Recensioni di libri

Recensione: “Squarcio” di Andy Ben

Nuova recensione, questa volta di un romanzo giallo scritto da un autore italiano e pubblicato dalla casa editrice Lettere Animate.

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Scritto con uno stile sobrio e raccontato da una coralità di punti di vista, ognuno dei quali porta nella storia l’interiorità di un personaggio, “Squarcio” è un romanzo conciso ed efficace, a tratti graffiante.

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L’ultima spiaggia (The Beach) – Recensione

Nel 1999 Danny Boyle portò sullo schermo un film diventato un cult per molti appassionati: “The Beach”, con l’allora giovanissimo e già celeberrimo Leonardo DiCaprio. Il film era tratto da un romanzo di Alex Garland, che con quest’opera aveva esordito alcuni anni prima. Lo abbiamo letto e recensito per voi: un tuffo nella natura selvaggia della Thailandia per rinfrancarsi in questo freddo inverno!

La storia, per chi non avesse letto il libro o visto il film, narra le vicissitudini di Richard, ragazzo inglese (americano nel film) nei suoi mid- twenties che, durante un viaggio zaino in spalla in Thailandia, si imbatte in un misterioso e delirante viaggiatore. Quest’ultimo gli consegna una mappa verso un’isola sconosciuta ai più, sulla quale Richard – assieme a una coppia di francesi – si recherà a nuoto, scoprendo una comunità di neo-hippie fuggiti dalla frenetica vita occidentale.

Continua a leggere: Recensione di “L’ultima spiaggia (The Beach)” di Alex Garland

Desolation Road – Recensione

Oggi siamo qui con la recensione di un romanzo che ha già raccolto un gran numero di appassionati. L’autore è oggi noto e amato, ma quest’opera – che in Italia è arrivata solo nel 2014 – è di fatto il suo esordio e risale al 1988.

Ian McDonald mette su un mondo un mattone alla volta, facendolo crescere assieme al numero dei personaggi, raccontandoci la loro storia e la loro evoluzione; tratta svariati temi, dalla genesi di una comunità alla religione, dal rapporto tra uomo e macchina alla maternità, dal misticismo agli orrori della società post-industriale. 

Continua a leggere: Recensione di “Desolation Road” di Ian McDonald

Nuova recensione: “Centopelli” di Miriam Nicopezz

Una nuova recensione per voi, stavolta dedicata a un’autrice esordiente, Miriam Nicopezz. La sua opera prima, pubblicata dalla casa editrice Lettere Animate, si intitola “Centopelli” e narra una storia molto particolare.

Il romanzo tratta il tema del ricordo e della felicità a esso legata, rappresentata come un momento immobile scolpito nel tempo: il “mentre perfetto”, che viene vissuto, a seconda dei punti di vista, come serenità eterna o eterna prigione.

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Novedodici, nuova edizione

Oggi vorrei segnalare un romanzo che ho molto a cuore: si tratta di “Novedodici“, opera d’esordio dell’autore Michele Rescio. Anni fa leggemmo la prima versione, che aveva una serie di problematiche ancora da risolvere; adesso segnalo con grande piacere la nuova edizione a opera della casa editrice GDS, che potete trovare a questo indirizzo. In questi anni, l’autore ha lavorato di nuovo sull’opera, sull’editing (anche insieme alla sottoscritta) e ha riproposto il manoscritto a vari editori, trovando finalmente la via che cercava.

Si tratta di un romanzo di cui consiglio la lettura, un’opera a metà tra il giallo e l’autobiografia, nella quale l’autore ha rielaborato una drammatica vicenda personale e dato nuova voce a un delitto che ha visto protagonista la sua famiglia.

Come scrissi alcuni anni fa, “si tratta di un dramma relativo non solo alla perdita in sé, ma a una lunga riflessione sulla giustizia e sul rapporto del singolo e della collettività con essa”. Un romanzo con tante qualità e con una storia da raccontare, riproposto ai lettori in una nuova veste più accurata. Buona lettura!

Recensione: “Lutto libero”

Nuova recensione, che pubblichiamo temporaneamente sul blog in attesa di caricarla sul sito. Un’antologia molto piacevole, dal tema particolare e dal titolo che è tutto un programma.

LUTTO LIBERO

AA.VV.

Nanitocu 2014 

Parlando del suo album “Tutti morimmo a stento”, Fabrizio De André disse che trattava “della morte […]. Quando perdi un amico, quando perdi un lavoro, muori un po’, tanto che poi devi rinascere”. Simile è il concept dietro “Lutto libero”, antologia di nove racconti ideata da due copywriter (Cristiano Carriero e Alessandro Piemontese) e arricchita dalla collaborazione di altri sette autori. L’obiettivo è parlare del lutto, della morte, intesi come concetto più ampio: la fine, la conclusione, che sia di una vita o di un amore, esorcizzate tramite la scrittura, declinata su registri diversi (l’ironia, il ricordo, la lettera, il racconto di viaggio). 

Il risultato sono nove racconti brevi molto diversi tra loro, nelle atmosfere e nella scrittura, ma anche nel modo di compiere il “rituale” di liberazione dalla morte. Così abbiamo l’ironica commistione di amore e aldilà (“Comunque io ti amavo”, Lattanzi); il riappropriarsi di un ricordo (“La prima morte di Shigeru”, Sofia); il biglietto d’addio (“Assenza”, Rega); lo scorrere inesorabile del tempo fotografato da un protagonista particolare (“Carla”, Maddaloni); la fine di un’illusione d’amore (“Chi non muore si ripete”, Olivi); il viaggio come metafora di un nuovo inizio (“L’ora blu”, Marolla); l’addio a un padre (“Fenomeno”, Piemontese); il commovente mix tra amori passati, ricordi e calcio (“Anna come sono tante”, Carriero). 

Alcuni sono racconti in senso stretto, altri istantanee; gli autori giocano, oltre che con il tema del lutto, anche con la struttura del racconto classico, rielaborandola secondo le proprie finalità. L’e-book è ben curato, gli autori sanno tenere la penna in mano e la lettura scorre veloce, lasciando al lettore un velo di amarezza, ma anche un sorriso. Un’antologia breve ma incisiva, ottima da abbinare a una serata solitaria.

Le donne della casa sul lago

Buongiorno e buon inizio di settimana! Oggi segnaliamo una nuova recensione, pubblicata da poco sul nostro sito.

“Le donne della casa sul lago” ha la struttura di un racconto, narrato in prima persona e incentrato, più che su un intreccio in senso classico, sulla ragnatela di sentimenti che legano i protagonisti, le loro famiglie, le loro storie.

Leggi la recensione: Le donne della casa sul lago

Come ricevere una stroncatura e vivere felici

Dopo la pubblicazione, il passo successivo è uno: feedback.

Da parte dei lettori a noi più prossimi: amici, parenti – o comunque coloro che hanno la possibilità di esprimere un parere a voce.
Da parte dei lettori lontani: portali come Ibs, Amazon, Anobii, Zazie ecc. danno la possibilità di lasciare brevi commenti più o meno articolati e di assegnare un punteggio.
E da parte della più ricercata – ma anche temuta – categoria: i critici letterari.

L’immagine popolare del critico letterario è quella di un arcigno e attempato professore, ma questa figura professionale è in realtà molto meno stereotipata di come la si dipinge: smaliziati editor, lettori seriali, blogger specializzati, giornalisti on-line che, per diletto o per professione, leggono e recensiscono testi.

Anton Ego, il terribile critico del film di animazione “Ratatouille”

Confrontarsi con una recensione o col commento di uno sconosciuto, tuttavia, è ben diverso che confrontarsi col parere di un amico.

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Giornata della Memoria

Come ogni anno, parliamo della giornata della Memoria utilizzando lo strumento che ci è più congeniale, e che consideriamo di grande forza e valore: il libro. Libri che raccontano l’Olocausto da punti di vista differenti di adulti e bambini, donne e uomini, mantenendo vivi il ricordo e la testimonianza di chi ha vissuto questa voragine nera della storia europea.

Auschwitz ieri e oggi: immagine mostrata dalla BBC

Ricordiamo, quindi, la recente recensione di “Domani è perfetto“, romanzo indipendente di Francesco Salvo che racconta l’odissea di una giovane Testimone di Geova deportata durante l’occupazione nazista; una piccola review del nostro blog ci porta a due anni fa, quando abbiamo parlato dell’Olocausto attraverso le poesie dei bambini.

Più indietro nel tempo, abbiamo parlato di due libri molto diversi tra loro (un romanzo/metafora e un saggio), consigliandone la lettura (in particolare, “Uno psicologo nei lager” di Viktor E. Frankl).

Psichiatra, neurologo e fondatore della logoterapia, Viktor E. Frankl fu internato in quattro diversi campi di concentramento.

Non dimentichiamo, infine, “Auschwitz spiegato a mia figlia” di Annette Wieviorka.

NO agli spoiler

Qualche tempo fa, ho avuto una breve ma accesa discussione tramite FB con la redazione di una rivista di critica cinematografica che seguivo da tempo.
Il motivo? Uno spoiler GIGANTESCO contenuto in una loro recensione di un film appena uscito nelle sale, che volevo andare a vedere e che mi è stato quindi “rovinato”, almeno in parte, dalla lettura della loro recensione.

W-T-F!!!

Per “spoiler” si intende, cito da Wikipedia, informazioni che potrebbero svelare i punti salienti della trama del film, o in generale di un libro o di una storia. “Spoil” significa rovinare, quindi la rivelazione è importante, del tipo “bellissimo film, l’assassino è il maggiordomo, chi se lo aspettava!”

Nella discussione, ho espresso il mio vivo disappunto su questa pratica, e mi è stato risposto dalla redazione con una sequela di assurdità. Mi hanno detto che:

  • loro fanno critica, quindi analizzano i film a fondo anche così, e in una recensione lunga è “impensabile” credere di salvarsi dalle anticipazioni;
  • loro, dunque, “presuppongono” che chi legge abbia già visto il film (in caso contrario, dico io, problema suo!);
  • il film non era un thriller, quindi…
  • ciliegina sulla torta, io non devo insegnare loro il mestiere e se non mi sta bene quello che leggo sono pregata di accomodarmi fuori.

Ovviamente mi sono disiscritta dal guppo (già dalla lettura dello spoiler) e non leggerò più un bel niente da lì. Non ho nemmeno voglia di linkarli, per non fare pubblicità a un atteggiamento tanto altero, irriguardoso dei propri lettori e a questo modo sbagliato di fare recensioni.
Sbagliato: lo voglio dire chiaro e tondo, senza paura di sembrare politicamente scorretta o immodesta.

Scrivo recensioni da anni, lo faccio per Studio83 e per diversi portali online (ThrillerCafè, MilanoNera, Continuum), e ne leggo anche tante, per scoprire qualcosa che non so, tenermi aggiornata e sapere qualcosa in più del parere altrui. Sono una critica letteraria, ma sono anche una lettrice e ve lo assicuro: si possono scrivere recensioni lunghissime e circostanziate, analisi approfondite che diano quello che serve ai lettori, senza svelare loro dettagli importanti che è bene che scoprano da soli.

Leggere o vedere film sono attività belle, e spesso non vengono disturbate dal sapere in anticipo quello che succede o come va a finire. Ma spesso sì. E non sono io a poter dire: “questo dettaglio nascosto / questa sorpresa / questa svolta narrativa non è importante, gliela dico, tanto non gli rovino nulla!”. O peggio ancora: “ma sì, tanto l’avrà già letto!”. No.

L’analisi va bene ed è utile solo se ha anche la sensibilità necessaria per capire che la fruizione è diversa per ognuno di noi, e che non sta a me anticipare o svelare dettagli che l’autore / il regista ha voluta far apparire di sorpresa. E se per caso mi venisse la voglia di farlo, la soluzione è semplice:

Pericolo spoiler!

Chi scrive articoli è invitato ad inserire nell’oggetto o nel messaggio la parola “spoiler”, in modo da avvertire gli altri utenti di evitare di leggere un dato passaggio se non si vuole correre il rischio di conoscere in anticipo parti della trama.

Si chiama anche rispetto. Punto e basta, le chiacchiere stanno a zero.

Leggete le nostre decine e decine di recensioni sul sito di Studio83: non troverete UN SOLO spoiler. Non c’è nulla che possa rovinarvi la lettura di un’opera, semmai inseriamo omissioni esplicite che possono incuriosire i lettori e invitarli a scoprire da soli qualcosa di significativo.

Lo ripeto chiaro e tondo, parlo per me ma anche per Elena e per i nostri collaboratori, lettori, scrittori e recensori: Studio83 dice NO agli spoiler!

...con buona pace dei gufi!