di settembre: stavolta tocca a un autore italiano con il suo romanzo di fantascienza, “Gli eletti di Scantigliano”.

Un gruppo di persone che non si conoscono tra loro, ma che provengono dall’immaginaria cittadina toscana di Scantigliano, vengono selezionate per partecipare a un reality show su una nave priva di ogni moderno mezzo di comunicazione. Ma le cose non stanno esattamente come i partecipanti credono e lo scopriranno con il passare del tempo…

LEGGI LA RECENSIONE: GLI ELETTI DI SCANTIGLIANO

L’eco del vento del deserto: recensione

L’ECO DEL VENTO DEL DESERTO

Carla Armellini

Carla Armellini 2015

Un lavoro soddisfacente, un fidanzato irreprensibile, una bella casa: la vita di Sara sembra perfetta, ma dentro di lei qualcosa scalpita. In parte è un vecchio dolore, un lutto che ha sconvolto la sua famiglia anni prima; in parte è un bisogno più atavico e spirituale, che la conduce verso un viaggio in Marocco assieme a una collega. Qui incontra l’affascinante medico egiziano Rashid, un animo affine che sembra ancestralmente legato a lei: ma il percorso non è così scontato e immediato e Sara dovrà dargli un senso.

Secondo romanzo di Carla Armellini, “L’eco del vento del deserto” è un’opera che mescola sensazioni e sentimenti contrastanti, multicolori, legati tutti a un concetto basilare: ciò che non viene risolto nel presente tornerà a tormentarci nel futuro; le paure, il dolore, la morte sono ponti pericolanti da attraversare per affrancarsene del tutto e trovare la serenità. È sulla base di tutto ciò che si dipana la storia di Sara, un percorso non scontato come può sembrare. Il viaggio in Marocco è solo un punto di partenza che condurrà tutti i personaggi verso il futuro che sceglieranno per loro.

La caratteristica principale dell’opera sono i molti suoni, colori, profumi dei luoghi che l’autrice descrive e che toccano il lettore nei cinque sensi, rendendo la storia molto vivida. Il fascino del Marocco (e, successivamente, del Sudamerica) viene mostrato nel suo aspetto più genuino, legato alla realtà di chi abita luoghi che siamo abituati a percepire quasi solo nella loro dimensione turistica. Questa scelta fa la ricchezza principale de “L’eco del vento del deserto”, una lettura intensa proprio dal punto di vista immaginifico e sensoriale.

I temi toccati sono difficili: la morte, l’amore, la ricerca costante e incessante che caratterizza gli esseri umani, il bisogno quasi atavico di allontanarsi dalla propria vita e dal proprio ambiente per osservarlo dall’esterno, comprendendone meglio le sfumature.

“L’eco del vento del deserto” è quindi consigliato a chi cerca una lettura in un cui sia presente una forte dimensione spirituale intesa nel suo senso più ampio, l’istinto umano alla ricerca di un significato nelle cose, oltre le cose.

L’esorcista – Recensione

Era il 1973 quando uscì nelle sale “The Exorcist”, diretto da William Friedkin, film che ha terrorizzato diverse generazioni di spettatori. L’opera era basata su un romanzo di tre anni prima, scritto da William Peter Blatty, il quale si era sua volta ispirato liberamente alla storia di un adolescente del Maryland che, dopo aver giocato con una tavoletta Ouija, iniziò a manifestare strani comportamenti tradizionalmente associati alla possessione demoniaca.

l'esorcista libro recensione

Regan McNeil, figlia di una celebre attrice, inizia a manifestare strani sintomi e la madre viene rimbalzata tra medici e psichiatri che riempiono la bambina di medicine senza venirne a capo. Sempre più convinta che l’origine del male di Regan sia soprannaturale, e temendo che la bambina abbia commesso un omicidio, la donna supplica lo psichiatra gesuita Damien Karras di praticare un esorcismo. Per farlo, Karras deve convincere la Chiesa che Regan sia realmente posseduta: la cosa più difficile sarà però convincere se stesso, trovandosi in un momento di profonda crisi spirituale.

Continua a leggere: Recensione de “L’Esorcista” di William Peter Blatty

Recensione: “22/11/’63” di Stephen King

L’autore di oggi non ha bisogno di presentazioni: Stephen King, la cui ultima fatica sta uscendo in questi giorni nelle librerie italiane, è uno degli scrittori più amati nel mondo. Stavolta abbiamo letto e recensito per voi un suo romanzo del 2011: “22/11/’63”.

Un’idea graffiante nella sua semplicità e nelle imperscrutabili implicazioni che si porta dietro: se potessimo modificare un evento talmente importante da aver rappresentato uno spartiacque nella storia del mondo, lo faremmo? E quali sarebbero le conseguenze? Ponendo come vera l’ipotesi della colpevolezza di Lee Harvey Oswald, cosa accadrebbe se si impedisse l’omicidio di uno dei presidenti più amati e controversi degli Usa?

LEGGI LA RECENSIONE DI 22/11/’63

Recensione: “Squarcio” di Andy Ben

Nuova recensione, questa volta di un romanzo giallo scritto da un autore italiano e pubblicato dalla casa editrice Lettere Animate.

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Scritto con uno stile sobrio e raccontato da una coralità di punti di vista, ognuno dei quali porta nella storia l’interiorità di un personaggio, “Squarcio” è un romanzo conciso ed efficace, a tratti graffiante.

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