#tips

Tòpoi letterari, luoghi comuni, cliché, stereotipi. Cosa sono? – I Parte: il tòpos

La scrittura è un’attività solitaria. Eppure, quando scriviamo non siamo soli.

Intorno al nostro libro ci sono altri libri: quelli degli autori e delle autrici che ci hanno preceduto e che hanno scritto delle stesse cose, o con uno stile simile, o nello stesso genere letterario che noi abbiamo scelto.

Scrivere, quindi, non è solo creare qualcosa di nuovo, ma misurarsi con una certa tradizione, composta:

  • da un canone preciso, stabilito dalla critica e da chi lo studia;
  • dai libri che hanno già affrontato i nostri stessi temi;
  • dal corpus di uno stesso autore o autrice;
  • dai libri che noi stessi abbiamo letto e che ci hanno influenzati, nel bene o nel male, in modo chiaro oppure nascosto.

E in questo non c’è niente di male, anzi: deve essere così. La preoccupazione di essere assolutamente originali e di scrivere in modo da non assomigliare a nessuno è un rovello tipico di autrici e autori inesperti, e consuma un sacco di energie per nulla!

Perché la cultura è una conversazione, perché nessuno di noi è una monade e perché, si dice, in fondo tutto è già stato scritto. Quindi rilassiamoci! Pensiamo, invece, a come relazionarci con la nostra tradizione di riferimento.

Per aiutarti in questo, abbiamo scritto una breve guida per spiegarti alcune componenti fondamentali che accomunano i testi, e che fanno da “mappa” per lo scrittore e la scrittrice che vogliono scrivere bene.

La nostra guida si intitola:

Tòpoi letterari, luoghi comuni, cliché, stereotipi. Cosa sono?

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L’interruzione di pagina: usiamola!

Nelle scorse settimane abbiamo affrontato il problema degli stili di paragrafo, spiegando perché è importante usarli e, soprattutto, come impostarli.
Abbiamo anche detto che non si tratta di un obbligo, ma di un plus che ci permette di lavorare su un file ordinato e facilita le cose a chi interviene sullo stesso file dopo di noi.

[Per approfondire leggi i due post:

Oggi parliamo di un altro strumento tanto importante quanto dimenticato: l’interruzione di pagina.


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Stili di paragrafo: come impostarli

La volta scorsa abbiamo spiegato perché è bene impostare gli stili di paragrafo prima di metterci a scrivere.

Impostare i fogli di stile non è un obbligo e non pregiudicherà la selezione dei nostri testi da parte di editori o giurie, ma consentirà a noi di lavorare su un file pulito e professionale.

Ora che sappiamo cosa sono, ci domandiamo: come impostare gli stili di paragrafo?

Parleremo del programma di videocrittura Microsoft Word, il più largamente utilizzato (assieme a Open Word, che gli somiglia molto). Abbiamo detto che Word ha già una sua selezione di stili di paragrafo, contenenti set di formattazioni predefinite. Per comodità, possiamo iniziare utilizzando quelli già pronti, che poi andremo a modificare all’occorrenza.

Immaginiamo di avere il nostro testo:

Come possiamo vedere dall’immagine, al momento al testo è applicato lo stile neutro “Normale”.
La prima cosa che vogliamo fare è assegnare uno stile specifico al titolo del capitolo: utilizziamo quindi uno dei relativi stili già presenti nel programma. Nell’immagine qui sotto, è cerchiato in rosso.

Ed ecco come appare il nostro titolo di capitolo una volta applicatogli lo stile di paragrafo scelto:

Non solo il nostro file è più pulito ed elegante: assegnare uno stile specifico per i titoli consente di creare un sommario, le cui voci corrispondono proprio a quello stile. Ne parleremo presto, in un altro post dei nostri #tips!

Passiamo ora al testo e al relativo stile di paragrafo.
Come vogliamo che appaia il nostro testo? Non parlo di scelte estetiche bizzarre: ricordiamolo, la sobrietà è essenziale, quindi niente font strani e atteniamoci alle regole basilari.
Vogliamo un’interlinea più o meno ampia?
Vogliamo il testo giustificato, ovvero allineato a entrambi i bordi?
Vogliamo il rientro in prima riga, importantissimo per dare aria al testo?
Possiamo ottenere tutte queste caratteristiche semplicemente impostandole.

Come fare? Una prima via è modificare uno stile già esistente, per esempio il già citato “Normale”.
Spostiamo il cursore sopra il riquadro dello stile e usiamo il tasto destro del mouse (sinistro, per noi mancini! 😉 ):

Si aprirà una finestra di dialogo attraverso cui apportare le prime modifiche, quelle relative al carattere.

Ed ecco qui: ho inserito la giustificazione (quindi allineato il testo sia a destra che a sinistra) e modificato il font (ovvero il carattere) in Times New Roman.
Come modifico l’interlinea e il rientro in prima riga?
Semplice: in basso a sinistra della finestra di dialogo c’è il pulsante “Formato”. Una volta premuto, si aprirà un menù: selezioniamo “Paragrafo” per accedere alle opzioni di formattazione relative.

Ed ecco qui le mie impostazioni: dal menù a tendina “Speciale”, ho selezionato il rientro “Prima riga” di 0,5 cm: ciò significa che, ogni volta che andrò a capo, la prima frase di un paragrafo rientrerà di 0,5 cm da sinistra. Poi ho modificato la spaziatura, che di default prevedeva 10 pt di spazio tra un paragrafo e l’altro.

C’è anche un altro modo per generare lo stile di paragrafo che preferiamo, a partire dal testo.
Selezioniamo un paragrafo e diamogli manualmente le caratteristiche che vogliamo (font, allineamento, rientro, spaziatura):

A questo punto clicchiamo qui, a destra degli stili prefiniti:

E salviamo la selezione come un nuovo stile utilizzando l’apposita voce del menù.

Queste piccole operazioni preliminari, più semplici a farsi che a dirsi, permettono di risparmiare tempo successivamente.

Per esempio: volete partecipare a un concorso che dà regole specifiche sul font, che deve essere ad esempio Times New Roman 12, mentre voi avete usato Arial 14. Se avete impostato uno stile di paragrafo per il testo, non dovrete fare altro che modificarlo, senza dover selezionare manualmente l’intero romanzo.

(Senza contare tutte le piccole fissazioni che possiamo soddisfare. Io, per esempio, riesco a scrivere solo in Times New Roman. Ma devo rileggermi in Garamond.)

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Sembra tutto troppo difficile? No! Non preoccuparti!

Come abbiamo detto, impostare gli stili di paragrafo è utile innanzitutto per chi scrive, ma non è fondamentale. Ci saranno due fasi, in caso di pubblicazione con una casa editrice (ma anche di self-publishing!) attraverso cui il testo dovrà passare: correzione di bozze e impaginazione. A quel punto, saranno professionist* del settore a occuparsi di tutti questi aspetti, trasformando il vostro testo in un documento pulito, in ordine e pronto per essere stampato (o convertito in e-book) e fruito dal pubblico.


 

Stili di paragrafo: cosa sono e perché impostarli

Chiacchierando con colleghi e colleghe che scrivono, capita di sentirsi chiedere:

“Qual è la prima cosa che fai quando inizi un nuovo racconto o romanzo?”

La risposta che danno molte persone è “Scrivo il titolo”, o “Parto subito con l’incipit”. La risposta che do io è sempre:

“Imposto gli stili di paragrafo.”

Cosa sono gli stili di paragrafo? Sono dei set di opzioni di formattazione che vengono applicati al testo in modo uniforme e coerente.

Il font e le sue dimensioni, il rientro in prima riga, l’interlinea e l’allineamento del testo sono tutte opzioni di formattazione contenute in uno stile di paragrafo. Se, per esempio, voglio che il mio romanzo abbia interlinea singola, font Times New Roman 14, rientro di 0,4 in prima riga e 0 pt di spaziatura tra un capoverso e l’altro, non devo far altro che impostare tutte queste caratteristiche nello stile di paragrafo che poi applicherò al testo. Stesso discorso per il titolo dei capitoli: voglio un Times New Roman 16 grassetto, con 24 pt di spaziatura verticale dal testo? Lo imposto e lo applico a tutti i titoli dei capitoli.

In questo modo, non solo testo e titoli saranno uniformi; ma, se deciderò di modificarli (per esempio aumentando i pt tra titoli e testo dei capitoli), mi basterà apportare tale modifica allo stile di paragrafo e me la troverò applicata uniformemente nell’intero file.

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Word, il programma di videoscrittura più largamente utilizzato, ha un ampio set di stili di paragrafo, pensati per diverse funzioni: corpo del testo, titolo, sottotitolo, riferimenti, citazioni e via dicendo. Possiamo scegliere uno stile e applicarlo al nostro testo, o alla sezione a cui vogliamo assegnare quelle specifiche proprietà. Se, per esempio, voglio usare lo stile di paragrafo “Titolo1” per i titoli dei capitoli, dovrò applicarlo ogni volta ai suddetti.

Ma se sto per scrivere un buon romanzo, che mi importa della veste redazionale? Non è il contenuto che conta?

La risposta è semplice: impostare gli stili di paragrafo non migliorerà la sostanza del testo, ma aiuterà voi e chi verrà dopo di voi a lavorare meglio.

Voi, perché vi farà lavorare su un file ordinato e pulito. Scrivereste meglio su una scrivania lurida e sommersa di ciarpame, o su una scrivania ordinata, con tutto lo spazio per muovervi? E prendereste più volentieri appunti su un foglio bianco e lindo, o su un cencio pieno di scarabocchi?

Chi lavorerà sul testo dopo di voi, invece, si troverà davanti un’opera con una veste già professionale. Se si tratta di un editore, farete subito bella impressione: apparire professionali è tutt’altro che un dettaglio, ricordiamocelo! Ovvio che la differenza la fa il contenuto, ma pensiamoci: se siamo qualificatissimi per un impiego, non ci aiuterà affatto presentarci al colloquio vestiti di stracci e puzzolenti.

Se a lavorare sul testo dopo di voi sarà un editor, correttore di bozze o impaginatore, gli/le avrete facilitato il percorso, che sarà più rapido e anche più proficuo.

Come si applica, si modifica o si crea ex novo uno stile di paragrafo?

Ne parleremo nel prossimo articolo, una guida breve e semplice per imparare le basi della formattazione del testo!

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Autopromozione su Facebook: cinque strategie efficaci – #tips

Il mese scorso abbiamo parlato dei cinque errori più comuni che si rischiano di commettere quando si promuove il proprio libro su Facebook.

La creazione di troppe pagine, o la confusione tra la dimensione privata e quella pubblica; l’aggressività nel porsi, o l’uso di argomentazioni poco efficaci.

Oggi vediamola in positivo: cosa possiamo fare, nel concreto, per rendere efficace l’autopromozione sul social network più frequentato di sempre?

Cosa fare, insomma, per promuovere il tuo libro su Facebook?

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Autopromozione su Facebook: cinque errori da evitare! – #tips

Facebook è uno strumento prezioso per l’autopromozione: è gratuito, permette di raggiungere un ottimo numero di persone e di esprimersi in modo informale e diretto.

Allo stesso tempo, queste caratteristiche ci si possono ritorcere contro se non sappiamo bene come porci nei confronti del pubblico quando andiamo a promuovere il nostro libro.

Quali sono gli errori da evitare quando devi promuovere il tuo libro su Facebook?

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Il complemento di vocazione – Appunti di editing

Tempo fa, su Facebook, circolava un’immagine scherzosa ma interessante che illustrava le conseguenze di un errore molto frequente tra gli scrittori esordienti: l’assenza della virgola prima del complemento di vocazione.

L’immagine mostrava due frasi:

“Voglio mangiare nonna.”

“Voglio mangiare, nonna.”

Con una conclusione: una virgola può salvare una vita!

Sei salva, nonnina!

Scherzi a parte, l’assenza della virgola prima del complemento di vocazione è un errore in cui mi imbatto davvero di frequente, ed è anche un errore molto grave. Senza virgola, infatti, il complemento di vocazione diventa complemento oggetto, stravolgendo il senso della frase.

“Ascolta, Maria!” [sto invitando Maria ad ascoltarmi]

“Ascolta Maria!” [sto invitando il mio interlocutore ad ascoltare ciò che dice Maria]

Ricordiamo quindi di porre molta attenzione a questo aspetto: ogni volta che abbiamo un dubbio, un’attenta analisi logica di ciò che abbiamo scritto ci aiuterà a non cadere in errore.