#tips

Racconto breve, racconto lungo, novelette, romanzo breve: che differenza c’è?

Tra i primi termini tecnici in cui ci si imbatte quando si inizia a scrivere, soprattutto partecipando a concorsi letterari, ci sono quelli relativi alle dimensioni delle opere.

“Racconto breve”, “racconto lungo”, “novelette”, “romanzo breve”, “novella”… di cosa si tratta e che differenza c’è?

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Virgolette, caporali, lineette: i segni tipografici nei dialoghi

Oggi affrontiamo un tema strettamente redazionale, che ogni autore/autrice si sarà posto, a un certo punto, davanti alla pagina bianca: per i dialoghi del mio romanzo meglio usare le virgolette alte doppie, le caporali o la lineetta?

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Quanto tempo impiega una casa editrice a rispondere?

Quella del titolo è la classica “domanda da un milione di dollari”: quanto impiega una casa editrice a dare una risposta dopo l’invio di un manoscritto?

Sappiamo che l’invio di un’opera a una casa editrice è un momento emozionante, in cui si mescolano ansia e aspettative. Riceverò una risposta? Sarà positiva o negativa? Come la prenderò, quale sarà la mia reazione?

L’importante è restare razionali

Iniziamo col dire che siamo tutti esseri umani e che è perfettamente lecito e normale farsi delle aspettative. Chiunque di noi abbia mai partecipato a un concorso o inviato un manoscritto in valutazione lo ha fatto con la speranza che andasse bene: e sarebbe assurdo il contrario! Per questo, non c’è niente di strano a restarci male, o a temere di non prenderla affatto bene se le cose non andranno come speriamo.

Ciò che conta è avere gli strumenti per superare l’eventuale delusione e andare avanti per la propria strada. Come?

Ricordando alcuni fatti importantissimi:

  • che tutti, anche scrittrici e scrittori famosi, hanno ricevuto dei rifiuti. Ciò non significa che siamo automaticamente J.K. Rowling o Stephen King, ma anche anche loro, a un certo punto della loro vita, hanno dovuto fare i conti con le porte in faccia;
  • che un rifiuto non significa essere incapaci o aver scritto una porcheria: magari non ha toccato le corde di quella giuria, magari non era adatto al pubblico di quella casa editrice, magari ha delle potenzialità che vanno ancora sviluppate a dovere, quindi basterà lavorarci sopra e ritentare.

Tenere a mente questi due punti ci aiuterà a razionalizzare e affrontare le cose con lo spirito giusto, senza farsi abbattere. Stampiamocele bene in testa mentre attendiamo che un editore o una giuria ci diano il loro verdetto.

Ma quanto devo aspettare, dunque?

Di norma, le case editrici indicano direttamente sul loro sito, alla voce “invio manoscritti”, i tempi di attesa. Questi ultimi vanno in media dai sei ai dodici mesi, ma possono variare in base alle dimensioni della casa editrice (dunque del volume di manoscritti che riceve).

Molti editori specificano sul loro sito che, se trascorrono tot mesi senza ricevere risposta, significa che quest’ultima è no. In una piccola percentuale di casi le speranze possono non essere del tutto morte (non sempre le redazioni riescono a stare dietro alle tempistiche promesse e impiegano più di quanto dichiarato a smaltire le pile di manoscritti), ma l’ideale, a quel punto, è mettersi il cuore in pace e puntare ad altro.

Perciò, la prima cosa da fare è studiarsi bene le istruzioni per l’invio del manoscritto e, per ogni editore che contattiamo, appuntarsi i tempi di risposta. In questo modo possiamo tenere sotto controllo i nostri invii e metterci una croce sopra quando scade il tempo per la valutazione.

I tempi di risposta, come già accennato, non sono scolpiti nel marmo. Può capitare che siano molto più brevi o molto più lunghi del previsto, in base a contingenze e casualità su cui nessuno di noi ha potere.

Un manoscritto cade dietro a un mobile e viene ritrovato solo l’anno dopo.

Un manoscritto ultimo in coda cade dalla pila traballante sulla scrivania di un redattore, che lo legge subito.

Non possiamo mai sapere quali strane e contorte vie sceglierà la realtà, quindi facciamo la cosa più difficile: abbiamo fede!

Quello che invece non bisogna fare è subissare una casa editrice di mail e telefonate durante l’attesa, perché è il modo migliore per farsi odiare e ridurre le nostre chance.

C’è qualcosa di più costruttivo che possiamo fare nell’attesa: scrivere altro.

Cosa fare se la risposta è nulla o proprio negativa?

Di solito le case editrici non hanno tempo per motivare i “no”, ma può capitare che la redattrice o il redattore che risponde dia una spiegazione più o meno approfondita e magari qualche consiglio. Inutile dirlo, in base a questo feedback possiamo riprendere in mano l’opera e revisionarla, producendo una nuova bozza più in linea con le richieste.

Come curatrici della collana Futuro Presente (edizioni Delos Digital), per esempio, motiviamo sempre i rifiuti e, se è il caso, diamo dei consigli per sistemare l’opera e ritentare.

Se invece il “no” è un “no” e basta, rivediamo la nostra strategia. Abbiamo scelto la casa editrice giusta, o meglio: il nostro manoscritto era giusto per loro, per il loro target? Chi altro potrebbe essere più adatto? Mi sono presentata o presentato bene, ho inviato tutte le informazioni necessarie, ho rispettato le richieste sul loro sito?

Leggi anche: “Preparare il manoscritto per l’invio: qualche consiglio”

Se il nostro manoscritto è stato rifiutato, è probabile che il romanzo avesse difetti strutturali, o stilistici, o entrambi. Cosa fare? Semplice: investire su una scheda di valutazione. Si tratta di uno strumento fondamentale, che ci permette di identificare tutte le criticità e risolverle prima di ritentare.

Ciò che conta è non vivere i rifiuti come una sconfitta personale e andare avanti per la propria strada. In bocca al lupo!

Consigli di scrittura: riepiloghiamo!

In questi ultimi mesi abbiamo scritto diversi articoli, manualetti e vademecum su tecniche narrative, revisione dei testi, self-publishing e altre attività che ruotano attorno alla nostra amata scrittura.

Ultimamente abbiamo nuovi follower sia su Facebook che su Instagram: abbiamo quindi preparato un riepilogo raccogliendo alcuni degli ultimi contenuti pubblicati qui sul blog! In questo modo, chi ancora non ci conosce può farsi un’idea del nostro lavoro, mentre chi già ci segue può ritrovare qualche post perso! 🙂

Preparare un manoscritto per l’invio – Qualche consiglio!

Abbiamo terminato un romanzo, lo abbiamo riletto e ora dobbiamo inviarlo a qualcuno per degli scopi che possono essere molteplici:

  • una scheda di valutazione prima di procedere alla revisione vera e propria;
  • sottoporlo all’attenzione di una casa editrice;
  • sottoporlo a un/una freelance per un editing;
  • iscriverlo a un concorso.

Qual è il modo migliore di sistemare un manoscritto in vista di questi obiettivi? Ecco alcuni consigli mirati che impediranno al mittente di fare una figuraccia e al destinatario di impazzire e perdere tempo!

1. INSERIRE NOME E COGNOME

Il titolo qui sopra è in maiuscolo non per scelta redazionale, ma perché il Caps Lock era d’obbligo. Ripetiamo: INSERIRE NOME E COGNOME NEL MANOSCRITTO. Non avete idea di quanto spesso venga disattesa una regola tanto semplice, complicando in maniera sensibile i processi di selezione, valutazione e tutto ciò che passa nel mezzo.

Da una scheda di ricerca editore di Studio83 – Servizi Letterari:

In qualsiasi file word che invia, abbia sempre l’accortezza di inserire i suoi contatti. Sia come “blocchetto” all’inizio o alla fine di un documento, sia come intestazione in ogni foglio. Ad esempio una generica come questa: “XXXXXXX – Romanzo di XXX XXXXXX – [sua mail e suo telefono o contatti che preferisce]”.

Oppure anche una cosa del genere, che va ovviamente modificata ogni volta: “Proposta all’attenzione di [NOME DELL’EDITORE] “XXXXXXX – Romanzo di XXX XXXXXX – [contatti che preferisce]”. In questo modo i suoi contatti appariranno in piccolo in qualsiasi pagina del materiale che invierà.

Per chi riceve il nostro manoscritto – quale che sia lo scopo dell’invio, ripeto – è importante poter risalire facilmente all’autore/autrice del testo. Inoltre, occorre avere chiare le informazioni necessarie per potersi mettere in contatto all’occorrenza senza impazzire rovistando nelle vecchie e-mail.

Unico caso in cui questo discorso non vale sono i concorsi letterari che richiedono l’anonimato: allora dovremo leggere il bando e seguire alla lettera le istruzioni su dove inserire le generalità.

Lo ripetiamo un’ultima volta: quando si invia un manoscritto a qualsivoglia destinatario, ricordarsi di INSERIRE NOME E COGNOME (e mail/indirizzi a cui essere ricontattati). MEMENTO!

2. Rileggere il testo prima di inviarlo

Anche questa indicazione può sembrare tutto sommato banale, eppure non lo è. Capita spessissimo – sia come freelance per Studio83 – Servizi Letterari che come curatrici per Futuro Presente, giurate a concorsi, curatrici di antologie ecc – di ricevere manoscritti che non sono evidentemente mai stati riletti dall’autore/autrice. Non parliamo di revisioni approfondite o editing, ma di testi, appunto, mai riletti. Si riconoscono subito dalla quantità oceanica di errori di grammatica, sintassi e battitura inanellati a profusione, tanto che spesso è quasi impossibile valutarli.

Può sembrare che la causa sia l’incuria (in un certo senso lo è), ma il motivo principale è, nel 99% dei casi, un altro: la fretta. Costei è una delle piaghe più infestanti quando si parla di scrittura, ed è il motivo per cui tante cose vengono fatte con approssimazione… in sostanza, male.

Ogni processo richiede i suoi tempi e, se occorrono dei mesi per sistemare un testo prima di inviarlo a qualcuno, allora dobbiamo avere pazienza. Anche perché un romanzo sottoposto a un editore senza alcuna revisione non avrà chance di essere scelto… ergo, il tempo guadagnato andrà perduto comunque. Animo, e rileggiamo un milione di volte!

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3. Verificare il formato

Bandi, case editrici e freelance danno quasi sempre delle indicazioni più o meno specifiche sul formato in cui inviare un testo. Che sia in .doc, .rtf., (raramente) .pdf, dobbiamo cercare tutte le informazioni in merito e accertarci di rispettare le istruzioni.

Per esempio, per la collana Futuro Presente chiediamo formato .doc o .rtf… e riceviamo puntualmente file in formato .odt. Più volte abbiamo dovuto ricontattare autori/autrici per chiedere di rinviarci il testo nel formato richiesto: tutto tempo perso che si potrebbe risparmiare facendo più attenzione, ottenendo anche di accorciare i tempi di valutazione.

Perciò, prima di inviare a qualcuno il nostro manoscritto, cerchiamo tutte le informazioni sul formato d’invio e adeguiamo il nostro file a quanto richiesto.

Altre volte può capitare che, oltre al formato, ci siano richieste specifiche sulla formattazione, come il font e le relative dimensioni. Come fare? Niente paura: ripassiamo la nostra mini-guida su come impostare gli stili di paragrafo!

Tenendo presenti questi tre consigli, invieremo ai nostri destinatari un testo più in linea con le esigenze di tutti: tutti lavoreranno meglio e le nostre possibilità di raggiungere un risultato aumenteranno. In bocca al lupo!

Usare gli a capo – #tips dalle nostre schede di valutazione

Condividiamo un consiglio di scrittura, tratto da una nostra Scheda di Valutazione Premium.

“La gestione degli spazi aiuta la narrazione. Basta davvero poco, alle volte, per facilitare l’organizzazione del discorso e quindi la lettura.
Ad esempio si può inserire un a capo in più, nel momento in cui si passa da un argomento a un altro; o, al contrario, riunire commi segnala a chi legge la continuità di una riflessione, o l’unità di una situazione.”

La Scheda di Valutazione Premium è il nostro secondo livello di valutazione: un’analisi approfondita del tuo testo, per aiutarti a crescere nel tuo percorso di scrittura.

Il servizio di Valutazione Testi Premium è consigliato se:

  • Hai scritto un libro!
  • Vuoi migliorare il tuo stile e capire cosa non va nel tuo testo.
  • Vuoi pubblicare con un editore o autopubblicarti.

Un’analisi precisa e dettagliata, che mette in evidenza punti di forza e punti deboli. Una preziosa e rara bussola per sviluppare al meglio la propria scrittura. Consigliato a chiunque abbia la volontà di migliorarsi.

UNO SCRITTORE – LEGGI ALTRO SU DICONO DI NOI

Con Studio83, trova la strada che fa per te e per la tua opera!



Scrivere a quattro mani

Di recente, Mondadori ha annunciato che il prossimo luglio uscirà (nella collana Urania Millemondi) un’antologia tutta italiana: “Strani mondi”, che mette insieme quindici racconti di autori e autrici definiti “una interessante selezione del meglio della science-fiction del nostro paese”.

Nel gruppo ci siamo anche noi, Elena Di Fazio e Giulia Abbate, con un racconto che abbiamo scritto a quattro mani e che si intitola “Guerra fredda”: la storia di una subdola invasione ambientata tra i ghiacci dell’Artico.

Non è la prima volta che uniamo le penne: era successo nel 2009 con il racconto “Ora tocca al dodo”, pubblicato sulla webzine Continuum e poi inserito nella raccolta “Lezioni sul domani”, Delos Digital; e con “I tempi cambiano, nonna!”, omaggio alla fantascienza d’antan giunto finalista al Trofeo RiLL e pubblicato nell’antologia “Cronache da mondi incantati”, edizioni Nexus.

Con “Guerra fredda” siamo tornate a lavorare insieme dopo molto tempo: in questi dieci anni il nostro bagaglio professionale è naturalmente cambiato, così come l’uso degli strumenti letterari, ed è stato interessante ritrovarsi in un nuovo punto del percorso. L’esperienza ci ha dato anche lo spunto per questo post: perché non parlare proprio della scrittura a quattro mani, dando qualche consiglio a chi vuole cimentarsi nell’impresa?

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I migliori dizionari e vocabolari online per scrivere bene in italiano!

Spesso, chi scrive si scontra con dubbi grammaticali e linguistici che pur sembrando sciocchi sono insidiosi.

Per fugare le incertezze, sempre annotare ogni dubbio e dedicarsi a un ricontrollo, magari senza fermarsi ogni volta mentre si scrive, ma impegnando per la revisione linguistica una sessione dedicata.

Per aiutarti a scrivere bene e a revisionare in modo efficace, niente supera il caro vecchio vocabolario di italiano. Ce ne sono molti anche online, che hanno il vantaggio di essere consultabili con un click e di essere aggiornati.

Te ne segnaliamo qualcuno, tra i migliori che conosciamo: alcuni sono i più autorevoli, curati da istituzioni della lingua italiana che tutto il mondo ci invidia; altri simpatici e pratici per controlli al volo; altri ancora per ricerche collaterali più approfondite che daranno certamente al tuo scritto (e al tuo linguaggio!) una marcia in più.

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Le accentate maiuscole: È, À Ò, Ù, Ì, come digitarle? Ecco la guida definitiva! #tips

Le lettere maiuscole accentate sono uno degli scivoloni più frequenti nei quali incappa spesso chi scrive.

Quante volte infatti troviamo l’apostrofo al posto dell’accento, anche su giornali, cartelli, pubblicazioni professionali?
E quante volte lo digitiamo, per fare prima?

La notizia è che accento e apostrofo non sono intercambiabili, e che usare l’apostrofo al posto dell’accento è un vero e proprio errore grammaticale.

Errore che avviene non per una vera mancanza di tempo, ma per una mancanza di competenze: non sapendo come sbrigarci a digitare la lettera maiuscola sulla tastiera, scegliamo un ripiego quasi obbligato.

Per fortuna c’è Studio83! 🙂 Oggi vi insegniamo qualche strada rapida e semplice per usare le lettere maiuscole accentate: À, Ò, È, Ù, Ì.

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Self-publishing: tre consigli per partire al meglio!

Di self-publishing abbiamo parlato spesso, in passato, analizzandone i pro e i contro e chiamandolo indie-publishing: pubblicazione autonoma indipendente, per sottolineare l’importanza della professionalità in questo percorso pieno di gioie, ma anche di fatiche!

Abbiamo anche spiegato quali sono, secondo noi, i requisiti per scegliere il self-publishing in modo proficuo:

  • aver già pubblicato con editori tradizionali e averli visti all’opera;
  • essere pronti a investire tempo, energie e anche denaro, proprio come un editore;
  • aver scelto il self-publishing per i motivi giusti e con obiettivi costruttivi: non come ripiego per un manoscritto immaturo che nessuno vuole, o perché non abbiamo la pazienza di cercare un editore!

Ci sono casi in cui il self-publishing può essere una scelta sensata, per esempio quando un manoscritto appartiene a un genere obiettivamente poco commerciabile, motivo per cui la ricerca di un editore (da parte dell’autore/autrice o di un agente letterario) non ha dato esito positivo. Se malgrado ciò abbiamo motivo di credere – perché ce lo hanno detto le stesse case editrici, o gli agenti, o editor professionisti – che il testo abbia comunque un suo valore, possiamo scegliere di diventare imprenditori di noi stessi e optare per una pubblicazione indipendente professionale.

Cosa fare per partire al meglio?

1. Preparare un dettagliato piano d’azione

Quando un editore seleziona un testo per pubblicarlo, prepara un piano editoriale specifico. Anche noi, quindi, dovremo avere un progetto concreto in cui nulla viene lasciato al caso. In questo piano, dobbiamo darci scadenze precise e rispettarle, lasciando a ogni fase il tempo necessario (niente fretta, quindi!).

Quali possono essere i punti fondamentali di un piano personale di self-publishing?

  • Ultima revisione autonoma del testo;
  • scelta della copertina;
  • ricerca di eventuali professionisti per i servizi tecnici, come la correzione di bozze o l’e-book;
  • prima release del libro;
  • prime presentazioni dal vivo;
  • piano di promozione sui social ecc.

Questo programma può coprire un arco anche lungo di tempo, per esempio un anno o due. Accanto a ogni punto del piano, stabiliamo una data entro la quale dobbiamo aver risolto o organizzato quello specifico ambito: in questo modo avremo già una visione d’insieme del percorso e potremo affrontarlo con maggiore agilità.

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2. Studiare gli aspetti tecnici

Quale piattaforma di self-publishing scegliere? Che differenza c’è tra una e l’altra? Quale si sposa meglio con i miei specifici obiettivi? Quali possono essere i costi? Meglio solo cartaceo, solo e-book o entrambi?

È il momento di farsi mille domande e di cercare piano piano le risposte. Verificando di persona, innanzitutto, cosa ci offrono per contratto le varie piattaforme, prima di scegliere quella che fa al caso nostro. Cerchiamo chi ha già percorso questa strada e chiediamogli/le consigli: come si è trovato/a, se ci consiglierebbe la stessa via, se ci sono delle criticità evitabili con più attenzione e informazioni preliminari.

Il web ci mette a disposizione moltissime risorse, da questo punto di vista. Basta pensare ai social network e ai vari gruppi a cui possiamo rivolgerci per condividere esperienze e chiedere consigli operativi. Osserviamo, domandiamo, analizziamo, impariamo: il controllo assoluto non esiste, ma almeno partiremo con più consapevolezza!

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3. Osservare chi ha avuto successo e prendere esempio

Ci sono autori e autrici in tutto il mondo che hanno scelto la via della pubblicazione autonoma indipendente e hanno avuto ottimi riscontri di pubblico e critica. Molti di loro hanno raccontato la loro storia in articoli e interviste: cerchiamoli, leggiamo le loro parole (e magari anche i libri!) e impegniamoci a capire in che modo possiamo prendere esempio.

In questo articolo di qualche anno fa, per esempio, abbiamo raccolto e tradotto alcuni commenti di autori e autrici anglosassoni che hanno avuto esperienze proficue col self-publishing: “Opinioni sul self-publishing”.

Altro esempio di pubblicazione indipendente di successo è quella di Simon Sword, che abbiamo affiancato nel suo percorso e poi intervistato: al 2017, il suo primo libro illustrato aveva venduto ben 15.000 copie su Amazon in poco tempo! Qui la sua esperienza: “Speciale self publishing! Un caso di successo: i best seller di Simon Sword”.

Questi primi tre accorgimenti ci daranno già una misura del percorso che ci aspetta, delle sue gioie e delle sue difficoltà. Mai lanciarsi nel vuoto facendo le cose a caso: la pianificazione non ci aiuta solo nella scrittura, ma anche quando decidiamo di diventare editori di noi stessi!

Per consigli, informazioni e preventivi, infine, non dimentichiamo il nostro pacchetto di servizi per la pubblicazione autonoma indipendente: dal 2007 seguiamo autori e autrici in questo percorso, condividendo esperienze, gioie, dolori e dando il nostro supporto professionale e umano.