Un Classico al Mese

Niente di nuovo sul fronte occidentale – Un classico al mese

La Prima guerra mondiale, un gruppo di ragazzi poco più che diciottenni, il sogno di partire per la guerra, combattere il nemico e vivere una grande avventura. Iniziò davvero così il percorso che condusse migliaia di giovani alla morte tra il 1914 e il 1918, anni in cui è ambientato il romanzo “Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Erich Maria Remarque. Un’opera parzialmente autobiografica che vede protagonista il diciannovenne Paul Bäumer e racconta le sue vicissitudini in trincea e sul campo di battaglia.

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Tutti i classici mese per mese! Anno 2016

Si conclude il secondo anno di vita di una rubrica che – stando alle statistiche degli accessi al blog – ha riscosso molto successo fra i nostri lettori: “Un classico al mese”, che ripropone la storia, la genesi e le vicende editoriali di romanzi entrati nella storia letteraria come classici senza tempo. Riepiloghiamo quindi i classici di cui abbiamo parlato nel 2016, in attesa di ripartire con il nuovo anno.

GENNAIO 2016 – “Sulla strada” di Jack Kerouac

 

 

“Sulla strada” è una storia autobiografica che ripercorre un viaggio attraverso gli USA durato sette anni (ma riassunto, contratto e romanzato nell’opera) e in parte affrontato assieme all’amico Neal Cassady, il cui alter-ego sarà il celebre personaggio Dean Moriarty.

[Leggi: Sulla strada – Un classico al mese]

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Lolita – Un classico al mese

“Lolita”, il masterpiece dell’autore russo naturalizzato statunitense Vladimir Nabokov, è considerato uno dei romanzi più controversi della storia della letteratura novecentesca: da un lato fu riconosciuto come capolavoro, dall’altro incontrò una moltitudine di resistenze per via del pesante argomento trattato, la pedofilia. L’opera racconta l’amore del quarantenne Humbert Humbert nei confronti della dodicenne Dolores Haze, figlia della sua padrona di casa (e in seguito moglie) Charlotte Haze.

Vladimir Nabokov sulla copertina del Time, 1969

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Le avventure di Tom Sawyer – Un classico al mese

Il fiume Mississippi, il Sud degli Stati Uniti a pochi anni dalla guerra civile, un mondo di ragazzi che si ribellano alle incomprensibili regole degli adulti: parliamo naturalmente del romanzo “Le avventure di Tom Sawyer”, uno dei capolavori di Mark Twain assieme al sequel, “Le avventure di Huckleberry Finn”. Le due opere sono considerate uno dei maggiori contributi che lo scrittore ha dato alla letteratura americana e vengono ancora oggi letti in tutto il mondo, veri e propri classici senza tempo.

Tom Sawyer in un’illustrazione del 1876

La storia è ambientata nello Stato del Missouri e nell’immaginaria St. Petersburg, ispirata alla cittadina di Hannibal, dove Mark Twain trascorse la sua infanzia. A dominare la scena è il grande fiume Mississippi, coi suoi storici battelli a vapore, sui quali l’autore lavorò diversi anni e ai quali è legata una delle tante tragedie della sua vita: la morte del fratello minore Henry, rimasto ucciso dall’esplosione di una caldaia.

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Il buio oltre la siepe – Un classico al mese

Lo scorso febbraio è scomparsa Harper Lee, autrice nota soprattutto per il romanzo “To kill a mockingbird”, tradotto in Italia come “Il buio oltre la siepe”. L’opera, pubblicata per la prima volta nel 1960 e ambientata nell’immaginaria cittadina di Maycomb, Alabama, racconta il processo contro un uomo di colore accusato di aver violentato una ragazza bianca. A narrare la vicenda è una bambina, Jean Louise Finch (chiamata da tutti Scout), figlia di Atticus, l’avvocato che difende l’uomo: attraverso i suoi occhi viene fuori un duro ritratto degli Usa del Sud negli anni Trenta, profondamente razzisti, e in generale una riflessione sul senso di diffidenza e paura che provoca il diverso, qualunque esso sia.

Il titolo originale (letteralmente, “Uccidere un passero/tordo/usignolo”: in italiano non esiste un esatto corrispettivo del “mockingbird”) viene più volte citato all’interno dell’opera in riferimento all’uccidere qualcuno che non ha fatto nulla di male e che sarebbe in ogni caso inoffensivo. In Italia il romanzo fu tradotto da Amalia D’Agostino Schanzer e pubblicato da Feltrinelli sempre nel 1960; il titolo fu reso come “Il buio oltre la siepe”, un riferimento alla siepe che divide la casa di Scout da quella dei misteriosi vicini, la cui abitazione e la cui storia terrorizzano a morte i giovani protagonisti.

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I tre moschettieri – Un classico al mese

“Tutti per uno, uno per tutti!” Questa frase ancora oggi riecheggia in ogni dove, anche tra chi non sa che si tratta di una citazione da “I tre moschettieri” di Alexandre Dumas, uno dei romanzi più conosciuti, tradotti e trasposti su altri media della letteratura francese. Apparve per la prima volta sulla rivista “Le Siècle” nel 1844, pubblicato a puntate: un cosiddetto romanzo d’appendice, o feuilleton, rivolto al grande pubblico e per questo spesso criticato come paraletteratura. Certo è che “I tre moschettieri” è un romanzo storicamente accurato, divertente, avvincente, un vero classico che ancora oggi inchioda alle sue pagine lettori di tutto il mondo e di tutte le età.


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Uomini e topi – Un classico al mese

Si narra che la stesura di “Of mice and men“, uno dei masterpiece di John Steinbeck, fu piuttosto sofferta: dapprima nato come romanzo per ragazzi, fu poi rimaneggiato e riscritto dall’autore, che però soffriva di forti mal di schiena e aveva difficoltà a lavorare. Sembra addirittura che una prima versione dell’opera sia stata divorata dal cane dello scrittore, che tuttavia non si perse d’animo e continuò a lavorare a quello che è uno dei suoi romanzi più concisi e ricchi di pathos.

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L’isola del tesoro – Un classico al mese

I consigli di lettura di questo mese hanno avuto come argomento i pirati, e tra di essi spicca uno dei romanzi per ragazzi più famosi di sempre: “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson.

Pubblicato nel 1881 a puntate e poi nel 1883 come romanzo, “L’isola del tesoro” ha portato nell’immaginario collettivo i pirati, la caccia al tesoro, le mappe, le isole sperdute, le gambe di legno, le bandiere col teschio e le bottiglie di rum, affascinando tante generazioni di ragazzi e di adulti.

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Il piccolo principe – Un classico al mese

La notte del 31 luglio 1944, Antoine de Saint-Exupéry scomparve in volo durante una ricognizione fra la Sardegna e la Corsica. La Seconda guerra mondiale volgeva al termine e lo scrittore, arruolatosi nell’aeronautica francese prima e nelle Forze Aeree Libere poi, non avrebbe più fatto ritorno. A quel tempo era già noto per diverse pubblicazioni sul tema del volo e per un romanzo che sarebbe rimasto nella storia: “Il piccolo principe”.


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Dieci piccoli indiani – Un classico al mese

Agatha Christie pubblicò nel 1939 quello che è stato sempre definito dalla critica il suo capolavoro: “Dieci piccoli indiani”, masterpiece del genere giallo giunto in Italia sette anni dopo, nel 1946, quando la Mondadori lo pubblicò nella collana Il Giallo col titolo “…e poi non rimase nessuno”. Per una volta, la curiosa traduzione non è da imputare all’editore italiano: il romanzo della Christie, infatti, ha visto il titolo originale (“Ten little niggers”) modificato più volte per essere adattato a un mercato anglosassone più ampio. Negli Stati Uniti la parola “nigger” aveva una connotazione offensiva e fu necessario ritoccare alcuni dettagli, soprattutto il titolo, per ovviare al problema. L’edizione statunitense del romanzo fu intitolata “And then there were none” e la filastrocca sui “ten little niggers” fu cambiata. Qualche edizione dopo, negli anni Sessanta, i “niggers” si trasformarono in “indians”: “Dieci piccoli indiani” è il titolo con cui l’opera è più conosciuta in Italia.


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