Recensioni di Saggi e Manuali

La cacciata dei barbari

Su Corriere.it di oggi una presa di posizione dello scrittore e giornalista Gian Antonio Stella, (diventato celebre grazie al suo bestseller “La casta”) contro certi razzismi nostrani, non più striscianti ma strombazzanti.

Non conoscono niente della grande emigrazione italiana. Niente. Non sanno che larga parte dei nostri emigrati, almeno quattro milioni di persone, è stata clandestina. Lo ricordano molte copertine della Domenica del Corriere, il capolavoro di Pietro Germi «Il cammino della speranza», decine di studi ricchi di dettagli.

Tra essi Stella omette di citare i propri, forse per modestia. Il giornalista infatti ha pubblicato più di un titolo che ripercorre, documenti alla mano, le travagliate vicende dei nostri connazionali emigranti: poveri, ignoranti, spesso turlupinati e venduti come veri e propri schiavi, temuti e disprezzati dai loro “ospiti” tedeschi e anglosassoni.
Negli USA in particolare, gli italiani erano considerati “di sangue negro” (!) e ci fu più di un episodio di brutale linciaggio per motivi etnici. Stella ne parla ne “L’orda“, reportage che ha il sinistro sottotitolo: “quando gli albanesi eravamo noi“. Vi cita anche titoli ed estratti dei giornali americani, nei quali si parlava della nostra predisposizione naturale allo stupro e all’uso del coltello. Qualche lampadina?

                

In “Odissee“, invece, Stella ci racconta dei viaggi transoceanici che i nostri connazionali hanno affrontato per raggiungere il Nuovo Mondo. Convinti spesso con l’inganno a vendersi tutto per acquistare un viaggio, ammucchiati in bagnarole luride e strapiene e spesso scaricati in destinazioni diverse da quelle annunciate, addirittura venduti ad aziende che li aspettavano per ridurli in schiavitù… i poveri emigranti ne hanno subite di tutti i colori “sulle rotte del sogno e del dolore“. “Odissee” è un resoconto che commuove e spesso fa soffrire.

Leggere del nostro passato può aiutarci a capire chi oggi ha gli stessi problemi passati dai nostri emigranti; a vedere con una lente diversa il nostro ruolo di paese ospitante: quello di fornitore di asilo, non solo di importatore di schiavi con i flussi a orologeria. Può farci capire che la storia gira, che oltre alla retorica imperoromanista-italiani brava gente che oggi sta tornando tanto in voga, siamo stati poveri e allo sbando. Leggere e sapere potrebbe fare di più: convincerci a non votare e a non sopportare più una classe dirigente ignorante e tracotante, i veri barbari di oggi. Ma qui siamo nella categoria dei miracoli.

Il mestiere di riflettere

Ho letto e recensito “Il mestiere di riflettere” edito da Azimut, dove “per una volta, i traduttori sono gli autori“. È stata una lettura piacevole e istruttiva, che mi ha portata a fare alcune considerazioni generali sul lavoro editoriale. Mi ha anche fatto venire voglia di leggere tutte le opere “raccontate” dai traduttori… perfino quella della Meyer!


La concezione che ha dell’opera chi ci lavora è molto interessante e potrebbe spiazzare qualche lettore abituato a pensare al romanzo come a un monolite che esce, a mo’ di Atena, bello e fatto dal cervello ispirato del suo demiurgo. Non è così.

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Storia universale della distruzione dei libri

Bentrovati! Dopo un’assenza di qualche giorno di troppo, vi saluto pubblicando una nuova recensione: il mio commento al saggio di Bàez  “Storia universale della distruzione dei libri”.

Guerre, furori sacri, incuria, rivalità tra scuole filosofiche, bigottismo, razzismo: i lati peggiori dell’umanità e della convivenza civile sono quelli che portano a distruggere i libri, quando non gli uomini.
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Il saggio mi è piaciuto, anche se l’eccesivo dilungarsi su elenchi di cifre non gioca a suo favore; l’argomento però suscita per forza di cose l’interesse bibliofilo.

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Esordienti da spennare

Online sul nostro sito la recensione a “Esordienti da spennare”, la piccola inchiesta della Ognibene sul cosiddetto “sottobosco” delle case editrici a pagamento.

Il racconto della Ognibene avvince il lettore, in particolare il lettore-scrittore, e ha un bel punto di forza: non teme di fare nomi, anzi riporta titoli e conversazioni, lettere e risposte, ottenendo il doppio risultato di elaborare un discorso sensato sull’argomento e di tracciare una serie di “casi di controllo” di editori dai ben dubbi scopi.

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Anni fa, balda minorenne, partecipai al concorso letterario “L’Autore” indetto dalla casa editrice Firenze Libri (quello pubblicizzato ogni anno con un box in prima pagina di “Repubblica”). Dopo qualche mese, mi arrivò la notizia che, pur non avendo vinto, ero stata “selezionata” e ritenuta idonea per la pubblicazione. A una mia chiamata, spuntò fuori la richiesta di contributo, che rifiutai. A onor del vero, va detto che la Firenze Libri si dimostrò molto attenta verso i miei manoscritti: mi chiese dei soldi per rimandarmeli indietro, perchè “è un peccato farli finire al macero”. Poveriiini…

Mi mandarono anche due o tre libri, come previsto per i partecipanti al concorso. Uno era il romanzo vincitore, un altro era “Avalon: l’agenda dello scrittore” di Giorgio Maremmi, un libretto che la Ognibene in “Esordienti da spennare” cita spesso come classico esempio di malafede delle case editrici a pagamento.
In effetti, “Avalon” è infarcito di improperi contro gli editori tradizionali, troppo chiusi nei confronti dei nuovo autori non inseriti in un “giro” preciso, e canta le lodi di chi si sobbarca l’onere di stampare i promettenti virgulti e accettare i loro soldi a titolo di gratitudine. Nonostante questo aspetto, però, “Avalon” è stata comunque una lettura interessante: perciò lo recensiremo a breve. Buona lettura!

L’autore in cerca di editore

È passato del tempo ma non abbiamo accantonato la rubrica delle Lezioni di letteratura.
Di solito leggo parecchi libri di critica letteraria e cultura editoriale, ma trovare il tempo per recensirli è un altro paio di maniche. Con la recensione a “L’autore in cerca di editore“, bel prontuario di consigli per la pubblicazione, spero di invertire la tendenza e dedicare più tempo alle nostre Lezioni.

Maria Grazia Cocchetti, L’autore in cerca di editore, Editrice Bibliografica, Milano, 2006


“L’autore in cerca di editore”, più che un manuale di regole per avere successo, è un agile prontuario che fornisce innanzitutto l’ABC del mondo del quale lo scrittore desidera far parte. Il testo della Cocchetti è agile, chiaro e non annoia. Vanno resi i giusti meriti anche all’Editrice Bibliografica, che con la sua collana “I mestieri del libro” ha contribuito e contribuisce molto alla formazione di scrittori, addetti ai lavori e, perché no, anche lettori.

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La lezione dell’opera della Cocchetti, a mio avviso, è che, oltre alla scrittura, anche il tentativo di pubblicazione (ed eventualmente la pubblicazione stessa) richiede una certa dose di consapevolezza, e, perchè no, di “tecnica”, che consiste più che altro nella conoscenza del mondo alla cui porta si bussa.

Dallo status di manoscritto a quello di “libro” ce ne vuole! C’è tutta una serie di elementi da tenere in considerazione, un lungo percorso da fare, sia per lo scrittore che cerca di piazzarsi, sia per il testo stesso, che può anche subire modifiche per il volere della casa editrice.
Il manuale della Cocchetti è un’agile introduzione al calvario dell’artista puro: preparatevi a una lettura stimolante e, per chi ne avesse bisogno, a una corroborante iniezione di realtà!

 

UPDATE: ero in cerca di un recapito dell’autrice, per informarla della recensione, quando ho trovato una sua intervista molto interessante, piena di spunti e suggerimenti. Da leggere!

Il modo fantastico

Nuova recensione per la sezione “Lezioni di letteratura“!
Questa volta ci siamo occupati del saggio di Stefano Lazzarin “Il modo fantastico”, edizioni Laterza.

L’incipit della recensione:

“Il fantastico si situa alla convergenza di costanti tematiche e formali. Questa è la ragione principale per cui non potremmo mai disporre di un catalogo definitivo di temi del fantastico. Qualsiasi tema soprannaturale può essere trattato in modo non fantastico e comparire in opere non fantastiche. In compenso, è lecito affermare che esistono temi e procedure formali che ricorrono con frequenza significativa in opere fantastiche, e che si possono perciò definire tipicamente fantastici”.

Questa è una delle frasi iniziali del testo, che non è una guida su come scrivere un romanzo fantastico, ma può essere considerato come un dizionario di opere e autori fantastici che possono aiutare a capire in modo più approfondito il genere.

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Romanzi per il macero

Anche se siamo sotto le feste, noi siamo instancabili! 🙂
Segnaliamo una nuova recensione nel nostro sito: abbiamo letto Romanzi per il macero, un piccolo saggio sui manoscritti che gli scrittori esordienti inviano alle case editrici. Non fatevi scoraggiare dal titolo (abbastanza deprimente, a dire il vero): c’è davvero tanto da imparare!
a presto e buon riposo a tutti…

Immaginazione sociologica, immaginazione letteraria

Segnaliamo una nuova recensione pubblicata sul nostro sito; Studio83 si è occupato questa volta del saggio Immaginazione sociologica e immaginazione letteraria di Gabriella Turnaturi. Buona lettura!

L’immaginazione divertente

Segnaliamo la recensione al saggio di Vittorio Spinazzola L’immaginazione divertente, che affronta il tema delle forme di letteratura considerate “basse” (come il genere giallo, il rosa o anche il fumetto) rivendicando il diritto di divertirsi leggendo e il dovere, da parte della critica, di occuparsi anche di queste opere.