Temi sociali

Biblioteche in coma. Da due settimane.

Cari amici,
vi “rimbalzo” una notizia sconcertante appresa via Linkiesta. Da due settimane, le biblioteche italiane sono offline e non sono ingrado di aggiornare i loro cataloghi, lasciando fuori dalla registrazione – e quindi dall’acquisizione di fatto, e quindi dalla nostra lettura – decine di migliaia di titoli.

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Fuochi di paglia, fuochi di carta

Di questi giorni la notizia dell’ennesima uscita gloriosa di esponenti delle istituzioni appartenenti al partito della Lega Nord. Questa volta vogliono boicottare alcuni libri ed escluderli di fatto da biblioteche pubbliche e scolastiche. Vi rimbalzo l’opinione degli amici di LettereMatte con un riassunto della sparata.

Ora, la Lega non è nuova a uscite infelici del genere, con le quali ci permette di capire la sua ignoranza, la beceraggine, la povertà e meschinità di spirito, la completa inconsapevolezza del valore delle parole e delle istituzioni che certa gente si è trovata a rappresentare. Quasi illegalmente, direi io, data l’attuale legge elettorale. D’altra parte, credo che una classe dirigente sia sintomatica del popolo che governa, ne sia la manifestazione: e la Lega è un brufolo, il bubbone che ben dipinge un certo popolo pestilenziale, che fa del rancore e dell’ignoranza le sue bandiere. E poveri noi, dato che questi poi fanno le leggi.

Ora, questa uscita è l’ennesima panzana che come tale finirà: critiche inorridite della gente che ha un cervello, qualche servizio di colore ai TG nazionali e per il resto… tarallucci e vino. Se non fossero assessori e uomini di potere, questi bravi nemmeno meriterebbero menzione, un po’ come si fa con l’avvinazzato delle dieci di mattina al barsport di paese.

Tuttavia, dato che l’argomento rimbalza in rete (e non solo) da un po’, penso sia utile non tanto stare a spiegare o a rispondere, dando una dignità immeritata a parole ruttate. Piuttosto, rileggiamoci insieme e in silenzio qualcosa sulle passate distruzioni dei libri. Ben consapevoli che spesso la gentaglia incolta crea più disastri dei cattivi veri e propri.

Storia universale della distruzione dei libri, F. Baez

Guerre, furori sacri, incuria, rivalità tra scuole filosofiche, bigottismo, razzismo: i lati peggiori dell’umanità e della convivenza civile sono quelli che portano a distruggere i libri, quando non gli uomini.

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Caro Babbo Natale

Mia madre ha sempre detto: “Natale non arriva, ti salta addosso.”

Mi sono resa conto di quanto sia veritiera questa affermazione quando, alcuni giorni fa, mi sono accorta che non c’era più motivo di rimandare lo smantellamento dell’albero di Natale che ho in ufficio e che dallo scorso gennaio mi ripromettevo di mettere via… “domani”. Natale è di nuovo alle porte ed è pronto ad aprire il fuoco.

Ora, visto che in qualunque luogo del web, della tv e della stampa sta iniziando la saga del “Cosa regalare per Natale?”, e visto che qui si parla di libri, ho pensato di stilare una lista di titoli adatti a tutti i gusti, poco costosi e facilmente reperibili (anche on-line) da tenere presenti.

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Reading di Libri sulla Libertà

Si terrà oggi, al Teatro Quirino-Gassman, una manifestazione intitolata “Reading di libri sulla libertà”. Un tema molto attuale – drammaticamente attuale – che vedrà coinvolti una serie di autori di spicco, impegnati a leggere brani sulla libertà di informazione e di opinione.

Vi rimando all’articolo su Repubblica per maggiori informazioni, sul quale, tra l’altro, è posto l’accento sull’importanza del tam-tam mediatico dei bloggers per la pubblicizzazione dell’iniziativa.

Carta canta!

Tramite l’ottimo ManteBlog, la classifica degli editori secondo GreenPeace.
Il metro di valutazione è, ovviamente, l’uso di carta riciclata. Ci sono alcune belle sorprese, come Bompiani, altre brutte, come Stampalternativa e Minimum Fax. Ci sono le conferme nel bene, LonelyPlanet, e nel male, Mondadori.
Ci sono anche delle assenze che pesano: quelle di alcuni piccoli editori che del sostenibile e alternativo hanno fatto una scelta di catalogo oltre che di materiali, come Il Leone Verde e Bonomi Editore. E chissà quanti altri… ogni segnalazione è ben accetta, da parte mia aspetto una classifica di GreenPeace anche sui piccoli editori!

Bellissimo comunque il video degli attivisti GreenPeace che occupano lo stand della Feltrinelli, una casa editrice che ha avuto, dalla sua creazione, una drammatica metamorfosi in negativo per quanto riguarda le politiche aziendali, ma che continua ad ammantarsi di un’aura posticcia a base di alternativo e politicamente corretto. Godetevi il video!

Se niente importa

Vorrei segnalare un’opera che sta avendo molto meritato successo, una sorta di “Gomorra” dell’industria zootecnica: “Se niente importa” di Jonathan Safran Foer, conosciuto dai più per “Ogni cosa è illuminata” (da cui fu anche tratto un film con Elijah Wood).

Questa volta, Foer si dedica alla fiction giornalistica con un’inchiesta sull’industria dell’allevamento e della macellazione, denunciando l’orrore che si trova dietro la maggior parte del cibo che va a finire sulle nostre tavole. Dalla distruzione di interi ecosistemi marini alle politiche da campo di concentramento dell’allevamento intensivo; dall’inarrestabile inquinamento prodotto dall’industria della carne (superiore a quello dell’intero sistema di trasporti mondiale) all’impunibilità di una lobby che si fa da sola le sue regole.

Quella di Foer è una denuncia forte, una storia di numeri e fatti che in tv non vedremo mai; ma è anche il racconto toccante di storie di vita vissuta, la ricerca del significato profondo del cibo e del nostro modo di rapportarci a esso, una relazione che va a toccare la nostra storia, quella della nostra cultura e quella della nostra esperienza di vita personale. Un’analisi profonda, sentita e vibrante, che va ben al di là di un semplice manifesto del vegetarianismo etico.

 

In Italia è edito da Guanda e il titolo originale (“Eating Animals”) è stato modificato per riallacciarsi a uno dei primi aneddoti narrati dall’autore: la storia di sua nonna, fuggita da un campo di concentramento, la quale, pur sul punto di morire di fame, rifiutò di mangiare carne di maiale perché non kosher, affermando che “Se niente importa, non c’è niente da salvare”.

World Book and Copyright Day 2010

Come ogni 23 aprile si celebra oggi la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, patrocinata dall’UNESCO, che scelse appunto questa data in quanto anniversario della morte di alcuni autori storici, tra cui Shakespeare e Cervantes (su questo ci sono voci contrastanti: ho volutamente scelto la soluzione più pittoresca).

Lo scopo della ricorrenza, attiva da quindici anni, è promuovere le tre colonne portanti dell’editoria: la lettura, la publicazione e il diritto d’autore.

In Italia, si terranno numerose manifestazione ed eventi per celebrare questa festa: vi segnalo un approfondito articolo, apparso su Booksblog, in cui ne vengono citati alcuni. Buona lettura!

 

Ancora su Saviano

Alcuni giorni fa, l’ennesima sparata contro Roberto Saviano, a opera di Berlusconi, con le solite argomentazioni: avrebbe reso “famosa” la mafia, avrebbe pubblicizzato un’immagine scomoda per il nostro paese e via dicendo. Come lo stesso Saviano aveva osservato la settimana precedente, ospite da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, prendersela con chi denuncia la mafia è come prendersela con chi grida “Al fuoco!” durante un incendio, invece che con chi l’incendio lo ha appiccato.

Marina Berlusconi, nei doppi panni di figlia del Premier e presidente del gruppo Mondadori, replica con una lettera aperta in risposta a quella di Saviano, alla quale il giornalista ha prontamente controbattuto.

Personalmente, trovo vergognosa la quantità di persone disposte a puntare il dito contro quello che ritengo un vero tesoro nazionale. Saviano dovrebbe essere solo e soltanto motivo di orgoglio per questo Paese, e invece deve vedersela, oltre che con un’organizzazione criminale pronta a farlo fuori (per averla “resa famosa”, eh!), anche con chi, in malafede, non fa che screditare il suo lavoro.

Ma lui non si arrende. A breve sarà a Ginevra per aprire la Conferenza Globale dei Giornalisti d’Inchiesta, lui che “giornalista” con la “G” maiuscola lo è davvero. Perché, come ha ricordato durante l’intervento da Fabio Fazio, oggi l’omertà non è sapere e non dire, ma non voler sapere.

LettERRANZA

Navigando per il web mi sono imbattuta in LettERRANZA, un sito che credo valga la pena di menzionare. Si tratta di un portale/archivio creato e gestito dall’Associazione Piemondo Onlus, che, come spiegato in home page, si propone di migliorare e riabilitare l’immagine data dai media a proposito degli immigrati e delle minoranze culturali nel nostro Paese.

LettERRANZA indicizza tutte le opere edite di autori stranieri che hanno scelto di esprimersi in lingua italiana, un archivio di biografie, bibliografie, interviste, recensioni e documenti multimediali.

 

Contrariamente a quanto si sente dire spesso, una lingua si arricchisce nell’incontro con le altre, non chiudendosi in un ristagno asettico e autoreferenziale; quale occasione di evoluzione ed espansione migliore, dunque, di un autore straniero che decide di esprimersi in italiano? Senza contare l’importanza della letteratura come mezzo di espressione di minoranze, storie e culture spesso inascoltate altrove. LettERRANZA ha trasformato tutto ciò in un utile e interessante “database”, che quindi sono ben lieta di segnalare. Buona lettura!

Il destino delle librerie indipendenti

Ieri mi è capitato di vedere al TG2 un servizio sulle librerie indipendenti. Piuttosto breve, potete vederlo QUI


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In sostanza, si mettono in rilievo le difficoltà che hanno le librerie indipendenti a far fronte alla concorrenza dei grandi megastore del libro, posti enormi, con assortimenti impensabili per una piccola libreria, che offrono anche musica, riviste, giochi e DVD e, dato che sono sempre legati a grandi marchi editoriali, possono offrire sconti maggiori sui prezzi di listino e ottenere condizioni favorevoli dai distributori.

Il tasto dolente è quello dell’approvigionamento dei libri. I maggiori distributori propongono condizioni che non sono favorevoli per una libreria indipendente e richiedono delle garanzie e una disponibilità liquida già all’apertura, quando si stanno affrontando i grossi investimenti investimenti e non c’è la vendita vera.

Proprio per questo non mi sembra che la soluzione proposta dal servizio sia quella migliore: i librai infatti chiedono una legge che fissi il tetto massimo di sconto al 15%, in modo da non essere sopraffatti dalle maggiori possibilità dei megastore del libro.

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